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CUCCHI, IL SUPERTESTE E LA RELAZIONE CHE NON C'E'

L'ISLAM CI INVADE CON LE CONVERSIONI OBBLIGATORIE

PERCHE' VANNO ASSOLTI I MILITARI IMPUTATI PER LA MORTE DI CUCCHI

CUCCHI, LE CAPRIOLE DEL TESTIMONE CHE ACCUSA I CARABINIERI

Ambiente: caro Draghi servono passi avanti non balzi all’indietro

POCHE MINISTRE? AMEN

SUI COGNOMI SBAGLIATO IMPORRE SCELTE CONFLITTUALI

ABERRANTE NEGARE LE STRAGI DI TITO, IL PIU GRANDE STERMINIO IDEOLOGICO

CONTRORIVOLUZIONI

Cent’anni fondazione del Pci, quella fetta d’Italia che non ha conosciuto l’alte

BASTA STRUMENTALIZZAZIONI SUL CASO CUCCHI

CASO CUCCHI - GIOVANARDI ( IDEA ) RESE NOTE MOTIVAZIONI SU RESPONSABILITA' MEDIC

TRE VERDETTI DI ASSOLUZIONE MA PER I "GARANTISTI" I POLIZIOTTI SONO COLPEVOLI

QUEL MONOPOLIO E' DURISSIMO DA SCALFIRE

CUCCHI, DA ANNULLARE LE CONDANNE AI CARABINIERI

HO AIUTATO CITTADINI IN DIFFICOLTA'

GIOVANARDI, BORDATE CONTRO LIBERA E CGIL

SOSPESO IL PROCESSO CONTRO GIOVANARDI

GIOVANARDI, IL CASO TORNA AL SENATO "LE SUE PRESSIONI ERANO LECITE?"

VACCINI MODENA - GIOVANARDI (IDEA ) REAZIONI ISTERICHE A SCELTA IN BUONA FEDE

u Vincenzo Muccioli e SanPa una gigantesca operazione mistificatoria

LA VERA STORIA DI MUCCIOLI RACCONTATA DA UN TESTIMONE

Nuovi nati: bravo Toti, il coraggio della verità

MAFIA, ASSOLTO L'AVVOCATO PAGLIANI. CADE L'ACCUSA DI CONCORSO ESTERNO

" I REFERENTI DELLA 'NDRAGHETA? I CUTRESI HANNO SEMPRE VOTATO PD"

Omofobia, la verità censurata

SERVE UNA PROTESTA PURE PER USTICA

DA PANORAMA

Pandemia: perché la Sanità pubblica è fuori dal controllo democratico?

Interdittive antimafia, il processo Giovanardi. Intervista a Carlo Giovanardi


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CUCCHI, IL SUPERTESTE E LA RELAZIONE CHE NON C'E'

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L'ISLAM CI INVADE CON LE CONVERSIONI OBBLIGATORIE

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PERCHE' VANNO ASSOLTI I MILITARI IMPUTATI PER LA MORTE DI CUCCHI

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CUCCHI, LE CAPRIOLE DEL TESTIMONE CHE ACCUSA I CARABINIERI

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Ambiente: caro Draghi servono passi avanti non balzi all’indietro

Ambiente: caro Draghi servono passi avanti non balzi all’indietro

In tempi di Pandemia, che sono anche di ampio consumo di spettacoli televisivi, Nathional Geographic sta mandando in onda la serie “le Meraviglie dall’alto”, relative in particolare all’ Europa ma anche a paesi extraeuropei.

C’è da rimanere incantati davanti a città e borghi, veri gioielli di architettura, e campi e campagne ordinate come giardini, dove un tempo c’ erano soltanto acquitrini e foreste, disegnati in arabeschi di terreni coltivati che in primavera si accendono con i colori vivaci della fioritura degli alberi da frutto e vertono poi sul biondo del frumento e i colori pastello dell’autunno.

Tutto questo è il frutto della fatica e dell’ingegno di donne ed uomini che generazione dopo generazione hanno domato un ambiente ostile nel quale, sino all’ inizio del secolo scorso, la speranza di vita media superava di poco i trent’anni anche in Italia.

Da bambino mi hanno insegnato il catechismo di San Pio X che a tutto questo attribuisce un significato preciso : 1) ci ha creati Dio 2) Dio è l’ essere perfettissimo creatore e signore del cielo e della terra 9) Dio sa tutto anche i nostri pensieri 12) Dio ha cura e provvidenza delle cose create e le conserva e dirige tutte al proprio fine con sapienza, bontà e giustizia infinite.

