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PER BONACINI E SOCI I BAMBINI SONO DI PROPRIETÀ DELLO STATO

LA VERITA' 25.01.2020

SONO PASSATI 40 ANNI: BASTA FANTASIE SU USTICA

LA CANNABIS E' PERICOLOSA, DANNEGGIA IL CERVELLO

E. ROMAGNA: QUAGLIARELLO, ROCCELLA E GIOVANARDI, 'BONACCINI DICA CHE NE PENSA SU

Sotto La Pressa. Giovanardi: 'Con Borgonzoni, ma no al sovranismo'

ELEZIONI EGIONALI EMILIA-ROMAGNA 2020

“Stanno investendo milioni di euro per avvicinare i giovani alla droga”

IL RESTO DEL CARLINO 31.12.2019

GAZZETTA DI MODENA 31.12.2019

Regionali, la raccolta firme che crea liste di serie A e serie B

IL FATTO QUOTIDIANO - Cannabis light, Cappato a Giovanardi: “Perché non vuoi vie

Cannabis legale, ecco perché quell’emendamento è inammissibile

Giovanardi: "perché il Pd non si dissocia dalle idee di Foti?"

Circolo di cultura astro-veneta ISTRIA

Il caso Cucchi e i principi violati di Bernardino Ferrero

CUCCHI: GIOVANARDI, 'SI INFORMINO ITALIANI ESITO PROCESSO CONTRO MEDICI'

QUELLA SENTENZA IGNORATA SU CUCCHI

QUELLO CHE DOVETE SAPERE SUI PROCESSI CHE RIGUARDANO STEFANO CUCCHI

DA ''LA VERITA''' DEL 19 NOVEMBRE 2019

Cucchi, Giovanardi insiste: «Non devo alcuna scusa alla famiglia Cucchi. Ho semp

CUCCHI - GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA'): “ASTENSIONE GIUDICE E' GRAVISSIMO

La verità di Giovanardi contro la Procura di Bologna

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MADRI E FIGLI DI BIBBIANO, PAROLE OLTRE IL RANCORE

CUCCHI: GIOVANARDI, 'CLAMOROSA INIZIATIVA PER CONTESTARE IL GIUDICE MONOCRATICO'

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PER BONACINI E SOCI I BAMBINI SONO DI PROPRIETÀ DELLO STATO

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LA VERITA' 25.01.2020
 
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SONO PASSATI 40 ANNI: BASTA FANTASIE SU USTICA

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LA CANNABIS E' PERICOLOSA, DANNEGGIA IL CERVELLO
 
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E. ROMAGNA: QUAGLIARELLO, ROCCELLA E GIOVANARDI, 'BONACCINI DICA CHE NE PENSA SU
E. ROMAGNA: QUAGLIARELLO, ROCCELLA E GIOVANARDI, 'BONACCINI DICA CHE NE PENSA SU UTERO IN AFFITTO' 
Bologna, 21 gen. (Adnkronos) - I tre esponenti del centrodestra Gaetano Quagliariello, Eugenia Roccella e Carlo Giovanardi sono andati all'attacco del candidato di centrosinistra alle regionali in Emilia Romagna Stefano Bonaccini (Pd) sul tema dell'UTERO in affitto nel corso di una conferenza stampa a Modena in sostegno dei candidati della lista 'Popolo della Famiglia - Cambiamo', che sostiene la sfidante e candidata di centrodestra Lucia Borgonzoni. Quagliariello, Roccella e Giovanardi hanno spiegato che "la legge sulle unioni civili ha sulla carta escluso la cosiddetta 'stepchild adoption' cioè la possibilità di adozione da parte di coppie gay, che le unioni civili sono state definite all'articolo 1 della legge formazioni sociali e non famiglie, che ricorrere al cosiddetto UTERO in affitto è un delitto penalmente perseguibile". "Perché allora - hanno chiesto i tre esponenti del centro destra al presidente Bonaccini - il bolognese responsabile nazionale dei diritti civili del Pd Sergio Lo Giudice, che con il compagno sposato negli Usa, ricorrendo all'UTERO in affitto, si è procurato a pagamento prima un bambino e poi una bambina tramite questa aberrante pratica, si è vantato di averne ottenuto in luglio l'adozione, decisa dal presidente del tribunale dei Minorenni di Bologna Giuseppe Spadaro?".  Secondo i tre esponenti del centrodestra "è stata così violata la nostra Costituzione, le leggi in vigore e la recente sentenza delle sezioni unite della Cassazione". "Con questa decisione, sfidando il fronte delle femministe e la sinistra europea che condannano questa abominevole pratica , si è così sdoganato l'UTERO in affitto perché si rende possibile per chi è ricco di poter ordinare all'estero figli perfetti programmandoli così orfani di madre e privandoli del diritto di avere un padre e una madre - concludono - Che ne dice Bonaccini?". (Cro/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 21-GEN-20 15:32 NNNN
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Sotto La Pressa. Giovanardi: 'Con Borgonzoni, ma no al sovranismo'


