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Castelfranc Emilia sfidi sino in fondo il senso del ridicolo

IN IALIA I GAY SONO PIU' TUTELATI DELLE DONNE

ALTRO CHE LEGGE ZAN, CI SONO PAESI CHE I GAY LI CONDANNANO A MORTE

E' IDEOLOGIA NAZISATA. PERSEGUIBILE UN PARROCO CHE LEGGE IL VANGELO

COSI LA LEGGE SULL'OMOFOBIA UCCIDE LA LIBERTA'

LA CASSAZIONE DISCRIMINA GLI ETERO

L'ERRORE DELLA POLITICA ITALIANA È ESSERE SUCCUBE DEI MAGISTRATI

Disegno legge Zan: nessuno usi i bambini

ATTIVITA' CHIARE E MOTIVI OSCURI QUI A MODENA

Pandemia, i numeri separati dalle opinioni

Legge Zan, vigliacchi o calunniatori?

'Assurdo vaccinare i giovani prima degli anziani'

Il Bianco e il Nero, Giovanardi: "Scanzi furbetto". ​Buttiglione: "Si punt

Legalizzare la Cannabis ricreativa? No grazie

LA SINISTRA CREO' IL CAOS STATO-ENTI LOCALI

IL GOVERNO GIALLOROSSO HA IGNORATO I CONSIGLI DELLE AMBASCIATE ITALIANE

I bambini “comprati” vengano dati in adozione

Sanremo, da Fiorello e Achille Lauro una offesa alla Fede e alle vittime della P

GIOVANARDI E CASO WHITE LIST, CASELLATI RISCRIVE AL TRIBUNALE

Giovanardi: “Attaccano destra, Csm e il cittadino onorario Di Matteo : un capola

CUCCHI, IL SUPERTESTE E LA RELAZIONE CHE NON C'E'

L'ISLAM CI INVADE CON LE CONVERSIONI OBBLIGATORIE

PERCHE' VANNO ASSOLTI I MILITARI IMPUTATI PER LA MORTE DI CUCCHI

CUCCHI, LE CAPRIOLE DEL TESTIMONE CHE ACCUSA I CARABINIERI

Ambiente: caro Draghi servono passi avanti non balzi all’indietro

POCHE MINISTRE? AMEN

SUI COGNOMI SBAGLIATO IMPORRE SCELTE CONFLITTUALI

ABERRANTE NEGARE LE STRAGI DI TITO, IL PIU GRANDE STERMINIO IDEOLOGICO

CONTRORIVOLUZIONI

Cent’anni fondazione del Pci, quella fetta d’Italia che non ha conosciuto l’alte


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Castelfranc Emilia sfidi sino in fondo il senso del ridicolo

Castelfranc Emilia sfidi sino in fondo il senso del ridicolo

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IN IALIA I GAY SONO PIU' TUTELATI DELLE DONNE

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ALTRO CHE LEGGE ZAN, CI SONO PAESI CHE I GAY LI CONDANNANO A MORTE

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E' IDEOLOGIA NAZISATA. PERSEGUIBILE UN PARROCO CHE LEGGE IL VANGELO
 
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COSI LA LEGGE SULL'OMOFOBIA UCCIDE LA LIBERTA'

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LA CASSAZIONE DISCRIMINA GLI ETERO

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L'ERRORE DELLA POLITICA ITALIANA È ESSERE SUCCUBE DEI MAGISTRATI

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Disegno legge Zan: nessuno usi i bambini

