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Legge Zan omofobia: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere

OMOFOBIA – GIOVANARDI (IDEA) TESTO ZAN PROVOCATORIO, LIBERTICIDA E OSCURANTISTA

Ustica, Luttwak: "Dc9 abbattuto da bomba"

Ustica, a 40 anni di distanza la verità nei documenti pubblici. Le lettere di Cl

Ustica: Giovanardi, martedi' deposito carte a Palazzo Chigi

USTICA: GIOVANARDI, 'NOTE SISMI FONDAMENTALI, ORA SI SCOPRA CHI HA PIAZZATO BOMB

Ustica: Giovanardi, pista palestinese non e' fandonia

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Coronavirus, non di solo pane vivrà l’uomo…

Arrestare il virus o chi lo combatte?


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Legge Zan omofobia: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere

Legge Zan omofobia: ci sarebbe da ridere se non ci fosse da piangere


Tanto è già stato scritto e detto sull’art.1 della proposta di legge Zan sull’omofobia, oscurantista e liberticida, che colpisce penalmente chi istiga a commettere o commette atti di discriminazione per motivi fondati sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere, senza naturalmente spiegare quali sarebbero le fattispecie incriminabili, come la Conferenza Episcopale Italiana ha giustamente sottolineato.

Meno si è parlato invece dell’articolo 5 che propone  la Istituzione della giornata nazionale contro la omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia al fine di… “contrastare i pregiudizi, le discriminazioni e le violenze motivati dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere”, con la previsione di organizzare  “cerimonie, incontri ed ogni altra iniziativa utile, anche da parte di Amministrazioni Pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado”.

Non si tratta pertanto di accettare un dato di fatto e cioè che esistono uomini che amano gli uomini, donne che amano le donne, uomini e donne che amano contemporaneamente uomini e donne (bisessuali) e transessuali, ma organizzare cerimonie dedicate a chi non apprezza e spiegare sin dalle scuole elementari ai bambini la bellezza di questi orientamenti.

Ma qui le cose si complicano in almeno due direzioni. La prima riguarda la poligamia sostenuta dal fondatore dell’Ucoii (Comunità Mussulmane in Italia) Roberto Piccardo, che osserva: “Io e milioni di persone non condividiamo le unioni omosex e tuttavia esse sono lecite e ne rispettiamo gli attori. I soggetti interessati sono comunque una minoranza, come lo sarebbero i poligami. L’intera società può accettarli tutti”. Si deve pertanto contrastare penalmente anche la poligamofobia?

La seconda riguarda i transessuali tutelati dalla norma che colpisce la transfobia. Sono infatti transessuali soltanto gli uomini che diventano irreversibilmente donne con la rimozione completa degli attributi virili o anche personaggi famosi ed ex parlamentari come Luxuria o la  turca Efe Ball, che si vanta nelle trasmissioni televisive di essere donna ma anche uomo e di poter soddisfare nella sua professione sia  i clienti maschi che i clienti femmine?

Su questo tema del “gender percepito” è in corso tra l’altro una durissima polemica tra la maggioranza delle femministe e la parte più oltranzista del mondo LGBT, che accusano questi ultimi di voler far fare un balzo indietro di decenni ai diritti acquisiti dalle donne.

E’ in questo clima sereno, unitario e costruttivo che l’On. Zan propone cerimonie, incontri ed iniziative anche promosse da Amministrazioni pubbliche, in modo particolare nelle scuole di ogni ordine e grado, per contrastare i pregiudizi fondati sulle fobie.

Non sarebbe meglio invece buttare questo progetto di legge in un cestino, ricordare che tra le tante fobie emergenti c’è sempre più forte anche l’eterofobia, che i pregiudizi e le opinioni non si combattono con il carcere e la rieducazione, ma con l’educazione alla tolleranza ed al rispetto delle diversità degli stili di vita e degli orientamenti sessuali?

In questo fine settimana, ecco l’elenco delle iniziative contro la legge Zan che verranno organizzate in diverse piazze italiane.

NO AL REATO DI OPINIONE

NO ALLA LEGGE ZAN-SCALFAROTTO-BOLDRINI

#RESTIAMOLIBERI #100PIAZZE


ALESSANDRIA – In preparazione

ANCONA – In preparazione

AREZZO – 11 luglio 2020, P.zza San Michele, ore 18

ASCOLI PICENO – In preparazione

BARI – 5 luglio 2020, P.zza del Ferrarese, ore 18.00

BENEVENTO – 11 luglio 2020, P.zza Castello, ore 17:30

BERGAMO – 11 luglio 2020, P.zza Vittorio Veneto, ore 17:30

BIELLA – 11 luglio 2020, P.zza Duomo, ore 17

BOLOGNA – 11 luglio 2020, P.zza S.Domenico, ore 19:30

BOLZANO – 27 giugno 2020, P.zza Mazzini, ore 11

BRESCIA – 11 luglio 2020, P.zza Vittoria, ore 17.00

BRINDISI – In preparazione

BUSSOLENGO (VR) – 11 luglio 2020, P.zza XXVI Aprile, ore 11

BUSTO ARSIZIO (VA) – 11 luglio 2020, P.zza Santa Maria, ore 11

CAGLIARI – 11 luglio 2020, Bastione di Saint Remy, ore 19

CATANIA – 11 luglio 2020, P.zza Università, ore 19

CATANZARO – In preparazione

CESENATICO (FC) – 11 luglio 2020, P.zza Costa, ore 18:15

CHIETI – 14 luglio 2020, P.zza G.B. Vico, ore 19:15

CINISELLO BALSAMO (MI) – In preparazione

CIVITAVECCHIA (RM) – In preparazione

COMO – 11 luglio 2020, P.zza Volta, ore 16:30

COSENZA – In preparazione

CREMA (CR) – 11 luglio 2020 – P.zza Duomo, ore 21

CREMONA – 12 luglio 2020, P.zza Cittanova, ore 17:30

ENNA – In preparazione

ERCOLANO – In preparazione

FANO (PU) – 11 luglio 2020, Tensostruttura Sassonia, V.le Adriatico, ore 21:30

FERRARA – 11 luglio 2020, P.zza Trento e Trieste, ore 21

FIRENZE – 14 luglio 2020, P.zza San Lorenzo, ore 21

FROSINONE – In preparazione

GENOVA – 10 luglio 2020, Via Galata ang. Via S.Vincenzo, ore 18

IMPERIA – 11 luglio 2020, Nino Bixio (zona Spianata – Oneglia), ore 18:30

LA SPEZIA – 11 luglio 2020, P.zzetta del Bastione, ore 11

LADISPOLI (RM) – 11 luglio 2020, P.zza Falcone, ore 18

LATINA – In preparazione

LECCE – In preparazione

LORETO (AN) – 11 luglio 2020, P.zza della Madonna, ore 18

MANTOVA – In preparazione

MATERA – In preparazione

MILANO – 11 luglio 2020, P.zza San Carlo al Corso, ore 16

MODENA – 11 luglio 2020, P.zza Grande, ore 17.00

MONFALCONE (GO) – 11 luglio 2020, P.zza della Repubblica, ore 11

MONZA – 11 luglio 2020, P.zza Roma (Arengario), ore 11

NAPOLI – 11 luglio 2020, P.zza Berlinguer (metro Toledo), ore 11

NOVARA – 11 luglio 2020, P.zza Puccini, ore 11

PADOVA – 11 luglio 2020, P.zza Eremitani, ore 11

PALERMO – In preparazione

PARMA – 10 luglio 2020, P.zza Garibaldi, ore 19

PERUGIA – 11 luglio 2020, Piazza IV Novembre, ore 18

PESARO – In preparazione

PESCARA – 12 luglio 2020, P.zza Salotto, ore 21

PIACENZA – 11 luglio 2020, V.le Pubblico Passeggio, angolo Piazzale Libertà, ore 17

