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NO ALLA DEPORTAZIONE DEGLI ANIMALI DAI CIRCHI

Cittadinanza a Lucano, Giovanardi (Idea Popolo e Libertà):"Trovare un equilibrio

CI SONO NOVE ITALIANI TRUCIDATI DALL'ISIS DEI QUALI LO STATO SI E' GIA' DIMENTIC

Giovanardi: 'Così il Corriere della Sera dimentica la strage di Dacca'

Discoteche, quella legge che provò a regolamentare la jungla ma venne bocciata p

Anche Vittorio Sgarbi all’attacco sui chioschi

USTICA: GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA’), ITALIANI PAGANO PER UN MISSILE MAI

Sanita': Giovanardi', decapitato Css per la cannabis legale?

Mantrimonio gay in Ambasciata, la Farnesina nega ma un video la contraddice

«Stefano non ha chiesto di me per la droga». Parla per la prima volta l’ex marit

CASO MAGHERINI: CARABINIERI DEFINITIVAMENTE ASSOLTI

CASALINO: GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA'), RASSEGNI IMMEDIATE DIMISSIONI

Dl Sicurezza: GIOVANARDI: ripristinare arresto per atti osceni I cittadini sono

PREGHIERA PER L'IMPUTATO

DA

STEFANO CUCCHI - IL GIORNALE E IL FATTO QUOTIDIANO

GAZZETTA DI MODENA DEL 26 OTTOBRE 2018

CUCCHI, ECCHIMOSI POST PESTAGGIO? MA SPUNTA UN EDEMA ZIGOMATICO DI 15 GIORNI PRI

Sen. Giovanardi Carlo Amedeo: No a odiosa discriminazione, prevalga il buonsenso

CARO MIMMO,CHI STA CON GLI ULTIMI FINISCE NEI GUAI...

CUCCHI. GIOVANARDI: UNA STRADA PROVOCAZIONE POLITICA O IDEOLOGIA

LE MIE OPINIONI SUL CASO CUCCHI

Nozze gay in Ambasciata, firma anche tu perché sia fatta chiarezza e siano assun

Luca Ghelfi: 'Voto a Modena: Idea sarà sicuramente presente'

Mozione anti aborto, Giovanardi 'asfalta' Pd e Cirinnà

Matrimonio gay in ambasciata, Giovanardi (Idea-Popolo e Libertà):

BERLUSCONI C'ERA RIUSCITO GIA' NEL 2006

TORNARE ALLA LEVA OBBLIGATORIA E' IMPOSSIBILE

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A Rovigno 50 anni del Centro Ricerche Storiche: Giovanardi consegna onorificenza


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NO ALLA DEPORTAZIONE DEGLI ANIMALI DAI CIRCHI
TUSCIA WEB 18/12/2018

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Cittadinanza a Lucano, Giovanardi (Idea Popolo e Libertà):"Trovare un equilibrio
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CI SONO NOVE ITALIANI TRUCIDATI DALL'ISIS DEI QUALI LO STATO SI E' GIA' DIMENTIC
DA "LA VERITA'" DEL 16 DICEMBRE 2018
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Giovanardi: 'Così il Corriere della Sera dimentica la strage di Dacca'
Giovanardi: 'Così il Corriere della Sera dimentica la strage di Dacca'
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Discoteche, quella legge che provò a regolamentare la jungla ma venne bocciata p
Discoteche

La strage di Corinaldo riaccende drammaticamente i riflettori sul tema della regolamentazione delle discoteche. Un nodo già affrontato 15 anni fa dal Governo di centrodestra, la cui proposta di soluzione non passò all'esame del Parlamento per un solo voto. Era il 2004 quando l'allora ministro per i Rapporti col Parlamento Carlo Giovanardi presentò un Disegno di legge del Governo che prevedeva un giro di vite per la somministrazione di alcol nei locali notturni e una serie di regolamentazioni sull'utilizzo di luci psichedeliche e sull'acustica nelle sale da ballo. Ma soprattutto quel Dl stabiliva un orario di chiusura uguale per tutti i locali notturni sul territorio italiano. L'accordo era già stato trovato con l'Esecutivo, ma il Parlamento alla fine lo bocciò con 203 voti contrari e 202 favorevoli.

"Il Governo, di fronte al tragico fenomeno delle stragi del sabato sera cercò di porre alcune regole per intervenire su alcuni elementi di rischio e cercare di arginare il fenomeno - spiega oggi Giovanardi ribadendo i temi esposti allora in Parlamento -. Il provvedimento venne firmato convintamente anche dal ministro Bossi, ma i problemi di salute dell'allora leader leghista non gli consentirono di evitare il tradimento di alcuni parlamentari del Carroccio di allora. E così venne cassata qualsiasi limitazione alle luci psichedeliche, ai rumori assordanti, allo sballo, alla trasgressione, arrivando, con un emendamento ad hoc, a lasciare alla scelta singola degli 8000 sindaci italiani di stabilire l'orario di chiusura delle disoteche sui singoli territori".

E Giovanardi ricorda come, a fronte di un Governo compatto su quel provvedimento, vi fu un fronte opposto di centrosinistra. "Le cronache di allora fotografano in particolare l'intervento del deputato mio corregionale Pierluigi Castagnetti che, dopo aver per anni sostenuto quella battaglia, alla fine votò quel fatale emendamento contro il disegno di legge giustificando il voto col fatto che non era la musica a provocare le stragi del sabato sera, ma la guida una volta usciti dai locali. Un argomento del tutto pretestuoso e che non teneva conto della necessità di regolamentare il momento dello sballo per evitare proprio conseguenze nefaste in termini di incidentalità". 

