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IL GENERALE FERRARI, SERVITORE DELLO STATO

Caivano e resort di Fasano: le strumentalizzazione del mondo Lgbt

INTERVENTO SU USTICA AL CONVEGNO NAZIONALE FEDERPOL SUL TEMA DELLA VERITA'

Referendum: no, e perchè no…

I ragazzi di oggi, irresponsabili vittime del covid, e gli eroi di ieri

LA MIA RISPOSTA ALL' ARTICOLO DI BARBACETTO SUL FATTO

STOP AL LINCIAGGIO DEI MILITARI, CONTE DICA LA VERITA' SU USTICA

MISSILE E BATTAGLIA AEREA? TESI DA LIBRO GIALLO

USTICA, UNA TRAGEDIA ITALIANA

L'EMERGENZA OMOFOBICA NON ESISTE. LEGGETE I DATI

'Bonus 600 euro, chi di forca ferisce....'

Erdogan e le religioni monoteiste a Gerusalemme,Cordoba ed Istanbul

COLPITA DAL TALIDOMIDE E ORA BEFFATA DALLO STATO

Verità su Ustica, grave il mancato invito della presidente Cavazza all’incontro

USTICA - ASSOCIAZIONE PER LA VERITA' - SOLIDARIETA' ALLA PRESIDENTE CAVAZZA

USTICA BOLOGNA - GIOVANARDI ( IDEA ) Chi sa parli ! Conte risponda all' appello

USTICA - STAZIONE BOLOGNA - PRESIDENTE CAVAZZA : RINGRAZIO PRESIDENTE E CARDINAL

Giovanardi: “Basta segreti su Ustica e Bologna. Il governo deve rendere disponib

Ustica, le contraddizioni che impediscono di arrivare alla verità

LA PRESSA: Giovanardi: 'Quella intercettazione dimostra la mia correttezza'

Omotransfobia: no alla nuova legge e alla dittatura gender

Legge Zan omofobia: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere

OMOFOBIA – GIOVANARDI (IDEA) TESTO ZAN PROVOCATORIO, LIBERTICIDA E OSCURANTISTA

Ustica, Luttwak: "Dc9 abbattuto da bomba"

Ustica, a 40 anni di distanza la verità nei documenti pubblici. Le lettere di Cl

Ustica: Giovanardi, martedi' deposito carte a Palazzo Chigi

USTICA: GIOVANARDI, 'NOTE SISMI FONDAMENTALI, ORA SI SCOPRA CHI HA PIAZZATO BOMB

Ustica: Giovanardi, pista palestinese non e' fandonia

Strage di Ustica, le altre verità: parla l'ex senatore Giovanardi

Italia-Croazia, Giovanardi ad ambasciatore: "Per francobollo Rovigno usare dizio


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IL GENERALE FERRARI, SERVITORE DELLO STATO
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Caivano e resort di Fasano: le strumentalizzazione del mondo Lgbt

Caivano e resort di Fasano: le strumentalizzazione del mondo Lgbt

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Nello stesso giorno due episodi molto diversi tra di loro hanno avuto grande spazio sui media: la coppia gay presunta vittima di dileggio in un Resort di Fasano e la povera  Maria Paola che ha perso la vita a Caivano in un incidente stradale provocato dal fratello.
Il primo episodio si inserisce a pieno titolo nelle bufale fatte girare ad arte per denunciare una inesistente emergenza omofoba nel nostro paese.
Sono anni che per arricchire le magre segnalazioni di episodi di omofobia pervenuti all’ Osservatorio Nazionale del Ministero degli Interni (poche decine all’anno) volonterosi attivisti se le inventano.
Nel caso di Fasano, malgrado la tempestiva ed esaustiva smentita dei gestori del Resort, che hanno dimostrato che l’episodio era totalmente inventato, non pochi giornali nazionali se lo sono bevuto come realmente avvenuto.
A Caivano si è consumata invece una vera tragedia, con un fratello che provoca la morte della sorella, con le indagini che accerteranno se volontariamente o al di là dell’intenzione per troncare un rapporto sgradito alla famiglia della ragazza.
Noto che contrasti accesi nelle famiglie per le scelte affettive dei figli purtroppo sono all’ordine del giorno, per ragioni religiose, di differenza di età, di status sociale, persino di salute e certamente non soltanto di casi limite come quello avvenuto nel napoletano.
Quello che accomuna però due episodi così diversi è la solita fulminea strumentalizzazione da parte di varie Associazioni Lgbt, che facendo di ogni erba un fascio, si sono precipitate a chiedere l’approvazione del disegno di legge Zan in discussione alla Camera dei deputati, che tende a criminalizzare le opinioni se ritenute in qualche modo discriminatorie.
Disegno di legge che non c’entra assolutamente nulla con i due episodi citati: nel primo perchè anche le bugie rischierebbero di mettere in moto procedimenti penali per inesistenti casi di discriminazione, nel secondo perchè l’aggressione e l’omicidio, colposo o volontario, sono già severamente puniti dal codice penale in vigore, e vanno ben al di là di situazioni di grave contrasto di opinioni, nell’ambito famigliare, sulle libere scelte  di un congiunto.
Il Parlamento dovrebbe pertanto più opportunamente interrogarsi sulle amare considerazioni del Parroco di Caivano Don Maurizio Patriciello sulle condizioni di degrado e disperazione a cui sono abbandonate tante periferie dimenticate del nostro paese.
Siamo reduci da una terribile settimana dove tra stupri ed omicidi troppi giovani italiani hanno dato il peggio di sè, in una escalation di violenza che riguarda tutti, etero od omosessuali, maschi o femmine, italiani ed extracomunitari, da combattere con la giusta repressione penale ma soprattutto con la prevenzione, attraverso la educazione al rispetto degli altri in nome dei valori di convivenza, religiosi o laici che siano.

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INTERVENTO SU USTICA AL CONVEGNO NAZIONALE FEDERPOL SUL TEMA DELLA VERITA'

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Referendum: no, e perchè no…

Il caso

Referendum: no, e perchè no…

Dopo il colpo di stato in Cile contro Salvator Allende, l’ex Presidente della Repubblica Eduardo Frei Montalva, in quel momento Presidente del Senato, si recò in visita al Generale Pinochet, sperando di sentirsi dire che presto sarebbero state ripristinate le libertà democratiche.
Alla fine di un tempestoso colloquio, quando Frei chiese di poter chiamare l’autista per far ritorno al Senato, Pinochet gli rispose che doveva andarci a piedi, perchè i privilegi della politica erano finiti!
Questo è lo spirito con il quale gli “scappati da casa” del Movimento 5 Stelle, a cui calza a pennello l’antica definizione di Leo Longanesi: “capaci di tutto e buoni da niente” intendono drasticamente ridurre la rappresentanza parlamentare.
E’ impressionante vedere in TV Sottosegretari e  Ministri pentastellati, con in testa l’abbronzatissimo Luigi Di Maio, che hanno riempito Sottogoverno ed Enti Pubblici di amici, compaesani e compagni di scuola, impegnati a sostenere la loro battaglia contro la cosidetta “casta” mentre scendono e salgono freneticamente da Auto Blu e Voli di Stato.
In realtà seguendo il loro Capo, il comico Beppe Grillo, che in Parlamento avrebbe una qualche difficoltà ad entrare per una condanna definitiva per omicidio plurimo colposo, l’obiettivo del Movimento è quello di sostituire il Parlamento con una farsesca democrazia diretta manipolabile via social, dove per governare “uno vale uno”, teoria in base alla quale l’Italia sta già pagando prezzi terrificanti.
Nel dibattito parlamentare sul “taglio” il PD, che aveva votato contro nelle prime tre letture costituzionalmente necessarie, illustrando “per convinzione” i motivi di indebolimento della rappresentanza popolare che fa precipitare l’Italia al penultimo posto dei paesi europei nel rapporto eletti -elettori e tutte le disfunzioni che ne deriverebbero non essendosi provveduto per tempo a varare una nuova legge elettorale e le necessarie riforme costituzionali di accompagnamento, ha votato a favore “per convenienza” in quarta e decisiva lettura per tornare al governo assieme ai 5 stelle.
Lo stesso prezzo aveva già pagato la Lega per poter formare il Conte primo con i 5 stelle, che è durato sino alla richiesta di “pieni poteri” da parte di Salvini, scippati con destrezza da Giuseppe Conte con il suo bis nato con la benedizione di PD e 5 Stelle.
I precedenti di questo taglio non sono rassicuranti: nel 1929 Mussolini tagliò i Parlamentari da 535 a 400, con una riduzione meno drastica di quella voluta dai Grillini perchè l’Italia aveva allora 40 milioni di abitanti contro i 60 attuali, ma con la finalità di cancellarli dl tutto come avvenne nel 1939 con la creazione della Camera dei Fasci e delle Corporazioni su base non elettiva, semplice organo per fornire innocui pareri al Governo.
Unica giustificazione del sì di fronte a questa Caporetto democratica sarebbe un risparmio che Carlo Cottarelli calcola in un risibile 0,007 dl bilancio dello Stato.
Pertanto voterò NO al Referendum e lo stesso farei se qualcuno in nome del risparmio mi proponesse di tagliare un terzo degli insegnanti nelle Scuole e dei medici negli Ospedali, senza porsi il problema di rendere più efficiente ed organizzato il nostro sistema scolastico ed il nostro sistema sanitario.