PISA – 16 luglio 2020, P.zza delle Baleari (MARINA DI PISA), ore 21

PISTOIA – 11 luglio 2020, P.zza del Duomo, ore 21:30

PONTREMOLI (MS) – 12 luglio 2020, P.zza Italia, ore 18

RAVENNA – 15 luglio 2020, P.zza del Popolo, ore 21:30

REGGIO CALABRIA – 11 luglio 2020, P.zza Italia, ore 18:30

REGGIO EMILIA – 11 luglio 2020, P.zza Prampolini, ore 11

RIMINI – 11 luglio 2020, P.zza Cavour, ore 18

RIVAROLO CANAVESE (TO) – 11 luglio 2020, P.zza Garibaldi, ore 11

ROMA – 16 luglio 2020, P.zza Montecitorio, ore 17

SARONNO (VA) – 11 luglio 2020, P.zza Libertà, ore 17

SIENA – 10 luglio 2020, P.zza Salimbeni, ore 21

TARANTO – In preparazione

TERAMO – In preparazione

TIVOLI (RM) – 11 luglio 2020, P.zza Garibaldi, ore 11

TORINO – 11 luglio 2020, P.zza Paleocapa (zona Porta Nuova), ore 21

TRENTO – 11 luglio 2020, P.zza Cesare Battisti, ore 11

TRIESTE – 10 luglio 2020, P.zza Unità, ore 18

UDINE – 11 luglio 2020, P.zza San Giacomo, ore 11

VARESE – 11 luglio 2020, P.zza Montegrappa, ore 17

VERONA – 11 luglio 2020, P.zza dei Signori, ore 11

VICENZA – 11 luglio 2020, P.zza Esedra, ore 11

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OMOFOBIA – GIOVANARDI (IDEA) TESTO ZAN PROVOCATORIO, LIBERTICIDA E OSCURANTISTA

OMOFOBIA – GIOVANARDI (IDEA) TESTO ZAN PROVOCATORIO, LIBERTICIDA E OSCURANTISTA

Il progetto di legge presentato alla Camera dall’Onorevole Alessandro Zan è la fotocopia di quello che bloccammo al Senato nella scorsa legislatura.

E’ un testo provocatorio, liberticida e oscurantista. Modificando infatti l’art. 604/bis del Codice Penale fin dalla rubrica (propaganda di idee) viene punito con la reclusione fino ad un anno e sei mesi o con la multa sino a 6000 Euro chi propaganda la superiorità di idee “fondate  sul sesso, sul genere, sull’orientamento sessuale o sull’identità di genere”.

Chi partecipa ad associazioni che incitano alla discriminazione è punito per la sola partecipazione da sei mesi a quattro anni, i capi delle associazioni da uno a sei anni.

All’art.604/ter C.P. per i reati punibili con finalità di discriminazione o per agevolare l’attività di associazioni che hanno questa finalità, la pena è aumentata fino alla metà.

 Con questo testo può essere denunciato chiunque legga pubblicamente Bibbia o Vangelo o le lettere di San Paolo, sostenga che il matrimonio debba essere fra un uomo e una donna, ritenga che i bambini possano essere adottati soltanto da una coppia regolarmente sposata composta da un uomo e da una donna.

La proposta di istituire la Giornata nazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la bifobia e la transfobia mira poi a colonizzare le Istituzioni pubbliche e soprattutto le scuole dove ai bambini dovrebbe essere insegnato come verità l’ideologia delle associazioni estremiste LGBT, che è bene sottolinearlo, nulla hanno a che fare con le coppie omosessuali che vivono liberamente in un Paese libero la  loro condizione senza voler imporre a tutti gli italiani un pensiero unico.

Chi racconta che questo testo mira soltanto a colpire l’istigazione a commettere o commette violenza o atti di provocazione alla violenza nei confronti degli omosessuali, è un grande bugiardo.

On. le Avv. Carlo Giovanardi

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Ustica, Luttwak: "Dc9 abbattuto da bomba"

Ustica, Luttwak: "Dc9 abbattuto da bomba"

"Sì, conosciamo la verità sulla strage di Ustica, ma tutti gli esperti di aeronautica in giro per il mondo, e che conoscono questa vicenda, sono al cento per cento d’accordo sul fatto che il sistema giudiziario italiano è incapace di trattare qualsiasi fatto tecnicamente, e lo deforma per servire l’esigenza popolare. Nel caso di Ustica, un gruppo di specialisti inglesi che aveva trattato molti incidenti aerei, inclusi quelli cruenti, redasse un rapporto, con tanto di foto, diagrammi e spiegazioni, irrefutabile sul fatto che a distruggere il Dc9 fu una bomba artigianale collocata a bordo dell’aereo. Un fatto criminale”. A dirlo, intervistato dall’AdnKronos sul 40esimo anniversario della strage di Ustica, è Edward Luttwak, esperto di politica internazionale e consulente strategico del governo statunitense.


“Ma il sistema di giustizia italiano, totalmente politicizzato ma soprattutto completamente inesperto e incapace di utilizzare esperti provenienti da fuori – spiega Luttwak -, di fronte a un fatto, a una spiegazione evidente, l’ha rifiutata per poter “usticare”, colpevolizzare e incolpare i militari, la Nato, l’aviazione francese, l’aviazione americana, i siriani, i turchi, i libici, e ciò, nonostante il rapporto avesse dimostrato l’esplosione a bordo di una bomba artigianale. Gli esperti inglesi, che se ne fregano della politica italiana, hanno stabilito che si è trattato di una esplosione, e non di una collisione, perché quando di verifica una collisione, le lamiere vanno in dentro, e quando una bomba esplode dentro, le lamiere vanno in fuori, e gli inglesi sono stati pagati per questa perizia, si trattava di un caso molto facile”.

Ma “gli esperti di aviazione – prosegue Luttwak - ogni tanto sentono che ci sono delle novità sul caso Ustica e capiscono che derivano da magistrati ignoranti e incapaci di gestire questioni tecniche. Ed è assurdo che gli italiani abbiano pagato con le loro tasse somme enormi” per i risarcimenti.

Quanto alle dichiarazioni dell’ex Capo dello Stato, Francesco Cossiga, che nel 2008 disse che ad abbattere il Dc9 fu un missile francese, “Cossiga - risponde - è una persona di alto livello che ha fatto cose molto importanti per l’Italia, ma non aveva letto niente, nemmeno una sola perizia, sulla strage, evidentemente voleva fare rumore, e poi a volte diceva cose per fare effetto, per scioccare la gente, ma in ogni caso la magistratura non si può basare su ciò che dice qualcuno che non ha studiato il caso”.

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Ustica, a 40 anni di distanza la verità nei documenti pubblici. Le lettere di Cl

Ustica, a 40 anni di distanza la verità nei documenti pubblici. Le lettere di Clinton e Chirac

  • Italia
  • 29 GIUGNO 2020


    A 40 anni dalla strage di Ustica, L’Occidentale ripropone una serie di documenti, tutti pubblici, che fanno luce su quanto accaduto il 27 giugno 1980. Documenti che proponiamo e che contribuiscono nella loro semplicità a svelare molte false verità.

    Cominciamo oggi con due lettere inviate all’allora primo ministro Giuliano Amato dai presidenti francesi e americani Clinton e Chirac. Queste lettere sono state rese note il 2 dicembre 2010 alla Camera dei Deputati in una risposta a nome del Governo Italiano che il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi ha dato a una interpellanza parlamentare.

    Washington, 24 ottobre 2000

    Caro Giuliano, sono stato veramente felice di incontrarti a Washington, apprezzo le tue capacità (…), poichè non avremmo la possibilità, nel corso della visita, di discutere il contenuto delle tue lettere sul disastro aereo di Ustica del 1980 (…), vorrei farne oggetto di attenzione adesso. Per quanto riguardo il disastro del Dc9 Itavia, gli Stati Uniti hanno fornito assistenza alle autorità giudiziarie italiane per molti anni nello sforzo che esse hanno condotto per far luce su questo incidente. Noi abbiamo dato risposta a tutte le richieste proveniente dai magistrati italiani. Noi abbiamo anche fornito tutte le informazioni atte a fornire ogni possibile indizio sul tragico episodio dell’aereo Itavia e non siamo a conoscenza di ulteriori informazioni che possano spiegare cosa sia avvenuto (…). Io confermo la mia convinzione che non vi sia stato alcun coinvolgimento americano di nessun tipo nel disastro del Dc9 Itavia (…).