Disegno legge Zan: nessuno usi i bambini

31 MARZO 2021

Nella discussione sul Disegno di Legge Zan, approvato dalla Camera e ora approdato al Senato, troppe volte distratti o maliziosi commentatori non fanno riferimento a quello che sta scritto nel testo ma alle bugie che vengono diffuse dai sostenitori della legge.
Basterebbe leggersi il bel testo pubblicato dal Centro Studi Livatino per capire quanto questo disegno di legge nulla abbia a che fare con la violenza e le discriminazioni, ma sia un goffo tentativo di criminalizzare tutti coloro che per esempio ritengono che i bambini abbiano diritto ad avere un padre ed una madre o si oppongono alla abominevole pratica dell’utero in affitto.
Proprio oggi tra l’altro Papa Francesco interviene su Repubblica per esaltare la figura del Magistrato martire Rosario Livatino, alla cui memoria ed al cui insegnamento si rifà il centro studi a Lui intitolato.
Prendiamo ad esempio l’art 7 così come approvato dalla Camera, con il quale si istituisce la giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia, al fine di promuovere la cultura del rispetto e dell’inclusione nonché di contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere…
In questa giornata il comma 3 dell’articolo prevede poi l’organizzazione di cerimonie, incontri e ogni altra iniziativa utile a cui devono concorrere le scuole nonché le altre Amministrazioni Pubbliche.
Si tratta in sostanza di andare a spiegare nelle scuole che è reato rifarsi ai princìpi del diritto naturale, e dunque avanzare obiezioni alla teoria dell’identità sessuale “a la carte” descritta dalla proposta di legge Zan all’articolo 1, secondo il quale “per identità di genere si intende la identificazione percepita e manifestata di sé in relazione al genere, anche se non corrispondente al sesso, indipendentemente dall’ aver concluso un percorso di transizione”. Tesi, peraltro, avversata anche dalle femministe e dalle stesse organizzazioni omosessuali femminili.
Davanti a questo arrogante manifesto ideologico, con tintinnar di manette per i dissidenti, il Senato della Repubblica non può cedere alle pressioni di lobbies potenti e organizzate e deve difendere con decisione i principi fondamentali contenuti nella nostra Costituzione laica e repubblicana.

Carlo Giovanardi, Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella

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ATTIVITA' CHIARE E MOTIVI OSCURI QUI A MODENA

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Pandemia, i numeri separati dalle opinioni

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Legge Zan, vigliacchi o calunniatori?

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'Assurdo vaccinare i giovani prima degli anziani'
'Assurdo vaccinare i giovani prima degli anziani'
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Il Bianco e il Nero, Giovanardi: "Scanzi furbetto". ​Buttiglione: "Si punt

Il Bianco e il Nero, Giovanardi: "Scanzi furbetto". ​Buttiglione: "Si punti all'efficienza"


Per la rubrica Il bianco e il nero abbiamo intervistato gli ex parlamentari Rocco Buttiglione e Carlo Giovanardi sul caso che ha coinvolto il giornalista Andrea Scanzi.

 








Cosa pensa della vicenda Scanzi Buttiglione: “Penso che ognuno dovrebbe aspettare il proprio turno disciplinatamente e dare fiducia alle autorità preposte. La gente tende a non avere fiducia e sbaglia perché non esistono vie isolate per uscire dalla pandemia. È il momento che la nazione deve rispondere insieme, sperando che chi ci guida ci indichi il giusto percorso. Ma, o ha successo il percorso che ci viene indicato oppure non ci sono altre soluzioni”.

Giovanardi: “La penso come un 71enne che è in attesa che arrivi il suo turno per vaccinarsi e vede qualcun altro che salta la fila. Credo di avere la stessa reazione di quelli che, in fila per una cosa importante, si vedono passare davanti uno che, sulla base del buonsenso, non avrebbe dovuto vaccinarsi prima delle persone più anziane. Guardi, ho appena fatto un'agenzia sulle centinaia di persone che ieri pomeriggio sono state vaccinate a Modena e sono tutti insegnanti e medici giovani di 20 anni. Sono rimasto allibito perché è da mesi che ci spiegano che gli anziani sono quelli che rischiano di morire, mentre i ventenni, anche se si dovessero infettarsi, non avrebbero alcune conseguenze. Sono arrabbiato per questa gara di furbetti come Scanzi o come i magistrati che in Toscana sono andati avanti rispetto a chi rischia la morte”.

Cosa pensa del piano vaccinale del governo Draghi?

