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Coronavirus, non passiamo dalla tragedia alla farsa

GOVERNO INTERVENGA SU UCRAINA PER NEONATI IN VENDITA A KIEV

SONO I FORCAIOLI IL VERO GUAIO DELL'ITALIA

Nel Paese europeo i costi, per una pratica di utero in affitto, sono molto più b

Omofobia, Governo gay friendly per norme liberticide

OMOFOBIA : GIOVANARDI ( IDEA ) governo gay friendly per norme liberticide

Diamo subito una famiglia ai bambini di Kiev: ecco l’appello de “L’Occidentale”

Qualcuno dell’antimafia mi faccia capire

L’ex ministro e presidente CAI Giovanardi: “L’Italia si faccia carico di una pro

Regolarizzazioni lavoratori extracomunitari: il centrodestra non rinneghi suoi G

SASSUOLO (MO) - MULTE A CHI FA L'ELEMOSINA

Fake giornalismo o mera cialtroneria? Dagospia interroga Purgatori

TG COM "STRAGE DI USTICA" DOPO LA SENTENZA APRILE 2020

Se il 25 Aprile si possono violare le regole della convivenza comune

CORONAVIRUS – GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTÀ) IL 25 APRILE VIOLATE LE REGOLE

GIUSTIZIA DA FANTASCENZA SU USTICA, OPPOSTE "VERITA' " E ANCORA SEGRETI

STRAGE USTICA: GIOVANARDI, 'RISARCIMENTO A ITAVIA? IL MONDO CI RIDE DIETRO'

Coronavirus, non di solo pane vivrà l’uomo…

Arrestare il virus o chi lo combatte?

‘Coronavirus: rispettare gli animali, combattere il fanatismo animalista’

“Ridurre gli stipendi ai Parlamentari? Si, sulla base del loro reddito precedent

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Detenuti morti a Modena, i tossici in carcere proprio non ci devono stare…

San Valentino, Giovanardi: “Crollo demografico e martellante propaganda Lgbt”

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LA VERITA' 25.01.2020

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Coronavirus, non passiamo dalla tragedia alla farsa

Coronavirus, non passiamo dalla tragedia alla farsa

Coronavirus blocco del traffico aereo da e per la Cina

Dopo mesi di rigoroso isolamento domiciliare il Governo ha consentito la libera circolazione nell’ambito della Regione di residenza e la riapertura di bar e ristoranti, all’aperto ed al chiuso, a condizione che vengano scrupolosamente rispettate le cosiddette “distanze sociali”.

Ieri pomeriggio passeggiando per due orette nel centro di Modena, una città particolarmente disciplinata che ha sopportato pazientemente i disagi del lockdown contribuendo pressochè ad azzerare contagi e morti nell’intera provincia, ho constatato che il 50% delle persone che affollavano il centro storico non indossavano la mascherine e non mantenevano la distanza di sicurezza. E questo accadeva sia per chi si limitava a passeggiare, ma anche per chi arrivava a chiacchierare in piccoli gruppi di parenti, amici e conoscenti. Percentuale che arrivava al 90% per quelli che stavano seduti ai tavoli all’ aperto.

Ora, secondo le grida manzoniane ancora in vigore (dicesi grida manzoniane provvedimenti di legge inefficaci, che minacciano pene roboanti senza trovare poi una concreta applicazione da parte dello Stato e della Giustizia) gestori dei locali e cittadini dovrebbero essere severamente puniti per la loro trasgressione. Ma come si fa a punirli se trasgrediscono praticamente tutti? Anche perché, talune disposizioni, in certe situazioni risulta davvero difficile rispettarle.

Quindi, come fare?Semplicemente se ne punisce uno per intimidirne cento, magari il ragazzino che in pubblico ha dato un bacetto alla fidanzata, o il malcapitato a cui vanno a misurare la distanza mentre beve un caffè in compagnia o un gestore a caso che paga per il disordine dei suoi clienti.

Le forze dell’ordine più di così non possono fare. Ed ecco che viene partorita la demenziale idea di mettere in circolazione 60000 controllori, beneficiari del reddito di cittadinanza, con il potere di dire “lei non sa chi sono io” quando sindacheranno quali rapporti di parentela ci siano tra chi siede allo stesso tavolo nel caso i centimetri non tornino.

Per non passare dalla fase tragedia alla fase farsa il governo decreti pertanto che i controlli siano effettuati all’interno dei locali dove maggiore è il rischio di contagio ed è facile verificare se viene rispettato l’obbligo di indossare la mascherina, si appelli al senso di responsabilità dei cittadini per quanto riguarda il rispetto delle distanze all’esterno e lasci ai sindaci la decisione se chiudere o no quelle strade dove gli eccessivi assembramenti costituiscono un rischio eccessivo di ripresa dei contagi.

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GOVERNO INTERVENGA SU UCRAINA PER NEONATI IN VENDITA A KIEV

VENERDÌ 22 MAGGIO 2020 16.45.00 

Appello dell'Occidentale a Conte: permetta adozione neonati Kiev 

Appello dell'Occidentale a Conte: permetta adozione neonati Kiev Quagliariello-Giovanardi-Roccella: stop utero in affitto Roma, 22 mag. (askanews) - "Un appello rivolto dal giornale online 'L'Occidentale' al governo italiano perché intervenga su quello ucraino per permettere l'adozione dei neonati comprati con l'aberrante pratica dell'utero in affitto, e attualmente parcheggiati in un albergo di Kiev, è già stato sottoscritto da seicento cittadini e quaranta associazioni tra cui Medici cattolici, Avvocatura in missione, Movimento per la Vita, Famiglie numerose cattoliche, Sentinelle in piedi e tre dei più importanti enti per le adozioni internazionali, Aibi, Cifo e Fiori semplici". E' quanto si legge in una nota dei promotori. "L'appello, primi firmatari Carlo Giovanardi, Eugenia Roccella e Gaetano Quagliariello - si legge ancora -, è stato inoltre già condiviso da 20 parlamentari ed ex parlamentari, che concordano sulla necessità di bloccare questo traffico penalmente perseguibile offrendo ai bambini una possibilità di adozione, nazionale o internazionale, tenendo presente che soltanto in Italia ci sono 3.000 coppie che nella più perfetta legalità, avendo superato tutti gli esami di idoneità, sono in fila in attesa di poter adottare un bambino all'estero. Sulla questione - conclude la nota - il senatore Quagliariello ha presentato una interpellanza ai ministri degli Esteri e della Famiglia che non ha ancora avuto risposta". 