Nel Vangelo poi Gesù Cristo, figlio di Dio fatto uomo, ha spiegato che ognuno di noi ha dei talenti, che non vanno sotterrati ma trafficati e moltiplicati, dando in Europa con il Cristianesimo una spinta formidabile a  “non viver come bruti” ma edificare Cattedrali, inventare miracoli di pittura e di scultura, musica sublime, Città d’Arte, viaggi ed esplorazioni, pur in mancanza di quella tecnologia avanzata che soltanto nel secolo scorso si è sviluppata con tutta la sua potenza.

Questo progresso tecnologico smentisce la dottrina? Da bambino mi domandavo come mai facesse Dio a conoscere i pensieri di miliardi di uomini: lo sviluppo dei computer ha permesso alla mia generazione di sapere che la sia pure limitata intelligenza umana ha creato la possibilità di gestire in tempo reale miliardi di dati e di operazioni superando frontiere ed ostacoli naturali.

Naturalmente il genere umano deve convivere anche con terremoti, tsunami, eruzioni vulcaniche, caduta di meteoriti, glaciazioni e aumenti della temperatura, perchè la Terra è madre ma tante volte matrigna.

Tutto questo premesso mi tuffo nell’attualità, come estimatore e sostenitore di Mario Draghi, per sottolineare un passaggio del suo discorso al Senato che proprio non mi è piaciuto, anche se riportava una frase di Papa Francesco: “Le tragedie naturali sono la risposta della terra al nostro maltrattamento. E io penso che se chiedessi al Signore che cosa pensa, non credo che mi direbbe che è una cosa buona: siamo stati noi a rovinare l’opera del Signore”.

Voglio fare questa domanda a mio suocero, che vive da solo in montagna e domani festeggerà a casa sua con la famiglia, fresco di vaccinazione anti Covid, i suoi primi 101 anni, avendo fatto in tempo a vedere, come noi nati negli anni 50 del secolo scorso, la fine della millenaria civiltà contadina e l’inizio di una nuova era.

I progressi della scienza, della medicina, della tecnologia hanno permesso infatti a miliardi di persone, anche se troppi sono rimasti ancora indietro, di raggiungere un tenore di vita in termini di longevità, salute, alimentazione, istruzione, riscaldamento, servizi, cultura  ed informazione, viaggi…  certamente superiore a quello di qualsiasi Re o Imperatore nella Storia dell’umanità.

Chi visita oggi le Capitali europee non può neppure immaginare che sino all’ inizio del 1900 erano luoghi avvelenati dai residui del riscaldamento a carbone, con le strade piene di deiezioni umane ed animali ed una promiscuità spaventosa per le classi subalterne.

Non credo che l’umanità abbia rovinato l’opera del Signore raggiungendo condizioni dignitose per la vita di uomini e donne, su un pianeta che si chiama Terra e non Dea Terra, piuttosto penso che l’umanità stessa debba farsi perdonare guerre fratricide, follie totalitarie e il tentativo di sterminare il popolo della Bibbia.

Poi certamente oggi abbiamo risorse e mezzi per raddrizzare storture e tutelare meglio la casa comune, ma bisogna spiegare alle Greta di turno che non abbiamo ancora le capacità di impedire che i vulcani eruttino, vedi Etna in questi giorni, e neppure è possibile attrezzarli con marmitte catalitiche per evitare di mettere in circolazione anidride carbonica mille volte di più di quella derivante dalle attività umane.

E poichè le tragedie naturali ci saranno sempre l’unica cosa saggia da fare è spendere bene le nostre risorse per metterci in sicurezza, per esempio in Italia prendendo atto che i terremoti non sono la risposta della terra al nostro maltrattamento ma i loro effetti disastrosi dipendono dalla nostra cronica incapacità di mettere in sicurezza antisismica le nostre scuole, le nostre case e i nostri ospedali.

E allora caro Draghi vediamo di fare passi avanti e non balzi all’indietro.