Chi volesse consultare gli atti parlamentari integrali di allora può farlo a questo link.

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Anche Vittorio Sgarbi all’attacco sui chioschi
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USTICA: GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA’), ITALIANI PAGANO PER UN MISSILE MAI
“I cittadini italiani hanno giustamente pagato con le loro tasse tramite lo Stato più di 60 milioni di euro ai parenti della vittime per il disastro aereo di Ustica a titolo di indennizzo per la perdita dei loro cari e ora si trovano a dover pagare di tasca loro più di 265 milioni di euro di risarcimento alla società Itavia e di altre centinaia di milioni agli eredi Davanzali e ai familiari delle vittime in base a sentenze civili che ritengono “più probabile che non” che sia stato un missile la causa dell’esplosione del DC-9 Itavia”. Lo dichiara in una nota l’onorevole Carlo Giovanardi. “Ma la Cassazione penale, con sentenza passata in giudicato – prosegue-, ha assolto nel merito il generale dell’aereonautica dall’accusa di depistaggio stabilendo che non è mai esistita battaglia aerea e definendo quella del missile una ipotesi da fantascienza, come ho avuto modo di spiegare a suo tempo in Parlamento in rappresentanza del Governo. Qualcuno ai piani alti dell’ordinamento – conclude - dovrebbe avere la cortesia di spiegare come sia possibile che gli italiani, oltre ai sacrosanti 62 milioni di indennizzo, debbano sborsare altro mezzo miliardo di euro per un fatto (battaglia aerea e missile) che la Cassazione penale ha stabilito non essere mai avvenuto. Tutto questo anche alla luce della superperizia di 11 dei più famosi esperti internazionali (tedeschi, svedesi, inglesi oltre a quelli italiani), che ha dimostrato, nell’ambito del processo penale, dopo quattro anni di lavoro, senza essere mai stata contraddetta da nessun’altra perizia, che l’abbattimento del DC-9 è stato provocato dall’esplosione di una bomba collocata nella toilette di bordo”. 
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Sanita': Giovanardi', decapitato Css per la cannabis legale?
Sanita': Giovanardi', decapitato Css per la cannabis legale?
'Sarebbe interessante sapere il parere in proposito della Lega' 
(ANSA) - ROMA, 4 DIC - 'In tutta Italia si stanno aprendo centinaia di esercizi commerciali per la libera vendita della cosidetta Cannabis Light, con investimenti milionari di fondi internazionali su societa' italiane come la Cannabis Easyjoint. Il Consiglio Superiore di Sanita' era intervenuto a giugno raccomandando che fossero attivate, nell'interesse della salute individuale e pubblica e in applicazione del principio di precauzione, misure per non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti. Il ministro della Salute, la grillina Giulia Grillo, notoriamente schierata a favore della legalizzazione della cannabis, non soltanto non ha dato nessun seguito concreto al parere, ma ha mandato a casa gli autorevolissimi componenti del Consiglio che l'avevano stilato'. Lo afferma in una nota Carlo Giovanardi, ex parlamentare ed esponente di Idea Popolo e Liberta'. 'Avendo avuto per tanti anni la responsabilita' delle politiche di prevenzione ed educazione del Dipartimento Antidroga della presidenza del Consiglio denuncio con forza questa deriva del cosiddetto 'governo del cambiamento', in questo caso sicuramente in peggio, che avalla provvedimenti dal sapore punitivo verso organismi tecnici che evidentemente non si ritengono allineati al nuovo corso. Sarebbe interessante a proposito - conclude Giovanardi - conoscere il parere della Lega che non mi risulta abbia mai fatto parte del fronte antiproibizionista'. (ANSA).
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Mantrimonio gay in Ambasciata, la Farnesina nega ma un video la contraddice
matrimonio gay ambasciata

Ricorderete tutti la vicenda del presunto matrimonio tra due uomini spagnoliche l’ambasciatore italiano a Madrid Stefano Sannino avrebbe celebrato presso la Residenza diplomatica a Madrid, in base a quanto rivelato da “La Verità”. La notizia fece rapidamente il giro del web, fino ad arrivare in Parlamento dove il senatore di IDeA – Popolo e Libertà Gaetano Quagliariellopresentò una interpellanza al Ministro degli Esteri chiedendo chiarimenti urgenti sul caso. “Al di là delle legittime opinioni personali e private e dagli orientamenti sessuali – si legge nell’interpellanza -  quanto accaduto configurerebbe un utilizzo di una sede diplomatica italiana a fini impropri, in contrasto con le leggi e tale da costituire una causa di incompatibilità ambientale”.

In virtù di ciò, L’Occidentale si mobilitò lanciando un appello, primi firmatari gli onorevoli di IDeA-Popolo e Libertà Carlo Giovanardi e Eugenia Roccella, indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri per sollecitare una risposta in merito. Appello sottoscritto da più di 500 cittadini!

Ebbene la risposta è arrivata, firmata dalla Vice Ministra agli affari esteri Emanuela Claudia Del Re (M5S). Per chiarezza e correttezza la riportiamo nella sua versione integrale.

