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A Rovigno 50 anni del Centro Ricerche Storiche: Giovanardi consegna onorificenza

Esautorare senza alcuna istruttoria tre dirigenti di Rebibbia è logica forcaiola

Cannabis in vendita come ciliegie: chi applica la legge?

Canapa light a 2.50 euro al grammo: nuova frontiera della pubblicità

Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

VITALIZI: GIOVANARDI A CASELLATI, NO ALL'OLIO DI RICINO ISTITUZIONALE

UNO SHOW FORZATO.SPETTA AGLI ELETTI DECIDERE SU SALVINI

STOP ALLE TRIVELLAZIONI IN EMILIA.PEGGIO DI M5S C'E' SOLO IL PD

'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

STOP TRIVELLAZIONI A BUGIA E FANTOZZA:PD ESULTA,GIOVANARDI ATTACCA

'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

FILM CUCCHI : GIOVANARDI ( IDEA POPOLO E LIBERTA' ) CARABINIERI SEMPRE COLPEVOLI

UNA VIGNETTA

IMMIGRAZIONE, CHE FINE HANNO FATTO LE VIRTÙ CARDINALI

Bologna-Genova : chi di spada ferisce ...

CROLLO DELLE ADOZIONI DI BAMBINI STRANIERI

Tragedia di Genova, prima dei proclami M5S accertare le cause

L'EGOISMO DELLE FAMIGLIE ARCOBALENO

Caso Trenord: no, così non va!

ERRATA CORRIGE

RAZZISMO. GIOVANARDI: SBAGLIATO PROPORRE L'ABROGAZIONE

Utero in affitto, parlino i cattolici Pd Richetti, Maletti e Boschini

USTICA. ASSOCIAZIONE VERITÀ: CONTE NE HA PARLATO CON TRUMP?

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Padre diventa madre: Giovanardi,cambio sesso non retroattivo

PADRE DIVENTA MADRE

SE IL GOVERNO NEGOZIA I PRINCIPI NON NEGOZIABILI

IL GOVERNO IMPARI LA LEZIONE DAGLI USTASCIA

PROCESSO DE MARI:CAUSA RINVIATA-SI RIPARTE IL 14 SETTEMBRE


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A Rovigno 50 anni del Centro Ricerche Storiche: Giovanardi consegna onorificenza
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Esautorare senza alcuna istruttoria tre dirigenti di Rebibbia è logica forcaiola
Roma, 20 sett. (AdnKronos) - ''Il governo gialloverde, che si definisce come l'avvocato dei cittadini italiani, ha sospeso senza nessuna istruttoria o approfondimento tre cittadine lavoratrici (Ida Del Grosso, direttrice della casa circondariale femminile di Rebibbia, la sua vice Gabriella Pedote e il vice comandante del reparto di polizia penitenziaria Antonella Proietti) ritenendole in qualche modo responsabili del gesto di follia di Alice Sebesta, la donna detenuta a Rebibbia che martedì ha provocato la morte dei suoi figli gettandoli dalle scale''. Lo dichiara Carlo Giovanardi, ex senatore di Idea- Popolo e Libertà. ''In un Paese democratico - prosegue l'ex parlamentare - il Parlamento fa le leggi, il ministro della Giustizia dovrebbe vigilare sulla loro applicazione, i magistrati decidono sul caso singolo. Stando a questa logica istituzionale, non si capiscono i motivi per i quali (o forse si capiscono troppo bene) immediatamente debbano a tutti i costi volare gli stracci per dare qualcuno in pasto a quell'ala forcaiola dell'opinione pubblica che pretende subito un colpevole". "Se ci sono responsabilità per la morte di quei poveri bambini - conclude Giovanardi - prima vanno accertate e poi puniti i colpevoli. Se si ritiene, invece, che ci sia una responsabilità oggettiva, il primo ad autosospendersi dal suo incarico dovrebbe essere il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede''.
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Cannabis in vendita come ciliegie: chi applica la legge?

Cannabis in vendita come ciliegie: chi applica la legge?    LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA 19/09/2018

A Modena un gazebo vende cannabis sulla strada e un bar somministra bevande e infiorescenze. Fumarla? "Non possiamo sapere cosa fa la gente a casa", dicono i gestori. Insorge l'ex ministro Giovanardi, mentre il governo da un lato attende il parere dell'Avvocatura e dall'altro chiede ai questori tolleranza zero. Ma in questa zona grigia intanto il business cresce sempre di più. 