*Già vice Presidente della Camera e Ministro per i rapporti con il Parlamento

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I ragazzi di oggi, irresponsabili vittime del covid, e gli eroi di ieri

L'uovo di giornata

I ragazzi di oggi, irresponsabili vittime del covid, e gli eroi di ieri


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LA MIA RISPOSTA ALL' ARTICOLO DI BARBACETTO SUL FATTO

Barbacetto e' un genio !
Se gioco a poker con lui e ho un poker d'assi mi racconta che per ragioni di sicurezza della Repubblica non posso mostrarlo e vince lui con la sua coppia di 8.
Forse gli e' sfuggito che dalla parte di chi ha escluso battaglia aerea e missile ci sono le perizie tecniche, la Cassazione penale, i pubblici ministeri del processo penale tra cui Salvi, l' Avvocatura di Stato, i Presidenti di Stati Uniti e Francia, dall'altra Purgatori e c. con le loro 32 versioni diverse (francesi, americani, libici, italiani, c'e' persino un libro sugli UFO) e sentenze civili che parlano di missile "più probabile che non" sulla base di una sentenza di primo grado scritta a Bronte da un certo Avv Francesco Batticani, giudice onorario aggiunto, che prima della fine del processo penale, ha ipotizzato senza nessuna prova la teoria del missile.
Gheddafi non ha mai risposto alle nostre rogatorie e nessuno ha mai indagato sulla bomba, che potrebbe essere stata collocata anche da manovalanza neofascista.
Aspetto il prossimo articolo di Barbacetto sulle sicure responsabilità naziste sulla eliminazione dei 22 mila Ufficiali Polacchi a Katyn e sulla altrettanta certa colpevolezza di quel traditore ebreo di Dreyfus.
Povero  "Il Fatto" !
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STOP AL LINCIAGGIO DEI MILITARI, CONTE DICA LA VERITA' SU USTICA
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MISSILE E BATTAGLIA AEREA? TESI DA LIBRO GIALLO
  
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USTICA, UNA TRAGEDIA ITALIANA
USTICA , UNA TRAGEDIA ITALIANA Su Mediaset Focus canale 35 del digitale terrestre, andra' in onda l' episodio della serie "Indagini ad alta quota" dedicato al Dc 9 esploso ad Ustica il 27 giugno 1980. Queste le date della trasmissione: 
sabato 22 agosto ore 21.15  
lunedí 24 agosto ore 15.00 REPLICA 
mercoledì 26 agosto ore 23.00 REPLICA
venerdí 28 agosto ore 8.45 REPLICA 

Nella puntata vengono fatte a pezzi fantasiose teorie e ripetute falsita' che in questi 40 anni hanno condizionato l'opinione pubblica. Se avrai la cortesia di di guardare la puntata gradirei avere anche un tuo commento.
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L'EMERGENZA OMOFOBICA NON ESISTE. LEGGETE I DATI
 
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'Bonus 600 euro, chi di forca ferisce....'
'Bonus 600 euro, chi di forca ferisce....'
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Erdogan e le religioni monoteiste a Gerusalemme,Cordoba ed Istanbul

Politica e Fede

Erdogan e le religioni monoteiste a Gerusalemme,Cordoba ed Istanbul

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Gerusalemme, Cordoba e Istanbul sono tre città simbolo di come le religioni monoteiste (Ebraismo, Cristianesimo e Islamismo)si pongano nei casi in cui la sovranità politica ed il possesso di fatto militare di quelle località sia passato nei secoli di mano in mano.

Gerusalemme: conquistata militarmente nella guerra arabo-israeliana del 1967, è oggi parte integrante dello Stato di Israele, abitato a larghissima parte da ebrei autoctoni o provenienti da ogni parte del mondo prima e dopo il riconoscimento dell’ONU nel 1948.

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COLPITA DAL TALIDOMIDE E ORA BEFFATA DALLO STATO
 
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Verità su Ustica, grave il mancato invito della presidente Cavazza all’incontro

Il caso

Verità su Ustica, grave il mancato invito della presidente Cavazza all’incontro coi famigliari

Italia 1 AGOSTO 2020

Ustica

“Qualcuno di loro pensa che Palazzo Chigi voglia depistare o negare la verità o non piuttosto non rendere note sino al 2029 quali erano gli incandescenti rapporti in quei mesi  tra terroristi palestinesi filo libici ed il nostro paese? – continua Giovanardi – Siamo al paradosso che a Bologna la Presidente della Associazione per la verità su Ustica Giuliana Cavazza, a cui va tutta la mia solidarietà, non viene invitata all’incontro dei famigliari con il Capo dello Stato pur avendo perso la madre sul DC 9 Itavia,  perchè non crede alla bufala del missile e della battaglia aerea, categoricamente esclusa nel processo penale e dalle perizie tecniche. Chi sa parli, ha detto il Cardinale Zuppi: faccio mio il suo invito che rivolgo in primis al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte”.
E sul mancato invito interviene la stessa Cavazza. “Ringrazio il Cardinale Zuppi ed Presidente Mattarella per aver invitato Eugenio Baresi, ex segretario della bicamerale sulle stragi, e la sottoscritta, in rappresentanza dell’Associazione per la Verità su Ustica che presiedo, alla solenne cerimonia in ricordo delle vittime del 27 giugno e due agosto 1980.
Con sorpresa e dolore apprendo dalle Agenzie e dai Telegiornali che il Capo dello Stato ha incontrato presso il Museo per la memoria su Ustica i famigliari delle vittime accompagnati dalla ex Senatrice Bonfietti – afferma la Cavazza -. Considero il mancato invito, più volte sollecitato, una offesa alla memoria di mia madre, che perse la vita in quel disastro aereo, di cui è evidentemente responsabile il Comune di Bologna, che mi risulta abbia organizzato la visita, esponendo così il  Capo dello Stato ad una scelta di parte. Insisteremo, fuori da ogni logica politica o di partito, nella ricerca di una piena verità, come ha ricordato il Presidente della Repubblica, insistendo innanzitutto su come sia possibile raggiungerla se il Governo, dopo 40 anni, si ostina a mantenere il segreto sulle carte di quel periodo per ragioni attinenti alla sicurezza nazionale, mentre imperversano le più fantasiose teorie già smentite categoricamente dalla Cassazione penale con sentenza passata in giudicato”.
“Esprimiamo solidarietà ed amicizia alla nostra Presidente della Associazione per la verità su Ustica Signora Giuliana Cavazza de Faveri, che ha perso la madre nel disastro aereo di Ustica, per il mancato invito a partecipare all’incontro dei famigliari a Bologna con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Museo della Memoria su Ustica. Il dolore per le vittime e la sincera ricerca di una verità condivisa non possono essere per nessuna ragione strumentalizzate per logiche politiche o peggio di partito” – si legge in una nota firmata da Mario Buscemi presidente Asso Arma, Gregory Alegi professore universitario e giornalista, Eugenio Baresi segretario Commissione stragi 12′ legislatura, autore del libro Ustica Storia e controstoria, Francesco Farinelli ricercatore universitario, coautore del libro Fake News su Ustica, Vincenzo Manca vicepresidente Commissione stragi 13′ legislatura, autore del libro Ustica, Adalberto Pellegrino, già presidente nazionale Sindacato Piloti Civili, Leonardo Tricarico ex Capo di stato maggiore Areonautica e presiede Fondazione Icsa, Carlo Giovanardi già Ministro, Sottosegretario di Stato e vicepresidente della Camera, Paolo Mezzanotte ingegnere areonautico, ex dirigente Aermacchi, Alberto Notari, ex dirigente Aermacchi, Franco Bonazzi, ex Capo Pilota collaudatore, coautore del libro Fake News su Ustica, Luciano Forzani, ex collaudatore Augusta, Marcello Di Donno, ex Capo di Stato Maggiore Marina e Presidente Leganavale e Augusta, Isabella Stifani, giornalista, Carlo Zorzoli, ex pilota collaudatore.
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USTICA - ASSOCIAZIONE PER LA VERITA' - SOLIDARIETA' ALLA PRESIDENTE CAVAZZA
USTICA - ASSOCIAZIONE PER LA VERITA' - SOLIDARIETA' ALLA  PRESIDENTE CAVAZZA 

Esprimiamo solidarieta' ed amicizia alla nostra Presidente della Associazione per la verita' su Ustica Signora Giuliana Cavazza de Faveri, che ha perso la madre nel disastro aereo di Ustica , per il mancato invito a partecipare all' incontro dei famigliari a Bologna con il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella al Museo della Memoria su Ustica.
Il dolore per le vittime e la sincera ricerca di una verita' condivisa non possono essere per nessuna ragione strumentalizzate per logiche politiche o peggio di partito.

GREGORY ALEGI, EUGENIO BARESI, FRANCO BONAZZI, MARIO BUSCEMI, RICCARDO DURIONE, LUCIANO FORZANI, FRANCESCO FARINELLI, CARLO GIOVANARDI, VINCENZO MANCA, PAOLO MEZZANOTTE, AURELIO MISITI, ALBERTO NOTARI, ADALBERTO PELLEGRINO, IS ABELLA STIFANI, LEONARDO TRICARICO, CARLO ZORZOLI
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USTICA BOLOGNA - GIOVANARDI ( IDEA ) Chi sa parli ! Conte risponda all' appello
USTICA BOLOGNA - GIOVANARDI ( IDEA )  Chi sa parli ! Conte risponda all' appello del Cardinale Zuppi

E' incredibile che stampa e TV pappagallo, con in testa il TG1 , con qualche rara e lodevole eccezione , abbiano dato ampio risalto, nelle cronache della visita del Capo dello Stato Sergio Mattarella a Bologna, ad intecettazioni e sospetti su persone ormai decedute a 40 anni da quelle terribili stragi con il solito ritornello di depistaggi, opacita', reticenze, complicita' ecc.
Qualcuno di loro si e' chiesto quali sono i motivi per i quali, per tutelare la  "sicurezza nazionale " , la Presidenza del Consiglio continua a tenere segretate le carte degli anni 1979- 1980 ?  Qualcuno di loro pensa che Palazzo Chigi voglia depistare o negare la verita' o non piuttosto  non rendere note sino al 2029 quali erano gli incandescenti rapporti in quei mesi tra tra terroristi palestinesi filo libici ed il nostro paese?
Siamo al paradosso che a Bologna la Presidente della Associazione per la verita' su Ustica Giuliana Cavazza, a cui va tutta la mia solidarieta', non viene invitata all' incontro dei famigliari con il Capo dello Stato pur avendo perso la madre sul DC 9 Itavia,  perche' non crede alla bufala del missile e della battaglia aerea, categoricamente esclusa nel processo penale e dalle perizie tecniche.
Chi sa parli, ha detto il Cardinale Zuppi : faccio mio il suo invito che rivolgo in primis al Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

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USTICA - STAZIONE BOLOGNA - PRESIDENTE CAVAZZA : RINGRAZIO PRESIDENTE E CARDINAL
USTICA - STAZIONE BOLOGNA - PRESIDENTE CAVAZZA : RINGRAZIO PRESIDENTE E CARDINALE MA OFFESA MEMORIA DI MIA MADRE

Ringrazio il Cardinale Zuppi ed Presidente Mattarella per aver invitato Eugenio Baresi, ex segretario della bicamerale sulle stragi, e la sottoscritta , in rappresentanza dell Associazione per la Verita' su Ustica che presiedo, alla solenne cerimonia in ricordo delle vittime del 27 giugno e due agosto 1980.
Con sorpresa e dolore apprendo dalle Agenzie e dai Telegiornali che il Capo dello Stato ha incontrato presso il Museo per la memoria su Ustica i famigliari delle vittime accompagnati dalla ex Senatrice Bonfietti.
Considero il mancato invito , piu' volte sollecitato, una offesa alla memoria di mia madre, che perse la vita in quel disastro aereo, di cui e' evidentemente responsabile il Comune di Bologna, che mi risulta abbia organizzato la visita, esponendo cosi' il  Capo dello Stato ad una scelta di parte.
Insisteremo, fuori da ogni logica politica o di partito, nella ricerca di una piena verita', come ha ricordato il Presidente della Repubblica , insistendo innanzitutto su come sia possibile raggiungerla se il Governo, dopo 40 anni, si ostina a mantenere il segreto sulle carte di quel periodo per ragioni attinenti alla sicurezza nazionale, mentre imperversano le piu' fantasiose teorie gia' smentite categoricamente dalla Cassazione penale con sentenza passata in giudicato.