“In merito alla notizia oggetto dell’interrogazione, l’Ambasciatore d’Italia a Madrid precisa che si è trattato piuttosto di un evento conviviale, tenutosi sabato 15 settembre u.s., per festeggiare una coppia di noti imprenditori spagnoli, in vista del matrimonio che gli interessati intendono prossimamente contrarre sulla base della legge spagnola (che dal 2005 ha, come è noto, esteso alle persone dello stesso sesso la possibilità di contrarre matrimonio). In tale occasione, pertanto, nei locali della Residenza non è stato celebrato, né l’Ambasciatore aveva l’intenzione di celebrare, alcun matrimonio o unione civile. Del resto, ai sensi della vigente normativa e come giustamente rilevato dall’interrogante, non sarebbe stato possibile celebrare in Ambasciata o Consolato una valida unione civile tra i due interessati dal momento che nessuno dei due suddetti imprenditori è in possesso della cittadinanza italiana. Nel caso in specie si è dunque trattato di un ricevimento conviviale, senza alcun profilo o valore di natura legale, e che pertanto non appare aver configurato alcuna violazione della normativa italiana. L’evento non ha comportato costi a carico del bilancio della Sede”.

Chiarissimo, no? Mica tanto. Se un “evento conviviale” comprende anche una cerimonia officiata dal nostro Ambasciatore con tanto di scambio degli anelli tra i due imprenditori e di auguri da parte dei numerosi partecipanti al ricevimento, una domanda sorge spontanea: se è vero che “gli interessati intendono prossimamente contrarre [matrimonio] sulla base della legge spagnola”, allora quella che si è svolta nella Residenza diplomatica a Madrid è stata solo una farsa?   

Ora, affinché i firmatari dell’appello possano confrontare le spiegazioni fornite dall’Ambasciatore e quello che è avvenuto nella nostra ambasciata quel giorno e, di conseguenza, valutare quanto sia in gioco la credibilità del ministero degli Esteri e delle sue articolazioni, alleghiamo uno dei tanti video del ricevimento e della cerimonia, facilmente reperibile in rete.  

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«Stefano non ha chiesto di me per la droga». Parla per la prima volta l’ex marit
ne stampabile

tratto da ilFormat.info
intervista di Elena Ricci 

«C’è una signora che poi è la madre dei miei figli che sulla sua pagina facebook da ‘personaggio pubblico’, dove ad oggi ha 374932 like, scrive martedì 16 ottobre che sta crescendo ’’’DA SOLA’’’ i nipoti del fratello deceduto mentre era in custodia nelle mani dello stato. Io non sono così famoso ed ai miei 703 amici di facebook vorrei semplicemente comunicare, anche se loro e molti altri lo sanno, che i nipoti del fratello della signora li sto crescendo anche io giorno dopo giorno e mai ho smesso e mai smetterò…perché anche se non sono popolare e non giro l’italia e le emittenti televisive, sono sempre il padre».

A parlare è Luca di Paolo, un 44enne di Roma, geometra, papà di due figli di nome Valerio e Giulia. Luca Di Paolo è l’ex marito di Ilaria Cucchi, la sorella di Stefano, morto il 22 ottobre del 2009 nel reparto di medicina protetta dell’ospedale Pertini di Roma, una settimana dopo essere stato arrestato da 3 carabinieri, oggi imputati per omicidio preterintenzionale.

Le sue parole affidate a Facebook sono riportate sul giornale on line ilFormat.info in un pezzo a firma di Elena Ricci che ha contattato Luca Di Paolo.
«Non ho mai cercato i riflettori né i giornalisti. Se non mi avessi contattato tu, io non lo avrei mai fatto» dice Di Paolo.
«Ho scritto quel post su Facebook, perché circa 400.000 persone hanno letto qualcosa che non risponde a verità, ovvero che la mia ex moglie cresce da sola i suoi figli. In 8 anni di separazione io non sono mai venuto meno ai miei doveri e sono sempre stato presente per i miei figli e lo sarò sempre. Ho scritto quello sfogo per precisare ciò a chi mi conosce e sa chi sono. Non avrei mai contattato un giornale per dire questo perché non mi interessa apparire. A me interessa sapere di essere un buon padre, di essere presente per i miei figli, e di svolgere bene il mio lavoro. Io ho una professione, i”riflettori”, per me, sono emergere bene in questi ambiti».
Luca Di Paolo è titolare di “Regolare” uno studio tecnico legale immobiliare. Nel tempo libero si dedica anche allo sport, pratica kick boxing e pugilato, la disciplina che amava anche Stefano.
«Io a Stefano volevo un gran bene e lui ne voleva a me».

«Ho avanzato una richiesta di risarcimento del danno alla produzione del film su Stefano – spiega Luca -. Nel film si lascia passare il messaggio che Stefano volesse parlarmi per dirmi della droga. Io non so cosa volesse dirmi Stefano, perché non ci ho mai parlato e dopo la telefonata di quella volontaria è morto. Posso però dire con certezza che io con la droga non c’entro nulla, seppur sapessi, come sapevano tutti, che Stefano avesse problemi di tossicodipendenza. Sarei curioso di sapere però, su che base sia stato insinuato tutto ciò. Io non ho mai fumato uno spinello in vita mia e non tollero neanche minimamente che la mia persona sia accostata al tema “droga”. Mi fa ribrezzo. Pratico sport, sono un papà, ho messo su famiglia giovane, ho il mio lavoro. Poi ho un gran rispetto per la legalità e per le forze dell’ordine. Mio padre era un vigile urbano – ci racconta – e per me la sua divisa e tutte le altre, sono qualcosa di speciale. Questo è ciò che cerco di trasmettere anche ai miei figli. Al più grande dico sempre che, se fermato per un controllo o all’alt quando avrà la patente, deve fermarsi, lasciarsi controllare e ringraziare per il lavoro che svolgono. Non bisogna avere timore delle divise, magari per eventuali errori di pochi. Io, da padre – prosegue – se dovessi apprendere dalle forze dell’ordine che mio figlio fa uso di droghe o commette qualche illecito, altro che due ceffoni. Ogni volta che una pattuglia mi ferma, mi fanno sempre i complimenti, perché sono sempre in regola. L’educazione e rispetto Delle regole, prima di tutto».  