Chi percorre la strada che da Modena porta a Vignola sa che è frequente trovarsi di fronte a cartelli pubblicitari che reclamizzano la vendita di ciliegie, che sono la specialità incontrastata della cittadina emiliana. Nel periodo della raccolta poi, è anche possibile che venditori improvvisati dalle vicine aziende agricole si piazzino sulla strada per vendere il prelibato frutto. Ma in questi giorni sulla Vignolese non ci sono banchetti di contadini che propongono ciliegie, bensì un grande gazebo che vende e reclamizza la vendita di cannabis light.

 

Anche il senatore Carlo Giovanardi, che di droga si è occupato spesso nella sua veste di Ministro con delega alle tossicodipendenze e che quella strada la percorre spesso, essendo originario proprio di queste terre, non ha potuto fare a meno di imbattersi nel curioso cartello pubblicitario che compare in questi gironi sulla strada. Dice: “Canapa Light a 2,50 euro al grammo”. Un affarone. 

 

E’ facile immaginarsi come l’esponente ex democristiano sia stato colto da un vero e proprio “infarto” nel notare non solo il cartello, ma anche un vero e proprio punto vendita che di legale sembra avere ben poco a cominciare dal fatto che la legge vieta di reclamizzare questi prodotti. E, dopo aver inchiodato l’automobile, ha scattato alcune foto che ora sono state spedite in questura e in Prefettura a Modena sotto forma di esposto.

A Modena, d’altra parte, la situazione in tema di cannabis è altamente esplosiva. Pochi giorni fa infatti ha inaugurato un bar che somministra infiorescenze di cannabis. E si chiama Marybistrò, in pieno centro, proprio a due passi dallo splendido Duomo romanico.

Il bar ha la licenza per somministrare cibo e bevande, come la birra. Legale? I gestori, come tutti quelli che hanno a che fare con questi prodotti sanno che devono muoversi a passi felpati perché la legge 242/16 consente la vendita di prodotti con effetti non considerati stupefacenti. Che si tratti di un escamotage per vendere sotto banco infiorescenze che poi a casa verranno fumate, è molto di più di un sospetto. Come dimostrano gli stessi gestori del bar alternativo, i quali, intervistati dal Resto del Carlino hanno messo le mani avanti: “Nel nostro Paese la cannabis light non si può vendere come prodotto da fumare e infatti nelle nostre confezioni è ben specificato, sono prodotti ufficialmente da collezione o per profumare i locali. Poi è chiaro che a casa sua ognuno fa quello che vuole…”.

In quei puntini di sospensione anche Giovanardi ci ha visto una candida ammissione: “Da una parte si dichiara (in maniera formale) che il prodotto non è destinato ad uso umano, ma dall’altra indirettamente appare evidente che la vendita è proprio destinata ad uso umano”, ha detto. E ancora: “Questi negozi innescano un processo di normalizzazione, soprattutto tra i giovani, che altera la percezione del rischio derivante dall’uso di queste sostanze, incrementandone l’uso futuro e danneggiando così le già insufficienti campagne di prevenzione”.

Normalizzare. E preparare il terreno. E’ questo il duplice compito che il boom di questi negozi sta lentamente portando avanti. Anche in virtù di una assenza di leggi ben precise. Sul versante legislativo infatti dopo l’emanazione della legge 242/16 ha fatto discutere lo stop ai negozi proposto dal Consiglio Superiore di Sanità che ha ravvisato scarse conoscenze sulla pericolosità del Thc anche a bassi dosaggi.

Ma l’argomento è tabù per una coalizione di governo che si trova divisa su questi argomenti e che non a caso non li ha inseriti nel programma di governo. E su questo i Radicali hanno gioco facile nell'aizzare le divisioni. Però, se da un lato abbiamo il Ministro della Salute Giulia Grillo (Cinque Stelle) che ha chiesto all’Avvocatura di Stato un parere sul report del CSS e che in passato è stata anche firmataria del disegno di legge sulla liberalizzazione della Cannabis, dall’altro abbiamo una circolare a Prefetti e Questori emanata a fine luglio dal Ministero degli Interni (il leghista Salvini) che chiede tolleranza zero sugli abusi, vale a dire sulla consumazione per scopi ricreazionali, leggi fumare.