    Distinti saluti

    Bill Clinton

     

    Parigi

    Signor presidente e caro amico, ho avuto un gran piacere a riceverla a Parigi il 19 settembre. In quella occasione lei ha sollevato la questione di Ustica in relazione al fatto che è imminente l’apertura del relativo processo penale dinanzi alla Sesta Corte di Assise di Roma. La verità su questa tragedia deve essere conosciuta e io le confermo il sostegno della Francia per aiutare la giustizia italiana a fare piena luce. 14 Commissioni rogatorie internazionali sono state indirizzate alla autorità giudiziaria francese dal 6 luglio 1990 al 18 dicembre 1997. Queste Commissioni rogatorie hanno ricevuto risposte che sono state indirizzate al magistrato richiedente; l’ultima trasmissione data 29 gennaio 1999. Pertanto tutte le Commissioni rogatorie sono state eseguite. La Francia è pronta a continuare la sua cooperazione piena e intera. 

    Molto amichevolmente

    Jacques Chirac

    Questi sono gli atti ufficiali contenuti negli archivi governativi che dimostrano come ogni dichiarazione tesa ad affermare la mancanza di risposta dagli Stati Uniti e dalla Francia, sia falsa.

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    Ustica: Giovanardi, martedi' deposito carte a Palazzo Chigi
    Ustica: Giovanardi, martedi' deposito carte a Palazzo Chigi "Nell'incontro con capo Servizi.Per dimostrare montagna bugie" (ANSA) - 
    ROMA, 28 GIU - "Il due dicembre del 2010, non al Bar Sport ma alla Camera dei Deputati, ho risposto a nome del Governo, di cui facevo parte come Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ad una interpellanza su Ustica.Nella dettagliata risposta, che e' agli atti della Camera che l' On Fico attualmente presiede, cito testualmente tutti i motivi per i quali la Corte d' Appello prima e la Cassazione penale poi, con sentenza passata in giudicato, hanno escluso categoricamente battaglia aerea e missile, parlando addirittura di 'fantascienza' e 'trama di un libro di spionaggio'". Lo sostiene in una nota Carlo Giovanardi (Idea). "E' incredibile - aggiunge- che ieri a Bologna la terza carica dello Stato con imbarazzanti e infondate dichiarazioni abbia confuso l'ordinanza-sentenza con la quale nel vecchio rito il Dr Priore archivio' con Sentenza le accuse verso alcuni indiziati e con Ordinanza rinvio' a giudizio i Generali dell'Aeronautica, poi assolti nel 2007 "perche' il fatto non sussiste" alla fine dello stesso processo, sostenendo che la verita' giudiziaria sta nel rinvio a giudizio e non nella sentenza finale del Processo. Secondo questa vera e propria "somarata" sarebbe come dire che la verita' su Enzo Tortora, accusato di essere uno spacciatore di droga, sta nel rinvio a giudizio e non nella sua definitiva assoluzione. Naturalmente depositero' a Roma martedi' a Palazzo Chigi queste carte nell'incontro con il Capo dei Servizi per dimostrare la montagna di bugie e depistaggi sfornati negli anni da uno spregiudicato cosiddetto 'giornalismo di inchiesta' insieme al rinnovato invito a rendere immediatamente pubblici i documenti sulle minacce di rappresaglia libiche- palestinesi all'inizio di quel terribile 1980". (ANSA)
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    USTICA: GIOVANARDI, 'NOTE SISMI FONDAMENTALI, ORA SI SCOPRA CHI HA PIAZZATO BOMB

    USTICA: GIOVANARDI, 'NOTE SISMI FONDAMENTALI, ORA SI SCOPRA CHI HA PIAZZATO BOMBA' = in carte processo Piazza della Loggia c’è quello che annotai Roma, 27 giu. (Adnkronos) - ''Confermo che quello che c'è nelle carte emerse nel processo sulla strage di Piazza della Loggia a Brescia e che è stato pubblicato stamattina dalla Stampa, è esattamente quello che io, come membro della Commissione Moro II, ho letto e annotato. Si tratta di elementi fondamentali per andare a cercare la verità, anche se per 40 anni il giornalismo cialtrone e un certo mondo della cultura sono corsi dietro a ricostruzioni fantasiose, invece di indagare su chi ha messo la bomba''. A dirlo all'AdnKronos è l'ex senatore Carlo GIOVANARDI, parlando delle note del Sismi inviate al governo italiano poco prima della strage di Ustica del 27 giugno 1980, nelle quali si sottolinea un ''pericolo a breve'' per il nostro Paese per mano del Fronte popolare per la liberazione della Palestina, e in cui si evidenzia che fra gli obiettivi dell'Fplp, dopo l'arresto del loro referente in Italia, Abu Saleh, e il sequestro dei missili palestinesi a Ortona, c'era anche il ''dirottamento di un Dc9 Alitalia''. Parte di questi atti ancora ''classificati'', contenenti ultimatum da parte degli estremisti palestinesi, sono stati rintracciati nelle carte del processo su Piazza della Loggia dallo storico-ricercatore Giacomo Pacini (e poi pubblicati in un libro). GIOVANARDI, premettendo che ''dopo 40 anni non è facile'', afferma che è arrivato ''davvero il momento di approfondire le tematiche emerse con le note del Sismi, cominciando a indagare su chi possa aver piazzato le bombe, e lasciando finalmente stare le bugie, la fantascienza’'. Di una cosa l'ex senatore si dice certo: ''Ciò che sta emergendo sta finalmente modificando anche lo scenario mediatico, basta guardare i giornali di oggi, la ricostruzione fatta da Repubblica, che dà voce a entrambe le versioni, poi La Stampa, che ha fatto una cosa coraggiosa, ma anche Carlo Nordio sul Messaggero''. Infine, GIOVANARDI si sofferma su quanto affermato poche ore fa dal presidente della Camera Roberto Fico, che ha chiesto ''chiarimenti'' a Francia e Stati Uniti d'America: ''Trovo che sia un atteggiamento fanciullesco ma anche un po' ridicolo - sottolinea l'ex senatore -, ma se Fico sostiene che francesi e americani sono assassini, perché ci hanno ammazzato 81 persone, e bugiardi perché lo negano, mi chiedo perché non dica che i nostri alleati mentono. Lo dica, e promuova un'iniziativa per andare a chiedere i soldi dei risarcimenti a Usa e Francia''. Queste ''sortite di Fico - conclude GIOVANARDI - ci riempiono di ridicolo, Fico non parla come presidente della Camera, ma come l'ultimo militante del M5S, avendo orecchiato qualcosa sui giornali o magari visto qualche film''. (Lro/Adnkronos)

     

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    Ustica: Giovanardi, pista palestinese non e' fandonia

    Ustica: Giovanardi, pista palestinese non e' fandonia

    (AGI) - Roma, 27 giu. - "La pista palestinese per indicare una motivazione seria per la tragedia dell'esplosione del volo Dc 9 Itavia" non e' una fandonia". A 40 anni dalla tragedia, il senatore Carlo Giovanardi, gia' ministro e sottosegretario alla presidenza del Consiglio (oltre che membro della commissione di indagine sulla morte di Aldo Moro), lo conferma all'Agi. Giovanardi annuncia anche che martedi' sara' a palazzo Chigi, su invito del capo dei servizi segreti, Gennaro Vecchione, per discutere del tema delle carte ancora secretate. "Confermo che quanto e' emerso nel processo di Brescia corrisponde alle carte lette dai commissari", afferma Giovanardi e ricorda che con sentenza penale passata in giudicato i generali dell'areonautica sono stati assolti e l'ipotesi della battaglia aerea del missile e' stata definita "da fantascienza". Infine sul ruolo dell'Italia che, dopo 40 anni ancora non riesce a fare luce, osserva: all'estero siamo una "macchietta" perche' non rispettiamo "la certezza della commissione tecnica che ha indicato essere stata una bomba la causa dell'esplosione". (AGI)

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    Strage di Ustica, le altre verità: parla l'ex senatore Giovanardi
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    Italia-Croazia, Giovanardi ad ambasciatore: "Per francobollo Rovigno usare dizio

    Italia-Croazia, Giovanardi ad ambasciatore: "Per francobollo Rovigno usare dizione bilingue"

    Italia-Croazia, Giovanardi ad ambasciatore: Per francobollo Rovigno usare dizione bilingue

     

    Usare la dizione bilingue sui francobolli dedicati alla città croata di Rovinj-Rovigno, nell'emissione che seguirà quella già stampata per il prossimo 4 giugno nella quale viene riportata la sola dizione croata Rovinj. E' quanto chiede l'ex senatore Carlo Giovanardi in una lettera all'ambasciatore della Croazia. "Egregio signor Ambasciatore, mi rivolgo a Lei come amico della Croazia e come ex presidente della Associazione parlamentari amici della filatelia. Come Ella certamente saprà - scrive Giovanardi - il giorno 4 di giugno verranno emessi francobolli dedicati alla città croata di Rovinj-Rovigno , così come correttamente definita nel bollettino illustrativo firmato dal Rovinj Tourist Board. Purtroppo né nel Bollettino delle Poste Croate né sulle vignette dei francobolli viene riportata la dizione bilingue, presente invece nei timbri di annullo sulla corrispondenza in partenza da Rovinj-Rovigno e da altre localita' dell' Istria dove la Vostra legge riconosce il bilinguismo".