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CASO MAGHERINI: CARABINIERI DEFINITIVAMENTE ASSOLTI

La Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio perché: “il fatto non costituisce reato” le sentenze di condanna per omicidio colposo, che Tribunale e Corte d’Appello di Firenze avevano emesso a carico di 3 Carabinieri, accusati di aver causato la morte per imperizia di Riccardo Magherini.

Premesso per l’ennesima volta che i processi si fanno nei Tribunali e non sui media e che le sentenze si devono rispettare allego la puntata de “LA ZANZARA” di Cruciani e Parenzo del 5 febbraio 2015 dove sin da allora, litigando con i due conduttori spiegavo perché i Carabinieri erano innocenti


CLICCA SULL'IMMAGINE PER ASCOLTARE LA PUNTATA DE: "LA ZANZARA"

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CASALINO: GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA'), RASSEGNI IMMEDIATE DIMISSIONI
“Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte, deve immediatamente dimettersi dall’incarico e lasciare Palazzo Chigi, seguendo l’esempio dell’allora mio collega di governo Claudio Scajola, ministro degli interni del Governo Berlusconi, che ebbe la dignità e l’intelligenza di dimettersi per una frase infelice sfuggitagli su Marco Biagi in risposta ad una domanda di un giornalista”. Lo dichiara l’onorevole Carlo Giovanardi (IDeA-Popolo e Libertà) in riferimento alle frasi di Rocco Casalino su anziani e down riportate dagli organi di stampa.    
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Dl Sicurezza: GIOVANARDI: ripristinare arresto per atti osceni I cittadini sono
Roma, 5 nov. (askanews) - "Nel decreto sicurezza, attualmente all'attenzione del Senato, è necessario ripristinare la norma che consenta alle forze dell'ordine di arrestare in flagranza di reato chi ostentatamente compia atti osceni in luogo pubblico". Lo ha sostenuto Carlo GIOVANARDI (Idea - Popolo e Libertà) nel corso della trasmissione 'Non è l'Arena' condotta da Massimo Giletti su La7, dedicata al problema della prostituzione. "Cittadini e famiglie di interi quartieri della capitale, da Centocelle all'Eur - ha affermato GIOVANARDI -, sono esasperati da comportamenti sconci e ripugnanti, la cui depenalizzazione impedisce ogni intervento efficace da parte delle autorità, come Polizia e Carabinieri hanno dovuto ammettere in un incontro in Prefettura con i comitati di municipio ostaggi di questo arrogante e impunito fenomeno. C'è tempo e modo prima della conversione del decreto, se c'è volontà politica da parte di governo e maggioranza - ha concluso -, di sanare questo grave vulnus e arginare un fenomeno che diventa sempre più insopportabile".
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PREGHIERA PER L'IMPUTATO

PREGHIERA PER L’IMPUTATO

Eliminare la prescrizione, come vogliono i Pentastellati? Nel caso riescano nel loro intento, spalleggiati dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, potranno anche proporre la “Preghiera per gli imputati”, che potrebbe suonare così:

L’eterno processo dona loro Signore

Risplenda ad essi la pena perpetua

Non riposino in pace

Amen

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DA

Nozze gay in ambasciata, superate le 500 adesioni al nostro appello! Ora il Governo risponda

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STEFANO CUCCHI - IL GIORNALE E IL FATTO QUOTIDIANO
LE 260 VITTIME DI CUCCHI CHI LE RIPAGA?


IL SENSO DI KAREN PER STEFANO CUCCHI
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GAZZETTA DI MODENA DEL 26 OTTOBRE 2018

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CUCCHI, ECCHIMOSI POST PESTAGGIO? MA SPUNTA UN EDEMA ZIGOMATICO DI 15 GIORNI PRI

CUCCHI, ECCHIMOSI POST PESTAGGIO? MA SPUNTA UN EDEMA ZIGOMATICO DI 15 GIORNI PRIMA

Quando anche l'avvocato Anselmo non credeva alle percosse dei Carabinieri. In allegato stralci del ricorso in Cassazione e della perizia disposta dal Gip che esclude le lesioni come causa di morte.

PREMESSA: Per chi si interroga sulla fonte di questa notizia, specifico che TarantiniTime (www.tarantinitime.it) è un quotidiano regolarmente registrato presso il Tribunale di Taranto con provvedimento nr° 5 del 6 settembre 2017 e del quale la scrivente, è direttore responsabile. Cosa c’entrano notizie del genere su un quotidiano locale? Sul mio quotidiano sono libera di scrivere senza censure assumendomi la piena responsabilità di quanto riportato, tra l’altro, suffragato da atti processuali.