L'intervento del ministro Salvini con la circolare è stato fatto per investire la zona grigia in cui la canapa deve rispettare il limite dello 0,25% di concentrazione di Thc oppure costringere la vendita facendola rientrare nelle 64 tipologie di utilizzo definite "industriali" dal Catalogo europeo. Se la si utilizza per altri scopi va trattata come una sostanza stupefacente con conseguente denuncia per il titolare del negozio. Però, scoprirlo è oggettivamente impossibile.

Ecco perché si procede così, con interventi a macchia di leopardo della Gdf e l’attesa di un pronunciamento che non è ancora arrivato. Nel frattempo, come dice anche Giovanardi “i buoi scappano, stanno proliferando decine e decine di negozi in giro per l’Italia che alimentano un business gigantesco che diventerà sempre più influente”.

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Canapa light a 2.50 euro al grammo: nuova frontiera della pubblicità
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Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

14 Settembre 2018 
Redazione La Pressa

'L’attività promozionale del primo locale del Nord Italia che apre oggi a Modena con il nome Marybistrò sembra essere in palese contrasto con la normativa'


Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

L'ex senatore Carlo Giovanardi, in una lettera indirizzata al questore e al prefetto di Modena, ha chiesto l’assunzione di immediati provvedimenti in seguito all’apertura prevista per oggi a Modena di un locale dedicato esclusivamente alla vendita di prodotti a base di canapa dove i clienti possono comprare alimentari come paste e focacce, alcolici e cinque infiorenze di cannabis. “Nel parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 12/04/2018 – si legge nella lettera - è stata sottolineata “la pericolosità di tali prodotti per la salute pubblica” raccomandando, per i principi di precauzione, l’adozione di misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti”.  

“Si è potuto appurare infatti – prosegue Giovanardi - che utilizzando un semplice prodotto acquistato presso questi negozi si può facilmente e a basso costo estrarre il principio attivo il quale può arrivare a concentrazione 10-20 volte superiore di Delta - 9-THC contenuto nel prodotto originale di base acquistato in negozio, ricavandone una resina che viene poi impastata e fumata. La vendita di tali prodotti avviene con una chiara contraddizione: da una parte si dichiara (in maniera formale) che il prodotto non è destinato ad uso umano, ma dall’altra indirettamente appare evidente che la vendita è proprio destinata ad uso umano”.

“Il Dpr 309/1990 – continua l’onorevole nella missiva - prevede due specifici articoli che possono essere evocati e utilizzati per porre in atto azioni di tutela e prevenzione nei confronti di questi negozi. Nello specifico sono l’art. 82 “istigazione, proselitismo e induzione al reato di persona minore” e l’art. 84 “divieto di propaganda pubblicitaria”. Si evidenzia che quest’ultimo articolo parla del divieto di propaganda pubblicitaria “anche se effettuata in modo indiretto”. L’attività promozionale del primo locale del Nord Italia che apre oggi a Modena con il nome “Marybistrò” sembra essere in palese contrasto con la normativa in vigore con l’aggravante che in questo locale si annuncia anche la somministrazione di alcolici”.

“Questi negozi – conclude Giovanardi - stanno così innescando un processo di normalizzazione, soprattutto tra i giovani, che altera la percezione del rischio derivante dall’uso di queste sostanze, incrementandone l’uso futuro e danneggiando così le già insufficienti campagne di prevenzione”.  