    "In Italia per esempio - ricorda Giovanardi - la recente serie dedicata alle Regioni riporta la dizione Trentino-Alto Adige Sud Tirol e Valle d Aosta Vallee d' Aoste dedicati alle due Regioni dove per legge e' riconosciuto il bilinguismo. Le segnalo anche il caso della Spagna che il 22 maggio 2004, in occasione delle nozze del figlio del Re, aveva fatto stampare francobolli con la scritta Felicitazioni in Castigliano , che mise regolarmente in circolazione, salvo poi affiancarli con francobolli identici, emessi con la stessa tiratura, con le quattro lingue riconosciute in quel paese".

     

    "Mi permetto pertanto, sulla scia di quanto scritto dall'Ufficio di Rovigno e delle vostre leggi sul bilinguismo, di suggerire oltre alla distribuzione il 4 di giugno dei 100.000 francobolli gia' stampati con la dizione Rovinj, una ulteriore emissione di identici francobolli con la stessa tiratura, per evitare speculazioni commerciali, e con la dizione bilingue Rovinj-Rovigno. Sono convinto - conclude Giovanardi - che la comune adesione alla Unione Europea possa consentire ovunque il rispetto delle differenze linguistiche e culturali e di storie che affondano le radici nei secoli, cementando ancora di più una amicizia tra Italiani e Croati che a volte puo' nutrirsi anche di piccoli ma significativi segnali".

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    2 giugno: in Italia diritti e regole a geometria variabile

    2 giugno: in Italia diritti e regole a geometria variabile

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    Kiev, l’Italia vuole favorire il racket delle mafie?

    Kiev, l’Italia vuole favorire il racket delle mafie?

    1 GIUGNO 2020

    “Egregio signor ministro, come le sarà noto – si legge nella missiva – abbiamo rivolto nelle settimane scorse un appello al governo italiano perché si attivi presso quello ucraino per risolvere tramite i canali legali della Adozione Nazionale o di quella Internazionale il dramma delle centinaia di neonati abbandonati a Kiev dalle coppie committenti, anche italiane, che li hanno ottenuti tramite la famigerata pratica dell’ ‘utero in affitto’. Nel nostro paese infatti non soltanto non è consentita tale pratica ma l’art. 12 comma 6 della legge 40 del 2004 stabilisce che ‘chiunque in qualsiasi forma, realizza, organizza, pubblicizza la commercializzazione di gameti o di embrioni o la surrogazione di maternità è punito con la reclusione da tre mesi a due anni e la multa da euro 600.000 ad euro un milione’. Il nostro ordinamento – ricordano i firmatari – prevede però (art 9 cp) che se il reato è consumato in un paese estero che non lo considera tale (ad esempio l’ utero in affitto in Ucraina) l’ azione penale si può esercitare soltanto per reati punibili in Italia con la reclusione nel minimo non inferiore a 3 anni. Lo stesso articolo prevede anche che ‘se si tratta di delitto per il quale è stabilita una pena restrittiva della libertà personale di minore durata, il colpevole è punito a richiesta del Ministro della Giustizia…’. Ci troviamo pertanto nella imbarazzante situazione che coppie italiane committenti, che hanno operato violando il nostro codice penale, rilasciano interviste invocando un loro presunto diritto di portare a compimento l’opera delittuosa con agenzie di intermediazione che riempiono i siti italiani di offerte di ‘maternità surrogata’ all’ estero con tanto di tariffario, mentre giungono notizie sempre più allarmanti da paesi dell’est Europa e dei Balcani relative a spietate mafie locali che gestiscono vere e proprie tratte di donne, costrette a sottoporsi alle pratiche più umilianti possibili immaginabili”.

    Insomma tutto chiaro: una situazione del genere non si può ignorare. Pertanto, Quagliariello, Roccella e Giovanardi concludono invitando Bonafede ad “esercitare le sue prerogative perché chi ha commesso questi delitti venga perseguito e non rimanga nessun dubbio sulla volontà delle Istituzioni italiane di combattere i fenomeni di criminalità mafiosa”.

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    Coronavirus, non passiamo dalla tragedia alla farsa

    Coronavirus, non passiamo dalla tragedia alla farsa

    Coronavirus blocco del traffico aereo da e per la Cina

    Dopo mesi di rigoroso isolamento domiciliare il Governo ha consentito la libera circolazione nell’ambito della Regione di residenza e la riapertura di bar e ristoranti, all’aperto ed al chiuso, a condizione che vengano scrupolosamente rispettate le cosiddette “distanze sociali”.

    Ieri pomeriggio passeggiando per due orette nel centro di Modena, una città particolarmente disciplinata che ha sopportato pazientemente i disagi del lockdown contribuendo pressochè ad azzerare contagi e morti nell’intera provincia, ho constatato che il 50% delle persone che affollavano il centro storico non indossavano la mascherine e non mantenevano la distanza di sicurezza. E questo accadeva sia per chi si limitava a passeggiare, ma anche per chi arrivava a chiacchierare in piccoli gruppi di parenti, amici e conoscenti. Percentuale che arrivava al 90% per quelli che stavano seduti ai tavoli all’ aperto.

    Ora, secondo le grida manzoniane ancora in vigore (dicesi grida manzoniane provvedimenti di legge inefficaci, che minacciano pene roboanti senza trovare poi una concreta applicazione da parte dello Stato e della Giustizia) gestori dei locali e cittadini dovrebbero essere severamente puniti per la loro trasgressione. Ma come si fa a punirli se trasgrediscono praticamente tutti? Anche perché, talune disposizioni, in certe situazioni risulta davvero difficile rispettarle.

    Quindi, come fare?Semplicemente se ne punisce uno per intimidirne cento, magari il ragazzino che in pubblico ha dato un bacetto alla fidanzata, o il malcapitato a cui vanno a misurare la distanza mentre beve un caffè in compagnia o un gestore a caso che paga per il disordine dei suoi clienti.

    Le forze dell’ordine più di così non possono fare. Ed ecco che viene partorita la demenziale idea di mettere in circolazione 60000 controllori, beneficiari del reddito di cittadinanza, con il potere di dire “lei non sa chi sono io” quando sindacheranno quali rapporti di parentela ci siano tra chi siede allo stesso tavolo nel caso i centimetri non tornino.

    Per non passare dalla fase tragedia alla fase farsa il governo decreti pertanto che i controlli siano effettuati all’interno dei locali dove maggiore è il rischio di contagio ed è facile verificare se viene rispettato l’obbligo di indossare la mascherina, si appelli al senso di responsabilità dei cittadini per quanto riguarda il rispetto delle distanze all’esterno e lasci ai sindaci la decisione se chiudere o no quelle strade dove gli eccessivi assembramenti costituiscono un rischio eccessivo di ripresa dei contagi.