Se secondo la difesa della famigliaCucchi a parlare nel processo è il corpo di Stefano, è vero anche che qualcosa da dire ce l’abbia la periziaincaricata dal Gip Elvira Tamburelli, per l’incidente probatorio. Una perizia effettuata da un collegio di luminari di medicina legale: il professor Francesco Introna, ordinario di medicina legale nell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, direttore della U.O.C. di Medicina Legale Universitaria, della A.O.U.C. Policlinico di Bari; il professor Francesco Dammacco, emerito di medicina interna presso l’Università di Bari; il dottor Cosma Andreula direttore delle radiologie del Gruppo GVM della Puglia; il professor Vincenzo D’Angelo, associato cattedra di neurochirurgia presso l’Università degli studi di Foggia e consulente di neurochirurgia presso l’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (MI).
Dalla documentazione sanitaria consegnata ai periti in sede di incarico, emerge uno storico clinico relativo a Stefano Cucchi, che va dal 27 dicembre del 1999 fino al giorno del suo decesso, 22 ottobre 2009, presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale ‘Pertini’ di Roma. Dunque, un quadro clinico di ben dieci anni, in cui sono riassunti i vari ingressi di Stefano Cucchi nei vari ospedali, le varie cause e le diagnosi. In molte di queste note Stefano Cucchi risulta essersi recato in ospedale per traumi distorsivi e contusivi, dovuti a riferite cadute o incidenti stradali. Tra queste, alcune hanno attirato la nostra attenzione.

6 settembre 2003 – Dolori in regione sacrale, coccige

Come possibile leggere dallo stralcio in allegato, il 6 settembre 2003 (6 anni prima della morte), Cucchi si reca in ospedale lamentando dolori al sacro – coccige, proprio la zona in cui (secondo le recenti testimonianze) avrebbe preso il calcio dai carabinieri: “in direzione dell’ano”. A quanto pare si rese anche necessario l’intervento della Polizia, a causa del «comportamento aggressivo e ingiurioso».
Questo stralcio di referto del 2003, già ci dice (così come lo ha detto ai periti) che esiste un precedente per quanto riguarda eventuale traumatologia nella zona sacrale.

22 settembre 2003 – Trauma lombare e frattura della vertebra L3

In questo altro stralcio presente in perizia e datato 22 settembre 2003, si legge di un ingresso in ospedale per un trauma lombare e per una frattura amielica della vertebra L3 a causa di un riferito trauma della strada. Il giorno seguente, 23 settembre 2003, viene ricoverato ma, come potrete leggere, la causa non è comprensibile: incidente automobilistico di diversi mesi o (addirittura) anni prima, oppure caduta dal secondo piano di un palazzo?

1 marzo del 2004 – Un persistente dolore toracico

Ancora un ingresso in ospedale per dolore toracico per il quale rifiuta il prelievo di sangue chiedendo di rimanere in osservazione. Nel documento si legge che quando gli si spiega che ciò non è possibile, il Cucchi avrebbe aggredito il medico costretto a chiamare la Polizia.

23 giugno 2007 – Frattura composta della spina nasale

Il 23 giugno del 2007, quindi due anni prima del decesso, Cucchi si reca in ospedale e riferisce di aver subito un’aggressione. La diagnosi è quella di frattura composta della spina nasale di sinistra.
Una domanda sorge spontanea: nessuno si è mai accorto dei frequenti incidenti e aggressioni subiti da Stefano Cucchi? O stava talmente bene che queste sono passate del tutto inosservate?

30 settembre 2009 – 15 GIORNI PRIMA DELL’ARRESTO. ATTENZIONE!

E qui, lo stralcio forse più interessante. il 30 settembre del 2009, dunque 15 giorni prima dell’arresto da parte dei Carabinieri, Stefano Cucchi viene trasportato in ospedale poiché trovato accasciato in terra «con riferito malessere e cefalea in seguito ad incidente stradale con trauma del capo avvenuto in serata». Dall’esame obiettivo dei medici si rileva un edema nella regione zigomatica destra, la diagnosi conferma il trauma nella regione zigomatica destra e un trauma emicostale sempre in regione destra.

EDEMA REGIONE ZIGOMATICA DESTRA

Riflettiamo su questo passaggio. Edema regione zigomatica destra. Che cosa è l’edema? Da definizione del dizionario, l’edema è un accumulo di liquidi che può interessare una zona circoscritta, come ad esempio una gamba, oppure può essere generalizzato, quando si manifesta in tutto l’organismo. In questo caso, prima che l’edema sia clinicamente evidente, devono accumularsi diversi litri di liquido. In caso di traumi facciali, l’edema causa dapprima un rigonfiamento e, nel caso di rottura di capillari, anche ecchimosi diffuse. Ci sta dunque, che i rossori evidenziati nelle foto scattate a Stefano Cucchi all’ingresso di Regina Coeli (dopo udienza di convalida durante la quale nessuno si è accorto dei malesseri del Cucchi), siano imputabili a quell’incidente avvenuto 15 giorni prima. A rafforzare questa tesi d’altronde, è lo stesso avvocato Fabio Anselmo nel suo ricorso in Cassazione avverso l’assoluzione degli agenti di Polizia Penitenziaria.

L’avvocato Anselmo esclude che i Carabinieri abbiano pestato Cucchi, perché se così fosse stato, avrebbe lamentato dolore e lo avrebbe riferito ai Carabinieri. Escludiamo da questa ipotesi i Carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale che avrebbero potuto mentire, stando alla recente testimonianza di Tedesco, ma parliamo dei Carabinieri che hanno accolto Cucchi a Tor Sapienza e che il giorno seguente lo hanno riaccompagnato a Piazzale Clodio. Uno di questi, Francesco Di Sano, risulta ora indagato per le modifiche ad alcune annotazioni redatte relativamente a quella mattina. Modifiche, come ha specificato Di Sano, ordinategli da un superiore. Lo stesso Di Sano (come potrete leggere nello stralcio sotto), che all’epoca dei fatti dichiarò insieme ad altri due Carabinieri, Stefano Mollica e Pietro Schirone, che Cucchi quei segni la mattina dell’udienza di convalida ce li aveva. Dichiarazioni che secondo l’avvocato Anselmo, erano «inattendibili, se non false». E lo sostiene perché sempre secondo Anselmo: «Al momento della celebrazione dell’udienza di convalida dell’arresto, il Cucchi non presentava quella evidente e marcata maschera ecchimotica».