GIULIANA CAVAZZA DE FAVERI
PRESIDENTE ASSOCIAZIONE PER LA VERITA' SU USTICA
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Giovanardi: “Basta segreti su Ustica e Bologna. Il governo deve rendere disponib

Giovanardi: “Basta segreti su Ustica e Bologna. Il governo deve rendere disponibili i documenti del Sismi”


INTERVISTA DI GIAN PAOLO PELLIZZARO E GABRIELE PARADISI*

29/7/2020 – Giovanardi è un fiume in piena. «L’Associazione per la verità su Ustica, nella persona della signora Giuliana Cavazza, presidente onoraria dell’associazione Verità per Ustica e figlia di una delle 81 persone morte il 27 giugno di quarant’anni fa a bordo del DC9 I-TIGI Itavia, precipitato nel Mar Tirreno, tra Ponza e Ustica, la sera del 27 giugno 1980, ha già inviato una lettera-appello al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, nella quale vengono sottoposte all’attenzione del Quirinale due cose. La prima, proseguire con lo sforzo nella ricerca di una verità univoca e condivisa sul disastro di Ustica. La seconda rendere finalmente disponibili quei documenti ancora classificati, conservati presso gli archivi della nostra intelligence, al fine di capire se ci sono delle verità che a distanza di 40 anni ancora attendono di essere conosciute. Di fronte a così tanti morti, ogni segreto deve cadere».

 

Ogni segreto deve cadere”: è l’appello rilanciato con forza in questa intervista esclusiva – alla vigilia della visita del presidente Mattarella a Bologna per il quarantesimoanniversario della sgtrage del 2agosto 1980 – da Carlo Giovanardi, avvocato, modenese di 70 anni, dei quali 50 trascorsi al servizio delle istituzioni democratiche prima come consigliere comunale a Modena, poi capogruppo della Democrazia Cristiana all’Assemblea regionale dell’Emilia Romagna e infine come parlamentare della Repubblica. Ha ricoperto le cariche di vice presidente della Camera dei Deputati, ministro per i Rapporti con il Parlamento, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Politiche familiari, al contrasto delle tossicodipendenze e al servizio civile, e da ultimo membro della Commissione bicamerale d’inchiesta sul caso Moro presieduta da Giuseppe Fioroni (XVII Legislatura).

«Sono ancora in attesa, dopo l’incontro a Palazzo Chigi del 30 giugno con il capo del DIS, prefetto Gennaro Vecchione, e Alessandro Goracci, Capo di Gabinetto di Giuseppe Conte, che il presidente del Consiglio sciolga la riserva sulla desecretazione delle carte relative al periodo intercorrente tra il sequestro dei missili terra aria di proprietà dell’FPLP di George Habbash ad Ortona nel novembre 1979 e le stragi di Ustica e Bologna di giugno ed agosto 1980, di fronte a un orientamento degli uffici di mantenere il segreto per ragioni di sicurezza nazionale almeno sino al 2024-2029. Ad oggi, sul disastro aereo del DC9 Itavia del 27 giugno 1980, la Cassazione penale e quella civile hanno concluso sostenendo tesi diametralmente opposte, mentre sui mandanti della strage alla stazione del 2 agosto 1980 stanno emergendo sconvolgenti documentazioni relative al ruolo giocato in quel periodo dalla componente palestinese filo libica collegata con il terrorismo nostrano. Le istituzioni non possono più, a quarant’anni da quegli avvenimenti, essere reticenti mentre continua una sistematica delegittimazione degli uomini delle nostre Forze Armate, malgrado le assoluzioni da ogni addebito, e si moltiplicano gli attacchi ai nostri alleati francesi e americani, trattati come assassini e bugiardi. Ci aspettiamo dall’equilibrio e dalla saggezza del Presidente della Repubblica un contributo determinante per arrivare finalmente ad una verità condivisa. Noi ci aspettiamo che il Capo dello Stato, su questi due punti fondamentali, sia molto chiaro per rispetto di tutte le vittime e per il rispetto della ricerca della verità. Non possiamo più andare avanti con le ambiguità e versioni di comodo».

«Esatto. La Presidenza del Consiglio dei Ministri dovrà rispondere sì o no, ma se risponderà negativamente, mantenendo il vincolo del segreto fino al 2024, dovrà assumersi la responsabilità di un eventuale diniego di fronte alla coscienza del Paese. L’Italia attende da troppo tempo queste risposte. Ci sono centinaia di famiglie di vittime che attendono verità e giustizia. Sia per la tragedia del DC9 Itavia, sia per la strage alla stazione di Bologna. Due eventi spaventosi distanti tra loro di soli 36 giorni. Spero che domani, in occasione della visita del Capo dello Stato a Bologna, questo appello venga recepito da Mattarella perché non è possibile che in uno Stato di diritto possano coesistere due verità giudiziarie diverse e contrapposte: una sancita da un processo penale e accertata sulla base delle perizie tecniche, e l’altra da un procedimento civile nato da una richiesta di risarcimento danni. In questo caso, il giudice onorario ha emesso la sua sentenza non tenendo conto delle risultanze del processo penale, basandosi soltanto su qualche atto della sentenza-ordinanza del giudice istruttore Rosario Priore (depositata il 31 agosto 1999) con la quale venivano rinviati a giudizio con l’accusa di alto tradimento i quattro generali che erano ai vertici dell’Arma Aeronautica al momento della tragedia: Lamberto Bartolucci, Franco Ferri, Zeno Tascio e Corrado Melillo. Tutti e quattro gli ufficiali sono stati assolti dalla Corte d’Assise di Roma, il 15 dicembre 2005, perché il fatto non sussiste. Teniamo presente che il 10 gennaio 2007 la Prima Sezione penale della Corte di Cassazione ha pienamente confermato la sentenza di assoluzione del 2005. Eppure, nel settembre del 2011 (quattro anni dopo la conferma delle assoluzioni da parte della Cassazione) il giudice di Palermo Paola Proto Pisani, omettendo totalmente gli esiti del processo penale, nel quale si fa piazza pulita della teoria della quasi collisione, del missile o della battaglia aerea, si aggrappa a qualche passaggio dell’ordinanza Priore per condannare in sede civile lo Stato italiano (nelle persone giuridiche del ministero della Difesa e dei Trasporti) al risarcimento del danno a favore dei parenti delle vittime e della stessa compagnia aerea Itavia proprietaria del DC 9 I-TIGI. Un danno alla fine quantificato in 330 milioni di euro. La sentenza civile di Palermo è stata poi confermata dalla Cassazione in sede civile il 28 gennaio 2013.

Mi spiegate come può essere possibile che in sede penale si smentisca una ricostruzione dei fatti (battaglia aerea, missile) e in sede civile questa versione venga confermata? Sulla base di quali fonti di prova? Sulla base di quali perizie? Sulla base di quali documenti? Sulla base di quali nuove testimonianze?

Può un giudice civile sostituirsi a quello penale nell’accertamento della verità? Siamo di fronte a qualcosa di abnorme. Eppure, questo è quello che è accaduto con la tragedia di Ustica. Ecco perché ci appelliamo al Presidente della Repubblica. Questo è uno scempio dello Stato di diritto».

L’IMPEGNO PER LA RICERCA DELLA VERITA

L’ex senatore Giovanardi è molto impegnato nelle attività dell’Associazione presieduta dalla signora Cavazza per la ricerca della verità sulla tragedia del DC9 della compagnia aerea Itavia, precipitato la sera del 27 giugno 1980 nel Mar Tirreno e sulla quale, ancora oggi a distanza di quarant’anni, coesistono due verità contrapposte, confliggenti, derivanti da due pronunciamenti giudiziari: uno penale e uno civile.

Due “verità” giudiziarie non solo totalmente incompatibili tra loro, ma che hanno implicazioni istituzionali del tutto opposte. La Cassazione ha assolto con formula piena i quattro generali dell’Aeronautica accusati di fellonia, smentendo e mettendo la parola fine all’esistenza di qualsiasi battaglia aerea (o semi collisione in volo tra l’aereo di linea e un caccia da guerra) o missile. Ma sia il giudice civile di Palermo sia la stessa Cassazione civile, come abbiamo visto, come se nulla fosse accaduto in Corte d’Assise e in Cassazione in sede penale, riprendono alcune tesi contenute nella richiesta di rinvio a giudizio di Priore, riproponendo la storia della battaglia aerea e del missile, superando arbitrariamente ogni parere tecnico dei periti.

UN PARALLELO COL CASO TORTORA

«Siamo di fronte a qualcosa di patologico. Con questo metodo – sottolinea Giovanardi – potremmo allora dire che anche il povero Enzo Tortora era un camorrista e trafficante di droga, nonostante sia stato pienamente assolto. In quel caso, Tortora venne arrestato il 17 giugno 1983, dato in pasto a fotografi e troupe televisive in schiavettoni.