Convintamente a sostegno della candidatura a presidente di Lucia Borgonzoni, ma anche convintamente distante dalle posizioni sovraniste della Lega. Carlo Giovanardi, padre politico della lista Cambiamo, è stato il protagonista oggi pomeriggio del secondo appuntamento della rubrica Sotto La Pressa che accompagna i nostri lettori al voto del 26 gennaio in Emilia Romagna. 
Un dialogo quello con l'ex senatore che prende le mosse dalla lettera dei vescovi emiliani, in vista del voto, contro il sovranismo. 'Sottoscrivo in pieno il pensiero dei vescovi perchè la mia storia politica, così come quella della lista è distante dalle posizioni sovraniste della Lega - ha detto Giovanardi -. Io non sono mai stato comunista, cattocomunista, ma nemmeno sovranista: sono convinto che l'Italia col sovranismo non abbia che da perderci. Detto questo, siamo fieramente all'interno della coalizione di centrodestra, ben sapendo che il centrosinistra ha posizioni inconciliabili e che confliggono platealmente con la nostra visione cristiana rispetto ad esempio alla liberalizzazione della droga e rispetto alla idea di famiglia tradizionale'.
E pur appoggiando la Borgonzoni, Carlo Giovanardi difende comunque le parole di Bruno Rinaldi il quale, proprio ospite de La Pressa, aveva dichiarato come la senatrice leghista non fosse il miglior candidato possibile per il centrodestra. 'La prima a dire questa cosa è stata la Meloni, poi lo ha detto Forza Italia e Fratelli d'Italia: non vedo davvero la polemica - ha detto Giovanardi -. Penso agli Stati Uniti dove per le nomination repubblicane e democratiche i candidati si sbranano e poi una volta scelto un candidato lo sostengono, questo non significa che le critiche mosse durante le primarie scompaiano. Qui si scambiano considerazioni banali per polemica'.
Ma è evidente del resto la volontà dell'ex senatore di differenziarsi dalla Lega: 'Quando le persone annegano in mare e muoiono bisogna piangere con loro, non si può dire la pacchia è finita: ci sono atteggiamenti di pietà cristiana che non si possono non adottare'.
E poi una forte critica diretta a Meloni e Salvini: 'Bisogna ci mettiamo intorno a un tavolo e bisogna ci capiamo. Il reddito di cittadinanza chi lo ha votato? La Lega coi 5 Stelle. Le follie delle leggi su spazzacorrotti, l'abolizione della prescrizione, tutto l'armamentario forcaiolo chi lo ha introdotto? La Lega sempre coi 5 Stelle. Allora bisogna ci capiamo su chi è davvero garantista'.
Giovanardi attacca ovviamente anche il centrosinistra. 'Se mi dicono che la mafia e la Ndrangheta ha condizionato l'intera Emilia Romagna, ebbene mi chiedo dove sono i complici di questa mafia? Ci sono 13mila cutresi a Reggio Emilia, hanno costruito mezza Reggio Emilia... Ebbene, chi ha condizionato la vita politica reggiana dove sono? La piovra con chi si è mossa? Vorrei capirlo'.
Infine Giovanardi si lancia anche in una previsione in vista del voto del 26 gennaio. 'Prevedo come politologo che la somma dei partiti di centrodestra avranno la maggioranza, mentre nello scontro diretto tra i due prevarrà Bonaccini, anche per vischiosità del potere che tende a schierarsi da quella parte. E il premio di maggioranza in base alla legge elettorale quindi andrà Bonaccini'.

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ELEZIONI EGIONALI EMILIA-ROMAGNA 2020

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“Stanno investendo milioni di euro per avvicinare i giovani alla droga”

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IL RESTO DEL CARLINO 31.12.2019

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GAZZETTA DI MODENA 31.12.2019

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Regionali, la raccolta firme che crea liste di serie A e serie B
 
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IL FATTO QUOTIDIANO - Cannabis light, Cappato a Giovanardi: “Perché non vuoi vie

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Cannabis legale, ecco perché quell’emendamento è inammissibile

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Giovanardi: "perché il Pd non si dissocia dalle idee di Foti?"
 