A questo punto i dubbi sono due: o le “convinzioni” della difesa cambiano a seconda di chi e cosa si può accusare, oppure di quell’incidente del 30 settembre 2009, due settimane prima, non si vuol tener conto o, peggio, nessuno se ne è accorto.
Tornando un attimo alla perizia e per rispondere a quanti mi hanno chiesto “ok, allora di cosa è morto?”, rispondo che i periti non sono riusciti a stabilire con certezza una esatta causa di morte, ma hanno prospettato due ipotesi: la prima, meno probabile, morte improvvisa da epilessia; la seconda a causa di un riflesso vagale bradicardizzante, dovuto ad una dilatazione di una vescica neurogenica che si sarebbe formata a seguito di lesioni. Ma attenzione: in questa ipotesi, il decesso non è stato causato dalla vescica in sé, ma dalla sua dilatazione. E la dilatazione non è avvenuta a causa delle lesioni. Questo è il motivo per il quale i periti concludono la perizia stabilendo che eventuali lesioni, traumi o percosse, non sono correlabili direttamente o indirettamente, in maniera causale o concausale con l’evento morte.

Questo per dire cosa? Che la testimonianza (e non confessione) del vice brigadiere Francesco Tedesco, in cui accusa i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro di aver pestato Cucchi, può essere anche vera (nessuno lo mette in dubbio, ma sarà il processo a dirlo). Ma non va strumentalizzata da parte dei media che in questi giorni hanno titolato “LA CONFESSIONE DEL MASSACRO”. Ciò che dice Tedesco, seppure verità che la Magistratura dovrà accertare, non significa che Stefano Cucchi sia stato ucciso dai Carabinieri. In questo caso l’omicidio preterintenzionale non esiste, ma esistono le lesioni che, se accertate a carico dei Carabinieri, è giusto che siano severamente punite.
Però giocare con la testimonianza di un Carabiniere fino a qualche mese fa sbattuto sulla pagina della Cucchi, insultato dagli utenti, minacciato, violato nella vita privata, per imboccare all’opinione l’idea che abbia confessato un omicidio da parte dei suoi colleghi, è moralmente scorretto.
La perizia parla da sola. Possibile che mai nessuno si sia accorto negli anni, dei vari traumi e riferite aggressioni, subite da Stefano Cucchi, a tal punto da non rendersi conto se quei rossori sotto gli occhi, li avesse prima, dopo o durante l’udienza di convalida? O appaiono in base a chi si vuol dare la colpa? Riccardo Casamassima, il corpo di Stefano, Francesco Tedesco. Ognuno racconta una verità. La perizia e i referti di cui ho allegato stralci. Anche quella è una verità, scientifica che non esclude lesioni, magari ci sono state e sono da PUNIRE. Ma le esclude come causa di morte. Anche perché in dieci anni, di traumi fisici Stefano Cucchi (come da referti allegati) ne ha subiti molteplici.
Dopo nove anni di processi mediatici, una vera verità forse ce la meritiamo tutti.   2018, Elena Ricci.

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Sen. Giovanardi Carlo Amedeo: No a odiosa discriminazione, prevalga il buonsenso
Sen. Giovanardi Carlo Amedeo: No a odiosa discriminazione, prevalga il buonsenso
17 ott. (AdnKronos) - ''Noi siamo figli di un'antica cultura politica e giuridica che ha sempre sostenuto che, nel dubbio, si debba decidere 'pro reo'. Soprattutto quando ci sono di mezzo bambini''. Lo scrivono sul giornale online l'Occidentale gli esponenti di 'Idea - Popolo e libertà' Carlo Giovanardi, Eugenia Roccella e Gaetano Quagliariello. ''Non c'è dubbio, infatti - osservano -, che debbano rimanere fuori dalle agevolazioni per la mensa e i trasporti nelle scuole materne ed elementari i bambini delle famiglie che in base all'Isee hanno un reddito sufficiente per pagare la retta intera". "Ma a Lodi -aggiungono- a più del 90% dei figli di extracomunitari è stata rifiutata la tariffa ridotta per il trasporto e la mensa con gli altri bambini perché si prevede che debbano produrre una documentazione in tanti i casi impossibile da reperire nel Paese d'origine e senza una valutazione dell'eventuale valore di un bene posseduto (per esempio in un Paese africano). Nella sostanza viene applicata una norma punitiva per bambini che hanno diritto di essere trattati allo stesso modo (né più, né meno) di quelli italiani". "Speriamo -aggiungono- che prevalga il buonsenso e, prima di incamminarsi sulla odiosa strada della discriminazione, che nel passato ha causato imperdonabili tragedie, si vada perlomeno verso una moratoria che permetta alle famiglie di extracomunitari di Lodi e di altri comuni che hanno approvato gli stessi regolamenti di accedere ai servizi dando loro un congruo lasso di tempo per produrre, se materialmente possibile, la documentazione richiesta''. 
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CARO MIMMO,CHI STA CON GLI ULTIMI FINISCE NEI GUAI...
 