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POCHE MINISTRE? AMEN

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SUI COGNOMI SBAGLIATO IMPORRE SCELTE CONFLITTUALI
 
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ABERRANTE NEGARE LE STRAGI DI TITO, IL PIU GRANDE STERMINIO IDEOLOGICO

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CONTRORIVOLUZIONI

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Cent’anni fondazione del Pci, quella fetta d’Italia che non ha conosciuto l’alte

Il libro

Cent’anni fondazione del Pci, quella fetta d’Italia che non ha conosciuto l’alternanza

Per i cent’anni dalla fondazione del Pci per Paesi edizioni è uscito il volume ‘I comunisti lo fanno meglio’ che unisce le testimonianze di tanti esperti della comunicazione e del giornalismo, intellettuali, politici ed esponenti illustri della cultura. Tra le tante firme anche quella di Carlo Giovanardi del quale qui riportiamo l’intervento integrale.

Per descrivere il mio anticomunismo, devo inevitabilmente parlare di Modena, la città dove sono nato e ho vissuto: il posto dove, almeno in Italia, l’egemonia vagheggiata da Vladimir Lenin ed elaborata da Antonio Gramsci ha avuto più successo. Modena, già capitale di Ducato e poi per secoli Stato indipendente sino all’annessione al Regno d’Italia nel 1861, è la città italiana dove la scissione di Livorno tra socialisti e comunisti del 1921 ha trovato il terreno più fertile, quello i cui effetti durano ancora cent’anni dopo. Alla vigilia della scissione, nelle prime elezioni politiche dopo la Grande Guerra, il 15 novembre 1919 il Partito socialista, dove stavano assieme riformisti e rivoluzionari, aveva ottenuto a Modena il 60% dei voti, surclassando popolari e liberali. Nelle elezioni del 1921, dopo la scissione e con la concorrenza dei neonati fascisti, in Emilia Romagna su 39 deputati eletti 14 furono i socialisti e 2 i comunisti, complessivamente con il 41% dei voti.

Uno zio materno, che dopo Caporetto si era spostato da Fara Vicentino a Formigine, passando dal Veneto bianco alla rossa provincia modenese, mi raccontava dello stupore d’essersi trovato in un mondo totalmente diverso da quello da cui proveniva. A Fara la sua famiglia di coltivatori diretti si trovava la sera a far filò nella stalla dove i padroncini, i braccianti e i bovari parlavano tutti rigorosamente dialetto veneto, in un mondo comunitario dove il parroco e la parrocchia (come in Lombardia) erano il punto di riferimento di tutti, in un fiorire di iniziative sociali in nome dell’interclassismo. In Emilia, al contrario, i padroni ci tenevano a esprimersi in italiano per distinguersi dalle classi subalterne; braccianti e mezzadri vedevano nei proprietari terrieri degli implacabili nemici; e i preti, indicati con disprezzo come quei «brot begoun negher» (cioè «brutti vermi neri»), erano identificati a loro volta come sfruttatori, in quanto spesso titolari di prebende parrocchiali e quindi omologabili con gli odiati padroni, che a loro volta non facevano nulla per non farsi odiare.

Fatto sta che, dopo la parentesi del fascismo, anche a Modena ci fu un’adesione di massa al comunismo: alle prime elezioni amministrative del 1946 il Comune capoluogo venne espugnato dalla sinistra con il Partito comunista al 48,12% e il Partito socialista al 19,13%.

Chi ha visto i film e letto i libri di Giovanni Guareschi su Don Camillo e Peppone può avere un’idea di come poteva essere allora la militanza nel Pci, con il mito del «compagno Stalin» e dell’Unione Sovietica, e la certezza granitica che il mondo si divideva in chi era comunista e chi lo sarebbe diventato. Purtroppo nella realtà l’egemonia dei comunisti venne anche imposta con metodi famigerati, come quelli avvenuti nel tristemente noto «triangolo della morte», ben dopo la fine della guerra. Dal maggio 1945 al 1948 vennero eliminati fisicamente centinaia di ex fascisti, possidenti, sacerdoti, avversari politici: una vera e propria strage compiuta da chi  riteneva imminente la rivoluzione. È storicamente accertato che dietro questo clima di terrore non c’ era la regia di Palmiro Togliatti e degli altri dirigenti comunisti dell’epoca, ma certamente ai «compagni che sbagliano» veniva agevolata la via di fuga verso i Paesi socialisti, soprattutto verso Praga, per non cadere nelle mani della giustizia.

Questo è il retroterra storico, politico e sociale dove la mia Modena, divenuta nel secondo dopoguerra una delle città più ricche e imprenditorialmente più avanzate d Italia, vanta un record forse unico al mondo: da 73 anni il primo cittadino è stato espresso sempre e unicamente dal Pci prima o dagli ex comunisti dopo; in varie sigle, ma sempre dall’area collegata a quella tradizione. Per capirci meglio, a Modena non è mai stato eletto sindaco nessun ex socialista o ex democristiano.