Buttiglione: “Non ho dati sufficienti per poter giudicare. Sono questioni estremamente complesse e abbiamo un numero eccessivo di soggetti che si auto-nominano esperti in campi che conoscono poco e, anche se ne conoscono molto, non hanno i dati necessari per decidere. Vede, il sistema italiano è basato sul controllo di legalità per cui ogni atto deve avvenire conformemente al precetto legislativo. Questo non è il modo migliore per ottenere i risultati in condizioni di emergenza. Boris Jhonson, di cui non sono un ammiratore, stavolta ottiene risultati migliori perché si basa sul principio di efficienza: “Voglio che entro questa data siano state vaccinate tot milioni di persone e non mi interessa come ti procuri il vaccino, come lo somministri o quale ordine segui”. Questo implica la capacità di dare fiducia, di dare potere discrezionale all'autorità che deve somministrare il vaccino, mentre il nostro sistema è tutto centrato sul concetto di legalità e questo dà un potere enorme alla magistratura. In momenti come questo, invece, dovrebbe prevalere il controllo dell'efficienza. Capisco che non è semplice cambiare le strutture legislative del sistema italiano, ma credo che questa sia la causa dei danni che stiamo soffrendo e il motivo della brutta figura che facciamo rispetto a un Paese che si basa sul common law”.

Giovanardi: “Penso tutto il male possibile del piano del governo precedente perché il fallimento di Arcuri è sotto gli occhi di tutti. Di quello del governo Draghi non posso ancora esprimermi perché, quando uno prende la guida di una nave che sta andando contro gli scogli, bisogna dargli tempo. Il fatto stesso che abbia cambiato il commissario e abbia messo uno esperto di logistica mi sembra positivo”.

Secondo lei è giusto che vi siano delle liste di rivervisti?

Buttiglione: “Ribadisco: se ci basiamo su un principio di efficienza dobbiamo vaccinare chiunque e dovunque. Certo, è preferibile osservare delle precedenze, ma non dovremmo sofisticare troppo su questo. È chiaro che ci sono patologie o chi è molto anziano deve avere la precedenza”.

Giovanardi: “A Modena un mese fa erano rimaste 5 dosi e, invece, di buttarle hanno chiamato i parenti di quelli che dovevano essere vaccinati. Che ci siano dei riservisti, come ha detto Figliuolo, è giusto. Se, invece, la cosa viene fatta maliziosamente è un altro discorso”.

Dopo il caso Astrazeneca, lei si fida ancora dei vaccini?

Buttiglione: “Ma certo. Qualunque medicina ha le sue controindicazioni, anche l'aspirina. Basta leggere il bugiardino per sapere che in certe circostanze anche l'aspirina può far male. La scienza medica non garantisce dei risultati assoluti però le probabilità di avere il covid da vaccinati sono una piccola frazione delle probabilità di morire da non vaccinati”.

Giovanardi: “Assolutamente sì, anzi sono molto arrabbiato per la sospensione perché quei giorni di stop hanno significato migliaia di persone che, non essendosi vaccinate, possono avere contratto il virus ed essere morte. Mettere in discussione la vaccinazione è più pericoloso del rischio teorico. Anche chi beve un bicchier d'acqua d'estate, può avere una congestione".

Ha paura delle varianti e di non riuscire a vaccinarsi per tempo?

Buttiglione: “Questo non è il momento che salti fuori la paura. Bisogna avere coraggio e procedere secondo un piano nazionale”.

Giovanardi: “Se le persone si autoregolassero e fossero prudenti, fermeremmo l'epidemia. Purtroppo, al di là delle disposizioni contraddittorie che vengono date, è mancato in alcune fasce della popolazione quel minimo di rispetto di se stessi e degli altri che avrebbe impedito la diffusione del contagio. Io non ho paura perché so di essere prudente”.

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Legalizzare la Cannabis ricreativa? No grazie

L'intervento

Legalizzare la Cannabis ricreativa? No grazie


Che dire davanti all’ultima “sardinata”, la proposta del leader delle cosiddette Sardine Mattia Santori di legalizzare l’uso della cannabis ad uso ludico nel nostro paese?