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SONO I FORCAIOLI IL VERO GUAIO DELL'ITALIA

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Nel Paese europeo i costi, per una pratica di utero in affitto, sono molto più b

Nel Paese europeo i costi, per una pratica di utero in affitto, sono molto più bassi che negli Stati Uniti: 40mila euro contro 150mila dollari

Dopo la Conferenza episcopale locale, anche il Governo dell’Ucraina ha preso posizione sulla vicenda dei neonati partoriti con utero in affitto e rimasti “bloccati” in un albergo di Kiev a causa del Coronavirus che ha impedito a chi li aveva “commissionati” di venire dall’estero a prenderli. Mykola Kuleba, il commissario incaricato dal presidente ucraino di occuparsi dei diritti dei bambini, è intervenuta sui social con toni fortemente critici.

“La maternità surrogata non rispetta i diritti dei bimbi – ha scritto la Kuleba – l’Ucraina è ormai diventata un negozio online per la vendita internazionale dei neonati”. La Kuleba ha inoltre sollevato il dubbio che, attualmente, possa essere ignorata la reale portata di questo fenomeno, che rimarrebbe in gran parte sommerso.

Ucraina: un centinaio i neonati nati con utero in affitto bloccati nel Paese

Ci sarebbero infatti un centinaio di bimbi “commissionati” da cittadini stranieri bloccati nel Paese, numero che, se le misure di contenimento non saranno allentate nelle prossime settimane, potrebbero crescere addirittura fino a oltre un migliaio. Bambini che, al momento, non sono registrati all’anagrafe e non hanno un nome o una nazionalità… Per quanto riguarda i bimbi all’interno dell’Hotel Venezia di Kiev, che sarebbero 51, sono stati “ordinati” da coppie di 12 nazioni: Italia, Stati Uniti, Cina, Gran Bretagna, Germania, Francia, Spagna, Bulgaria, Austria, Romania, Portogallo e Messico.

Il perché di questo “successo” è presto spiegato: attualmente cinquanta cliniche in Ucraina offrono questo servizio a prezzi molto competitivi rispetto ad altri Paesi, come gli Stati Uniti: fra i 40.000 e i 65.000 euro, mentre negli Usa servizi simili possono raggiungere i 150.000 dollari. In più, negli ultimi anni, a causa della crisi economica molte donne ucraine hanno accettato di fare da madri surrogate, per un compenso di circa 30.000 euro.

Ucraina e neonati nati da utero in affitto: la posizione dell’ambasciatore a Kiev

Anche l’ambasciatore italiano a Kiev, Davide La Cecilia, ha espresso preoccupazione per la situazione dei bimbi ospitati in albergo, le cui immagini, definite dal diplomatico “aberranti”, sono state diffuse online dalla compagnia Biotexcom.

Nel frattempo in Italia cresce la polemica, dopo la proposta avanzata in primis dall‘ex ministro Carlo Giovanardi affinché il Governo italiano si faccia cura di favorire l’adozione internazionale di quei bambini.

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Omofobia, Governo gay friendly per norme liberticide

Omofobia, Governo gay friendly per norme liberticide

Proprio ieri abbiamo visto il Presidente Giuseppe Conte tenere una conferenza stampa sotto l’occhio vigile di Rocco Casalino, portavoce e capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, fidanzato con un uomo, fatto che non gli ha evidentemente impedito di fare carriera, così come non lo ha impedito ai parlamentari e membri del Governo che non nascondono la loro omosessualità, essendo liberi  in un paese libero  di vivere come e  con chi vogliono.
Nello stesso momento purtroppo le famiglie italiane che hanno la colpa di essere composte da un uomo e da una donna e dai loro figli sono state abbandonate al loro destino da questo Governo che nei provvedimenti per superare la crisi del coronavirus le ha totalmente ignorate.

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OMOFOBIA : GIOVANARDI ( IDEA ) governo gay friendly per norme liberticide
OMOFOBIA : GIOVANARDI ( IDEA ) governo gay friendly per norme liberticide

Il governo piu' gay friendly della storia d ' Italia non si limita a denunciare e stigmatizzare, come e' giusto, ogni tipo di discriminazione, ma invita il Parlamento ad introdurre norme liberticide che colpirebbero penalmente chi per esempio e' contrario all' adozione dei bambini da parte di coppie gay o all' abominevole pratica dell' utero in affitto.
 Lo afferma l'on Carlo Giovanardi( Idea ), responsabile delle politiche famigliari nell' ultimo governo Berlusconi.
Proprio ieri - continua Giovanardi - abbiamo visto il Presidente Giuseppe Conte tenere una conferenza stampa sotto l' occhio vigile del potente Rocco Casalino, portavoce e capo ufficio stampa di Palazzo Chigi, fidanzato con un uomo, fatto che non gli ha evidentemente impedito di fare carriera, cosi'come non lo ha impedito ai parlamentari e membri del Governo che non nascondono la loro omosessualita', essendo liberi  in un paese libero  di vivere come e  con chi vogliono.
Nello stesso momento purtroppo - conclude Giovanardi - le famiglie italiane che hanno la colpa di essere composte da un uomo e da una donna e dai loro figli sono state abbandonate al loro destino da questo  Governo ,che nei provvedimenti per superare la crisi del coronavirus le ha totalmente ignorate.
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Diamo subito una famiglia ai bambini di Kiev: ecco l’appello de “L’Occidentale”

Diamo subito una famiglia ai bambini di Kiev: ecco l’appello de “L’Occidentale” al governo italiano

FIRMA ANCHE TU L’APPELLO!

L’Occidentale ha voluto sin da subito accendere una luce sulla triste vicenda dei bambini di Kiev. Il video diffuso da un centro che si occupa di maternità surrogata ha fatto rapidamente il giro del web.Carlo Giovanardi e Eugenia Roccella, sempre dalle colonne di questo giornale, hanno già invitato il governo a prendere provvedimenti in materia. Il senatore Gaetano Quagliariello ha presentato una interrogazione parlamentare affinché si trovi una soluzione immediata per questi piccoli.

Riteniamo che ora sia necessario fare un passo avanti. Per questo lanciamo un appello al governo e, in particolare, al ministro degli esteri Luigi Di Maio e al ministro della famiglia Elena Bonetti affinché si adoperino per trovare subito una famiglia, un padre e una madre, per questi bimbi tramite l’adozione internazionale.

 

APPELLO AL GOVERNO PER L’ADOZIONE DEI NEONATI ABBANDONATI IN UCRAINA

Decine di neonati commissionati da coppie etero od omosessuali, non in grado di onorare il “contratto” relativo alla vergognosa pratica dell’utero in affitto, a causa dell’emergenza Coronavirus, sono ora “parcheggiati” in una sala di un albergo di Kiev, in Ucraina.

Questi bambini sono le vittime innocenti di una pratica che rende la genitorialità un semplice affare di mercato, regolato dalla legge della domanda e dell’offerta; una pratica che comporta lo sfruttamento di donne in condizione di bisogno, e riduce il neonato a oggetto a disposizione di chi lo ha commissionato, dietro pagamento.