Quando nel 1975 divenni consigliere comunale della Democrazia cristiana a Modena, mi trovai davanti 29 consiglieri eletti dal Pci su 50, senza che mai emergesse un qualche dissidio o dissenso al loro interno. Al massimo, proprio come scrive Alexander Solzenicyn in Arcipelago Gulag, poteva accadermi che mentre il consigliere comunista «cattivo» inveiva verso i dissidenti (nel nostro caso, i 12 consiglieri democristiani) quello «buono» si avvicinava ai nostri banchi per spigarci con cortesia quanto avesse ragione quello cattivo.

Stiamo parlando di una realtà nella quale la Dc aveva a Modena un funzionario di partito pagato da Roma, mentre il Pci cittadino, come dimostrammo in un opuscolo intitolato Nomenklatura rossa, ne aveva più di 200, senza contare poi sindaci, assessori, presidenti e segretari e funzionari di associazioni collaterali (la Cgil, l’Unione donne italiane, l’Arci, la Lega delle coop, l’Alleanza dei contadini…) la cui missione era anche quella d’impegnarsi fortemente in campagna elettorale per il successo del Partito.

In quel contesto, i funzionari del Pci erano protagonisti di una triangolazione che vedeva gli stessi personaggi ricoprire ruoli politici, amministrativi: erano al vertice di associazioni economiche, consiglieri regionali o parlamentari come se non esistesse nessun conflitto d’ interesse.

Di sicuro le risorse che i partiti democratici dovevano procurarsi all’esterno per reggere la concorrenza di questa macchina da guerra li ha portati alla rovina al tempo di Tangentopoli, mentre la mastodontica struttura burocratica del Pci trovava il modo di far quadrare i conti tramite Mosca, con i piani commerciali, le varianti urbanistiche e ufficialmente con le salamelle cotte al Festival dell’Unità.

Questa confusione di ruoli, a Modena, è continuata anche dopo che il Pci ha cambiato nome, con effetti che non hanno eguali in altre parti d’ Italia: non a caso l’Autorità antitrust nel 2012  ha sanzionato la Coop Estense per 4 milioni e 600mila euro per aver abusato della sua posizione dominante che l’ha portata a detenere il 66% del mercato degli ipermercati e il 47% dei supermercati in Provincia di Modena, impedendo alla concorrenza di accedere al mercato e determinando così un danno ai consumatori in termini di maggiori prezzi e/o di minore scelta.

Qualcuno a questo punto potrebbe chiedersi come sia possibile che in un clima così «totalitario», che si estende anche agli incarichi professionali in cui sono sempre stati privilegiati i soliti noti «amici degli amici», si siano sviluppate migliaia di aziende tra cui eccellenze come la Ferrari o come si siano potute espandere idee geniali come quella della Panini Editori, la casa delle figurine. La risposta è semplice (e anche di moda visto che si parla tanto di modello cinese) e ho avuto modo di provarlo con le polemiche pubbliche e private che ebbi con due grandissimi dell’impresa come Enzo Ferrari e Giuseppe Panini, quando c’era ancora il Muro di Berlino, la Formula 1 correva solo in Occidente e le Ferrari non si vendevano all’Est. Sapevo benissimo che i due erano di idee politiche lontanissime dalla sinistra e così non mi capacitavo degli appelli di Ferrari a votare social-comunista nelle elezioni amministrative a Modena o dell’approdo di Panini al Psi, alleato a Modena con il Pci.

Non avevo capito che i comunisti seri come quelli cinesi, o gli ex comunisti che comunque hanno capito come funziona, fanno di tutto per agevolare gli imprenditori che creano ricchezza, garantendo loro pace sindacale, varianti ad hoc, occhi chiusi su eventuali marachelle, ma sempre a condizione che non si mettano in testa di contestare chi comanda a livello politico (ne sanno qualcosa a titolo diverso Silvio Berlusconi e Carlo De Benedetti).