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LA SINISTRA CREO' IL CAOS STATO-ENTI LOCALI

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IL GOVERNO GIALLOROSSO HA IGNORATO I CONSIGLI DELLE AMBASCIATE ITALIANE

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I bambini “comprati” vengano dati in adozione

L'intervento

I bambini “comprati” vengano dati in adozione


La Corte Costituzionale ha sollecitato il Parlamento ad intervenire per dare piena tutela ai bambini nati da coppie omogenitoriali. E’ un invito da accogliere ma nel senso di rispettare i diritti dei bambini e non di quelli che violano le nostre leggi per procurarseli. Si tratta pertanto innanzitutto di accelerare l’iter della proposta di legge in discussione alla Camera che punisce penalmente quello che è già reato in Italia, il ricorso all’ aberrante pratica dell’utero in affitto. La proposta prevede infatti di estendere la punibilità anche a chi il bambino lo compra all’estero, ricorrendo a materiale genetico di una donna ed utilizzando un altra per la gestazione, di solito in paesi del terzo mondo dove miseria e a volte criminalità costringono queste ultime a partorire un bambino che verrà sottratto loro al momento del parto, essendo stato programmato sin dalla nascita come orfano di madre.
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Sanremo, da Fiorello e Achille Lauro una offesa alla Fede e alle vittime della P

L'intervento

Sanremo, da Fiorello e Achille Lauro una offesa alla Fede e alle vittime della Pandemia



Mons. Antonio Suetta, Vescovo di San Remo, ha contestato duramente Rosario Fiorello e Achille Lauro per aver offeso i cattolici con una parodia blasfema andata in onda durante il Festival della Canzone Italiana.
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GIOVANARDI E CASO WHITE LIST, CASELLATI RISCRIVE AL TRIBUNALE

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Giovanardi: “Attaccano destra, Csm e il cittadino onorario Di Matteo : un capola


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CUCCHI, IL SUPERTESTE E LA RELAZIONE CHE NON C'E'

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L'ISLAM CI INVADE CON LE CONVERSIONI OBBLIGATORIE

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PERCHE' VANNO ASSOLTI I MILITARI IMPUTATI PER LA MORTE DI CUCCHI

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CUCCHI, LE CAPRIOLE DEL TESTIMONE CHE ACCUSA I CARABINIERI

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Ambiente: caro Draghi servono passi avanti non balzi all’indietro

Ambiente: caro Draghi servono passi avanti non balzi all’indietro

In tempi di Pandemia, che sono anche di ampio consumo di spettacoli televisivi, Nathional Geographic sta mandando in onda la serie “le Meraviglie dall’alto”, relative in particolare all’ Europa ma anche a paesi extraeuropei.

C’è da rimanere incantati davanti a città e borghi, veri gioielli di architettura, e campi e campagne ordinate come giardini, dove un tempo c’ erano soltanto acquitrini e foreste, disegnati in arabeschi di terreni coltivati che in primavera si accendono con i colori vivaci della fioritura degli alberi da frutto e vertono poi sul biondo del frumento e i colori pastello dell’autunno.

Tutto questo è il frutto della fatica e dell’ingegno di donne ed uomini che generazione dopo generazione hanno domato un ambiente ostile nel quale, sino all’ inizio del secolo scorso, la speranza di vita media superava di poco i trent’anni anche in Italia.

Da bambino mi hanno insegnato il catechismo di San Pio X che a tutto questo attribuisce un significato preciso : 1) ci ha creati Dio 2) Dio è l’ essere perfettissimo creatore e signore del cielo e della terra 9) Dio sa tutto anche i nostri pensieri 12) Dio ha cura e provvidenza delle cose create e le conserva e dirige tutte al proprio fine con sapienza, bontà e giustizia infinite.

Nel Vangelo poi Gesù Cristo, figlio di Dio fatto uomo, ha spiegato che ognuno di noi ha dei talenti, che non vanno sotterrati ma trafficati e moltiplicati, dando in Europa con il Cristianesimo una spinta formidabile a  “non viver come bruti” ma edificare Cattedrali, inventare miracoli di pittura e di scultura, musica sublime, Città d’Arte, viaggi ed esplorazioni, pur in mancanza di quella tecnologia avanzata che soltanto nel secolo scorso si è sviluppata con tutta la sua potenza.

Questo progresso tecnologico smentisce la dottrina? Da bambino mi domandavo come mai facesse Dio a conoscere i pensieri di miliardi di uomini: lo sviluppo dei computer ha permesso alla mia generazione di sapere che la sia pure limitata intelligenza umana ha creato la possibilità di gestire in tempo reale miliardi di dati e di operazioni superando frontiere ed ostacoli naturali.

Naturalmente il genere umano deve convivere anche con terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, caduta di meteoriti, glaciazioni e aumenti della temperatura, perchè la Terra è madre ma tante volte matrigna.