Nella difficoltà del momento attuale è urgente occuparsi di questi piccoli senza identità e senza diritti: diamo loro una famiglia, nel rispetto delle leggi dello Stato Italiano e di quelle sulle adozioni internazionali.

In Italia ci sono tremila coppie in attesa di adozione internazionale, dopo aver dimostrato ai Servizi Sociali ed Tribunali dei Minorenni di possedere tutti i requisiti che la legge impone a chi vuole adottare un bambino.

Chiediamo al Governo italiano di intervenire sul Governo ucraino per consentire l’adozione nazionale od internazionale di quei neonati, e di ottenere inoltre informazioni attendibili circa il numero complessivo di bambini che si trovano in questa drammatica condizione di abbandono.

Chi volesse aderire all’appello, può inviare il proprio nome e cognome all’indirizzo e-mail della nostra redazione: redazione@loccidentale.it mettendo come oggetto la seguente dicitura: ADERISCO ALL’ APPELLO AL GOVERNO PER L’ADOZIONE DEI NEONATI ABBANDONATI IN UCRAINA. 

 

Di seguito, potete trovare il testo dell’interrogazione presentata dal senatore Quagliariello.

 

INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN ASSEMBLEA

Al Ministro degli Esteri e Al Ministro della Famiglia – Premesso che:

lo scorso 30 Aprile è stato diffuso dai media un video pubblicitario della clinica Biotexcom, che mostra le stanze di un hotel a Kiev, chiuso agli utenti a causa dell’emergenza connessa al Covid-19, che sarebbe stato trasformato in un reparto nido della suddetta clinica;

le immagini del video e la voce narrante spiegano come le decine di culle allineate ordinatamente e una torma di baby sitter, puericoltrici intente a nutrire e accudire i neonati siano state messe a disposizione dalla clinica per ospitare 46 bambini nati da mamme ucraine che si sono sottoposte alla pratica dell’utero in affitto, che non sarebbero stai consegnati ai “genitori committenti” a causa del blocco precauzionale delle frontiere imposto dallo stato ucraino quale misura di contenimento contro la pandemia;

i “genitori committenti” sarebbero coppie di diverse nazionalità, secondo il video inglesi, spagnole e anche italiane a cui i vertici e le operatrici della clinica si rivolgono dicendo che “Alcuni Stati sono già andati incontro ai propri cittadini ed hanno avviato il processo” e rassicurando sulla disponibilità degli avvocati della clinica a far loro da consulenti per velocizzare le pratiche di sblocco delle frontiere;

Preso atto che:

La voce narrante consiglia alle coppie, anche a quelle italiane, di rivolgersi alle proprie rappresentanze diplomatiche e al proprio ministero degli Esteri al fine di richiedere interlocuzioni straordinarie con il governo locale e permettere così ai “genitori committenti” di ritirare “il neoneato” che hanno ordinato e con ogni probabilità pagato;

Considerato che:

la pratica dell’utero in affitto e della gestazione per altri è considerato dalla normativa italiana, così come un reato, così come la pubblicizzazione e la commercializzazione di gameti;

la legge italiana vieta, di conseguenza, che siano concessi permessi speciali, in deroga alla chiusura temporanea delle frontiere, al fine di permettere ai “genitori committenti” – che si stanno macchiando di reato – per recarsi a “ritirarei bambini”;

Si chiede di sapere:

se siano a conoscenza di quanto sopra esposto;

se non ritengano di intervenire nell’ambito delle proprie competenze, anche per il tramite delle rappresentanze diplomatico consolari, al fine di verificare la lista dei cittadini italiani che si sono rivolti alla clinica Biotexcom, al fine di notificare loro i reati commessi;

se non ritengano di diffidare le rappresentanze diplomatico consolari dall’assistenza nelle pratiche di autorizzazione al varco delle frontiere in favore dei cittadini italiani che risultino clienti della clinica Biotexcom;

se non ritengano di avviare opportune interlocuzioni con lo Stato ucraino al fine di concorrere ad assicurare a questi bambini,, nel rispetto delle nostre leggi e di quelle sulle adozioni internazionali,   di ricevere una regolare adozione nel tempo più rapido possibile;

se non ritengano di avviare un’indagine accurata rispetto a casi analoghi che vedano rispettivamente coinvolti cittadini italiani e cliniche che gestiscono la maternità surrogata in altri Paesi del mondo, al fine di prevenire la violazione della legge italiana vigente in materia.

Sen. Gaetano QUAGLIARIELLO

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Qualcuno dell’antimafia mi faccia capire

Qualcuno dell’antimafia mi faccia capire


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L’ex ministro e presidente CAI Giovanardi: “L’Italia si faccia carico di una pro

L’ex ministro e presidente CAI Giovanardi: “L’Italia si faccia carico di una proposta perché i neonati parcheggiati a Kiev vengano adottati”

Un video per pubblicizzare bambini nati da utero in affitto: è quello pubblicato lo scorso 30 aprile dalla clinica Biotexcom, che mostra 46 neonati accuditi in alcune stanze di un hotel di Kiev, in Ucraina. I bimbi, commissionati da clienti di altri Paesi (Francia, Spagna, Inghilterra e anche Italia, secondo Avvenire), non hanno potuto essere “ritirati” a causa del lockdown imposto dal Coronavirus. Nel frattempo i contratti con le madri surrogate sono scaduti con il parto e quindi è stato necessario trovare un’altra sistemazione…

“Cari genitori – spiega una giovane con mascherina nella versione italiana del filmato – se ora non potete attraversare il confine e venire in Ucraina per prendere il vostro bambino, non disperate. Alcuni Stati sono già andati incontro ai propri cittadini ed hanno avviato il processo“. L’avvocato dell’agenzia fa da consulente alle coppie e cerca di velocizzare le pratiche, suggerendo alle coppie di rivolgersi alle proprie rappresentanze diplomatiche e al proprio ministero degli Esteri, ma nel frattempo “l’amministratore dell’hotel Venezia, dove i nostri piccoli ospiti stanno aspettando i loro genitori, parla della vita quotidiana dei neonati”.

“Le immagini – racconta Avvenire – mostrano come vivono i bambini, chi si prende cura di loro, in una sorta di allucinante vetrina di neonati infagottati. Un video pubblicitario utilizzato evidentemente per tranquillizzare i genitori committenti, ma che paradossalmente fa emergere una volta di più le storture della surrogazione di maternità”. “Ma il caso di Biotexcom – riporta un altro quotidiano, Il Corriere della Sera – è solo la punta dell’iceberg. In Ucraina sono decine le agenzie di maternità surrogata che in questo momento sono in difficoltà sia perché il business è fermo a causa della pandemia, sia perché si ritrovano con tanti bambini e bambine sospesi in un limbo, anche giuridico. Si parla di circa 500 neonati. Chi se ne prenderà cura? Qual è il loro status attuale? Sono cittadini ucraini? Sono apolidi? Domande ancora senza risposta”.