Condannato in primo grado a dieci anni di reclusione (la cosiddetta sentenza della vergogna), la sua innocenza è stata alla fine dimostrata e riconosciuta dalla Corte d’Appello di Napoli che lo ha assolto da tutte le accuse il 15 settembre 1986. Il calvario giudiziario di Enzo Tortora è diventato un caso nazionale. Oggi nessuno potrebbe mai dire che il popolare presentatore televisivo era un camorrista trafficante di droga, non solo perché venne assolto da tutte le farneticanti accuse nei suoi confronti, soprattutto perché si è capito che si trattò di una vera e propria macchinazione.

Invece, nel caso di Ustica, è andata e sta andando proprio in questo modo. C’è un costante, perpetuo tentativo di ignorare le risultanze del processo penale. Nonostante il parere tecnico dei periti, i dati di fatto scientificamente incontestabili e insuperabili (e mai come nel settore aeronautico la scienza gioca una parte rilevantissima nell’accertamento delle cause dei disastri aerei) che depongono per la presenza di una bomba a bordo e le sentenze di assoluzione, il linciaggio continua attraverso film, sceneggiati, fumetti, mostre e spettacoli teatrali. Una vergogna».

«Già. Proprio per questo – spiega Giovanardi – è nata questa Associazione, con la specifica finalità di approfondire tutti gli aspetti di questa intricata e drammatica vicenda, sulla quale purtroppo l’opinione pubblica è stata sviata da una disinvolta e spregiudicata diffusione di notizie prive di ogni fondamento. I quattro generali dell’Aeronautica sono stati assolti con formula piena dalla Corte d’Assise di Roma, con sentenza confermata dalla Cassazione, dopo aver rinunciato alla prescrizione. Malgrado le accuse nei loro confronti siano state totalmente smontate in sede penale, c’è chi addirittura sostiene (come Andrea Purgatori) che i loro eredi dovrebbero farsi carico dei risarcimenti che lo Stato italiano deve pagare in base alle sentenze civili (solo per Itavia ed eredi Davanzali 330 milioni di euro), che si aggiungono ai 62 milioni di euro già giustamente erogati ai familiari delle vittime. Questo è inaccettabile».

«Non c’è dubbio. Ma non basta. Quest’anno abbiamo dovuto constatare che questi importanti documenti, relativi ai mesi precedenti la strage e riguardanti minacce di rappresaglie terroristiche, sui quali era stato apposto il segreto di Stato, sono stati, dopo la rimozione dello stesso, nuovamente classificati come segretissimi, con relativo divieto di divulgazione, penalmente perseguibile, da parte dei parlamentari che ne hanno potuto prendere visione solo in quanto membri di una Commissione d’inchiesta parlamentare. Serve un ultimo atto di coraggio, per rispetto della memoria delle vittime, dei loro parenti e per la stessa coscienza civile del Paese».

Stazione di Bologna, 2 agosto 1980

«Io ero molto interessato a questa questione poiché come governo nel 2010 avevo risposto a delle interpellanze su Ustica e nella tragedia aerea si ritrovano personaggi che poi in qualche modo sono stati coinvolti anche nella strage di Bologna. Soprattutto Abu Anzeh Saleh, il palestinese che stava a Bologna che venne arrestato nel novembre del 1979 insieme agli autonomi per il trasporto dei missili dell’FPLP, sequestrati a Ortona. Trovammo in Commissione Moro un documento che faceva riferimento ad un accordo con i palestinesi. Allora abbiamo chiesto al presidente della Commissione di chiedere ai servizi segreti di poter accedere a tutta la documentazione del ’79 – ’80, carteggio tra Beirut e governo italiano che riguardava questi rapporti con la dirigenza palestinese. Per capire sulla base di questi fonogrammi che facevano riferimento a questa situazione dopo il sequestro dei missili, documenti che vengono prima di Ustica e prima di Bologna, che tipo di rapporto c’era.

Abbiamo avuto l’autorizzazione di andare nel 2016. Abbiamo potuto naturalmente sotto la stretta vigilanza del personale dei servizi, leggerci tutti i telex. Ho potuto annotarli, ho scritto tutto quello che ho trovato. Naturalmente che cosa emerge? Emerge che nel momento che sono stati sequestrati i missili ed è stato arrestato Abu Anzeh Saleh, da quel momento è cominciata da parte di George Habbash un’azione violentissima nei confronti dell’Italia accusata di aver violato gli accordi del 1973. Questa è la conferma che, in quelle carte che sono ancora secretate e non riusciamo a far pubblicare, di ciò che in Commissione Moro è venuto a dire, ed è agli atti, il braccio destro di Habbash (Bassam Abu Sharif, nda) venuto con l’assistenza della rappresentanza palestinese in Italia, dicendo che lui era testimone del momento in cui Habbash siglò questo patto con l’Italia. Dal punto di vista storico e fattuale che sia esistito un accordo tra palestinesi e italiani che permetteva passaggio di armi sul nostro territorio e la controparte si impegnava a non fare attentati in Italia, è assolutamente certo e inconfutabile».

Carlo Giovanardi con le Sentinelle in piedi

QUEL CABLOGRAMMA DA BEIRUT DEL 27 GIUGNO 1980

«Tenete conto che l’ultimo cablogramma che io ho visto perché sono arrivato fino al 27 giugno 1980 in quanto mi interessavano quelle date, parte al mattino da Beirut lancia un allarme dicendo qui i nostri interlocutori sono spariti quindi riteniamo che purtroppo siamo nell’imminenza di quello che loro hanno deliberato ovvero la rappresaglia nei confronti dell’Italia.

Ora, allo stato degli atti, il problema è che nell’incontro alla Presidenza del Consiglio venti giorni fa, invitato dal capo dei servizi che era presente e dal Capo di Gabinetto del Presidente del Consiglio, mi hanno comunicato – naturalmente per il resto del colloquio mi sono impegnato a tenerlo riservato finché il presidente del Consiglionon sciolga la riserva – che l’orientamento attuale è quello di mantenere il vincolo del segreto su quel carteggio del SISMI ancora per altri nove anni, cioè sfruttare tutti i 15 anni che la legge del 2007 prevede, una volta scaduto il segreto di Stato. Questo fu posto nel 1984 da Craxi, è scaduto dopo 30 anni nel 2014. A questo punto, riassegnate le classifiche, se gli atti non vengono resi pubblici, queste possono permanere per 10 anni estensibili a 15; quindi vuol dire che fino al 2029 quelle carte per ragioni di sicurezza nazionale potrebbero essere tenute ancora segrete.

Quindi noi ci troviamo in una situazione dove da un lato il presidente della Camera Roberto Fico, la signora Bonfietti ed altri, possono andare a Bologna, sostenere la favola del missile, dire che tutti i nostri generali dell’Aeronautica sono dei traditori, sono dei felloni, malgrado l’assoluzione con formula piena. Possono continuare a dire che i nostri alleati francesi e americani sono degli assassini, sono bugiardi, eccetera, eccetera, e nel contempo apprendere dalle carte, dai documenti che c’è una versione ben diversa anche se ancora coperta dal segreto.

Lo dico perché io continuo a subire una polemica da parte della signora Daria Bonfietti e da altri che ripetono che Giovanardi dice cose non vere, che Giovanardi è stato sbugiardato, che non è vero che quelle carte contengono cose interessanti… e io continuo a dire: signori se è vero che quelle carte non contengono cose interessanti, battetevi con me perché vengano pubblicate. Non c’è problema. Se sono carte così innocue, che vengano declassificate e rese disponibili, così tutti gli studiosi, gli storici e i magistrati possano prenderne atto. Può darsi che abbia ragione. Può darsi che abbia torto.

Però fatto sta che qualcuno continua a ripetere che non sono importanti, ma non le hanno lette, non le hanno viste, non sanno cosa c’è scritto e quindi è la difesa per partito preso di una posizione – quella del missile – che però, come ho spiegato in Parlamento dove mi sono interessato particolarmente di Ustica, è costruita su canzoni, sceneggiati, film, in 32 versioni diverse. Andrea Purgatori ad esempio dice cose puntualmente smentite dai fatti.

Però, vedete, è una macchina potente. Negli ultimi dieci anni il Consiglio regionale ha dato all’associazione della Bonfietti 148mila euro per le sue attività. Che non è poco, più il Comune di Bologna e così via. Quindi c’è una macchina propagandistica che vuole nascondere agli italiani quella sentenza penale che ha escluso nella maniera più categorica e tassativa la battaglia aerea e l’ipotesi del missile.

 

I resti dell’aereo Italia procipitato tra Ponza e Ustica

Una perizia tecnica fatta dagli ultimi che passavano per strada? Nel processo penale sono stati impiegati i periti aeronautici internazionali più famosi del mondo: inglesi, tedeschi, svedesi, italiani. Lo svedese Göran Lilja ha scritto un libro (tradotto in italiano nel 2014 da LoGisma: Ustica. Il mistero e la realtà dei fatti. Un perito racconta la propria esperienzandr). Hanno concluso all’unanimità spiegando dov’era la bomba, dov’è esplosa la bomba, eccetera eccetera, niente… tutti corrono dietro ai film di fantascienza.

Faccio presente che gli americani e i francesi per l’abbattimento del volo Pan Am 103 a Lockerbie (21 dicembre 1988) e per l’aereo di linea DC 10 UTA 772 diretto a Parigi e abbattuto con una bomba sui cieli del Ciad (19 settembre 1989) non sono corsi dietro ai film di fantascienza e alle canzonette. Hanno fatto dare le sanzioni ONU alla Libia e Gheddafi ha dovuto ammettere che in ambedue i casi gli ordigni che hanno abbattuto i due aerei li avevano messi gli uomini dei suoi servizi segreti. Sono anche stati condannati i responsabili.

Ora veramente mi sfuggono i motivi per i quali una bomba a bordo di un aereo che lo fa esplodere non sarebbe una cosa gravissima, mentre la battaglia aerea sarebbe una cosa molto più grave. Non capisco questo accanimento…».