Tutto questo premesso mi tuffo nell’attualità, come estimatore e sostenitore di Mario Draghi, per sottolineare un passaggio del suo discorso al Senato che proprio non mi è piaciuto, anche se riportava una frase di Papa Francesco: “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo che mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”.

Voglio fare questa domanda a mio suocero, che vive da solo in montagna e domani festeggerà a casa sua con la famiglia, fresco di vaccinazione anti Covid, i suoi primi 101 anni, avendo fatto in tempo a vedere, come noi nati negli anni 50 del secolo scorso, la fine della millenaria civiltà contadina e l’inizio di una nuova era.

I progressi della scienza, della medicina, della tecnologia hanno permesso infatti a miliardi di persone, anche se troppi sono rimasti ancora indietro, di raggiungere un tenore di vita in termini di longevità, salute, alimentazione, istruzione, riscaldamento, servizi, cultura  ed informazione, viaggi…  certamente superiore a quello di qualsiasi Re o Imperatore nella Storia dell’umanità.

Chi visita oggi le Capitali europee non può neppure immaginare che sino all’ inizio del 1900 erano luoghi avvelenati dai residui del riscaldamento a carbone, con le strade piene di deiezioni umane ed animali ed una promiscuità spaventosa per le classi subalterne.

Non credo che l’umanità abbia rovinato l’opera del Signore raggiungendo condizioni dignitose per la vita di uomini e donne, su un pianeta che si chiama Terra e non Dea Terra, piuttosto penso che l’umanità stessa debba farsi perdonare guerre fratricide, follie totalitarie e il tentativo di sterminare il popolo della Bibbia.

Poi certamente oggi abbiamo risorse e mezzi per raddrizzare storture e tutelare meglio la casa comune, ma bisogna spiegare alle Greta di turno che non abbiamo ancora le capacità di impedire che i vulcani eruttino, vedi Etna in questi giorni, e neppure è possibile attrezzarli con marmitte catalitiche per evitare di mettere in circolazione anidride carbonica mille volte di più di quella derivante dalle attività umane.

E poichè le tragedie naturali ci saranno sempre l’unica cosa saggia da fare è spendere bene le nostre risorse per metterci in sicurezza, per esempio in Italia prendendo atto che i terremoti non sono la risposta della terra al nostro maltrattamento ma i loro effetti disastrosi dipendono dalla nostra cronica incapacità di mettere in sicurezza antisismica le nostre scuole, le nostre case e i nostri ospedali.

E allora caro Draghi vediamo di fare passi avanti e non balzi all’indietro.

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POCHE MINISTRE? AMEN

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SUI COGNOMI SBAGLIATO IMPORRE SCELTE CONFLITTUALI
 
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ABERRANTE NEGARE LE STRAGI DI TITO, IL PIU GRANDE STERMINIO IDEOLOGICO

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CONTRORIVOLUZIONI

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Cent’anni fondazione del Pci, quella fetta d’Italia che non ha conosciuto l’alte

Il libro

Cent’anni fondazione del Pci, quella fetta d’Italia che non ha conosciuto l’alternanza

Per i cent’anni dalla fondazione del Pci per Paesi edizioni è uscito il volume ‘I comunisti lo fanno meglio’ che unisce le testimonianze di tanti esperti della comunicazione e del giornalismo, intellettuali, politici ed esponenti illustri della cultura. Tra le tante firme anche quella di Carlo Giovanardi del quale qui riportiamo l’intervento integrale.

Per descrivere il mio anticomunismo, devo inevitabilmente parlare di Modena, la città dove sono nato e ho vissuto: il posto dove, almeno in Italia, l’egemonia vagheggiata da Vladimir Lenin ed elaborata da Antonio Gramsci ha avuto più successo. Modena, già capitale di Ducato e poi per secoli Stato indipendente sino all’annessione al Regno d’Italia nel 1861, è la città italiana dove la scissione di Livorno tra socialisti e comunisti del 1921 ha trovato il terreno più fertile, quello i cui effetti durano ancora cent’anni dopo. Alla vigilia della scissione, nelle prime elezioni politiche dopo la Grande Guerra, il 15 novembre 1919 il Partito socialista, dove stavano assieme riformisti e rivoluzionari, aveva ottenuto a Modena il 60% dei voti, surclassando popolari e liberali. Nelle elezioni del 1921, dopo la scissione e con la concorrenza dei neonati fascisti, in Emilia Romagna su 39 deputati eletti 14 furono i socialisti e 2 i comunisti, complessivamente con il 41% dei voti.