Ucraina e utero in affitto. La proposta di Carlo Giovanardi: “Adottare quei bambini”

Chi chiede di intervenire rapidamente è anche l’ex ministro Carlo Giovanardi, per quattro anni presidente della CAI – Commissione Adozioni Internazionali.“L’Italia – ha detto Giovanardi in una nota – si faccia carico di una proposta perché i neonati parcheggiati a Kiev, o altri che si trovano nelle stesse condizioni nei pochi paesi del mondo che ancora consentono la pratica ignobile dell’utero in affitto, vengano dati in adozione o nel paese in cui sono stati partoriti o tramite l’adozione internazionale”.

“Ha indignato e commosso il mondo – scrive Giovanardi – la foto dei neonati provvisoriamente ospitati in un albergo ucraino, in attesa che le coppie committenti, etero od omosessuali, li vadano a ritirare, dopo averli ‘comprati’ al costo di centinaia di migliaia di euro, come da contratto concordato con agenzie di intermediazione che si sono fatte carico di trovare una gestante”.

“Una recente sentenza della nostra Cassazione – continua Giovanardi – ha ribadito che questa pratica in Italia è penalmente perseguibile e i bambini comprati all’estero non possono essere riconosciuti dalle nostre anagrafi come figli dei committenti. Soltanto in Italia invece ci sono tremila coppie che in piena legalità, dopo aver espletato tutte le pratiche del caso, sono in attesa di adottare un bambino, o tramite l’adozione nazionale o tramite l’adozione internazionale”.

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Regolarizzazioni lavoratori extracomunitari: il centrodestra non rinneghi suoi G

Regolarizzazioni lavoratori extracomunitari: il centrodestra non rinneghi suoi Governi


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SASSUOLO (MO) - MULTE A CHI FA L'ELEMOSINA

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Fake giornalismo o mera cialtroneria? Dagospia interroga Purgatori

Fake giornalismo o mera cialtroneria? Dagospia interroga Purgatori

Una certa Silvia ha scritto a Dagospia, che ha pubblicato l’intervento, che nella puntata di Atlantide a cura di Andrea Purgatori dedicata al grande regista Hitchcock, “ad un certo punto il conduttore ha rivolto domande e ottenuto risposte sul regista da un ospite, un vero e proprio dialogo, con botta e risposta: cosa ne pensa? Lei crede che? E ovviamente l’intervistato rispondeva a tono”.
Continua Silvia: “Il particolare – agghiacciante – era che l’intervistato era Francois Truffaut, certo tra i più autorevoli conoscitori di Hitchcock. Sfortunatamente però Truffaut è morto da  26 anni.  E , ma non credo mi sia sfuggito, l’intervistatore non lo ha detto. Ha proprio imbastito un dialogo, appunto. Nè nelle didascalie sottopancia all’intervistato c’era la indicazione immagini da repertorio”.
Conclude Silvia : “A cosa abbiamo assistito? a meta – giornalismo?  fake-giornalismo? virtual-giornalismo? Alla sublimazione del copia – incolla? Oppure a mera cialtroneria?”
Sono belle domande, anche perché Purgatori è recidivo, come dimostra la puntata di Atlantide del 9 gennaio 2020, nella quale mostrò in esclusiva il video della uccisione tramite missile del Generale Solemaini, salvo dover poi ammettere che era un videogioco.
Sono belle domande che però calzano a pennello se rivolte ad un giornalista che deve parte della sua fama alle insistite affermazioni che il DC 9 dell’Itavia sia stato abbattuto il 27 giugno del 1980 nei cieli di Ustica da un missile nel corso di una battaglia aerea.
Affermazioni bollate come “da fantascienza” dalla sentenza penale passata in giudicato che ha assolto da ogni addebito per l’accaduto i Generali della nostra Aeronautica Militare.
Ma Purgatori può ben vantarsi di aver contribuito con le sue rivelazioni a convincere i Giudici civili che sia stato “più probabile che non” che sia avvenuto quello che il Penale ha negato, e cioè che sia stato un missile a far esplodere l’aereo.
Allora perché meravigliarsi della messa in onda di una intervista ad una persona deceduta 26 anni fa e di un video gioco spacciato come grande scoop?
E’ “più” probabile che non “che l’ intervista sia stata fatta ventisei anni fa, e riproposta oggi, dimenticando di precisarlo; è “più probabile che non” che si sia ricorsi ad una intervista tramite una seduta spiritica; è “più probabile che non” che l’ intervista sia stata fatta ad un omonimo del defunto, ma sempre di un Truffaut si tratti.
Certamente è “piu’ probabile che non” che non arrivi una risposta alle domande di Silvia:  si tratta di fake-giornalismo o mera cialtroneria?
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TG COM "STRAGE DI USTICA" DOPO LA SENTENZA APRILE 2020






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Se il 25 Aprile si possono violare le regole della convivenza comune

Lockdown finito?

Se il 25 Aprile si possono violare le regole della convivenza comune

Qualcuno dovrà pur rispondere delle vergognose e imbarazzanti immagini di cerimonie del 25 aprile avvenute, come a Modena, alla presenza delle Autorità con la partecipazione di decine di persone, mentre il Capo dello Stato dimostrava in maniera sobria e perfetta all’Altare della Patria a Roma come avrebbe dovuto essere ricordata la Resistenza al tempo del Coronavirus.

E’ incredibile che mentre vengono interrotte le Messe, denunciati e multati coloro che hanno partecipato spontaneamente al funerale di un sindaco amato, rincorso con elicotteri chi corre su spiagge deserte, vietata l’entrata nelle Chiese se non situate su tragitto casa lavoro, il Governo abbia “in qualche modo ” autorizzato questa arrogante dimostrazione di violazione delle regole imposte a tutti i cittadini.

Ho sempre celebrato il 25 aprile, anche quando ero Ministro della Repubblica come oratore ufficiale, a ricordo soprattutto della Resistenza cattolica, monarchica, azionista e socialista, quelli che hanno combattuto il nazifascismo per regalarci un Paese libero e democratico.

Ieri in tante piazze d’Italia purtroppo abbiamo avuto l’esempio di come sarebbero andate le cose in Italia se ci fosse stata solo la resistenza comunista.

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CORONAVIRUS – GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTÀ) IL 25 APRILE VIOLATE LE REGOLE

CORONAVIRUS – GIOVANARDI (IDEA POPOLO E  LIBERTÀ) IL 25 APRILE VIOLATE LE REGOLE DI CONVIVENZA COMUNE

Qualcuno dovrà pur rispondere  delle vergognose e imbarazzanti immagini di cerimonie del 25 aprile avvenute, come a Modena, alla presenza delle Autorità con la partecipazione di decine di persone , mentre il Capo dello Stato dimostrava in maniera sobria e perfetta all'Altare della Patria a Roma come avrebbe dovuto essere ricordata la  Resistenza al tempo del Coronavirus.