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Circolo di cultura astro-veneta ISTRIA
Intervento al Convegno di Trieste, organizzato dal " Circolo di cultura astro-veneta ISTRIA " : Ritornare si puo' ? Presupposti per un progetto di ritorno culturale e socio-economico delle seconde e terze generazioni dell' esodo

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Il caso Cucchi e i principi violati di Bernardino Ferrero

 

L'intervento

Il caso Cucchi e i principi violati

di Bernardino Ferrero

 

2 DICEMBRE 2019

  Secondo la nostra Costituzione in Italia è garantito il diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero e la libertà di stampa (art 21) ed ogni cittadino è considerato non colpevole sino a sentenza passata in giudicato (art 27).

Nella triste vicenda riguardante Stefano Cucchi tutti tre i principi vengono violati.

Come è noto agli addetti ai lavori, ma non ai media italiani che si guardano bene dal dirlo (con l’eccezione del quotidiano La  Verità), allo stato degli atti c’è una sentenza di primo grado di Corte D’Assise che ritiene colpevoli due carabinieri di omicidio preterintenzionale per avere, come ha scritto la stampa “ammazzato di botte” Stefano Cucchi ed una sentenza nello stesso giorno della Corte di Assise di Appello che ha invece ritenuto di non assolvere i medici dell’ospedale Pertini, ritenendoli responsabili di non averlo curato adeguatamente davanti ad un quadro clinico già compromesso da gravi patologie e indebolito dallo sciopero della fame e da anni di tossicodipendenza, in base ad una ennesima perizia che conferma non esserci nessuna relazione tra le presunte percosse e la morte.

Tutti sanno della prima sentenza, nessuno è stato informato della seconda.

Chi tenta di esercitare la libertà di pensiero, sulla base delle sentenze sino ad ora pronunciate a nome del popolo italiano, come continua a fare Carlo Giovanardi, viene insultato o minacciato, o ruvidamente e perentoriamente invitato a tacere (come fa  Aldo Grasso) mentre altri chiedono di scusarsi con la famiglia Cucchi.

Ma la querela avanzata a suo tempo dai Cucchi contro Giovanardi è stata archiviata dalla Autorità Giudiziaria con ampia motivazione rilevando come l’ex Ministro abbia sempre detto cose vere, basate su atti e perizie giudiziarie, con linguaggio continente e mai diffamatorio.

In una escalation impressionante, tra canzoni, film, sceneggiate e comparsate televisive si viene addirittura aggrediti se si sostiene che la verità giudiziaria, tra due sentenze che dicono l’una il contrario dell’altra, si avrà soltanto alla fine ed non all’inizio dei processi quando ci sarà una sentenza passata in giudicato. 

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CUCCHI: GIOVANARDI, 'SI INFORMINO ITALIANI ESITO PROCESSO CONTRO MEDICI'
Roma, 29 nov. (Adnkronos) - Ambedue le sentenze del processo Cucchi "quella per la condanna dei carabinieri per omicidio preterintenzionale e quella per il riconoscimento della prescrizione ai medici del Pertini, sono state emesse in nome del popolo italiano, arrivando pero' a conclusioni diametralmente opposte". Lo afferma Carlo GIOVANARDI commentando le contestazioni sollevate da Ilaria Cucchi alla trasmissione 'Un giorno in Pretura' ed aggiunge: "In attesa che qualche trasmissione televisiva informi gli italiani anche dell'esito del processo contro i medici, mi sembra che i Conduttori di 'Un giorno in Pretura' abbiano semplicemente fatto il loro dovere sottolineando che i nodi irrisolti sulle cause della morte di Stefano Cucchi potranno essere risolti soltanto nei successivi gradi di giudizio". "Nella sua requisitoria - rimarca GIOVANARDI - Remus ha ripetutamente citato la super perizia che la Corte aveva affidato ad Anna Aprile ed a Alois Saller sposandone in pieno le conclusioni, che riporto di seguito: 'L'epicrisi dei dati disponibili permette di individuare quale causa della morte del paziente Stefano Cucchi, una morte cardiaca su base aritmica. Gia' in epoca preesistente al ricovero ospedaliero avvenuto presso l' ospedale Sandro Pertini, Stefano Cucchi era in una condizione proaritmica per la malnutrizione e per molteplici altri fattori di rischio aritmogeno. Il protrarsi dell'ipoalimentazione/digiuno durante il ricovero al Pertini, con conseguenti bradicardia ed ipoglicemia gravi ha determinato il peggioramento delle condizioni generali fino al decesso. 
Ilaria Cucchi - commenta GIOVANARDI - polemizza con la trasmissione 'Un giorno in Pretura' perché avrebbe omesso di illustrare alcuni passaggi del processo di contro i carabinieri e soprattutto per aver rimandato ai successivi gradi di giudizio il chiarimento sulle cause della morte del fratello Stefano. Come dovrebbe essere noto - rileva - nello stesso giorno della condanna dei carabinieri nel processo di primo grado in Corte di Assise, nel processo parallelo in Corte di Assise di Appello a Roma i medici del Pertini, dove Cucchi mori' dopo alcuni giorni di ricovero, non sono stati assolti ma la Corte ha applicato con sentenza la prescrizione, accogliendo la richiesta del Sostituto Procuratore Generale, Mario Remus". (Rol/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 29-NOV-19 17:58 NNNN
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QUELLA SENTENZA IGNORATA SU CUCCHI
Da "La Verità" del 24 novembre 2019
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QUELLO CHE DOVETE SAPERE SUI PROCESSI CHE RIGUARDANO STEFANO CUCCHI