Uno zio materno, che dopo Caporetto si era spostato da Fara Vicentino a Formigine, passando dal Veneto bianco alla rossa provincia modenese, mi raccontava dello stupore d’essersi trovato in un mondo totalmente diverso da quello da cui proveniva. A Fara la sua famiglia di coltivatori diretti si trovava la sera a far filò nella stalla dove i padroncini, i braccianti e i bovari parlavano tutti rigorosamente dialetto veneto, in un mondo comunitario dove il parroco e la parrocchia (come in Lombardia) erano il punto di riferimento di tutti, in un fiorire di iniziative sociali in nome dell’interclassismo. In Emilia, al contrario, i padroni ci tenevano a esprimersi in italiano per distinguersi dalle classi subalterne; braccianti e mezzadri vedevano nei proprietari terrieri degli implacabili nemici; e i preti, indicati con disprezzo come quei «brot begoun negher» (cioè «brutti vermi neri»), erano identificati a loro volta come sfruttatori, in quanto spesso titolari di prebende parrocchiali e quindi omologabili con gli odiati padroni, che a loro volta non facevano nulla per non farsi odiare.

Fatto sta che, dopo la parentesi del fascismo, anche a Modena ci fu un’adesione di massa al comunismo: alle prime elezioni amministrative del 1946 il Comune capoluogo venne espugnato dalla sinistra con il Partito comunista al 48,12% e il Partito socialista al 19,13%.

Chi ha visto i film e letto i libri di Giovanni Guareschi su Don Camillo e Peppone può avere un’idea di come poteva essere allora la militanza nel Pci, con il mito del «compagno Stalin» e dell’Unione Sovietica, e la certezza granitica che il mondo si divideva in chi era comunista e chi lo sarebbe diventato. Purtroppo nella realtà l’egemonia dei comunisti venne anche imposta con metodi famigerati, come quelli avvenuti nel tristemente noto «triangolo della morte», ben dopo la fine della guerra. Dal maggio 1945 al 1948 vennero eliminati fisicamente centinaia di ex fascisti, possidenti, sacerdoti, avversari politici: una vera e propria strage compiuta da chi  riteneva imminente la rivoluzione. È storicamente accertato che dietro questo clima di terrore non c’ era la regia di Palmiro Togliatti e degli altri dirigenti comunisti dell’epoca, ma certamente ai «compagni che sbagliano» veniva agevolata la via di fuga verso i Paesi socialisti, soprattutto verso Praga, per non cadere nelle mani della giustizia.

Questo è il retroterra storico, politico e sociale dove la mia Modena, divenuta nel secondo dopoguerra una delle città più ricche e imprenditorialmente più avanzate d Italia, vanta un record forse unico al mondo: da 73 anni il primo cittadino è stato espresso sempre e unicamente dal Pci prima o dagli ex comunisti dopo; in varie sigle, ma sempre dall’area collegata a quella tradizione. Per capirci meglio, a Modena non è mai stato eletto sindaco nessun ex socialista o ex democristiano.

Quando nel 1975 divenni consigliere comunale della Democrazia cristiana a Modena, mi trovai davanti 29 consiglieri eletti dal Pci su 50, senza che mai emergesse un qualche dissidio o dissenso al loro interno. Al massimo, proprio come scrive Alexander Solzenicyn in Arcipelago Gulag, poteva accadermi che mentre il consigliere comunista «cattivo» inveiva verso i dissidenti (nel nostro caso, i 12 consiglieri democristiani) quello «buono» si avvicinava ai nostri banchi per spigarci con cortesia quanto avesse ragione quello cattivo.

Stiamo parlando di una realtà nella quale la Dc aveva a Modena un funzionario di partito pagato da Roma, mentre il Pci cittadino, come dimostrammo in un opuscolo intitolato Nomenklatura rossa, ne aveva più di 200, senza contare poi sindaci, assessori, presidenti e segretari e funzionari di associazioni collaterali (la Cgil, l’Unione donne italiane, l’Arci, la Lega delle coop, l’Alleanza dei contadini…) la cui missione era anche quella d’impegnarsi fortemente in campagna elettorale per il successo del Partito.