E’ incredibile che mentre vengono interrotte le Messe, denunciati e multati coloro che hanno partecipato spontaneamente al funerale di un sindaco amato, rincorso con elicotteri chi corre su spiagge deserte, vietata l’entrata nelle Chiese se non situate su tragitto casa lavoro, il Governo abbia "in qualche modo " autorizzato questa arrogante dimostrazione di violazione delle regole imposte a tutti i cittadini.

Ho sempre celebrato il 25 aprile, anche quando ero Ministro della Repubblica come oratore ufficiale , a ricordo soprattutto della Resistenza cattolica, monarchica, azionista e socialista, quelli che hanno combattuto il nazifascismo per regalarci un Paese libero e democratico.

Ieri in tante piazze d’Italia purtroppo abbiamo avuto l’esempio di come sarebbero andate le cose in Italia se ci fosse stata solo la resistenza comunista.

On. Carlo Giovanardi

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GIUSTIZIA DA FANTASCENZA SU USTICA, OPPOSTE "VERITA' " E ANCORA SEGRETI

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STRAGE USTICA: GIOVANARDI, 'RISARCIMENTO A ITAVIA? IL MONDO CI RIDE DIETRO'

STRAGE USTICA: GIOVANARDI, 'RISARCIMENTO A ITAVIA? IL MONDO CI RIDE DIETRO

Catanzaro, 23 apr. - (Adnkronos) - "Ho letto i tre articoli del Sole  24 Ore e si tratta di un caso di omissione giornalistica, perchÈ nessuno di essi parla della sentenza penale, passata in giudicato, che assolse i quattro generali affermando che l'ipotesi del missile Ë pura fantascienza. Secondo quella sentenza, e lo dice esplicitamente, non ci fu nessuna battaglia aerea e nessun missile. Ma non solo. La Commissione tecnica presieduta dall'ex sottosegretario alle Infrastrutture Aurelio Misiti, con i pi˘ grandi periti internazionali, due inglesi, due svedesi, due tedeschi e cinque italiani, concluse con certezza assoluta che l'aereo venne abbattuto da una bomba esplosa nella toilette. Il mondo ora ci ride dietro". A dirlo all'AdnKronos Ë l’ex senatore Carlo Giovanardi, parlando della sentenza che ha condannato i†ministeri della Difesa e dei Trasporti, ritenuti colpevoli di non aver tutelato la sicurezza dei cieli, a risarcire con 330 milioni di euro la compagnia aerea Itavia, proprietaria del Dc9 che il 27 giugno del 1980 esplose in volo nella strage di Ustica. 

 "In ogni caso - spiega Giovanardi -, una volta accertato che l'ipotesi del missile non sta in piedi, e tirate fuori decine di versioni da fantascienza alla Purgatori, il ramo civile della giustizia italiana Ë partito da un giudice onorario aggiunto che a tavolino ha scritto che secondo lui ad abbattere il Dc9 Ë stato un missile. Ma tutte le sentenze civili che si sono succedute, fino in Cassazione, e che costeranno agli italiani 330 milioni di euro, pi˘ i 62 gi‡ pagati ai familiari delle vittime come indennizzo, dicono che "Ë pi˘ probabile che non" che sia stato un missile, mentre il penale ha accertato che non ci fu nessun Muro di gomma, che i generali erano innocenti e che la causa dell'esplosione Ë una bomba, come ho riferito in parlamento da sottosegretario". Non "c'Ë nessuna perizia - aggiunge l'ex senatore -, dopo quella depositata al processo penale, che contraddica la perizia di questi 11 luminari, eppure si Ë passati al civile con il "Ë pi˘ probabile che non".

Fra l'altro, lo stesso giudice istruttore Rosario Priore, una volta accertato che non c'era traccia di missile sul relitto tirato fuori dal fondo del mare, ha dovuto dire che la causa dell'incidente fu una quasi-collisione, una tesi mai verificatesi nella storia 

dell'incidentistica mondiale". Ma, chiediamo all'ex senatore, se le cose stanno cosÏ, com'Ë possibile che i giudici civili arrivino a una verit‡ opposta?.  - "In uno dei processi civili - spiega Giovanardi - l'avvocatura dello Stato portÚ la sentenza penale, e vinse la causa, ma gli avvocati della parte soccombente notarono che quella sentenza venne depositata due giorni dopo la scadenza dei termini. Dunque la Cassazione stabilÏ che era necessario rifare il processo in appello ma estromettendo la sentenza penale depositata. Da qui si consolidÚ una sentenza, e poi vennero fuori tutte le altre. Lo Stato si Ë sempre opposto alla richiesta di risarcimento danni, ma il "pi˘ probabile che non" ha resistito, naturalmente con l'appoggio di una campagna mediatica incredibile di balle cosmiche scritte in film in cui si diceva un po' che i responsabili erano i francesi, un po' gli americani, e con la Regione Emilia Romagna che finanzia l’associazione della Bonfietti”. Dunque, evidenzia Giovanardi, sulla base del "pi˘ probabile che non", i ministeri devono pagare "perchÈ non hanno tenuto fermo l'aereo a Bologna, facendolo partire, e perchÈ avrebbero dovuto prevedere che ci sarebbe stata l'esplosione di una bomba a bordo, dicono gli atti giudiziari, o il missile, dicono le sentenze civili". Giovanardi  sottolinea anche un ennesimo aspetto, vale a dire che se il missile Ë stato lanciato, come sostengono in molti, "dai nostri alleati americani o francesi, a pagare i risarcimenti dovrebbero essere loro, ma allora perchÈ il nostro governo non glieli chiede? Glielo dico io. PerchÈ ci sono decine e decine di risposte di americani e francesi alle rogatorie italiane, ma ci sono anche le lettere personali di Bill Clinton e Jacques Chirac, ex presidente degli Stati Uniti e della Francia, a Giuliano Amato, in cui affermavano sul loro onore che loro con la storia della strage di Ustica non c'entravano nulla. Se a ciÚ si aggiunge che c'Ë la sentenza penale che esclude l'ipotesi del missile, certo che il governo italiano non chiede il risarcimento ai nostri alleati, ci prenderebbero a pernacchie". L'ex senatore aggiunge dell'altro. - "L'ex deputato della Commissione Stragi Eugenio Baresi ha scritto al Csm affermando che le sentenze civili sono costruite su falsi che stravolgono il penale. Il Csm gli ha risposto non contestando i fatti ma sostenendo di non essere competente". Infine  l'ex senatore ricorda che, essendo membro della Commissione d'inchiesta sul caso Moro, non puÚ dire quello che sa, ma “quattro anni fa, scortatissimi, andammo con Gasparri nella sede dei servizi segreti dove ci fecero consultare e annotare la documentazione del carteggio fra Beirut e Roma del biennio 1979-1980, cioË i mesi precedenti la strage di Ustica e la strage di Bologna, e tutta questa documentazione, consultabile perchÈ Ë stato tolto il segreto di Stato ma non divulgabile perchÈ riclassificata "segreto" e "segretissimo", fa drizzare i capelli in testa ed Ë in sintonia con la tesi della bomba". (Lro/Adnkronos)

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Coronavirus, non di solo pane vivrà l’uomo…

L'intervento

Coronavirus, non di solo pane vivrà l’uomo…

“Non di solo pane vivrà l’uomo, ma di ogni parola che esce dalla bocca di Dio”. Così nel Vangelo Gesù Cristo risponde al demonio tentatore.