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    GOVERNO INTERVENGA SU UCRAINA PER NEONATI IN VENDITA A KIEV

    VENERDÌ 22 MAGGIO 2020 16.45.00 

    Appello dell'Occidentale a Conte: permetta adozione neonati Kiev 

    Appello dell'Occidentale a Conte: permetta adozione neonati Kiev Quagliariello-Giovanardi-Roccella: stop utero in affitto Roma, 22 mag. (askanews) - "Un appello rivolto dal giornale online 'L'Occidentale' al governo italiano perché intervenga su quello ucraino per permettere l'adozione dei neonati comprati con l'aberrante pratica dell'utero in affitto, e attualmente parcheggiati in un albergo di Kiev, è già stato sottoscritto da seicento cittadini e quaranta associazioni tra cui Medici cattolici, Avvocatura in missione, Movimento per la Vita, Famiglie numerose cattoliche, Sentinelle in piedi e tre dei più importanti enti per le adozioni internazionali, Aibi, Cifo e Fiori semplici". E' quanto si legge in una nota dei promotori. "L'appello, primi firmatari Carlo Giovanardi, Eugenia Roccella e Gaetano Quagliariello - si legge ancora -, è stato inoltre già condiviso da 20 parlamentari ed ex parlamentari, che concordano sulla necessità di bloccare questo traffico penalmente perseguibile offrendo ai bambini una possibilità di adozione, nazionale o internazionale, tenendo presente che soltanto in Italia ci sono 3.000 coppie che nella più perfetta legalità, avendo superato tutti gli esami di idoneità, sono in fila in attesa di poter adottare un bambino all'estero. Sulla questione - conclude la nota - il senatore Quagliariello ha presentato una interpellanza ai ministri degli Esteri e della Famiglia che non ha ancora avuto risposta". 

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    SONO I FORCAIOLI IL VERO GUAIO DELL'ITALIA

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    Nel Paese europeo i costi, per una pratica di utero in affitto, sono molto più b

    Nel Paese europeo i costi, per una pratica di utero in affitto, sono molto più bassi che negli Stati Uniti: 40mila euro contro 150mila dollari

    Dopo la Conferenza episcopale locale, anche il Governo dell’Ucraina ha preso posizione sulla vicenda dei neonati partoriti con utero in affitto e rimasti “bloccati” in un albergo di Kiev a causa del Coronavirus che ha impedito a chi li aveva “commissionati” di venire dall’estero a prenderli. Mykola Kuleba, il commissario incaricato dal presidente ucraino di occuparsi dei diritti dei bambini, è intervenuta sui social con toni fortemente critici.

    “La maternità surrogata non rispetta i diritti dei bimbi – ha scritto la Kuleba – l’Ucraina è ormai diventata un negozio online per la vendita internazionale dei neonati”. La Kuleba ha inoltre sollevato il dubbio che, attualmente, possa essere ignorata la reale portata di questo fenomeno, che rimarrebbe in gran parte sommerso.

    Ucraina: un centinaio i neonati nati con utero in affitto bloccati nel Paese

    Ci sarebbero infatti un centinaio di bimbi “commissionati” da cittadini stranieri bloccati nel Paese, numero che, se le misure di contenimento non saranno allentate nelle prossime settimane, potrebbero crescere addirittura fino a oltre un migliaio. Bambini che, al momento, non sono registrati all’anagrafe e non hanno un nome o una nazionalità… Per quanto riguarda i bimbi all’interno dell’Hotel Venezia di Kiev, che sarebbero 51, sono stati “ordinati” da coppie di 12 nazioni: Italia, Stati Uniti, Cina, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Bulgaria, Austria, Romania, Portogallo e Messico.

    Il perché di questo “successo” è presto spiegato: attualmente cinquanta cliniche in Ucraina offrono questo servizio a prezzi molto competitivi rispetto ad altri Paesi, come gli Stati Uniti: fra i 40.000 e i 65.000 euro, mentre negli Usa servizi simili possono raggiungere i 150.000 dollari. In più, negli ultimi anni, a causa della crisi economica molte donne ucraine hanno accettato di fare da madri surrogate, per un compenso di circa 30.000 euro.

    Ucraina e neonati nati da utero in affitto: la posizione dell’ambasciatore a Kiev

    Anche l’ambasciatore italiano a Kiev, Davide La Cecilia, ha espresso preoccupazione per la situazione dei bimbi ospitati in albergo, le cui immagini, definite dal diplomatico “aberranti”, sono state diffuse online dalla compagnia Biotexcom.

    Nel frattempo in Italia cresce la polemica, dopo la proposta avanzata in primis dall‘ex ministro Carlo Giovanardi affinché il Governo italiano si faccia cura di favorire l’adozione internazionale di quei bambini.

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    Omofobia, Governo gay friendly per norme liberticide

    Omofobia, Governo gay friendly per norme liberticide

    Proprio ieri abbiamo visto il Presidente Giuseppe Conte tenere una conferenza stampa sotto l’occhio vigile di Rocco Casalino, portavoce e capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, fidanzato con un uomo, fatto che non gli ha evidentemente impedito di fare carriera, così come non lo ha impedito ai parlamentari e membri del Governo che non nascondono la loro omosessualità, essendo liberi  in un paese libero  di vivere come e  con chi vogliono.
    Nello stesso momento purtroppo le famiglie italiane che hanno la colpa di essere composte da un uomo e da una donna e dai loro figli sono state abbandonate al loro destino da questo Governo che nei provvedimenti per superare la crisi del coronavirus le ha totalmente ignorate.

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    OMOFOBIA : GIOVANARDI ( IDEA ) governo gay friendly per norme liberticide
    OMOFOBIA : GIOVANARDI ( IDEA ) governo gay friendly per norme liberticide

    Il governo piu' gay friendly della storia d ' Italia non si limita a denunciare e stigmatizzare, come e' giusto, ogni tipo di discriminazione, ma invita il Parlamento ad introdurre norme liberticide che colpirebbero penalmente chi per esempio e' contrario all' adozione dei bambini da parte di coppie gay o all' abominevole pratica dell' utero in affitto.
     Lo afferma l'on Carlo Giovanardi( Idea ), responsabile delle politiche famigliari nell' ultimo governo Berlusconi.
    Proprio ieri - continua Giovanardi - abbiamo visto il Presidente Giuseppe Conte tenere una conferenza stampa sotto l' occhio vigile del potente Rocco Casalino, portavoce e capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, fidanzato con un uomo, fatto che non gli ha evidentemente impedito di fare carriera, cosi'come non lo ha impedito ai parlamentari e membri del Governo che non nascondono la loro omosessualita', essendo liberi  in un paese libero  di vivere come e  con chi vogliono.
    Nello stesso momento purtroppo - conclude Giovanardi - le famiglie italiane che hanno la colpa di essere composte da un uomo e da una donna e dai loro figli sono state abbandonate al loro destino da questo  Governo ,che nei provvedimenti per superare la crisi del coronavirus le ha totalmente ignorate.
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    Diamo subito una famiglia ai bambini di Kiev: ecco l’appello de “L’Occidentale”

    Diamo subito una famiglia ai bambini di Kiev: ecco l’appello de “L’Occidentale” al governo italiano

    FIRMA ANCHE TU L’APPELLO!

    L’Occidentale ha voluto sin da subito accendere una luce sulla triste vicenda dei bambini di Kiev. Il video diffuso da un centro che si occupa di maternità surrogata ha fatto rapidamente il giro del web.Carlo Giovanardi e Eugenia Roccella, sempre dalle colonne di questo giornale, hanno già invitato il governo a prendere provvedimenti in materia. Il senatore Gaetano Quagliariello ha presentato una interrogazione parlamentare affinché si trovi una soluzione immediata per questi piccoli.

    Riteniamo che ora sia necessario fare un passo avanti. Per questo lanciamo un appello al governo e, in particolare, al ministro degli esteri Luigi Di Maio e al ministro della famiglia Elena Bonetti affinché si adoperino per trovare subito una famiglia, un padre e una madre, per questi bimbi tramite l’adozione internazionale.

     

    APPELLO AL GOVERNO PER L’ADOZIONE DEI NEONATI ABBANDONATI IN UCRAINA

    Decine di neonati commissionati da coppie etero od omosessuali, non in grado di onorare il “contratto” relativo alla vergognosa pratica dell’utero in affitto, a causa dell’emergenza Coronavirus, sono ora “parcheggiati” in una sala di un albergo di Kiev, in Ucraina.

    Questi bambini sono le vittime innocenti di una pratica che rende la genitorialità un semplice affare di mercato, regolato dalla legge della domanda e dell’offerta; una pratica che comporta lo sfruttamento di donne in condizione di bisogno, e riduce il neonato a oggetto a disposizione di chi lo ha commissionato, dietro pagamento.