Pubblico nuovamente  Il testo integrale della Superperizia depositata nei mesi scorsi in Corte d’Assise d’Appello a Roma nel processo che riguarda i medici accusati di aver causato, per imperizia e negligenza, la morte di Stefano Cucchi e la requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Mario Remus, che chiedeva alla Corte di ritenerli colpevoli, anche se ormai si era arrivati alla prescrizione.

 Mercoledì 13 novembre alle ore 17,35 le agenzie hanno battuto la notizia che la Corte d’Assise d’Appello aveva emesso una sentenza con la quale confermava la richiesta sulla responsabilità dei medici, mentre alle 18,18 le agenzie battevano la notizia che in Corte d’Assise a Roma due carabinieri erano stati condannati in primo grado a 12 anni per l’omicidio preterintenzionale di Stefano Cucchi.

Si tratta di due sentenze diametralmente opposte, la seconda delle quali ha avuto un gigantesco rilievo mediatico mentre la prima è stata completamente ignorata dai media.

E’ evidente che la verità giudiziaria la conosceremo soltanto quando arriveremo ad avere le decisioni definitive della Corte di Cassazione.

Testo superperizia depositata In Corte d'Assise d'Appello


Requisitoria del Sostituto Procuratore Generale Mario Remus

      E' dal 22 ottobre del 2009 che la Giustizia italiana cerca di fare piena luce sulle cause della morte di Stefano Cucchi, arrestato con l'accusa di spaccio di droga e deceduto pochi giorni dopo all' Ospedale Sandro Pertini di Roma.

Il caso ha avuto amplissima diffusione mediatica soprattutto per l’attività svolta dalla sorella Ilaria, con migliaia di articoli e trasmissioni televisive, sino ad un film presentato al Festival di Venezia, tutti concordi nel ritenere che il decesso sia stato causato da un pestaggio subito dal giovane dopo l'arresto prima o dopo l'Udienza di convalida dello stesso. Usciti definitivamente dal processo gli agenti di custodia, assolti con sentenza passata in giudicato, contro i quali la famiglia Cucchi aveva mantenuto la parte civile sino in Cassazione, sono ancora sotto processo i medici del Pertini, nei confronti dei quali la famiglia Cucchi ha ritirato la parte civile in cambio di un risarcimento, assolti già due volte in Corte d' Assise di Appello, dove è in corso a Roma un terzo processo avendo la Cassazione annullato con rinvio  anche la seconda assoluzione.

Nel 2015 sono state riaperte le indagini,questa volta nella direzione dei Carabinieri che avevano arrestato Cucchi, rinviati a giudizio per omicidio preterintenzionale mentre un nutrito numero di alti ufficiali dell'Arma rischiano il rinvio a giudizio con l'accusa di depistaggio.

Di questo processo i media hanno fornito una copertura straordinaria con paginate intere sulla carta stampata e ore ed ore di trasmissioni televisive, tutte in chiave colpevolista.

Manegli stessi giorni e nelle stesse ore era in svolgimento a Roma il processo contro i medici nell' ambito del quale è stata depositata l'ennesima perizia medica, richiesta dal Presidente della Corte di Assise, che conferma le tesi di tutte le precedenti richieste dai PM o dai magistrati giudicanti (clicca qui).

Particolarmente significativo é al riguardo l'intervento del Procuratore Generale Mario Remus del 6 maggio 2019, che trascrivo di seguito nella parte più significativa, recuperata grazie a Radio Radicale che ha registrato tutti gli interventi di quella Udienza, di cui i media italiani non hanno riferito nulla di nulla:

 “Oggi ci troviamo a giudicare un aspetto penale che come ho detto non arriverà comunque dalla pretesa punitiva dello Stato a granché perché nella migliore delle ipotesi si arriva a una prescrizione e dal punto di vista civile ho appena detto.