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CUCCHI. GIOVANARDI: UNA STRADA PROVOCAZIONE POLITICA O IDEOLOGIA
(DIRE) Roma, 17 ott. - "La legge 23 giugno 1927 n. 1188 dispone all'art. 4 che una strada o una piazza possa essere intitolata a chi e' deceduto da meno di dieci anni quando si tratti di persone che abbiano "bene meritato della nazione", una deroga che il Ministro degli Interni ha facolta' di concedere soltanto in casi eccezionali. La proposta dell'Ottavo Municipio di Roma di intitolare una strada a Stefano Cucchi, gia' bocciata a suo tempo quando l'avanzo' il Comune di Roma, e' l'ennesimo tentativo di trasformare una dolorosissima vicenda, sulla quale la giustizia deve ancora pronunciarsi in via definitiva, in provocazioni politiche o manifesti ideologici scontrandosi non soltanto con le norme in vigore ma anche con il piu' elementare buon senso". Cosi' Carlo Giovanardi, di Idea Popolo e Liberta'. (Rai/ Dire) 18:59 17-10-18
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LE MIE OPINIONI SUL CASO CUCCHI
Per chi chiede, per chi insulta, per chi parla senza sapere di cosa parla, unisco alla presente due link, uno del 14 dicembre 2012 dal titolo "Qualche domanda dopo la perizia su Stefano Cucchi" e l'altro del 18 marzo 2017 dal titolo "In attesa della decisione della Magistratura tutte le anomalie e alcuni punti fermi su caso Cucchi" esaustivi della mia opinione.




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Nozze gay in Ambasciata, firma anche tu perché sia fatta chiarezza e siano assun
matrimonio gay ambasciata

La vicenda del matrimonio tra due uomini spagnoli che l’ambasciatore italiano a Madrid avrebbe celebrato presso la sua residenza, in base a quanto rivelato da “La Verità”, ha fatto rapidamente il giro del web, fino ad arrivare in Parlamento. “Al di là delle legittime opinioni personali e private e dagli orientamenti sessuali – si legge nell’interpellanza al Ministro degli Esteri presentata dal senatore Gaetano Quagliariello (IDeA) -  quanto accaduto configurerebbe un utilizzo di una sede diplomatica italiana a fini impropri, in contrasto con le leggi e tale da costituire una causa di incompatibilità ambientale”.

In virtù di ciò, L’Occidentale lancia un appello indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri per sollecitare una risposta agli atti di sindacato ispettivo e agli interrogativi sollevati dalla stampa.

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro degli Esteri

 

L’ambasciatore d’Italia a Madrid, Stefano Sannino, secondo notizie di stampa sino ad ora non smentite, ha utilizzato la nostra sede diplomatica per celebrare un matrimonio tra due cittadini spagnoli al seguito del quale nella stessa sede si è svolto un ricevimento con centinaia di invitati prevalentemente del mondo LGBT.

Sono in vigore in Italia norme e convenzioni secondo le quali i Capi delle missioni diplomatiche all’estero rappresentano la Repubblica, le sedi delle rappresentanze all’estero sono considerate a tutti gli effetti suolo sottoposto alla giurisdizione italiana, e i locali della missione non possono essere adibiti ad usi con essi incompatibili.

Il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è previsto dal nostro ordinamento e anche le unioni civili possono essere stipulate all’estero secondo la normativa italiana, purchè uno dei due contraenti sia cittadino italiano, cosa che nel caso in questione non risulterebbe.

Le notizie di stampa parlano di matrimonio, tuttavia, ribadiamo, neanche l’unione civile sarebbe stata possibile tra due cittadini stranieri.

Pertanto chiediamo al Governo che sia fatta luce sull’accaduto e vengano assunti i provvedimenti conseguenti nel caso in cui si verifichi che la legge è stata effettivamente violata. 

 

Carlo Giovanardi

Eugenia Roccella

Gaetano Quagliariello 

 

Chiunque volesse aderire all'appello può scrivere il proprio nome e cognome nella casella "Aggiungi un commento". La Redazione de L'Occidentale provvederà in seguito a stilare l’elenco delle adesioni e a farlo pervenire ai membri del Governo competenti.

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Luca Ghelfi: 'Voto a Modena: Idea sarà sicuramente presente'
Data:10 Ottobre 2018 - 11:18 / Categoria: Politica Autore: Redazione La Pressa

'I cattolici Pd come Maletti, Boschini e Richetti, come possono stare in un partito che espelle chi chiede semplicemente di applicare la 194 sull'aborto'

Luca Ghelfi: 'Voto a Modena: Idea sarà sicuramente presente'

'Saremo sicuramente presenti nelle elezioni amministrative a Modena capoluogo e nei comuni della provincia che votano nella prossima primavera'. Lo hanno affermato in un’Assemblea provinciale di Idea Popolo e Libertà Carlo Giovanardi e i segretari provinciali e regionali di Idea Bruno Rinaldi e Luca Ghelfi (nella foto).

Nella riunione è stata confermata 'l’appartenenza al centrodestra con la volontà della ricerca di candidati sindaci condivisi e della presentazione in loro appoggio di liste autonome o attraverso aggregazioni più vaste di Centro con Forza Italia che fa parte del Partito Popolare Europeo'.