Il pane è certamente necessario ed indispensabile in tempo di Coronavirus, come stanno a testimoniare le lunghe file davanti ai Supermercati o alle piccole botteghe di alimentari. Ma per quanto riguarda la parola di Dio il dpcm dell 8 marzo scorso ha sospeso le cerimonie religiose e con una interpretazione estensiva dello stesso, accolta dalla CEI, ha vietato di celebrare Messa con il concorso di popolo.

Nel frattempo il Governo ha deciso la riapertura di cartolerie e librerie di ogni dimensione, ritenendo evidentemente indispensabile l’acquisto di qualche buon libro.

Il limite per farlo è sempre lo stesso: bisogna stare vicino a casa, possibilmente con la mascherina e a distanza di sicurezza. Ma se questo è vero per negozi ed esercizi commerciali di varia natura (oltre alle fabbriche che restano aperte) ci chiediamo come mai non si sia estesa la riapertura con le dovute misure di sicurezza anche per i luoghi di culto. Anche perché la nebulosa che avvolge le disposizioni del governo in materia genera episodi incresciosi, come quando forze dell’ordine vengono inviate ad interrompere la celebrazione della Santa Messa all’interno di Chiese aperte al culto. Un gesto, a prescindere dalle disposizioni, di per sé poco corretto.


Il problema è di qualche zelante e sprovveduto esecutore che non sa distinguere una Chiesa affollata da una nelle quale Parroco e fedeli rispettano le regole di sicurezza che dovrebbero valere per tutti, o di chi pensa che la Fede in Dio sia una pericolosa superstizione da combattere per tutelare la salute pubblica?

Davanti al moltiplicarsi in tutta Italia di episodi grotteschi degni dell’Unione Sovietica al tempo di Stalin è intollerabile il silenzio del Presidente del Consiglio e del Ministro degli Interni, non risultando che l’ art 19 della Costituzione, che garantisce il “diritto di professare liberamente la propria Fede in qualsiasi forma, individuale o associata”, sia stato abrogato manco per legge ma dall’interpretazione di un decreto del Presidente del Consiglio. Ricordando a tutti un altro fondamentale insegnamento del Vangelo: “date a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”-

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Arrestare il virus o chi lo combatte?

L'analisi :  Arrestare il virus o chi lo combatte?

di Carlo Giovanardi. Italia. 14 APRILE 2020


Io penso che chi è al Governo o nei vertici politici o alla guida di Regioni e Comuni debba rispondere politicamente del suo operato e degli eventuali errori od omissioni: ma se si invoca l’intervento della Magistratura, addirittura per epidemia colposa, per chi si è trovato a contrastare lo tsunami della pandemia in trincea, che dire e che fare dei sindaci di Milano e di Bergamo e dei tanti politici che a fine febbraio, con in vigore lo stato di emergenza dal 31 di gennaio, invitavano tutti a non fermarsi magari partecipando a qualche affollato aperitivo? O di un Presidente del Consiglio che per quasi due mesi, dopo aver proclamato l’emergenza, si dimentica di ordinare mascherine e presidi sanitari per superarla? La politica tutta, al di là degli schieramenti, ha sbagliato previsioni e le responsabilità dovranno essere graduate e verranno giudicate dagli elettori a battaglia vinta. Diciamolo e smascheriamo l’ipocrisia. La pandemia ci ha colti impreparati e prendersela coi medici oggi sarebbe non solo paradossale ma aggraverebbe le colpe di ciascuno.
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‘Coronavirus: rispettare gli animali, combattere il fanatismo animalista’

Ricerca e animali

‘Coronavirus: rispettare gli animali, combattere il fanatismo animalista’

“Milioni di italiani convivono con animali domestici, soprattutto cani e gatti, chiamati anche “animali da compagnia”, il cui numero nelle case ha superato quello dei bambini, sempre di meno nell’Italia leader nel mondo per crollo demografico. Amare e rispettare gli animali è certamente cosa buona e condivisibile ma con un limite però, che negli ultimi anni è stato purtroppo  superato dal fondamentalismo animalista, che troppe volte sostiene che  vengono prima gli animali rispetto agli uomini, alle donne ed ai bambini, in virtù di una loro supposta indole docile e pacifica”. Così Carlo Giovanardi interviene per riportare al centro del dibattito il tema delle sperimentazioni sugli animali. Recentemente i ricercatori della University of Pittsburgh School of Medicine coordinati dall’italiano Andrea Gambotto e Louis Falo hanno annunciato che il vaccino contro il virus che causa la Covid-19 potrebbe essere disponibile prima del previsto avendo appunto superato i test sugli animali.

Una sperimentazione che per Giovanardi andrebbe estesa.

In Italia lei crede dunque che vi sia un limite eccessivo alla sperimentazione scientifica?

“In un paese libero e democratico nessuno può impedire a qualcuni di amare gli animali più degli uomini ma  purtroppo questa preferenza diventa devastante quando le lobbies animaliste, trasversalmente attive sia nel centro destra che nel centro sinistra, riescono ad imporre al Parlamento ed ai Governi leggi che privilegiano gli animali rispetto agli uomini.

Sarà utile allora ricordare , nei giorni drammatici della pandemia da coronavirus, che l’Italia  è destinataria di un procedimento di infrazione europeo per la sciagurata scelta, nella scorsa legislatura, di tradurre nel nostro ordinamento ulteriori limiti alla ricerca scientifica ed alla sperimentazione sugli animali, rispetto ai vincoli comuni dell’Unione per il rispetto del benessere animale”.

Una tesi sostenuta anche dal mondo della Scienza.