Fatta questa premessa non mi dilungo molto sulle prove perché come ho detto il mio è solo un intento di evidenziazione. Anzitutto voglio complimentarmi con il lavoro dei periti di ufficio, la Corte odierna ha nominato, a mio avviso, due bravi esperti che hanno finalmente fatto luce per quanto era l’oggetto della loro indagine, su questo processo in maniera equilibrata e logica.

Ora, i giudici sanno benissimo che quando c’è una perizia siffatta, e mi auguro che la valutino siffatta, è molto difficile per loro discostarsi salvo una congrua motivazione. Sappiamo anche, lo dico soprattutto per i togati, perché per noi addetti ai lavori è cosa risaputa, che quando c’è una causa di prescrizione del reato deve esserci una evidenza di una prova assolutoria altrimenti si apre la strada per la prescrizione. Ora il combinato effetto di questi due elementi che ho appena detto, a mio avviso, portano dal mio punto di vista ad una conclusione abbastanza tranquillante e anche per questo che non mi dilungherò molto sottoscrivendo in toto quello che è stato scritto dai periti nominati da questa Corte con un’unica precisazione, una aggiunta che vorrei che la Corte se avrà il tempo valutasse.

L’unico aspetto che mi sembra che questa perizia da loro disposta non ha esaminato compiutamente è l’aspetto del bilancio idrico.

Mi pare un aspetto importante perché se come abbiamo detto è importante il peso della vittima che alla morte pesava tra i 35 e i 37 chilogrammi, ho fatto il calcolo preciso nel ricorso per Cassazione che avevo fatto anche col sacco che è stato considerato quando è stato pesato, quindi con la tara, e i chilogrammi erano veramente pochi.

Ora. Di fronte a un soggetto che pesa così poco, il fatto che beva poco è molto importante. E noi qui abbiamo un qualcosa di eclatante perché nel – e sono gli atti che certamente avete e fra l’altro queste cose le ho scritte e le trovate, ecco perché non ho fatto una memorietta, perché sono nel primo ricorso per Cassazione che feci.

C’è un prospetto di bilancio dei liquidi, questo da annotazioni, che a me risulta non essere di otto litri in uscita ma di 3800 cm. cubici, ma che siamo 3 o siano 8 è poco rilevante se si pensa che nel prospetto del bilancio dei liquidi e nel diario infermieristico non viene mai indicato quanti liquidi assumeva.

Allora avere il dato finale dell’uscita dei liquidi e non avere il dato iniziale a mio avviso comporta due conseguenze: la prima è che il paziente veniva assolutamente trascurato sotto questo aspetto in quanto non monitorato, tant’è vero che non veniva indicato quanto beveva e questo può dire due cose, la prima è che c’è trascuratezza, la seconda è che c’è volontà di nascondere qualcosa. Io non so se sia vera l’una o l’altra. Posso assestarmi anche sulla prima ipotesi e cioè di trascuratezza, ma sicuramente è una trascuratezza inammissibile in un soggetto in queste condizioni di peso.

Alla fine qualcuno se ne accorge ed è un infermiere che poco prima della morte scrive nel diario infermieristico: il 21 ottobre– controllo diuresi, punto esclamativo. Ormai i giochi sono fatti. La diuresi non si controlla più da tempo, da quando è entrato. E poi aggiunge a fianco: NB: segnalare quanta acqua beve e controllare se beve. Punto esclamativo. Era troppo tardi perché il 21 alle 19,30 noi sappiamo che il giorno dopo, nella notte, il paziente muore.

E allora che dire di un ambiente ospedaliero di questo tipo, dove quando si entra si dice che c’è un catetere e non si mette nulla da rilevare. Quando entra si dice:  condizione generale del paziente, si scrive buone. Ora è chiaro, io la penso così e posso sbagliare, è chiaro che sono falsi evidenti insomma. Ai limiti dell’innocuo, certo. Perché se uno ha il catetere, è documentalmente provato che ha il catetere poi si scrive che non c’è nulla da rilevare che falso è, è come dire che non c’è il sole quando il sole c’è. Ma il punto è che questo ingresso è un biglietto di ingresso di questa struttura, è un biglietto d’ingresso perchè la dice lunga, oltre al peso che vi ho detto, e mi pare di aver indicato un peso assolutamente inverosimile, quello iniziale di ingresso al Pertini, alla luce poi del peso finale di qualche giorno dopo che è il fulcro certo.

Tutti questi elementi ci danno conto di una sciatteria, consentitemi questa espressione, per dirla più finemente, di negligenza che imperversava in questo ambiente, e ritorno ancora sull’aspetto del bilancio idrico. Io penso che vada anche considerato che ci fosse stata una nuria e cioè una sospensione delle urine perché questi quantitativi  sono veramente scarsi.