In quel contesto, i funzionari del Pci erano protagonisti di una triangolazione che vedeva gli stessi personaggi ricoprire ruoli politici, amministrativi: erano al vertice di associazioni economiche, consiglieri regionali o parlamentari come se non esistesse nessun conflitto d’ interesse.

Di sicuro le risorse che i partiti democratici dovevano procurarsi all’esterno per reggere la concorrenza di questa macchina da guerra li ha portati alla rovina al tempo di Tangentopoli, mentre la mastodontica struttura burocratica del Pci trovava il modo di far quadrare i conti tramite Mosca, con i piani commerciali, le varianti urbanistiche e ufficialmente con le salamelle cotte al Festival dell’Unità.

Questa confusione di ruoli, a Modena, è continuata anche dopo che il Pci ha cambiato nome, con effetti che non hanno eguali in altre parti d’ Italia: non a caso l’Autorità antitrust nel 2012  ha sanzionato la Coop Estense per 4 milioni e 600mila euro per aver abusato della sua posizione dominante che l’ha portata a detenere il 66% del mercato degli ipermercati e il 47% dei supermercati in Provincia di Modena, impedendo alla concorrenza di accedere al mercato e determinando così un danno ai consumatori in termini di maggiori prezzi e/o di minore scelta.

Qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi come sia possibile che in un clima così «totalitario», che si estende anche agli incarichi professionali in cui sono sempre stati privilegiati i soliti noti «amici degli amici», si siano sviluppate migliaia di aziende tra cui eccellenze come la Ferrari o come si siano potute espandere idee geniali come quella della Panini Editori, la casa delle figurine. La risposta è semplice (e anche di moda visto che si parla tanto di modello cinese) e ho avuto modo di provarlo con le polemiche pubbliche e private che ebbi con due grandissimi dell’impresa come Enzo Ferrari e Giuseppe Panini, quando c’era ancora il Muro di Berlino, la Formula 1 correva solo in Occidente e le Ferrari non si vendevano all’Est. Sapevo benissimo che i due erano di idee politiche lontanissime dalla sinistra e così non mi capacitavo degli appelli di Ferrari a votare social-comunista nelle elezioni amministrative a Modena o dell’approdo di Panini al Psi, alleato a Modena con il Pci.

Non avevo capito che i comunisti seri come quelli cinesi, o gli ex comunisti che comunque hanno capito come funziona, fanno di tutto per agevolare gli imprenditori che creano ricchezza, garantendo loro pace sindacale, varianti ad hoc, occhi chiusi su eventuali marachelle, ma sempre a condizione che non si mettano in testa di contestare chi comanda a livello politico (ne sanno qualcosa a titolo diverso Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti).

Per completare il quadro, invito i lettori a verificare quale sia la città d’Italia in cui, da quando sono nate le correnti della magistratura, la corrente di sinistra, e cioè Magistratura democratica, è più forte. Scopriranno con relativa sorpresa che quella città è Modena, dove nei decenni passati documentatissime denunce delle opposizioni venivano lestamente archiviate. Le poche volte in cui poi c’era un rinvio a giudizio, come diceva il vecchio deputato dc modenese Franco Bortolani, «avvenivano sorprendenti assoluzioni per aver commesso il fatto».

C’è quindi da meravigliarsi se Giancarlo Muzzarelli, d’estrazione Pci, è diventato sindaco per la seconda volta a Modena nel 2019 vincendo al primo turno con il 53,4% dei voti, e se il modenese Stefano Bonaccini, di professione funzionario di Partito, nel 2020 ha vinto le regionali in Emilia con il 51,4% dei voti?

C’è soltanto da rallegrarsi che in tutte le altre parti d’Italia, dove Comuni, Regioni e Provincie hanno conosciuto alternanza di classi dirigenti di ogni tipo, non siano riusciti a imitare gli allievi più capaci e spregiudicati ad interpretare lo spirito della scissione di Livorno e le lezioni di Antonio Gramsci.

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