«Francamente non so se i tempi siano maturi. Oggi come in passato vedo ancora le barricate ideologiche, le verità di partito, gli interessi particolari avere il sopravvento sulla realtà dei fatti. Ritengo, tuttavia, che dal punto di vista istituzionale, non sia più possibile mantenere una situazione di questo tipo. La nostra democrazia deve crescere, deve adeguarsi agli standard delle altre grandi democrazie occidentali, laddove un segreto non può essere mantenuto in eterno, soprattutto quando è in ballo la memoria di centinaia di vittime innocenti.

Il nostro Paese deve saper voltare pagina, ha bisogno di maturare una nuova e più consapevole coscienza civile, deve saper e dover fare i conti con la propria storia, anche la più torbida, per poi andare avanti. Abbiamo bisogno di istituzioni più forti e più responsabili, che non permettano mai più la messa alla gogna dei propri servitori dello Stato solo per assecondare qualche interesse di partito. La verità deve essere tolta dalle mani dei manipolatori, deve essere ricercata e consegnata alla coscienza collettiva nella sua totalità, sena omissioni e senza manomissioni».

 

Carlo Giovanardi

«Sì. Il collegamento è costituito e provato dalla presenza degli stessi protagonisti dei rapporti italo-libico-palestinesi (come quell’Abu Anzeh Saleh per il quale il giudice istruttore di Bologna titolare dell’inchiesta sulla strage gli fa ottenere, per fini di giustizia nell’ambito dell’istruttoria sui fatti del 2 agosto 1980, il permesso per recarsi a Roma appena dopo essere stato scarcerato) sia per quanto riguarda il disastro aereo del 27 giugno 1980 sia per l’attentato alla stazione di Bologna. Il nostro servizio segreto, in quell’arco di tempo, a partire dalla rottura dell’accordo successiva al sequestro dei missili terra-aria dell’FPLP a Ortona, l’arresto e la mancata scarcerazione di Saleh, registrò le pressioni e le richieste di Habbash, le minacce di ritorsione e la rottura dei rapporti con la dirigenza palestinese, la quale – a partire da maggio 1980 – non fu più disponibile al proseguimento della trattativa, interruppe ogni comunicazione con la nostra intelligence.

Venne dato un ultimatum al governo italiano affinché restituisse le armi da guerra sequestrate e rimettesse in libertà il loro uomo, Abu Anzeh Saleh. Come sappiamo l’ultimatum non sortì alcun effetto. I giudici della Corte d’Appello de L’Aquila rimasero irremovibili nelle loro decisioni, malgrado le pressioni del governo italiano e dei nostri apparati di sicurezza per l’immediata liberazione di Abu Anzeh Saleh. E da quel momento in poi, da Beirut inizia la pioggia di fonogrammi di allarme per imminenti attentati indiscriminati che avrebbero colpito anche civili innocenti. La dirigenza palestinese decise per la ripresa della libertà di azione anche contro il nostro Paese. E fu rappresaglia».

*Gian Paolo Pelizzaro e Gabriele Paradisi sono giornalisti investigativi, saggisti e studiosi delterrorismo internazionale

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Ustica, le contraddizioni che impediscono di arrivare alla verità

Ustica, le contraddizioni che impediscono di arrivare alla verità

26 LUGLIO 2020

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LA PRESSA: Giovanardi: 'Quella intercettazione dimostra la mia correttezza'
Giovanardi: 'Quella intercettazione dimostra la mia correttezza'
Una settimana fa la Giunta per le autorizzazioni a procedere del Senato ha deciso, a maggioranza, di proporre all'Assemblea di accogliere la richiesta di utilizzare una sola delle 4 telefonate di Carlo Giovanardi intercettate nell'ambito della indagine che lo vede coinvolto per minacce a corpo politico, amministrativo e giudiziario dello Stato (la Prefettura di Modena) e rivelazione di segreti d'ufficio. Autorizzazione approvata all'unanimità per la telefonata in questione, mentre è stato autorizzato a maggioranza l'utilizzo del tabulato. Per le restanti tre intercettazioni la Giunta ha proposto il non utilizzo.

Oggi l'ex senatore Carlo Giovanardi ha scelto di diffondere quella telefonata. Si tratta di una conversazione intercettata il 30 marzo 2013 tra lo stesso Giovanardi e Claudio Baraldi, ex capo della Fratelli Baraldi di Staggia, oggi fallita dopo essere stata esclusa dalla white list e reinserita solo successivamente. Baraldi peraltro all'epoca incensurato, come del resto incensurato è oggi. Mentre la posizione di Giovanardi è ferma all'avviso di garanzia ricevuto nel maggio 2017.

BARALDI: Carissimo! Pronto?
GIOVANARDI: Sì!
BARALDI: ... le volevo fare gli auguri di buona Pasqua. A lei e alla sua famiglia.
GIOVANARDI: Chi parla?
BARALDI: Baraldi. Fratelli Baraldi. Baraldi Claudio.
GlOVANARDI: Claudio Baraldi, eccomi qua. Claudio Baraldi che fa... Ricambio innanzitutto gli auguri di buona Pasqua.
BARALDI: eh eh eh
GIOVANARDI: Ma approfitto della telefonata per dire...
BARALDI: eh!
GIOVANARDI: Claudio Baraldi cosa le chiedo di fare?
BARALDI: No! Quello della F.lli Baraldi. Le volevo fare gli auguri!
GIOVANARDI: No, no ma entro nel merito... no, io... ci siamo già scambiati gli auguri
BARALDI: Ah sull'altra roba, ho capito. Sull'altra roba...
GIOVANARDI: perché nel frattempo io
BARALDI: siamo abbastanza avanti... dopo ...
GIOVANARDI: no, le dico, io so tutto quindi non .. perché fra le altre cose, il vostro nuovo amministratore, come ha visto, è un ragazzo della Città dei ragazzi. Ci conoscevamo 40 anni fa.
BARALDI: mh...
GIOVANARDI: Lugli si chiama no?
BARALDI: sì, sì, Lugli, Lugli
GIOVANARDI: allora, che mi ha tenuto un po' al corrente ... lo ho incontrato qui a Modena il Dottor Gratteri che è quello della Dia...
BARALDI: sì...
GIOVANARDI: della lotta alla Mafia, il Magistrato che è venuto a fare il convegno lunedì. Insieme al Prefetto Trevisone per approfondire queste tematiche generali eh! Ho parlato anche col Capo della Dia a Roma, perché il mio punto di vista è noto. L'ho detto in Parlamento... Lo dico fuori dal Parlamento... Lo dico dappertutto. Questa normativa non danneggia la mafia. Questa trattativa danneggia soltanto le imprese oneste. Punto.
BARALDI: eh, ha ragione...
GIOVANARDI: e quindi è un meccanismo infernale che dà solo dei danni e non dà nessun utile. Oh, però mi sembra di capire che nello specifico, la cosa si è incagliata perché il Prefetto di Modena pretende anche, oltre al rinnovo del Consiglio d'Amministrazione e all'accantonamento, almeno temporaneo, di Ivan Baraldi, anche un passaggio di azioni.
BARALDI: sì, sì, lo faccio... lo faccio...
GlOVANARDI: eh?
BARALDI: faccio anche quello lì. Faccio anche quello lì.
GIOVANARDI: ecco allora... ne parlavamo. A parte la stupidità del discorso del... Prefetto, perché il passaggio di azioni è chiaro che è un proforma. È che Tizio le azioni le cede temporaneamente a Caio che, appena risolto il problema cioè l'interdetto, gliele restituisce.
BARALDI: ma... perché... è la Legge proprio che dice cosi.
GIOVANARDI: scusi?
BARALDI: è proprio la Legge che dice così.
GIOVANARDI: si appunto!
BARALDI: è un vizio di forma però la Legge dice così. Non c'è mica niente da fare!
GIOVANARDI: sì ma voglio dire è una... allora, se devo dire la mia in questa situazione. Credo che una volta passate le azioni, il Prefetto non possa fare altro che revocare l'interdetto immediatamente e vi rimette in posizioni di riallacciare tutti i rapporti e di lavorare!
BARALDI: sì, sì, sì...
GIOVANARDI: quindi credo che nell'emergenza, l'unica cosa da fare sia eh... che non dico fare buon viso a cattivo gioco, perché, almeno per quanto mi riguarda io continuerò una grande battaglia, non soltanto per permettere alle aziende oneste di lavorare, ma anche per rivedere tutta la normativa e naturalmente spiegare a tutti che anche quello che inizialmente vi hanno attribuito è frutto di un gigantesco equivoco.
BARALDI: sì, sì... beh quello senz'altro eh! Ma lì ne sto venendo fuori io personalmente bene e già va bene... adesso... intanto la vengo poi a trovare dopo Pasqua...
GlOVANARDI: ma insomma, a voi vi è arrivato st'avviso di garanzia o no?
BARALDI: no, no... io non c'ho niente
GlOVANARDI: quindi non si capisce neanche... bah... veramente cose...
BARALDI: eh ma... 
GIOVANARDI: cose incredibili... comunque ricambio gli auguri di buona Pasqua. In bocca al lupo e speriamo che la prossima settimana tutta la situazione si... si sblocchi.
BARALDI: mettiamo a posto. Intanto questo... oggi ci tenevo personalmente a farle gli auguri. È stata una persona che mi ha aiutato...
GIOVANARDI: grazie e ricambio a lei e alla famiglia.