La perizia di primo grado non la voglio riesumare perché mi pare di averla distrutta abbastanza però parla addirittura di un bilancio negativo di dieci litri e questa situazione può avere provocato una insufficienza renale e una sindrome nefro-cardiaca e un collasso cardiaco, cioè una ragione in più, non sottrae nulla a quanto i periti hanno già detto ma è una ragione in più per avvalorare le loro conclusioni.

Ancora un altro punto, questo non c’entra ma vorrei chiarirlo. Passano certe cose che secondo me non devono passare perché tra l’altro sono anche contrarie non solo ad una fine analisi giuridica ma a un comune modo di pensare, ma si dice che gli elettrocardiogrammi non sono stati fatti perché il paziente si rifiutava.

Ma quando mai. Questo paziente addirittura all’ingresso ne fa due di elettrocardiogrammi. Ne fa due! Dopodiché anche questo, l’avevo esaminato, credo, nel ricorso per Cassazione. Il problema è che avevano dei problemi, probabilmente ne sono stati trattati un po’… diciamo da ingresso in caserma forse, non lo so, perché si è stato detto, per le difficoltà di effettuare un elettrocardiogramma che non stava attaccato alle costole perché era troppo magro, ma sappiamo benissimo che ci sono i terminali, possono essere… anzi comunemente vengono utilizzati degli adesivi che si attaccano dappertutto. Sono queste scuse…. Probabilmente era un paziente difficile, io non lo nego, lo sappiamo, era un paziente, lo provano tutti gli atti, difficile sotto l’aspetto psicologico, probabilmente era anche incensurato se non vado errato, quindi secondo le aspettative non si aspettava di andare in carcere come incensurato, probabilmente aveva anche qualche recriminazione su come la giustizia l’aveva trattato.

Sta di fatto che è un paziente che non è vero che non collabora, non è per niente vero, è un paziente difficile sicuramente ma non è vero che è un paziente che non collabora.

Si dice che fa lo sciopero della fame, ma non è vero, basta leggere poi il diario clinico, un medico dice: si propone nuovamente la reidratazione ma il paziente rifiuta perchè vuole parlare prima con il suo avvocato. E allora io credo che la Cassazione che ha rinviato a voi questo processo contiene già i passaggi per una assoluzione. Su questo punto cita i giudici di merito, e non a caso, dicendo: i medici non hanno indagato sui motivi del rifiuto laddove invece il loro preciso dovere era cercare di individuare e rimuovere i motivi del rifiuto ancor più in considerazione del fatto che Cucchi richiedeva costantemente di mettersi in contatto col proprio difensore, chiaro indice di un rifiuto di protesta e perciò agevolmente superabile.

E chi sta trattando questo paziente non è una struttura normale, è una struttura specializzata. Ce lo ricorda sempre la Cassazione di rinvio a questo processo: “determinate conoscenze devono essere pretese in un contesto ospedaliero e in particolare in una struttura di medicina protetta come quella dell’ospedale Pertini perché ivi sono ricoverati unicamente soggetti sottoposti a limitazione della libertà personale e che spesso attuano lo sciopero della fame o pratiche simili”.

E poi a mio avviso questo non era un paziente scioperante, era semplicemente un paziente difficile che non è stato trattato come avrebbe dovuto essere trattato. In particolare, io vorrei ancora aggiungere delle cose, però mi rendo proprio conto che tutto quello che serve e credo che sia anche evidente sia scritto negli atti di questo processo a cominciare per esempio, ce lo dice anche la Cassazione, che “le condizioni generali di Stefano Cucchi erano state sempre sottovalutate e che gli esami diagnostici erano disposti in modo automatico e routinario senza una finalità precisa e quasi con disinteresse così contribuendo al progressivo aggravamento delle condizioni del paziente rimasto totalmente all’oscuro della situazione – io direi magari anche parzialmente all’oscuro – in cui si trovava, nonostante i sanitari avessero in proposito uno specifico obbligo di informazione”. Non era una obbligazione formale, non solo doveva essere una obbligazione formale perché formalmente risultano… viene fatto sottoscrivere quel diario clinico che dicevo prima proprio perché il medico si cautela, però se loro leggono questi documenti hanno più il sapore di una medicina difensiva che di una medicina persuasiva. Invece era proprio questa che si doveva pretendere, cioè una medicina che, tenuto conto delle condizioni generali di questo paziente, generali fisiche soprattutto e psicologiche gli avesse dato, consentitemi, un tocco di umanità, perché forse questo voleva, questo sarebbe bastato per mangiare qualcosa, bere qualcosa in più di quello che non sappiamo ha bevuto, insomma per evitarci questa fine tragica che si è consumata anche molto rapidamente. E questo è un altro elemento. Si dirà sì, morte improvvisa. E’ vero. Noi usciamo di qui, abbiamo un incidente, moriamo. Però  magari c’è una macchina che non ha osservato lo stop, o dare la precedenza. E allora non è proprio un caso e credo che in questo processo di concause ce ne sono sicuramente molte, ne abbiamo dette prima, oggi ci occupiamo solo di un segmento finale, terminale con degli esiti che ho già detto molto limitati.