“Certo, mi vanto di aver fatto tutto il possibile in Senato nella scorsa legislatura, con l’aiuto dei colleghi Quagliariello e Compagna, per evitare questo drammatico autogol, raccogliendo gli accorati appelli di scienziati e ricercatori a cominciare dal grande Silvio Garattini, Presidente e Fondatore dell’Istituto Mario Negri di Milano. Purtroppo, con l’appoggio acritico di gran parte dei media, prevalsero allora i bufalari della vivisezione e i teppisti dell’ecoterrorismo che hanno assaltato e distrutto Centri di Ricerca  per curare Parkinson, Sla, epilessia, autismo ed altre malattie neurodegenerative come avvenne nello stabulario del dipartimento di Farmacologia dell’Università Statale di Milano”.

Sul coronavirus la sperimentazione sugli sembra poter essere decisiva, lei dunque auspica che questo sia un segnale per cambiare le cose in Italia?

“Adesso che i no vax sono ridotti a far circolare farneticanti proclami di complotti di case farmaceutiche per spiegare il coronavirus e gli animalisti se ne stanno zitti, chiusi in casa come tutti, sperando che si trovi un vaccino, dobbiamo ribadire chiaro e forte che in mancanza di valide alternative, la ricerca deve essere obbligatoriamente fatta sugli animali, con l’ impegno di tutte le forze politiche ad adeguare tempestivamente la nostra normativa a quella europea, nel rispetto del principio della sacralità del rispetto della vita umana”.

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“Ridurre gli stipendi ai Parlamentari? Si, sulla base del loro reddito precedent

“Ridurre gli stipendi ai Parlamentari? Si, sulla base del loro reddito precedente!”. Parla Giovanardi

“La proposta dei 5 Stelle Di Maio e Crimi di dimezzare lo stipendio dei parlamentari per tutta la durata della legislatura è un segnale forte al Paese che va però equamente emendato”. A parlare è l’ex Ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo Giovanardi.
Giovanardi, la proposta di dimezzare lo stipendio di deputati e senatori appare a molti come un segnale positivo al Paese piegato dalla emergenza.
“Anche nei momenti più tragici della vita nazionale, i 5 Stelle non perdono occasione di avanzare proposte totalmente demagogiche. Parliamo di eletti senza storia politica e spesso senza competenze professionali catapultati a fare i parlamentari. La loro proposta è una presa in giro, è la traduzione del famoso ‘uno vale uno’ che finisce per privilegiare l’incompetenza a discapito del merito”.
Eppure quel denaro risparmiato sarebbe comunque utile in un momento così difficile.
“E’ una proposta meritevole se tarata in modo diverso. Trovo assolutamente di buon senso l’idea di Renato Brunetta di adeguare per il tempo della emergenza della chiusura di fabbriche ed uffici (e non per tutta la legislatura) il trattamento dei parlamentari, fermi restando i rimborsi spese, a quanto dichiarato nelle dichiarazione dei redditi nei tre anni precedenti all’elezione”.
Una provocazione quindi, considerando che molti degli eletti 5 Stelle tre anni fa non sedevano in Parlamento.
“Non è affatto una provocazione. Ermanno Gorrieri diceva non c’è nulla di peggio di trattare in modo uguale posizione che sono differenti. La provocazione è rappresentata dal tentativo di aizzare quella parte di opinione pubblica che ha bisogno di capri espiatori e di odio cercando di sviare dagli errori e ritardi nella gestione della emergenza del Governo stesso di cui i 5 Stelle fanno parte”.
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CORONAVIRUS: GIOVANARDI, 'STIPENDI PARLAMENTARI? TORNARE A REDDITO PRE-ELEZIONE'
CORONAVIRUS: GIOVANARDI, 'STIPENDI PARLAMENTARI? TORNARE A REDDITO PRE-ELEZIONE'

ADN1709 7 POL 0 ADN POL NAZ CORONAVIRUS: GIOVANARDI, 'STIPENDI PARLAMENTARI? TORNARE A REDDITO PRE-ELEZIONE' = Roma, 31 mar. (Adnkronos) - "La proposta dei 5 Stelle Di Maio e Crimi di dimezzare lo stipendio dei parlamentari per tutta la durata della legislatura è un segnale forte al Paese che va però equamente emendato". Lo dichiara l'ex Ministro dei Rapporti con il Parlamento Carlo GIOVANARDI. "Per esempio, come già proposto da Renato Brunetta, adeguando per il tempo della emergenza della chiusura di fabbriche ed uffici (e non per tutta la legislatura) il trattamento dei parlamentari, fermi restando i rimborsi spese, a quanto dichiarato nelle dichiarazione dei redditi nei tre anni precedenti all'elezione. Si eviterebbe così", conclude GIOVANARDI, "di cadere nella solita trappola demagogica grillina dell''uno vale uno' mentre non c'è niente di più ingiusto che trattare in maniera uguale posizioni del tutto diseguali". (Pol/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 31-MAR-20 17:08 NNNN
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Detenuti morti a Modena, i tossici in carcere proprio non ci devono stare…