Si aspettava questa decisione da parte della Giunta?
'E' un atto dovuto. Faccio presente che in Aula si discuterà anche della mia richiesta di inviare gli atti alla Corte Costituzionale sollevando il conflitto di attribuzione tra prerogative del Parlamento e di un parlamentare e questa iniziativa della Magistratura'.
Una richiesta che è apparsa anomala.
'E' una richiesta doverosa. Perchè non vengo accusato nè di aver preso un centesimo dagli imprenditori di cui mi sono interessato nella mia attività parlamentare, nè di avere avuto rapporti con nessuno dei 13mila cutresi insediati tra Reggio Emilia e Modena protagonisti della inchiesta Aemilia sulla Ndrangheta. Quello che mi viene addebitato è l'attività parlamentare, le interpellanze, gli interventi in aula, in Commissione giustizia, in Commissione antimafia relativi al tema delle interdittive antimafie che sono semplici atti amministrativi, ma che possono però portare al fallimento delle aziende. A Modena sempre esercitando le mie prerogative parlamentari definite per legge ho fatto anche conferenze stampa a favore della Geco, della Baraldi, della Lo Bello, della Battaglia, tutte imprese ingiustamente colpite da interdittive che furono successivamente riammesse in white list'.
Però si è speso anche per la Bianchini. Ricordiamo che oggi Augusto Binachini è stato condannato a nove anni e 10 mesi in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa.
'Certo, ma al tempo delle mie interpellanze Augusto Bianchini risultava essere persona perbene e incensurata, cosa riconosciuta nella stessa interdittiva. E' curioso notare che nel primo grado del processo dei tre figli di Augusto Bianchini, due sono stati assolti e per il terzo, Alessandro, del cui caso mi ero particolarmente interessato, non è stata riconosciuta l'aggravante mafiosa. Di più, nella sentenza di condanna di Augusto Bianchini si legge che i suoi rapporti con gli ndranghetisti si interrompono nel 2012, cioè in data antecedente alle mie interpellanze'.
Ma il sospetto che Bianchini avesse questi rapporti non l'ha mai sfiorata?
'Ho spiegato a suo tempo in commissione Antimafia, è tutto nei verbali, che quando a Modena nel 2011 ci fu una grande polemica pubblica per la denuncia di un tentativo di infiltrazioni tramite iscrizione al Pdl di personaggi malavitosi, come sottosegretario di Stato insieme all'attuale senatore Aimi, mi recai dal procuratore della Repubblica, dal Prefetto, dal comandante dei carabinieri e dal questore con un elenco di persone chiacchierate che avevano chiesto l'iscrizione per chiedere un consiglio sul da farsi. Tutti e quattro mi risposero che per questione di privacy non potevano dare nessuna informazione. Riassunsi la situazione in Commissione antimafia con una battuta che cioè un parlamentare o un imprenditore a Modena dovrebbe mettere un cartello in ufficio con scritto 'ricevo solo persone nate a Cuneo da tre generazioni'. Al di là delle battute, alla luce di quell'episodio, come può un parlamentare avere elementi per sospettare sulla correttezza di Bianchini o di altri imprenditori?'
Bianchini ora è stato condannato in primo grado?
'Bianchini è sotto processo e bisogna aspettare la sentenza definitiva. Ricordo che anche Roberto Casari della Cpl venne arrestato ed è di queste ore la notizia che è stato assolto definitivamente a Napoli per suoi presunti rapporti con i Casalesi. Ricordo che se la Cpl e altre aziende si sono salvate dal fallimento lo devono anche alla attività parlamentare del sottoscritto che, come preannunciai a Baraldi in quella telefonata, riuscì a modificare la normativa per permettere alle aziende colpite da interdittiva di continuare la loro arrività con la nomina di un commissario nelle more dei ricorsi al Tar'.
In ogni caso, al di là del merito, resta la questione legata ai modi da lei utilizzati per ottenere la riammissione in white list della Bianchini. L'accusa in pratica è quella di avere minacciato il prefetto.
'La mia insistenza, come risulta dagli atti parlamentari, e dalle pubbliche conferenze stampa era rivolta al caso di Alessandro Bianchini, il figlio di Augusto, colpito a sua volta da interdittiva perchè ritenevo e ritengo assurdo che le colpe dei padri ricadano sui figli e, ripeto, ad Alessandro Bianchini nel processo non è stata riconosciuta l'aggravante mafiosa. Incredibilmente il Gip in una intera pagina della sua richiesta alla giunta ripropone un mio intervento svolto in aula del Senato a ottobre 2014 in cui critico aspramente i provvedimenti presi sulle imprese modenesi sostenendo sostanzialmente che il parlamentare secondo la Costituzione non è chiamato a rispondere delle opinioni espresse, ma solo se le sue opinioni sono vere. Credo sia un vero e proprio attacco al Parlamento e alla libertà di opinione dei parlamentari'.
Tra poche settimane l'Aula del Senato dovrà decidere sulla proposta uscita dalla Giunta per le autorizzazioni. L'eventuale ok di palazzo Madama cosa comporterà rispetto agli sviluppi del processo?
'Mi aspetto di uscire al più presto da una situazione surreale. Nell'avviso di garanzia di tre anni fa venni pubblicamente accusato di sapere dei rapporti tra Bianchini e la Ndrangheta, quei rapporti che proprio in questi giorni i difensori di Bianchini in Appello negano essere mai esistiti, e quindi venne aggiunta l'infamante aggravante mafiosa. Faccio presente che oggi col trasferimento del processo a Modena l'aggravante mafiosa sia per me che per gli altri indagati, a partire dall'ex viceprefetto di Modena, è scomparsa. Rimane l'enorme questione sul ruolo del parlamentare a Roma e sul territorio. Deputati e senatori devono limitarsi ad aspettare il 27 del mese per incassare l'indennità disinteressandosi di ogni problema o viceversa battersi per la tutela del territorio. In altri termini: sono i parlamentari che possono controllare e criticare, anche ruvidamente, gli apparati dello Stato o è l'esecutivo che controlla i parlamentari?'.

Giuseppe Leonelli
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Omotransfobia: no alla nuova legge e alla dittatura gender
 
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Legge Zan omofobia: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere

Legge Zan omofobia: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere


Tanto è già stato scritto e detto sull’art.1 della proposta di legge Zan sull’omofobia, oscurantista e liberticida, che colpisce penalmente chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, senza naturalmente spiegare quali sarebbero le fattispecie incriminabili, come la Conferenza Episcopale Italiana ha giustamente sottolineato.

Meno si è parlato invece dell’articolo 5 che propone  la Istituzione della giornata nazionale contro la omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia al fine di… “contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”, con la previsione di organizzare  “cerimonie, incontri ed ogni altra iniziativa utile, anche da parte di Amministrazioni Pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Non si tratta pertanto di accettare un dato di fatto e cioè che esistono uomini che amano gli uomini, donne che amano le donne, uomini e donne che amano contemporaneamente uomini e donne (bisessuali) e transessuali, ma organizzare cerimonie dedicate a chi non apprezza e spiegare sin dalle scuole elementari ai bambini la bellezza di questi orientamenti.

Ma qui le cose si complicano in almeno due direzioni. La prima riguarda la poligamia sostenuta dal fondatore dell’Ucoii (Comunità Mussulmane in Italia) Roberto Piccardo, che osserva: “Io e milioni di persone non condividiamo le unioni omosex e tuttavia esse sono lecite e ne rispettiamo gli attori. I soggetti interessati sono comunque una minoranza, come lo sarebbero i poligami. L’intera società può accettarli tutti”. Si deve pertanto contrastare penalmente anche la poligamofobia?

La seconda riguarda i transessuali tutelati dalla norma che colpisce la transfobia. Sono infatti transessuali soltanto gli uomini che diventano irreversibilmente donne con la rimozione completa degli attributi virili o anche personaggi famosi ed ex parlamentari come Luxuria o la  turca Efe Ball, che si vanta nelle trasmissioni televisive di essere donna ma anche uomo e di poter soddisfare nella sua professione sia  i clienti maschi che i clienti femmine?

Su questo tema del “gender percepito” è in corso tra l’altro una durissima polemica tra la maggioranza delle femministe e la parte più oltranzista del mondo LGBT, che accusano questi ultimi di voler far fare un balzo indietro di decenni ai diritti acquisiti dalle donne.

E’ in questo clima sereno, unitario e costruttivo che l’On. Zan propone cerimonie, incontri ed iniziative anche promosse da Amministrazioni pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, per contrastare i pregiudizi fondati sulle fobie.

Non sarebbe meglio invece buttare questo progetto di legge in un cestino, ricordare che tra le tante fobie emergenti c’è sempre più forte anche l’eterofobia, che i pregiudizi e le opinioni non si combattono con il carcere e la rieducazione, ma con l’educazione alla tolleranza ed al rispetto delle diversità degli stili di vita e degli orientamenti sessuali?

In questo fine settimana, ecco l’elenco delle iniziative contro la legge Zan che verranno organizzate in diverse piazze italiane.