Io vorrei chiudere con parole di altri, secondo me sono molto più autorevoli delle mie e dette meglio di quanto potrei dire io, e sono le parole, sostanzialmente quasi finali della motivazione della Corte di Cassazione in cui dice “la condotta colposa censurata consiste nella totale omissione di cure e assistenza, omissione caratterizzata dal sordo disinteresse delle condizioni del paziente. Il giudizio contro fattuale deve porre in verifica di efficacia qualsiasi intervento doveroso e cioè, in ultima analisi, il semplice rispetto dell’impegno di Ippocrate. In questo caso infatti non si tratta di porre in verifica una specifica condotta curativa caratterizzata da particolare difficoltà tecnica o da significativa abilità diagnostica ma semplicemente l’adempimento del generico dovere di analisi e di ascolto del paziente”. Io credo che questo paziente non è stato ascoltato. Questa è la vera causa e le conclusioni dei vostri periti che voi avete nominato e anche la sciatteria con la quale è stato valutato e misurato il bilancio idrico dimostra che non c’è stato né un ascolto efficace dal punto di vista sanitario ma io aggiungo anche dal punto di vista psicologico che per questo tipo di pazienti era determinante perché, lo ripeto ancora una volta, il paziente non aveva una preclusione preconcetta e dura agli esami, tanto è vero che ne ha fatti. Non aveva una preclusione dura e preconcetta ad assumere totalmente cibo sussumibile uno sciopero della fame, era un paziente sicuramente difficile ma, io aggiungo, un paziente che poteva essere malleabile, quindi il mio intervento è finito, forse anche prima del tempo previsto.

Le mie conclusioni sono che tenuto conto della perizia disposta da questa Corte d’Assise, perizia che è stata molto apprezzata e le conclusioni sono di non doversi procedere per prescrizione del reato per tutti gli imputati. Grazie”

      Stefano Cucchi é stato pertanto ammazzato di botte dai Carabinieri (omicidio preterintenzionale), come il PM Giovanni Munarò sostiene nel processo dì primo grado in corso nei loro confronti, o le presunte percosse non ne hanno determinato la morte, come sostengonole numerose perizie commissionate da Pubblici Ministeri e Giudici?

       Siamo tra i pochi a continuare a sostenere, anche se questo costa insulti e minacce, che, così come nei casi illustrati precedentemente, i processi devono essere fatti nelle Aule di Giustizia e l'esito del processo deve essere scritto alla fine e non all'inizio dello stesso, tenendo conto della presunzione di non colpevolezza di cui parla la nostra Costituzione.

 

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DA ''LA VERITA''' DEL 19 NOVEMBRE 2019
DA "LA VERITA'" DEL 19 NOVEMBRE 2019
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Cucchi, Giovanardi insiste: «Non devo alcuna scusa alla famiglia Cucchi. Ho semp
Cucchi, Giovanardi insiste: «Non devo alcuna scusa alla famiglia Cucchi. Ho sempre detto la verità
«La verità giudiziaria per la nostra Costituzione si afferma con sentenza passato in giudicato. Davanti alle due sentenze di oggi che dicono l'una il rovescio dell'altra, nel senso che una riconosce la responsabilità dei medici per le mancate cure e l'altra che addebita la colpa ai carabinieri per la morte di Stefano, vedremo nel processo dei processi cosa emergerà con il verdetto definitivo».
Così Carlo Giovanardi all'Adnkronos sul caso Cucchi. E sulle scuse alla famiglia di Stefano Cucchi, l'ex parlamentare Pdl ribadisce anche oggi: «Chiedere scusa per cosa? La famiglia Cucchi mi ha querelato e ha avuto torto da parte del gip di Roma che ha archiviato dicendo che Giovanardi ha sempre detto la verità, ha fatto riferimento ad atti giudiziari, ha sempre usato un linguaggio temperato, moderato, senza mai offendere nessuno... scuse quindi per cosa?».
Giovedì 14 Novembre 2019, 21:06
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CUCCHI - GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA'): “ASTENSIONE GIUDICE E' GRAVISSIMO
CUCCHI - GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA'): “ASTENSIONE GIUDICE E' GRAVISSIMO PRECEDENTE”