Per completare il quadro, invito i lettori a verificare quale sia la città d’Italia in cui, da quando sono nate le correnti della magistratura, la corrente di sinistra, e cioè Magistratura democratica, è più forte. Scopriranno con relativa sorpresa che quella città è Modena, dove nei decenni passati documentatissime denunce delle opposizioni venivano lestamente archiviate. Le poche volte in cui poi c’era un rinvio a giudizio, come diceva il vecchio deputato dc modenese Franco Bortolani, «avvenivano sorprendenti assoluzioni per aver commesso il fatto».

C’è quindi da meravigliarsi se Giancarlo Muzzarelli, d’estrazione Pci, è diventato sindaco per la seconda volta a Modena nel 2019 vincendo al primo turno con il 53,4% dei voti, e se il modenese Stefano Bonaccini, di professione funzionario di Partito, nel 2020 ha vinto le regionali in Emilia con il 51,4% dei voti?

C’è soltanto da rallegrarsi che in tutte le altre parti d’Italia, dove Comuni, Regioni e Provincie hanno conosciuto alternanza di classi dirigenti di ogni tipo, non siano riusciti a imitare gli allievi più capaci e spregiudicati ad interpretare lo spirito della scissione di Livorno e le lezioni di Antonio Gramsci.

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BASTA STRUMENTALIZZAZIONI SUL CASO CUCCHI

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CASO CUCCHI - GIOVANARDI ( IDEA ) RESE NOTE MOTIVAZIONI SU RESPONSABILITA' MEDIC
COMUNICATO STAMPA

CASO CUCCHI - GIOVANARDI ( IDEA ) RESE NOTE MOTIVAZIONI SU RESPONSABILITA' MEDICI

Il primo febbraio sono state depositate le motivazioni della sentenza pronunciata nel novembre del 2019 dalla Corte di Assise di Appello di Roma , sottoscritte dal Presidente Tommaso Picazio, che hanno dichiarato estinto il reato per prescrizione ma nel contempo hanno riconosciuto responsabili di omicidio colposo di Stefano Cucchi alcuni medici dell'Ospedale Pertini.
Nella motivazione si afferma che " Stefano Cucchi muore per un arresto cardiocircolatorio, una verità banale se vogliamo ma di una consistenza rocciosa " , e ci si domanda " quale meccanismo chimico biologico abbia determinato l'arresto cardiaco e quindi se tale meccanismo individuato fosse, e in quale misura, fronteggiabile e prevedibile " ( pag 45 )       
Secondo il giudizio dei periti ( pag 49 ) si e' trattato di " un festival di insipienze che deve aver prodotto una reazione, definiamola puerilmente sdegnata, da parte di un soggetto verosimilmente già portatore di proprie fragilità " ( a pag. 48 si spiega : assunzione di sostanze stupefacenti prima del ricovero, lunga storia di dipendenza dalle sostanze, di abuso di alcol, tabagismo e azione interagente di farmaci ).
" Di qui il passo e' breve :lasciarsi andare, optare per il tanto peggio tanto meglio per far nascere nelle persone che si reputano intimamente responsabili del suo stato il senso di colpa " ( pag 52 ).
 I periti affermano ( pag 61/62 ) che in questo caso i fenomeni " fossero sempre e comunque reversibili semplicemente correggendo le condotte terapeutiche essenziali, prima di tutto riprendendo una corretta alimentazione ed idratazione. "
Il Presidente Picazio scrive poi , sempre a pag. 62 , che Cucchi versava già da tempo in condizioni di grave denutrizione e disidratazione e certamente vi erano stati fattori scatenanti che si erano aggiunti a quelli preesistenti : " la somministrazione di farmaci antidolorifici dagli effetti bradicardizzanti, il dolore intenso provocato dalle fratture in atto.. ma a fronte di tutto questo " si sarebbero dovuti approntare interventi professionali e cautelativi che avrebbero salvato la vita al paziente ".
Allo stato degli atti pertanto , in nome del popolo italiano, responsabili della morte di Stefano Cucchi sarebbero stati i medici che lo avrebbero lasciato morire per negligenza ed imperizia, sentenza ormai definitiva in quanto i medici non hanno rinunciato alla prescrizione.
Ma nel processo di primo grado sempre in Corte di Assise a Roma , due Carabinieri sono stati condannati a 12 anni di carcere per omicidio preterintenzionale dello stesso Cucchi e in Corte di Assise di Appello, nel processo in corso di secondo grado, il Pubblico Ministero ne ha chiesti 13 ,non tenendo in nessun conto della sentenza di cui ieri sono state depositate le motivazioni.
E' evidente che se i Carabinieri hanno percosso Cucchi dovranno pagare per questo reato ma non per omicidio preterintenzionale.
  I processi in Italia si devono fare nelle Aule di Giustizia e non sui media ed e' pertanto assurdo che l'opinione pubblica venga nutrita su questa tragica vicenda da film e sceneggiate e non informata degli esiti giudiziari, potendo valutare di chi sia la responsabilità se alla fine la Cassazione annullerà inevitabilmente il tutto, suscitando le solite proteste di chi le Sentenze le accetta soltanto se favorevoli alle sue tesi.