NO AL REATO DI OPINIONE

NO ALLA LEGGE ZAN-SCALFAROTTO-BOLDRINI

#RESTIAMOLIBERI #100PIAZZE


ALESSANDRIA – In preparazione

ANCONA – In preparazione

AREZZO – 11 luglio 2020, P.zza San Michele, ore 18

ASCOLI PICENO – In preparazione

BARI – 5 luglio 2020, P.zza del Ferrarese, ore 18.00

BENEVENTO – 11 luglio 2020, P.zza Castello, ore 17:30

BERGAMO – 11 luglio 2020, P.zza Vittorio Veneto, ore 17:30

BIELLA – 11 luglio 2020, P.zza Duomo, ore 17

BOLOGNA – 11 luglio 2020, P.zza S.Domenico, ore 19:30

BOLZANO – 27 giugno 2020, P.zza Mazzini, ore 11

BRESCIA – 11 luglio 2020, P.zza Vittoria, ore 17.00

BRINDISI – In preparazione

BUSSOLENGO (VR) – 11 luglio 2020, P.zza XXVI Aprile, ore 11

BUSTO ARSIZIO (VA) – 11 luglio 2020, P.zza Santa Maria, ore 11

CAGLIARI – 11 luglio 2020, Bastione di Saint Remy, ore 19

CATANIA – 11 luglio 2020, P.zza Università, ore 19

CATANZARO – In preparazione

CESENATICO (FC) – 11 luglio 2020, P.zza Costa, ore 18:15

CHIETI – 14 luglio 2020, P.zza G.B. Vico, ore 19:15

CINISELLO BALSAMO (MI) – In preparazione

CIVITAVECCHIA (RM) – In preparazione

COMO – 11 luglio 2020, P.zza Volta, ore 16:30

COSENZA – In preparazione

CREMA (CR) – 11 luglio 2020 – P.zza Duomo, ore 21

CREMONA – 12 luglio 2020, P.zza Cittanova, ore 17:30

ENNA – In preparazione

ERCOLANO – In preparazione

FANO (PU) – 11 luglio 2020, Tensostruttura Sassonia, V.le Adriatico, ore 21:30

FERRARA – 11 luglio 2020, P.zza Trento e Trieste, ore 21

FIRENZE – 14 luglio 2020, P.zza San Lorenzo, ore 21

FROSINONE – In preparazione

GENOVA – 10 luglio 2020, Via Galata ang. Via S.Vincenzo, ore 18

IMPERIA – 11 luglio 2020, Nino Bixio (zona Spianata – Oneglia), ore 18:30

LA SPEZIA – 11 luglio 2020, P.zzetta del Bastione, ore 11

LADISPOLI (RM) – 11 luglio 2020, P.zza Falcone, ore 18

LATINA – In preparazione

LECCE – In preparazione

LORETO (AN) – 11 luglio 2020, P.zza della Madonna, ore 18

MANTOVA – In preparazione

MATERA – In preparazione

MILANO – 11 luglio 2020, P.zza San Carlo al Corso, ore 16

MODENA – 11 luglio 2020, P.zza Grande, ore 17.00

MONFALCONE (GO) – 11 luglio 2020, P.zza della Repubblica, ore 11

MONZA – 11 luglio 2020, P.zza Roma (Arengario), ore 11

NAPOLI – 11 luglio 2020, P.zza Berlinguer (metro Toledo), ore 11

NOVARA – 11 luglio 2020, P.zza Puccini, ore 11

PADOVA – 11 luglio 2020, P.zza Eremitani, ore 11

PALERMO – In preparazione

PARMA – 10 luglio 2020, P.zza Garibaldi, ore 19

PERUGIA – 11 luglio 2020, Piazza IV Novembre, ore 18

PESARO – In preparazione

PESCARA – 12 luglio 2020, P.zza Salotto, ore 21

PIACENZA – 11 luglio 2020, V.le Pubblico Passeggio, angolo Piazzale Libertà, ore 17

PISA – 16 luglio 2020, P.zza delle Baleari (MARINA DI PISA), ore 21

PISTOIA – 11 luglio 2020, P.zza del Duomo, ore 21:30

PONTREMOLI (MS) – 12 luglio 2020, P.zza Italia, ore 18

RAVENNA – 15 luglio 2020, P.zza del Popolo, ore 21:30

REGGIO CALABRIA – 11 luglio 2020, P.zza Italia, ore 18:30

REGGIO EMILIA – 11 luglio 2020, P.zza Prampolini, ore 11

RIMINI – 11 luglio 2020, P.zza Cavour, ore 18

RIVAROLO CANAVESE (TO) – 11 luglio 2020, P.zza Garibaldi, ore 11

ROMA – 16 luglio 2020, P.zza Montecitorio, ore 17

SARONNO (VA) – 11 luglio 2020, P.zza Libertà, ore 17

SIENA – 10 luglio 2020, P.zza Salimbeni, ore 21

TARANTO – In preparazione

TERAMO – In preparazione

TIVOLI (RM) – 11 luglio 2020, P.zza Garibaldi, ore 11

TORINO – 11 luglio 2020, P.zza Paleocapa (zona Porta Nuova), ore 21

TRENTO – 11 luglio 2020, P.zza Cesare Battisti, ore 11

TRIESTE – 10 luglio 2020, P.zza Unità, ore 18

UDINE – 11 luglio 2020, P.zza San Giacomo, ore 11

VARESE – 11 luglio 2020, P.zza Montegrappa, ore 17

VERONA – 11 luglio 2020, P.zza dei Signori, ore 11

VICENZA – 11 luglio 2020, P.zza Esedra, ore 11

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OMOFOBIA – GIOVANARDI (IDEA) TESTO ZAN PROVOCATORIO, LIBERTICIDA E OSCURANTISTA

OMOFOBIA – GIOVANARDI (IDEA) TESTO ZAN PROVOCATORIO, LIBERTICIDA E OSCURANTISTA

Il progetto di legge presentato alla Camera dall’Onorevole Alessandro Zan è la fotocopia di quello che bloccammo al Senato nella scorsa legislatura.

E’ un testo provocatorio, liberticida e oscurantista. Modificando infatti l’art. 604/bis del Codice Penale fin dalla rubrica (propaganda di idee) viene punito con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa sino a 6000 Euro chi propaganda la superiorità di idee “fondate  sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Chi partecipa ad associazioni che incitano alla discriminazione è punito per la sola partecipazione da sei mesi a quattro anni, i capi delle associazioni da uno a sei anni.

All’art.604/ter C.P. per i reati punibili con finalità di discriminazione o per agevolare l’attività di associazioni che hanno questa finalità, la pena è aumentata fino alla metà.

 Con questo testo può essere denunciato chiunque legga pubblicamente Bibbia o Vangelo o le lettere di San Paolo, sostenga che il matrimonio debba essere fra un uomo e una donna, ritenga che i bambini possano essere adottati soltanto da una coppia regolarmente sposata composta da un uomo e da una donna.

La proposta di istituire la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia mira poi a colonizzare le Istituzioni pubbliche e soprattutto le scuole dove ai bambini dovrebbe essere insegnato come verità l’ideologia delle associazioni estremiste LGBT, che è bene sottolinearlo, nulla hanno a che fare con le coppie omosessuali che vivono liberamente in un Paese libero la  loro condizione senza voler imporre a tutti gli italiani un pensiero unico.

Chi racconta che questo testo mira soltanto a colpire l’istigazione a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza nei confronti degli omosessuali, è un grande bugiardo.

On. le Avv. Carlo Giovanardi

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Ustica, Luttwak: "Dc9 abbattuto da bomba"

Ustica, Luttwak: "Dc9 abbattuto da bomba"

"Sì, conosciamo la verità sulla strage di Ustica, ma tutti gli esperti di aeronautica in giro per il mondo, e che conoscono questa vicenda, sono al cento per cento d’accordo sul fatto che il sistema giudiziario italiano è incapace di trattare qualsiasi fatto tecnicamente, e lo deforma per servire l’esigenza popolare. Nel caso di Ustica, un gruppo di specialisti inglesi che aveva trattato molti incidenti aerei, inclusi quelli cruenti, redasse un rapporto, con tanto di foto, diagrammi e spiegazioni, irrefutabile sul fatto che a distruggere il Dc9 fu una bomba artigianale collocata a bordo dell’aereo. Un fatto criminale”. A dirlo, intervistato dall’AdnKronos sul 40esimo anniversario della strage di Ustica, è Edward Luttwak, esperto di politica internazionale e consulente strategico del governo statunitense.


“Ma il sistema di giustizia italiano, totalmente politicizzato ma soprattutto completamente inesperto e incapace di utilizzare esperti provenienti da fuori – spiega Luttwak -, di fronte a un fatto, a una spiegazione evidente, l’ha rifiutata per poter “usticare”, colpevolizzare e incolpare i militari, la Nato, l’aviazione francese, l’aviazione americana, i siriani, i turchi, i libici, e ciò, nonostante il rapporto avesse dimostrato l’esplosione a bordo di una bomba artigianale. Gli esperti inglesi, che se ne fregano della politica italiana, hanno stabilito che si è trattato di una esplosione, e non di una collisione, perché quando di verifica una collisione, le lamiere vanno in dentro, e quando una bomba esplode dentro, le lamiere vanno in fuori, e gli inglesi sono stati pagati per questa perizia, si trattava di un caso molto facile”.

Ma “gli esperti di aviazione – prosegue Luttwak - ogni tanto sentono che ci sono delle novità sul caso Ustica e capiscono che derivano da magistrati ignoranti e incapaci di gestire questioni tecniche. Ed è assurdo che gli italiani abbiano pagato con le loro tasse somme enormi” per i risarcimenti.

Quanto alle dichiarazioni dell’ex Capo dello Stato, Francesco Cossiga, che nel 2008 disse che ad abbattere il Dc9 fu un missile francese, “Cossiga - risponde - è una persona di alto livello che ha fatto cose molto importanti per l’Italia, ma non aveva letto niente, nemmeno una sola perizia, sulla strage, evidentemente voleva fare rumore, e poi a volte diceva cose per fare effetto, per scioccare la gente, ma in ogni caso la magistratura non si può basare su ciò che dice qualcuno che non ha studiato il caso”.

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Ustica, a 40 anni di distanza la verità nei documenti pubblici. Le lettere di Cl

Ustica, a 40 anni di distanza la verità nei documenti pubblici. Le lettere di Clinton e Chirac

  • Italia
  • 29 GIUGNO 2020


    A 40 anni dalla strage di Ustica, L’Occidentale ripropone una serie di documenti, tutti pubblici, che fanno luce su quanto accaduto il 27 giugno 1980. Documenti che proponiamo e che contribuiscono nella loro semplicità a svelare molte false verità.

    Cominciamo oggi con due lettere inviate all’allora primo ministro Giuliano Amato dai presidenti francesi e americani Clinton e Chirac. Queste lettere sono state rese note il 2 dicembre 2010 alla Camera dei Deputati in una risposta a nome del Governo Italiano che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi ha dato a una interpellanza parlamentare.

    Washington, 24 ottobre 2000

    Caro Giuliano, sono stato veramente felice di incontrarti a Washington, apprezzo le tue capacità (…), poichè non avremmo la possibilità, nel corso della visita, di discutere il contenuto delle tue lettere sul disastro aereo di Ustica del 1980 (…), vorrei farne oggetto di attenzione adesso. Per quanto riguardo il disastro del Dc9 Itavia, gli Stati Uniti hanno fornito assistenza alle autorità giudiziarie italiane per molti anni nello sforzo che esse hanno condotto per far luce su questo incidente. Noi abbiamo dato risposta a tutte le richieste proveniente dai magistrati italiani. Noi abbiamo anche fornito tutte le informazioni atte a fornire ogni possibile indizio sul tragico episodio dell’aereo Itavia e non siamo a conoscenza di ulteriori informazioni che possano spiegare cosa sia avvenuto (…). Io confermo la mia convinzione che non vi sia stato alcun coinvolgimento americano di nessun tipo nel disastro del Dc9 Itavia (…).