    Nella difficoltà del momento attuale è urgente occuparsi di questi piccoli senza identità e senza diritti: diamo loro una famiglia, nel rispetto delle leggi dello Stato Italiano e di quelle sulle adozioni internazionali.

    In Italia ci sono tremila coppie in attesa di adozione internazionale, dopo aver dimostrato ai Servizi Sociali ed Tribunali dei Minorenni di possedere tutti i requisiti che la legge impone a chi vuole adottare un bambino.

    Chiediamo al Governo italiano di intervenire sul Governo ucraino per consentire l’adozione nazionale od internazionale di quei neonati, e di ottenere inoltre informazioni attendibili circa il numero complessivo di bambini che si trovano in questa drammatica condizione di abbandono.

    Chi volesse aderire all’appello, può inviare il proprio nome e cognome all’indirizzo e-mail della nostra redazione: redazione@loccidentale.it mettendo come oggetto la seguente dicitura: ADERISCO ALL’ APPELLO AL GOVERNO PER L’ADOZIONE DEI NEONATI ABBANDONATI IN UCRAINA. 

     

    Di seguito, potete trovare il testo dell’interrogazione presentata dal senatore Quagliariello.

     

    INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN ASSEMBLEA

    Al Ministro degli Esteri e Al Ministro della Famiglia – Premesso che:

    lo scorso 30 Aprile è stato diffuso dai media un video pubblicitario della clinica Biotexcom, che mostra le stanze di un hotel a Kiev, chiuso agli utenti a causa dell’emergenza connessa al Covid-19, che sarebbe stato trasformato in un reparto nido della suddetta clinica;

    le immagini del video e la voce narrante spiegano come le decine di culle allineate ordinatamente e una torma di baby sitter, puericoltrici intente a nutrire e accudire i neonati siano state messe a disposizione dalla clinica per ospitare 46 bambini nati da mamme ucraine che si sono sottoposte alla pratica dell’utero in affitto, che non sarebbero stai consegnati ai “genitori committenti” a causa del blocco precauzionale delle frontiere imposto dallo stato ucraino quale misura di contenimento contro la pandemia;

    i “genitori committenti” sarebbero coppie di diverse nazionalità, secondo il video inglesi, spagnole e anche italiane a cui i vertici e le operatrici della clinica si rivolgono dicendo che “Alcuni Stati sono già andati incontro ai propri cittadini ed hanno avviato il processo” e rassicurando sulla disponibilità degli avvocati della clinica a far loro da consulenti per velocizzare le pratiche di sblocco delle frontiere;

    Preso atto che:

    La voce narrante consiglia alle coppie, anche a quelle italiane, di rivolgersi alle proprie rappresentanze diplomatiche e al proprio ministero degli Esteri al fine di richiedere interlocuzioni straordinarie con il governo locale e permettere così ai “genitori committenti” di ritirare “il neoneato” che hanno ordinato e con ogni probabilità pagato;

    Considerato che:

    la pratica dell’utero in affitto e della gestazione per altri è considerato dalla normativa italiana, così come un reato, così come la pubblicizzazione e la commercializzazione di gameti;

    la legge italiana vieta, di conseguenza, che siano concessi permessi speciali, in deroga alla chiusura temporanea delle frontiere, al fine di permettere ai “genitori committenti” – che si stanno macchiando di reato – per recarsi a “ritirarei bambini”;

    Si chiede di sapere:

    se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

    se non ritengano di intervenire nell’ambito delle proprie competenze, anche per il tramite delle rappresentanze diplomatico consolari, al fine di verificare la lista dei cittadini italiani che si sono rivolti alla clinica Biotexcom, al fine di notificare loro i reati commessi;

    se non ritengano di diffidare le rappresentanze diplomatico consolari dall’assistenza nelle pratiche di autorizzazione al varco delle frontiere in favore dei cittadini italiani che risultino clienti della clinica Biotexcom;

    se non ritengano di avviare opportune interlocuzioni con lo Stato ucraino al fine di concorrere ad assicurare a questi bambini,, nel rispetto delle nostre leggi e di quelle sulle adozioni internazionali,   di ricevere una regolare adozione nel tempo più rapido possibile;

    se non ritengano di avviare un’indagine accurata rispetto a casi analoghi che vedano rispettivamente coinvolti cittadini italiani e cliniche che gestiscono la maternità surrogata in altri Paesi del mondo, al fine di prevenire la violazione della legge italiana vigente in materia.

    Sen. Gaetano QUAGLIARIELLO

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    Qualcuno dell’antimafia mi faccia capire

    Qualcuno dell’antimafia mi faccia capire


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    L’ex ministro e presidente CAI Giovanardi: “L’Italia si faccia carico di una pro

    L’ex ministro e presidente CAI Giovanardi: “L’Italia si faccia carico di una proposta perché i neonati parcheggiati a Kiev vengano adottati”

    Un video per pubblicizzare bambini nati da utero in affitto: è quello pubblicato lo scorso 30 aprile dalla clinica Biotexcom, che mostra 46 neonati accuditi in alcune stanze di un hotel di Kiev, in Ucraina. I bimbi, commissionati da clienti di altri Paesi (Francia, Spagna, Inghilterra e anche Italia, secondo Avvenire), non hanno potuto essere “ritirati” a causa del lockdown imposto dal Coronavirus. Nel frattempo i contratti con le madri surrogate sono scaduti con il parto e quindi è stato necessario trovare un’altra sistemazione…

    “Cari genitori – spiega una giovane con mascherina nella versione italiana del filmato – se ora non potete attraversare il confine e venire in Ucraina per prendere il vostro bambino, non disperate. Alcuni Stati sono già andati incontro ai propri cittadini ed hanno avviato il processo“. L’avvocato dell’agenzia fa da consulente alle coppie e cerca di velocizzare le pratiche, suggerendo alle coppie di rivolgersi alle proprie rappresentanze diplomatiche e al proprio ministero degli Esteri, ma nel frattempo “l’amministratore dell’hotel Venezia, dove i nostri piccoli ospiti stanno aspettando i loro genitori, parla della vita quotidiana dei neonati”.

    “Le immagini – racconta Avvenire – mostrano come vivono i bambini, chi si prende cura di loro, in una sorta di allucinante vetrina di neonati infagottati. Un video pubblicitario utilizzato evidentemente per tranquillizzare i genitori committenti, ma che paradossalmente fa emergere una volta di più le storture della surrogazione di maternità”. “Ma il caso di Biotexcom – riporta un altro quotidiano, Il Corriere della Sera – è solo la punta dell’iceberg. In Ucraina sono decine le agenzie di maternità surrogata che in questo momento sono in difficoltà sia perché il business è fermo a causa della pandemia, sia perché si ritrovano con tanti bambini e bambine sospesi in un limbo, anche giuridico. Si parla di circa 500 neonati. Chi se ne prenderà cura? Qual è il loro status attuale? Sono cittadini ucraini? Sono apolidi? Domande ancora senza risposta”.

    Ucraina e utero in affitto. La proposta di Carlo Giovanardi: “Adottare quei bambini”

    Chi chiede di intervenire rapidamente è anche l’ex ministro Carlo Giovanardi, per quattro anni presidente della CAI – Commissione Adozioni Internazionali.“L’Italia – ha detto Giovanardi in una nota – si faccia carico di una proposta perché i neonati parcheggiati a Kiev, o altri che si trovano nelle stesse condizioni nei pochi paesi del mondo che ancora consentono la pratica ignobile dell’utero in affitto, vengano dati in adozione o nel paese in cui sono stati partoriti o tramite l’adozione internazionale”.

    “Ha indignato e commosso il mondo – scrive Giovanardi – la foto dei neonati provvisoriamente ospitati in un albergo ucraino, in attesa che le coppie committenti, etero od omosessuali, li vadano a ritirare, dopo averli ‘comprati’ al costo di centinaia di migliaia di euro, come da contratto concordato con agenzie di intermediazione che si sono fatte carico di trovare una gestante”.

    “Una recente sentenza della nostra Cassazione – continua Giovanardi – ha ribadito che questa pratica in Italia è penalmente perseguibile e i bambini comprati all’estero non possono essere riconosciuti dalle nostre anagrafi come figli dei committenti. Soltanto in Italia invece ci sono tremila coppie che in piena legalità, dopo aver espletato tutte le pratiche del caso, sono in attesa di adottare un bambino, o tramite l’adozione nazionale o tramite l’adozione internazionale”.