L’assemblea, tenutasi nella sala della Confcommercio in via Piave, ha poi condiviso 'la decisa opposizione di Idea Popolo e Libertà alle politiche del Governo Giallo-Verde, in particolare per l’incomprensibile spazio dato alle rancorose, pauperiste e demagogiche posizioni dei pentastellati e ha ribadito la richiesta agli esponenti cattolici del Pd modenese (la presidente del Consiglio Comunale Francesca Maletti, il consigliere regionale Boschini e l’onorevole Matteo Richetti) circa la compatibilità della militanza in un partito che ha chiesto l’espulsione della capogruppo del Pd a Verona, colpevole di aver votato una mozione nella quale semplicemente si chiede di applicare la legge 194, anche nella parte che prevede di aiutare le donne a non abortire per cause economiche'.

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Mozione anti aborto, Giovanardi 'asfalta' Pd e Cirinnà

Data:09 Ottobre 2018 - 07:55
Categoria: Politica Autore: Redazione La Pressa

'Comune di Verona, sindaco e capogruppo del Pd hanno votato l'ordine del giorno. Sfido chiunque a dire quale parola di questo odg non è in sintonia con la 194'

Mozione anti aborto, Giovanardi 'asfalta' Pd e Cirinnà

“Io prima di parlare l’ho letta questa mozione.  E non capisco le polemiche. Nulla di quello su cui fa polemica il Pd è contenuto in questa mozione. La mozione riporta in maniera fedele gli articoli 1-2-5 della legge in vigore. Anzi, quello che ha fatto Verona dovrebbero farlo tutti i comuni italiani perché la legge 194 invita a collaborare con associazioni che operano per aiutare a portare avanti le gravidanze quando ci siano motivazioni economiche e quindi dare la possibilità alla donna, se vuole abortire di abortire, ma se vuole essere aiutata per completare la gravidanza, di poterlo fare con l’aiuto delle associazioni”. Lo ha detto Carlo Giovanardi  di Idea intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, sulla mozione anti aborto approvata dal Consiglio comunale di Verona. 

“Quindi vorrei chiedere: dov’è lo scandalo? Mi meraviglio che un segretario del Pd faccia polemiche nei confronti della loro capogruppo che semplicemente ha votato un ordine del giorno che invita a fare quello che la legge 194 prevede, cioè che l’aborto è l’extrema ratio  e bisogna fare tutto il possibile per evitarlo e per promuovere la vita”, sulle parole del promotore della mozione, il leghista Alberto Zegler (‘L’aborto è un crimine abominevole’).

“Non capisco come si confonda una mozione accettabilissima, con le idee di un consigliere che non c’entrano assolutamente nulla con la mozione che è stata approvata –ha dichiarato Giovanardi -. Il Comune di Verona, il sindaco e la capogruppo del Pd hanno votato questo ordine del giorno. Sfido chiunque a dire quale parola di questo ordine del giorno non è in sintonia con la legge 194”.

Sulle parole di Monica Cirinnà a Radio Cusano Campus (“Quella della Lega è una battaglia maschilista, sono sempre i maschi che vogliono decidere sul corpo delle donne”). “O è malafede, o è disinformazione –ha affermato Giovanardi-. E’ una manipolazione totale della realtà. E’ una cosa negativa se viene data una mano a una donna incinta che, per problemi economici, pensa di non poter continuare la gravidanza? In questo Paese è un dramma se nasce un bambino invece che finire in un aborto? Io vorrei una risposta a queste domande da quelli che fanno polemica. O non hanno letto la mozione, o se no fanno polemiche pretestuose. L’aborto è una necessità tragica nella vita di una donna, c’è una legge che lo permette ma tutto quello che si può fare per evitarlo si deve fare”.

Sulle politiche del governo riguardo la famiglia. “Penso che purtroppo questo governo, con la storia della moratoria e avendo messo Spadafora alle pari opportunità, stia consentendo il proseguimento di attività giurisprudenziali che in spregio della legge mirano a introdurre la stepchild adoption. Inoltre mi pare che il governo non contrasti con necessaria energia il fenomeno del cosiddetto utero in affitto. Mi pare che finora siano state spese molte parole doverose da parte del ministro della famiglia Fontana, però il risultato è che Spadafora va al gay pride a sfilare davanti alla Madonna di Pompei e le cose che sarebbero necessarie finora non sono state fatte perché viene sempre chiamata in causa la famosa moratoria. Il ministro della famiglia Fontana dice cose accettabili purtroppo è all’interno di un governo in cui le sue affermazioni vengono immediatamente contraddette il giorno dopo. Se lui parla della famiglia fatta da uomo e donna, viene immediatamente contraddetto dai 5 Stelle. Quindi la Lega si è messa in una situazione in cui proclama alcune cose ma poi non riesce a realizzarle perché ha un alleato di governo che su questi punti, vedi Spadafora, ha posizioni completamente diverse”.

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Matrimonio gay in ambasciata, Giovanardi (Idea-Popolo e Libertà):
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BERLUSCONI C'ERA RIUSCITO GIA' NEL 2006
DA "IL TEMPO" DEL 02/10/2018
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TORNARE ALLA LEVA OBBLIGATORIA E' IMPOSSIBILE

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AL SENATO UN CONVEGNO PER ANALIZZARE LE TRACCE ROMANE E CRISTIANE NELLA COSTITUZ

AL SENATO UN CONVEGNO PER ANALIZZARE LE TRACCE ROMANE E CRISTIANE NELLA COSTITUZIONE ITALIANA




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A Rovigno 50 anni del Centro Ricerche Storiche: Giovanardi consegna onorificenza
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VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




 
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GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
FAMIGLIA CRISTIANA-
INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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