    Distinti saluti

    Bill Clinton

     

    Parigi

    Signor presidente e caro amico, ho avuto un gran piacere a riceverla a Parigi il 19 settembre. In quella occasione lei ha sollevato la questione di Ustica in relazione al fatto che è imminente l’apertura del relativo processo penale dinanzi alla Sesta Corte di Assise di Roma. La verità su questa tragedia deve essere conosciuta e io le confermo il sostegno della Francia per aiutare la giustizia italiana a fare piena luce. 14 Commissioni rogatorie internazionali sono state indirizzate alla autorità giudiziaria francese dal 6 luglio 1990 al 18 dicembre 1997. Queste Commissioni rogatorie hanno ricevuto risposte che sono state indirizzate al magistrato richiedente; l’ultima trasmissione data 29 gennaio 1999. Pertanto tutte le Commissioni rogatorie sono state eseguite. La Francia è pronta a continuare la sua cooperazione piena e intera. 

    Molto amichevolmente

    Jacques Chirac

    Questi sono gli atti ufficiali contenuti negli archivi governativi che dimostrano come ogni dichiarazione tesa ad affermare la mancanza di risposta dagli Stati Uniti e dalla Francia, sia falsa.

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    Ustica: Giovanardi, martedi' deposito carte a Palazzo Chigi
    Ustica: Giovanardi, martedi' deposito carte a Palazzo Chigi "Nell'incontro con capo Servizi.Per dimostrare montagna bugie" (ANSA) - 
    ROMA, 28 GIU - "Il due dicembre del 2010, non al Bar Sport ma alla Camera dei Deputati, ho risposto a nome del Governo, di cui facevo parte come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ad una interpellanza su Ustica.Nella dettagliata risposta, che e' agli atti della Camera che l' On Fico attualmente presiede, cito testualmente tutti i motivi per i quali la Corte d' Appello prima e la Cassazione penale poi, con sentenza passata in giudicato, hanno escluso categoricamente battaglia aerea e missile, parlando addirittura di 'fantascienza' e 'trama di un libro di spionaggio'". Lo sostiene in una nota Carlo Giovanardi (Idea). "E' incredibile - aggiunge- che ieri a Bologna la terza carica dello Stato con imbarazzanti e infondate dichiarazioni abbia confuso l'ordinanza-sentenza con la quale nel vecchio rito il Dr Priore archivio' con Sentenza le accuse verso alcuni indiziati e con Ordinanza rinvio' a giudizio i Generali dell'Aeronautica, poi assolti nel 2007 "perche' il fatto non sussiste" alla fine dello stesso processo, sostenendo che la verita' giudiziaria sta nel rinvio a giudizio e non nella sentenza finale del Processo. Secondo questa vera e propria "somarata" sarebbe come dire che la verita' su Enzo Tortora, accusato di essere uno spacciatore di droga, sta nel rinvio a giudizio e non nella sua definitiva assoluzione. Naturalmente depositero' a Roma martedi' a Palazzo Chigi queste carte nell'incontro con il Capo dei Servizi per dimostrare la montagna di bugie e depistaggi sfornati negli anni da uno spregiudicato cosiddetto 'giornalismo di inchiesta' insieme al rinnovato invito a rendere immediatamente pubblici i documenti sulle minacce di rappresaglia libiche- palestinesi all'inizio di quel terribile 1980". (ANSA)
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    USTICA: GIOVANARDI, 'NOTE SISMI FONDAMENTALI, ORA SI SCOPRA CHI HA PIAZZATO BOMB

    USTICA: GIOVANARDI, 'NOTE SISMI FONDAMENTALI, ORA SI SCOPRA CHI HA PIAZZATO BOMBA' = in carte processo Piazza della Loggia c’è quello che annotai Roma, 27 giu. (Adnkronos) - ''Confermo che quello che c'è nelle carte emerse nel processo sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia e che è stato pubblicato stamattina dalla Stampa, è esattamente quello che io, come membro della Commissione Moro II, ho letto e annotato. Si tratta di elementi fondamentali per andare a cercare la verità, anche se per 40 anni il giornalismo cialtrone e un certo mondo della cultura sono corsi dietro a ricostruzioni fantasiose, invece di indagare su chi ha messo la bomba''. A dirlo all'AdnKronos è l'ex senatore Carlo GIOVANARDI, parlando delle note del Sismi inviate al governo italiano poco prima della strage di Ustica del 27 giugno 1980, nelle quali si sottolinea un ''pericolo a breve'' per il nostro Paese per mano del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, e in cui si evidenzia che fra gli obiettivi dell'Fplp, dopo l'arresto del loro referente in Italia, Abu Saleh, e il sequestro dei missili palestinesi a Ortona, c'era anche il ''dirottamento di un Dc9 Alitalia''. Parte di questi atti ancora ''classificati'', contenenti ultimatum da parte degli estremisti palestinesi, sono stati rintracciati nelle carte del processo su Piazza della Loggia dallo storico-ricercatore Giacomo Pacini (e poi pubblicati in un libro). GIOVANARDI, premettendo che ''dopo 40 anni non è facile'', afferma che è arrivato ''davvero il momento di approfondire le tematiche emerse con le note del Sismi, cominciando a indagare su chi possa aver piazzato le bombe, e lasciando finalmente stare le bugie, la fantascienza’'. Di una cosa l'ex senatore si dice certo: ''Ciò che sta emergendo sta finalmente modificando anche lo scenario mediatico, basta guardare i giornali di oggi, la ricostruzione fatta da Repubblica, che dà voce a entrambe le versioni, poi La Stampa, che ha fatto una cosa coraggiosa, ma anche Carlo Nordio sul Messaggero''. Infine, GIOVANARDI si sofferma su quanto affermato poche ore fa dal presidente della Camera Roberto Fico, che ha chiesto ''chiarimenti'' a Francia e Stati Uniti d'America: ''Trovo che sia un atteggiamento fanciullesco ma anche un po' ridicolo - sottolinea l'ex senatore -, ma se Fico sostiene che francesi e americani sono assassini, perché ci hanno ammazzato 81 persone, e bugiardi perché lo negano, mi chiedo perché non dica che i nostri alleati mentono. Lo dica, e promuova un'iniziativa per andare a chiedere i soldi dei risarcimenti a Usa e Francia''. Queste ''sortite di Fico - conclude GIOVANARDI - ci riempiono di ridicolo, Fico non parla come presidente della Camera, ma come l'ultimo militante del M5S, avendo orecchiato qualcosa sui giornali o magari visto qualche film''. (Lro/Adnkronos)

     

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    Ustica: Giovanardi, pista palestinese non e' fandonia

    Ustica: Giovanardi, pista palestinese non e' fandonia

    (AGI) - Roma, 27 giu. - "La pista palestinese per indicare una motivazione seria per la tragedia dell'esplosione del volo Dc 9 Itavia" non e' una fandonia". A 40 anni dalla tragedia, il senatore Carlo Giovanardi, gia' ministro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio (oltre che membro della commissione di indagine sulla morte di Aldo Moro), lo conferma all'Agi. Giovanardi annuncia anche che martedi' sara' a palazzo Chigi, su invito del capo dei servizi segreti, Gennaro Vecchione, per discutere del tema delle carte ancora secretate. "Confermo che quanto e' emerso nel processo di Brescia corrisponde alle carte lette dai commissari", afferma Giovanardi e ricorda che con sentenza penale passata in giudicato i generali dell'areonautica sono stati assolti e l'ipotesi della battaglia aerea del missile e' stata definita "da fantascienza". Infine sul ruolo dell'Italia che, dopo 40 anni ancora non riesce a fare luce, osserva: all'estero siamo una "macchietta" perche' non rispettiamo "la certezza della commissione tecnica che ha indicato essere stata una bomba la causa dell'esplosione". (AGI)

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    Strage di Ustica, le altre verità: parla l'ex senatore Giovanardi
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    Italia-Croazia, Giovanardi ad ambasciatore: "Per francobollo Rovigno usare dizio

    Italia-Croazia, Giovanardi ad ambasciatore: "Per francobollo Rovigno usare dizione bilingue"

    Italia-Croazia, Giovanardi ad ambasciatore: Per francobollo Rovigno usare dizione bilingue

     

    Usare la dizione bilingue sui francobolli dedicati alla città croata di Rovinj-Rovigno, nell'emissione che seguirà quella già stampata per il prossimo 4 giugno nella quale viene riportata la sola dizione croata Rovinj. E' quanto chiede l'ex senatore Carlo Giovanardi in una lettera all'ambasciatore della Croazia. "Egregio signor Ambasciatore, mi rivolgo a Lei come amico della Croazia e come ex presidente della Associazione parlamentari amici della filatelia. Come Ella certamente saprà - scrive Giovanardi - il giorno 4 di giugno verranno emessi francobolli dedicati alla città croata di Rovinj-Rovigno , così come correttamente definita nel bollettino illustrativo firmato dal Rovinj Tourist Board. Purtroppo né nel Bollettino delle Poste Croate né sulle vignette dei francobolli viene riportata la dizione bilingue, presente invece nei timbri di annullo sulla corrispondenza in partenza da Rovinj-Rovigno e da altre localita' dell' Istria dove la Vostra legge riconosce il bilinguismo".

    "In Italia per esempio - ricorda Giovanardi - la recente serie dedicata alle Regioni riporta la dizione Trentino-Alto Adige Sud Tirol e Valle d Aosta Vallee d' Aoste dedicati alle due Regioni dove per legge e' riconosciuto il bilinguismo. Le segnalo anche il caso della Spagna che il 22 maggio 2004, in occasione delle nozze del figlio del Re, aveva fatto stampare francobolli con la scritta Felicitazioni in Castigliano , che mise regolarmente in circolazione, salvo poi affiancarli con francobolli identici, emessi con la stessa tiratura, con le quattro lingue riconosciute in quel paese".

     

    "Mi permetto pertanto, sulla scia di quanto scritto dall'Ufficio di Rovigno e delle vostre leggi sul bilinguismo, di suggerire oltre alla distribuzione il 4 di giugno dei 100.000 francobolli gia' stampati con la dizione Rovinj, una ulteriore emissione di identici francobolli con la stessa tiratura, per evitare speculazioni commerciali, e con la dizione bilingue Rovinj-Rovigno. Sono convinto - conclude Giovanardi - che la comune adesione alla Unione Europea possa consentire ovunque il rispetto delle differenze linguistiche e culturali e di storie che affondano le radici nei secoli, cementando ancora di più una amicizia tra Italiani e Croati che a volte puo' nutrirsi anche di piccoli ma significativi segnali".

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    VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




     
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    GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

    Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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    ''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
    FAMIGLIA CRISTIANA-
    INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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