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VITALIZI: GIOVANARDI A CASELLATI, NO ALL'OLIO DI RICINO ISTITUZIONALE
Roma, 11 set. (AdnKronos) - L'ex ministro Carlo Giovanardi ha inviato una lettera al presidente del Senato Elisabetta Casellati sul nodo dei vitalizi per sottolineare il "rischio della somministrazione di una specie di 'olio di ricino istituzionale' per umiliare avversari politici e dare in pasto al popolo un comodo capro espiatorio per gli insuccessi del governo gialloverde". In particolare, dopo aver premesso che "con 32 anni di contributi pagati è tra i fortunati parlamentari che dovrebbero veder di gran lunga aumentato e non diminuito l'importo del vitalizio", Giovanardi ricorda nella missiva che "la delibera dell' Ufficio di presidenza della Camera riguarda 1211 ex deputati, che hanno maturato il diritto al vitalizio prima della riforma del 2012 che ha abrogato quell'Istituto. L'età media di questi colleghi è di 76 anni, 78 hanno tra i 90 e i 103 anni, 292 tra gli 80 e gli 89 anni. Tra 10 anni -avverte l'esponente di 'Idea'- saranno deceduti (sulla base di calcoli attuariali) il 75% degli ultraottantenni ed il 41% dei 1211. Tra 20 anni saranno deceduti il 78% di tutti, con ancora probabilmente in vita 7 superstiti tra gli ultraottantenni''. 
"Questi dati -continua Giovanardi- dimostrano che il vero e radicale risparmio sui vitalizi in essere sarà merito della natura, tenuto conto che l'odiosa e vendicativa delibera dell'Ufficio di Presidenza della Camera colpisce particolarmente gli ex parlamentari più anziani, arrivando a tagli che superano l'80% per gli ultra ottuagenari. E' evidente pertanto che sulla scia di una campagna giornalistica martellante che ha preteso pubblicamente non equità e giustizia ma (vedi Mario Giordano) provvedimenti punitivi per gli ex parlamentari, il movimento 5 Stelle cavalca una battaglia ideologica con processi e condanne sommari verso chi sarebbe responsabile dei problemi con cui l'Italia di oggi si deve confrontare". "Saranno gli storici a giudicare se, come io penso, - si legge ancora nella lettera- i parlamentari della Prima Repubblica e per certi versi anche quelli della Seconda, dovrebbero essere premiati per aver superato democraticamente le sfide incredibili del dopoguerra, avviato la ricostruzione, portato l'Italia ad essere uno dei sette paesi leader nel mondo, stroncato il terrorismo, battuto il comunismo ecc. o aspramente criticati per i loro tanti errori od omissioni". Giovanardi conclude con l'auspicio che l'ufficio di Presidenza del Senato vorrà valutare queste osservazioni "senza dover costringere gli ex Parlamentari a ricorrere a tutti gli strumenti che l'ordinamento mette a loro disposizione per una battaglia che coinvolge non solo la loro dignità ma anche principi fondamentali contenuti nella nostra Costituzione laica e repubblicana''. (Pol-Vam/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 11-SET-18 16:46 

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UNO SHOW FORZATO.SPETTA AGLI ELETTI DECIDERE SU SALVINI
DA "IL GIORNALE" DEL 09/09/2018
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STOP ALLE TRIVELLAZIONI IN EMILIA.PEGGIO DI M5S C'E' SOLO IL PD
DA "LIBERO" DELL'08/09/2018
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'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

Data:06 Settembre 2018 - 20:39 / Categoria: Economia 

Durissimo attacco alla giunta regionale da parte di Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia: 'I grandi geologi del passato si rivoltano nella tomba'


'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

'La decisione della Regione Emilia Romagna di fermare la ricerca degli idrocarburi nelle zone di Fantozza e Bugia  rappresenta la sconfitta della scienza e una sconfitta totale della sinistra italiana'. Il durissimo attacco alla decisione della giunta Bonaccini di fermare le trivellazioni (accolta con esultanza dagli amministratori Pd) arriva da Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, nota società nazionale di ricerca in campo energetico e ambientale con sede a Bologna.

'Per i due siti in questione parliamo di investimenti marginali, se pur importanti - afferma Tabarelli che abbiamo contattato telefonicamente - ma è il principio che passa ad essere pericoloso. La giunta regionale ha deciso di avallare a prescindere le paure manifestate dal territorio nonostante il famoso rapporto Ichese avesse dimostrato l'assenza di legami tra le ricerche e il sisma. Applicare il principio di precauzione in questo caso farà rivoltare nella tomba una intera generazione di geologi e di politici emiliani illuminati'.

Tabarelli aggiunge anche un tema legato al lavoro e al concetto di 'sinistra'. 'Penso a un territorio come quello di Ravenna che vive sul petrolio: Eni ha annunciato un investimento di due miliardi per la ricerca petrolifera nell'Adriatico, di fronte a questo atteggiamento della istituzione regionale siamo sicuri quell'investimento arriverà ancora o Eni preferirà investire in Egitto? Starà poi alla sinistra spiegare ai lavoratori ravennati perchè spariscono i loro posti di lavoro'.

'Io capisco le esigenze politiche - chiude il presidente di Nomisma - ma questa decisione è ostile rispetto alla scienza. Il gas è, al di là di altre chimere, il combustibile del futuro e se si applica il principio di precauzione su questo allora la Regione sia conseguente e chiuda i rubinetti del gas alle famiglie emiliane o vieti le grandi cisterne di combustibile. E' ovviamente una provocazione, ma questa decisione esagerata della giunta regionale merita una risposta simile'.