“Non soltanto il processo ai Carabinieri per la morte di Stefano Cucchi si svolge in una pressione mediatica che ne dà già per scontato l’esito prima ancora della sentenza di primo grado, ma passa il principio che un magistrato che abbia servito, sia pure di leva, nell’Arma e frequenti i Carabinieri non può esercitare la sua funzione quando sono imputati dei Carabinieri”. Lo afferma l’ex ministro Carlo Giovanardi (IDeA Popolo e Libertà) commentando la decisione del dottor Bona Galvagno di astenersi dal processo dove sono imputati alti ufficiali dei Carabinieri. “Spero che non sfugga – continua Giovanandi – l’enormità di questo pregiudizio, che ha indotto il giudice ad astenersi su richiesta della famiglia Cucchi, che aveva avanzato il sospetto di ombre sull’imparzialità del magistrato. Mi chiedo e lo chiedo alle istituzioni di questo Paese – conclude Giovanardi – che cosa dovrebbe accadere, in base a questo precedente, tutte le volte che un magistrato viene chiamato a giudicare su di un altro magistrato”.
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La verità di Giovanardi contro la Procura di Bologna
 
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Carlo Giovanardi: “L’Emilia Romagna è da sempre estremista”
 
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'Mi inginocchio davanti alla Segre: ma quella mozione è un minestrone'
 
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MADRI E FIGLI DI BIBBIANO, PAROLE OLTRE IL RANCORE
 
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CUCCHI: GIOVANARDI, 'CLAMOROSA INIZIATIVA PER CONTESTARE IL GIUDICE MONOCRATICO'
Roma, 26 ott. - (Adnkronos) - "Ma è mai possibile che si chieda l'astensione di un giudice dal processo sui presunti depistaggi legati al caso Cucchi, che vede fra gli imputati alti ufficiali dei carabinieri, perché il dott. Federico Bona Galvagno, quale Magistrato appartenente al Tribunale di Terni ha partecipato fra il 2016 e il 2018 a una serie di eventi, convegni, inaugurazioni, conferenze, a cui ha partecipato fra gli altri anche l'ex comandante generale dei Carabinieri Tullio Del Sette?". Lo afferma l'ex ministro Carlo GIOVANARDI, di Idea Popolo e Libertà, commentando la decisione di chiedere l'astensione i un giudice dal processo sui presunti depistaggi legati al caso Cucchi che inizierà il prossimo 12 novembre. GIOVANARDI ricorda che è la richiesta avanzata dall'avv. Fabio Anselmo a nome della famiglia Cucchi perché questo Magistrato apparirebbe ''troppo vicino ai carabinieri''. "La clamorosa iniziativa, che potrebbe essere sollevata contro qualsiasi magistrato che deve giudicare poliziotti, carabinieri, finanzieri ecc., se ha frequentazioni con le Forze dell'Ordine, avrà comunque un suo effetto sul prossimo processo - sottolinea GIOVANARDI - sia che il giudice si astenga, sia che invece decida di confermare il suo impegno, ipotizzando ombre sul suo svolgimento, avendo lo stesso avvocato Anselmo precisato che questa scelta è stata fatta con 'l'obiettivo di sgomberare qualsiasi ombra da questo processo'". (Cro/AdnKronos)
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Alto Adige-Sud Tirolo: non scherziamo col fuoco

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Cosa direbbe il Sinodo se riguardasse Mission?

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CUCCHI: SCALFAROTTO, 'GIOVANARDI DOVREBBE TACERE'
CUCCHI: SCALFAROTTO, 'GIOVANARDI DOVREBBE TACERE'

ADN0119 7 POL 0 ADN POL NAZ CUCCHI: SCALFAROTTO, 'GIOVANARDI DOVREBBE TACERE' = Roma, 9 ott. (AdnKronos) - "Le parole di Giovanardi su Ilaria CUCCHI sono intollerabili. Sarebbe stato assai più decoroso praticare almeno oggi quel silenzio che l'ex parlamentare non ha purtroppo frequentato in passato". Lo scrive su Facebook il deputato di Italia Viva e sottosegretario agli Affari Esteri Ivan Scalfarotto commentando le parole di Carlo Giovanardi che ieri, replicando alla sorella di Stefano CUCCHI, ha detto: "Chiederle scusa? E Di cosa? Ho sempre detto la verità".
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VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




 
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GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
FAMIGLIA CRISTIANA-
INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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