L'intervento

Detenuti morti a Modena, i tossici in carcere proprio non ci devono stare…

La rivolta nelle carceri italiane, in particolare nel carcere di Modena, e le sue tragiche conseguenze pongono una serie di interrogativi ai quali sino ad ora non sono state date risposte adeguate. Premetto di considerarmi un garantista e un convinto sostenitore dei principi costituzionali di non colpevolezza dell’imputato sino a sentenza passata in giudicato e della funzione rieducatrice della pena, negli ultimi anni in minoranza in un paese dove si fa il pieno di voti con slogan del tipo “buttiamo la chiave” e “quello deve marcire in carcere” e dove imperversa il “Davigo pensiero”, di cui è devoto sostenitore il Guardasigilli in carica.
Detto questo vorrei intervenire sul punto specifico dei nove detenuti deceduti per overdose di metadone, ad alcuni dei quali mancavano pochi mesi per uscire dal carcere, un fatto gravissimo determinato da varie concause, che come cittadino modenese ho avuto modo di approfondire conoscendo personalmente gli operatori di quella struttura, a cominciare dal segretario regionale del Sappe Francesco Campobasso.
La prima osservazione è che nelle sovraffollate carceri italiane, la sicurezza non è più garantita dalla Polizia Penitenzaria ma degli stessi detenuti che possono, se lo vogliono, magari costretti da pochi facinorosi, impadronirsi dei locali con conseguenti vandalismi o peggio comportamenti autolesionistici una volta occupata la farmacia del carcere.
La seconda osservazione, con l’esperienza maturata come Ministro prima e Sottosegretario poi con delega alle politiche antidroga in tre diversi governi, è la riconfermata convinzione che i tossici in carcere proprio non ci debbano stare.
Tutti quelli infatti che hanno demonizzato la legge Fini Giovanardi per ragioni ideologiche, facendo finta di non sapere che è stata il frutto di un serrato confronto con i SERT, le Comunità di Recupero e operatori del diritto come l’attuale Procuratore della Repubblica di Bologna Jimmi Amato, non si sono mai preoccupati della sua attuazione.
La legge, con le successive integrazioni (Testo Unico), dispone la sospensione della pena detentiva per reati commessi in relazione al proprio stato di tossicodipendenza “qualora sia accertato che tale soggetto si è sottoposto con esito positivo ad un programma terapeutico e socio-riabilitativo eseguito presso una struttura sanitaria pubblica od una struttura del privato sociale idonea alla cura ed al trattamento della tossicodipendenza (art 90 e seg).
La misura alternativa è rivolta ai soggetti tossicodipendenti e alcoldipendenti che debbano espiare una pena detentiva, anche residua e congiunta a pena pecuniaria, non superiore a sei anni o a quattro anni se comminata per reati di particolare gravità o allarme sociale.
L’ art 94 prevede l’istituto dell'”affidamento in prova “, una misura alternativa alla detenzione in carcere, appositamente rivolta ai tossici che abbiano commesso reati a causa della loro dipendenza, sempre nel limite dei 6 e dei 4 anni.
L’ art.73 comma 5 bis consente per i reati di “lieve entità” connessi alla tossicodipendenza di sostituire la pena (non superiore ad un anno) con “lavori di pubblica utilità” e l’ art 89 stabilisce il divieto di disporre la custodia cautelare in carcere per il tossicodipendente con la previsione della obbligatoria sottoposizione agli arresti domiciliari, da scontare anche presso strutture private di cura ed accoglienza.
Nel 2011 avevamo anche in corso progetti per strutture specializzate (vedi carcere di Castelfranco Emilia) per la cura dei tossici con pene da scontare superiori ai 6 anni.
Da 9 anni purtroppo, dopo lo smantellamento di fatto del Dipartimento Antidroga della Presidenza del Consiglio, né Governi nazionali né Regioni, salvo poche lodevoli eccezioni, hanno investito risorse per applicare quello che la legge prevede.
Il Ministro della Giustizia e la Conferenza Stato – Regioni non hanno nulla da dire al riguardo? Per ultimo, ma non per ordine di importanza, il dato di fatto che tutti i nove deceduti erano extracomunitari, di alcuni dei quali non si conosceva né nazionalità né identità, con automatica perdita dei benefici di cui sopra in un perverso circuito carcere, centri di identificazione, rilascio, di nuovo carcere che nessuno sino ad ora è riuscito ad interrompere.
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San Valentino, Giovanardi: “Crollo demografico e martellante propaganda Lgbt”

Attacco alla famiglia

San Valentino, Giovanardi: “Crollo demografico e martellante propaganda Lgbt”

Come ha reagito l’Italia ai terrificanti dati che registrano un crollo demografico che ci porta sulla via dell’estinzione? L’amara risposta è: con un bombardamento del mondo dello spettacolo, della politica e della scuola tutto teso ad evidenziare il bello dell’amore usa e getta in qualsiasi combinazione uomo-uomo, donna -donna o uomo-donna.

Lo ha fatto Benigni in Eurovisione al Festival di San Remo stravolgendo il testo del Cantico dei Cantici, lo ha fatto il neo eletto presidente della Regione Emilia-Romagna Stefano Bonaccini nominando Vice presidente Elly Schlein che si è affrettata a dichiarare che dopo amori con uomini e donne adesso si è stabilizzata definitivamente con una fidanzata donna, lo ha fatto il Liceo Laura Bassi di Bologna, celebrando San Valentino con seminari obbligatori gestiti dal mondo Lgbt e Pride ed esponenti del Pd come il consigliere comunale di Bologna Federica  Mazzoni.

Come si concilia questo martellante clima eterofobo con i principi e i valori della nostra Costituzione e di un concetto di famiglia in cui ci sia spazio anche per la responsabilità, la stabilità e i sacrifici inevitabili per accogliere, istruire ed educare i figli?

La risposta del Centro Destra, quando avevo la delega nel governo Berlusconi è stata quella di varare un Piano nazionale della famiglia, quella composta da un uomo e da una donna.

La risposta al crollo demografico del mondo Lgbt è la rivendicazione di ricorrere all’utero in affitto e alle pratiche di fecondazione eterologa per far fronte a questo drammatico scenario.

Davanti a questa deriva antropologica, confermata in Emilia-Romagna da una nuova Giunta che così a sinistra non era mai stata, c’è da domandarsi per quali motivi per i quali non solo non si levi una sola voce da parte delle Gerarchie cattoliche ma come sia stato mai possibile che tantissime parrocchie si siano mobilitate per agevolarla anziché contrastarla.

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Benigni a Sanremo, ogni riferimento al Cantico dei Cantici è puramente casuale

Benigni a Sanremo, ogni riferimento al Cantico dei Cantici è puramente casuale

Partiamo da una domanda: quanti secondo voi degli italiani di oggi hanno letto il Cantico dei Cantici in una delle tante versioni tradotte dall’originale in lingua ebraica e quanti hanno letto la scollacciata Ninetta del Verzee del milanese Carlo Porta e i sonetti erotici del romano Gioacchino Belli?

Secondo me pochissimi e a quelli mi rivolgo per un piccolo commento sulla versione del Cantico proposta al Festival di Sanremo da Roberto Benigni, con il richiamo a fellazio e penetrazioni mai così esplicite né in quelle poesie dialettali né in capolavori della letteratura italiana come il Decamerone del Boccaccio, con annesso invito al pubblico e agli orchestrali presenti di metterle subito in pratica in una bella partouze collettiva. Mi scandalizzo per questo? Chi è senza peccato scagli la prima pietra e chi non ha cantato in qualche convivio goliardico il mitico Fanfulla da Lodi o Rosina dammela dammela (naturalmente “per amor”)?

Sorvolando sul fatto che Sanremo con milioni di spettatori sintonizzati sulla TV pubblica non è propriamente una cena di goliardi, la cosa veramente più grottesca di questa vicenda è l’apprezzamento del Cantico targato Benigni, di cui non c’è traccia in tutte le versioni che circolano da almeno 2400 anni, da parte di autorevoli esponenti delle Gerarchie Cattoliche.

Una volta si diceva “scherza coi fanti ma lascia stare i Santi”, oggi si fanno scherzi da prete, applauditi da certi preti, con i Santi e si usa il Cantico storpiato per sostenere in Eurovisione che il messaggio del Cantico è lo sdoganamento dei rapporti uomo-uomo, donna-donna, uomo-donna purchè ci sia l’amore.

Tesi rispettabilissima ma non contenuta né nella Bibbia nè nel Vangelo ma neppure nel Porta e nel Belli e meno che mai nei canti goliardici, malgrado il tentativo di mettere il Cantico sul loro stesso piano. Quando per la terza volta Benigni riciclerà come un avvenimento unico la lettura del suo Cantico suggerisco alla TV pubblica di mettere in sovraimpressione il cartello: “ogni riferimento al Cantico dei Cantici è puramente casuale”.

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