Carlo Giovanardi
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TRE VERDETTI DI ASSOLUZIONE MA PER I "GARANTISTI" I POLIZIOTTI SONO COLPEVOLI
 
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QUEL MONOPOLIO E' DURISSIMO DA SCALFIRE
 
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CUCCHI, DA ANNULLARE LE CONDANNE AI CARABINIERI


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HO AIUTATO CITTADINI IN DIFFICOLTA'
 

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GIOVANARDI, BORDATE CONTRO LIBERA E CGIL

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SOSPESO IL PROCESSO CONTRO GIOVANARDI

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GIOVANARDI, IL CASO TORNA AL SENATO "LE SUE PRESSIONI ERANO LECITE?"

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VACCINI MODENA - GIOVANARDI (IDEA ) REAZIONI ISTERICHE A SCELTA IN BUONA FEDE
VACCINI MODENA - GIOVANARDI  (IDEA ) REAZIONI ISTERICHE A SCELTA IN BUONA FEDE

Sei dosi residue di vaccino sulle 1100 da iniettare in quel giorno, la cui alternativa  alle 21 di sera era o di buttarle via o di somministrarle comunque alle prime persone disponibili, sono diventate un caso nazionale che hanno fatto finire l' Ospedale di Baggiovara di Modena sui TG nazionali e far dichiarare al Commissario Domenico Arcuri che siamo di fronte ad " un reato supremo contro la salute che va contro la morale ".
Ho cercato senza fortuna posizioni altrettanto dure di Arcuri contro il Presidente della Campania De Luca per la sua vaccinazione saltando ogni fila o di autocritica per i tanti buchi nell' acqua della sua gestione, mentre come sempre in Italia tutto finisce in mano alla Magistratura ed al Codice Penale per verificare di quale terribili reati si sia macchiato il volontario, che dopo aver trovato a quell' ora in Ospedale cinque altri sanitari da vaccinare con le 11 dosi residue, ha destinato le cinque rimaste ai famigliari invece che al bidone dei rifiuti.
Di fronte a troppe reazioni isteriche ed al chiarimento dei responsabili dell' AUSl, che hanno parlato di errore in buona fede e della necessita' di chiarire meglio per il futuro le disposizioni per il personale fornendo una lista di sanitari a cui attingere se non si sono presentati i prenotati,, esprimo tutta la mia solidarieta' all'operatore sotto inchiesta ed alla sua famiglia, ennesimi capri espiatori di macroscopici mancanze di capacità di far fronte alla pandemia da parte del Governo e di chi dovrebbe assumersi tutte le responsabilità delle tante omissioni ed errori commessi.

ON. AVV. CARLO GIOVANARDI
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u Vincenzo Muccioli e SanPa una gigantesca operazione mistificatoria

Su Vincenzo Muccioli e SanPa una gigantesca operazione mistificatoria

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LA VERA STORIA DI MUCCIOLI RACCONTATA DA UN TESTIMONE

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Nuovi nati: bravo Toti, il coraggio della verità

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MAFIA, ASSOLTO L'AVVOCATO PAGLIANI. CADE L'ACCUSA DI CONCORSO ESTERNO

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" I REFERENTI DELLA 'NDRAGHETA? I CUTRESI HANNO SEMPRE VOTATO PD"

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Omofobia, la verità censurata

L'intervento

Omofobia, la verità censurata


La rassegna stampa del Senato ha pubblicato oggi 19 dicembre ben 688 articoli consultabili per tema o per testata.

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SERVE UNA PROTESTA PURE PER USTICA
 
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DA PANORAMA
  
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Pandemia: perché la Sanità pubblica è fuori dal controllo democratico?

Pandemia: perché la Sanità pubblica è fuori dal controllo democratico?


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Interdittive antimafia, il processo Giovanardi. Intervista a Carlo Giovanardi

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VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




 
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GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
FAMIGLIA CRISTIANA-
INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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