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    Regolarizzazioni lavoratori extracomunitari: il centrodestra non rinneghi suoi G

    Regolarizzazioni lavoratori extracomunitari: il centrodestra non rinneghi suoi Governi


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    SASSUOLO (MO) - MULTE A CHI FA L'ELEMOSINA

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    Fake giornalismo o mera cialtroneria? Dagospia interroga Purgatori

    Fake giornalismo o mera cialtroneria? Dagospia interroga Purgatori

    Una certa Silvia ha scritto a Dagospia, che ha pubblicato l’intervento, che nella puntata di Atlantide a cura di Andrea Purgatori dedicata al grande regista Hitchcock, “ad un certo punto il conduttore ha rivolto domande e ottenuto risposte sul regista da un ospite, un vero e proprio dialogo, con botta e risposta: cosa ne pensa? Lei crede che? E ovviamente l’intervistato rispondeva a tono”.
    Continua Silvia: “Il particolare – agghiacciante – era che l’intervistato era Francois Truffaut, certo tra i più autorevoli conoscitori di Hitchcock. Sfortunatamente però Truffaut è morto da  26 anni.  E , ma non credo mi sia sfuggito, l’intervistatore non lo ha detto. Ha proprio imbastito un dialogo, appunto. Nè nelle didascalie sottopancia all’intervistato c’era la indicazione immagini da repertorio”.
    Conclude Silvia : “A cosa abbiamo assistito? a meta – giornalismo?  fake-giornalismo? virtual-giornalismo? Alla sublimazione del copia – incolla? Oppure a mera cialtroneria?”
    Sono belle domande, anche perché Purgatori è recidivo, come dimostra la puntata di Atlantide del 9 gennaio 2020, nella quale mostrò in esclusiva il video della uccisione tramite missile del Generale Solemaini, salvo dover poi ammettere che era un videogioco.
    Sono belle domande che però calzano a pennello se rivolte ad un giornalista che deve parte della sua fama alle insistite affermazioni che il DC 9 dell’Itavia sia stato abbattuto il 27 giugno del 1980 nei cieli di Ustica da un missile nel corso di una battaglia aerea.
    Affermazioni bollate come “da fantascienza” dalla sentenza penale passata in giudicato che ha assolto da ogni addebito per l’accaduto i Generali della nostra Aeronautica Militare.
    Ma Purgatori può ben vantarsi di aver contribuito con le sue rivelazioni a convincere i Giudici civili che sia stato “più probabile che non” che sia avvenuto quello che il Penale ha negato, e cioè che sia stato un missile a far esplodere l’aereo.
    Allora perché meravigliarsi della messa in onda di una intervista ad una persona deceduta 26 anni fa e di un video gioco spacciato come grande scoop?
    E’ “più” probabile che non “che l’ intervista sia stata fatta ventisei anni fa, e riproposta oggi, dimenticando di precisarlo; è “più probabile che non” che si sia ricorsi ad una intervista tramite una seduta spiritica; è “più probabile che non” che l’ intervista sia stata fatta ad un omonimo del defunto, ma sempre di un Truffaut si tratti.
    Certamente è “piu’ probabile che non” che non arrivi una risposta alle domande di Silvia:  si tratta di fake-giornalismo o mera cialtroneria?
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    TG COM "STRAGE DI USTICA" DOPO LA SENTENZA APRILE 2020






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    Se il 25 Aprile si possono violare le regole della convivenza comune

    Lockdown finito?

    Se il 25 Aprile si possono violare le regole della convivenza comune

    Qualcuno dovrà pur rispondere delle vergognose e imbarazzanti immagini di cerimonie del 25 aprile avvenute, come a Modena, alla presenza delle Autorità con la partecipazione di decine di persone, mentre il Capo dello Stato dimostrava in maniera sobria e perfetta all’Altare della Patria a Roma come avrebbe dovuto essere ricordata la Resistenza al tempo del Coronavirus.

    E’ incredibile che mentre vengono interrotte le Messe, denunciati e multati coloro che hanno partecipato spontaneamente al funerale di un sindaco amato, rincorso con elicotteri chi corre su spiagge deserte, vietata l’entrata nelle Chiese se non situate su tragitto casa lavoro, il Governo abbia “in qualche modo ” autorizzato questa arrogante dimostrazione di violazione delle regole imposte a tutti i cittadini.

    Ho sempre celebrato il 25 aprile, anche quando ero Ministro della Repubblica come oratore ufficiale, a ricordo soprattutto della Resistenza cattolica, monarchica, azionista e socialista, quelli che hanno combattuto il nazifascismo per regalarci un Paese libero e democratico.

    Ieri in tante piazze d’Italia purtroppo abbiamo avuto l’esempio di come sarebbero andate le cose in Italia se ci fosse stata solo la resistenza comunista.

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    CORONAVIRUS – GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTÀ) IL 25 APRILE VIOLATE LE REGOLE

    CORONAVIRUS – GIOVANARDI (IDEA POPOLO E  LIBERTÀ) IL 25 APRILE VIOLATE LE REGOLE DI CONVIVENZA COMUNE

    Qualcuno dovrà pur rispondere  delle vergognose e imbarazzanti immagini di cerimonie del 25 aprile avvenute, come a Modena, alla presenza delle Autorità con la partecipazione di decine di persone , mentre il Capo dello Stato dimostrava in maniera sobria e perfetta all'Altare della Patria a Roma come avrebbe dovuto essere ricordata la  Resistenza al tempo del Coronavirus.

    E’ incredibile che mentre vengono interrotte le Messe, denunciati e multati coloro che hanno partecipato spontaneamente al funerale di un sindaco amato, rincorso con elicotteri chi corre su spiagge deserte, vietata l’entrata nelle Chiese se non situate su tragitto casa lavoro, il Governo abbia "in qualche modo " autorizzato questa arrogante dimostrazione di violazione delle regole imposte a tutti i cittadini.

    Ho sempre celebrato il 25 aprile, anche quando ero Ministro della Repubblica come oratore ufficiale , a ricordo soprattutto della Resistenza cattolica, monarchica, azionista e socialista, quelli che hanno combattuto il nazifascismo per regalarci un Paese libero e democratico.

    Ieri in tante piazze d’Italia purtroppo abbiamo avuto l’esempio di come sarebbero andate le cose in Italia se ci fosse stata solo la resistenza comunista.

    On. Carlo Giovanardi

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    GIUSTIZIA DA FANTASCENZA SU USTICA, OPPOSTE "VERITA' " E ANCORA SEGRETI

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    STRAGE USTICA: GIOVANARDI, 'RISARCIMENTO A ITAVIA? IL MONDO CI RIDE DIETRO'

    STRAGE USTICA: GIOVANARDI, 'RISARCIMENTO A ITAVIA? IL MONDO CI RIDE DIETRO

    Catanzaro, 23 apr. - (Adnkronos) - "Ho letto i tre articoli del Sole  24 Ore e si tratta di un caso di omissione giornalistica, perchÈ nessuno di essi parla della sentenza penale, passata in giudicato, che assolse i quattro generali affermando che l'ipotesi del missile Ë pura fantascienza. Secondo quella sentenza, e lo dice esplicitamente, non ci fu nessuna battaglia aerea e nessun missile. Ma non solo. La Commissione tecnica presieduta dall'ex sottosegretario alle Infrastrutture Aurelio Misiti, con i pi˘ grandi periti internazionali, due inglesi, due svedesi, due tedeschi e cinque italiani, concluse con certezza assoluta che l'aereo venne abbattuto da una bomba esplosa nella toilette. Il mondo ora ci ride dietro". A dirlo all'AdnKronos Ë l’ex senatore Carlo Giovanardi, parlando della sentenza che ha condannato i†ministeri della Difesa e dei Trasporti, ritenuti colpevoli di non aver tutelato la sicurezza dei cieli, a risarcire con 330 milioni di euro la compagnia aerea Itavia, proprietaria del Dc9 che il 27 giugno del 1980 esplose in volo nella strage di Ustica. 

     "In ogni caso - spiega Giovanardi -, una volta accertato che l'ipotesi del missile non sta in piedi, e tirate fuori decine di versioni da fantascienza alla Purgatori, il ramo civile della giustizia italiana Ë partito da un giudice onorario aggiunto che a tavolino ha scritto che secondo lui ad abbattere il Dc9 Ë stato un missile. Ma tutte le sentenze civili che si sono succedute, fino in Cassazione, e che costeranno agli italiani 330 milioni di euro, pi˘ i 62 gi‡ pagati ai familiari delle vittime come indennizzo, dicono che "Ë pi˘ probabile che non" che sia stato un missile, mentre il penale ha accertato che non ci fu nessun Muro di gomma, che i generali erano innocenti e che la causa dell'esplosione Ë una bomba, come ho riferito in parlamento da sottosegretario". Non "c'Ë nessuna perizia - aggiunge l'ex senatore -, dopo quella depositata al processo penale, che contraddica la perizia di questi 11 luminari, eppure si Ë passati al civile con il "Ë pi˘ probabile che non".

    Fra l'altro, lo stesso giudice istruttore Rosario Priore, una volta accertato che non c'era traccia di missile sul relitto tirato fuori dal fondo del mare, ha dovuto dire che la causa dell'incidente fu una quasi-collisione, una tesi mai verificatesi nella storia 

    dell'incidentistica mondiale". Ma, chiediamo all'ex senatore, se le cose stanno cosÏ, com'Ë possibile che i giudici civili arrivino a una verit‡ opposta?.  - "In uno dei processi civili - spiega Giovanardi - l'avvocatura dello Stato portÚ la sentenza penale, e vinse la causa, ma gli avvocati della parte soccombente notarono che quella sentenza venne depositata due giorni dopo la scadenza dei termini. Dunque la Cassazione stabilÏ che era necessario rifare il processo in appello ma estromettendo la sentenza penale depositata. Da qui si consolidÚ una sentenza, e poi vennero fuori tutte le altre. Lo Stato si Ë sempre opposto alla richiesta di risarcimento danni, ma il "pi˘ probabile che non" ha resistito, naturalmente con l'appoggio di una campagna mediatica incredibile di balle cosmiche scritte in film in cui si diceva un po' che i responsabili erano i francesi, un po' gli americani, e con la Regione Emilia Romagna che finanzia l’associazione della Bonfietti”. Dunque, evidenzia Giovanardi, sulla base del "pi˘ probabile che non", i ministeri devono pagare "perchÈ non hanno tenuto fermo l'aereo a Bologna, facendolo partire, e perchÈ avrebbero dovuto prevedere che ci sarebbe stata l'esplosione di una bomba a bordo, dicono gli atti giudiziari, o il missile, dicono le sentenze civili". Giovanardi  sottolinea anche un ennesimo aspetto, vale a dire che se il missile Ë stato lanciato, come sostengono in molti, "dai nostri alleati americani o francesi, a pagare i risarcimenti dovrebbero essere loro, ma allora perchÈ il nostro governo non glieli chiede? Glielo dico io. PerchÈ ci sono decine e decine di risposte di americani e francesi alle rogatorie italiane, ma ci sono anche le lettere personali di Bill Clinton e Jacques Chirac, ex presidente degli Stati Uniti e della Francia, a Giuliano Amato, in cui affermavano sul loro onore che loro con la storia della strage di Ustica non c'entravano nulla. Se a ciÚ si aggiunge che c'Ë la sentenza penale che esclude l'ipotesi del missile, certo che il governo italiano non chiede il risarcimento ai nostri alleati, ci prenderebbero a pernacchie". L'ex senatore aggiunge dell'altro. - "L'ex deputato della Commissione Stragi Eugenio Baresi ha scritto al Csm affermando che le sentenze civili sono costruite su falsi che stravolgono il penale. Il Csm gli ha risposto non contestando i fatti ma sostenendo di non essere competente". Infine  l'ex senatore ricorda che, essendo membro della Commissione d'inchiesta sul caso Moro, non puÚ dire quello che sa, ma “quattro anni fa, scortatissimi, andammo con Gasparri nella sede dei servizi segreti dove ci fecero consultare e annotare la documentazione del carteggio fra Beirut e Roma del biennio 1979-1980, cioË i mesi precedenti la strage di Ustica e la strage di Bologna, e tutta questa documentazione, consultabile perchÈ Ë stato tolto il segreto di Stato ma non divulgabile perchÈ riclassificata "segreto" e "segretissimo", fa drizzare i capelli in testa ed Ë in sintonia con la tesi della bomba". (Lro/Adnkronos)

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    Coronavirus, non di solo pane vivrà l’uomo…

    L'intervento

    Coronavirus, non di solo pane vivrà l’uomo…

    “Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Così nel Vangelo Gesù Cristo risponde al demonio tentatore.

    Il pane è certamente necessario ed indispensabile in tempo di Coronavirus, come stanno a testimoniare le lunghe file davanti ai Supermercati o alle piccole botteghe di alimentari. Ma per quanto riguarda la parola di Dio il dpcm dell 8 marzo scorso ha sospeso le cerimonie religiose e con una interpretazione estensiva dello stesso, accolta dalla CEI, ha vietato di celebrare Messa con il concorso di popolo.

    Nel frattempo il Governo ha deciso la riapertura di cartolerie e librerie di ogni dimensione, ritenendo evidentemente indispensabile l’acquisto di qualche buon libro.

    Il limite per farlo è sempre lo stesso: bisogna stare vicino a casa, possibilmente con la mascherina e a distanza di sicurezza. Ma se questo è vero per negozi ed esercizi commerciali di varia natura (oltre alle fabbriche che restano aperte) ci chiediamo come mai non si sia estesa la riapertura con le dovute misure di sicurezza anche per i luoghi di culto. Anche perché la nebulosa che avvolge le disposizioni del governo in materia genera episodi incresciosi, come quando forze dell’ordine vengono inviate ad interrompere la celebrazione della Santa Messa all’interno di Chiese aperte al culto. Un gesto, a prescindere dalle disposizioni, di per sé poco corretto.


    Il problema è di qualche zelante e sprovveduto esecutore che non sa distinguere una Chiesa affollata da una nelle quale Parroco e fedeli rispettano le regole di sicurezza che dovrebbero valere per tutti, o di chi pensa che la Fede in Dio sia una pericolosa superstizione da combattere per tutelare la salute pubblica?

    Davanti al moltiplicarsi in tutta Italia di episodi grotteschi degni dell’Unione Sovietica al tempo di Stalin è intollerabile il silenzio del Presidente del Consiglio e del Ministro degli Interni, non risultando che l’ art 19 della Costituzione, che garantisce il “diritto di professare liberamente la propria Fede in qualsiasi forma, individuale o associata”, sia stato abrogato manco per legge ma dall’interpretazione di un decreto del Presidente del Consiglio. Ricordando a tutti un altro fondamentale insegnamento del Vangelo: “date a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”-

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    Arrestare il virus o chi lo combatte?

    L'analisi :  Arrestare il virus o chi lo combatte?

    di Carlo Giovanardi. Italia. 14 APRILE 2020


    Io penso che chi è al Governo o nei vertici politici o alla guida di Regioni e Comuni debba rispondere politicamente del suo operato e degli eventuali errori od omissioni: ma se si invoca l’intervento della Magistratura, addirittura per epidemia colposa, per chi si è trovato a contrastare lo tsunami della pandemia in trincea, che dire e che fare dei sindaci di Milano e di Bergamo e dei tanti politici che a fine febbraio, con in vigore lo stato di emergenza dal 31 di gennaio, invitavano tutti a non fermarsi magari partecipando a qualche affollato aperitivo? O di un Presidente del Consiglio che per quasi due mesi, dopo aver proclamato l’emergenza, si dimentica di ordinare mascherine e presidi sanitari per superarla? La politica tutta, al di là degli schieramenti, ha sbagliato previsioni e le responsabilità dovranno essere graduate e verranno giudicate dagli elettori a battaglia vinta. Diciamolo e smascheriamo l’ipocrisia. La pandemia ci ha colti impreparati e prendersela coi medici oggi sarebbe non solo paradossale ma aggraverebbe le colpe di ciascuno.
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    VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




     
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    GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

    Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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    ''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
    FAMIGLIA CRISTIANA-
    INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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