Giuseppe Leonelli


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STOP TRIVELLAZIONI A BUGIA E FANTOZZA:PD ESULTA,GIOVANARDI ATTACCA
Stop trivellazioni a Bugia e Fantozza: Pd esulta, Giovanardi attacca
Data:05 Settembre 2018 - 18:09 / Categoria: Politica 
Autore: Redazione La Pressa
'Perché non viene evacuato immediatamente il policlinico di Modena visto che senza lavori di consolidamento è a rischio di crollo in caso di eventi sismici?'
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'In Puglia i comitati e la Regione stanno bloccando il metanodotto strategico proveniente dal Mar Caspio, mentre in Libia rischiamo di perdere il nostro maggior fornitore di gas e petrolio, I'Ilva a Taranto è a rischio di chiusura, la Tav che dovrebbe collegare per ferrovia l’Italia con la Francia è fortemente contestata dai 5 Stelle, il ponte Morandi è crollato a Genova, possibilità che i 5 Stelle avevano bollato come favoletta, mentre la “gronda” alternativa è stata ostacolata in ogni modo dagli stessi. In questo contesto la Regione comunica che a Modena, per il principio di precauzione, viene bloccata la ricerca di nuovi giacimenti di gas sotto pressione degli stessi movimenti di opinione che hanno fatto chiudere in Italia le centrali nucleari e contestano fortemente Centrali a petrolio e a carbone'. A parlare è Carlo Giovanardi di Idea.
'Nel contempo la crisi economica si accentua, le aziende chiudono, si lamenta che i giovani per trovare lavoro debbano fuggire all’estero (dove ci sono le centrali nucleari e nessuno contesta i gasdotti e la ricerca di nuovi giacimenti): ma se il principio di precauzione è così tassativo e l’allarme per eventuali terremoti così preoccupante, perché non viene evacuato immediatamente il Policlinico di Modena visto che senza lavori di consolidamento è a rischio di crollo in caso di eventi sismici?'

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'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

Data:01 Settembre 2018 - 17:40 / Categoria: Politica 
Autore: Redazione La Pressa

Giovanardi: 'Ora siamo all'inizio del processo contro i carabinieri. Io attendo la sentenza e mi piacerebbe che questa attesa fosse condivisa da tutti'


'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

Il film 'Sulla mia pelle' che ha aperto il Festival del Cinema di Venezia ha riacceso i riflettori sulla drammatica vicenda umana di Stefano Cucchi. Un film accolto con entusiasmo da una fetta di pubblico, ma che ha sollevato le dure reazioni dei sindacati di polizia e carabinieri che hanno parlato di una 'nuova gogna mediatica'. Una tesi sostenuta in pieno anche dall'ex senatore Carlo Giovanardi per il quale il film di Alessio Cremonini rappresenta 'l'ennesima operazione mistificatoria'.
Giovanardi, perchè questo interesse da parte sua sulla vicenda di Cucchi, tanto da essere critico rispetto alle posizioni della famiglia?
'Mi sono interessato alla vicenda di Stefano Cucchi perchè all'epoca dei fatti ero sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle tossicodipendenze e quindi venni coinvolto a livello istituzionale. Fin dall'inizio sostenni la tesi che stava ai medici obbligare quel ragazzo a nutrirsi e se così avessero fatto Cucchi sarebbe ancora vivo. Parliamo di un giovane all'epoca dei fatti debole, fragile, con gravi patologie che secondo i giudici che hanno assolto in Appello medici e agenti di custodia si spense soprattutto per inanizione a causa delle conseguenze dello sciopero della fame che intraprese'.
Insomma, lei afferma che la prima causa della morte su lo sciopero della fame e che Cucchi non venne picchiato?
'Sulle percosse vi è una sentenza che ha assolto in modo definitivo gli agenti di polizia penitenziaria contro i quali la famiglia Cucchi si era costituita parte civile sino in Cassazione sostenendone la colpevolezza, mentre per i carabinieri siamo soltanto all'inizio del processo di primo grado. Aspettiamo la sentenza: i processi si devono fare nelle Aule di giustizia e non sui media. Detto questo, la mancanza di cibo e acqua furono oggettivamente un fattore determinante nella morte del giovane. Guardi, Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi nel novembre 2009 in una trasmissione radio disse di condividere molte delle mie affermazioni e che - cito letteralmente - 'nelle cartelle cliniche emerge come Stefano abbia rifiutato cibo e acqua perché voleva parlare con il suo avvocato e con una volontaria di una comunità terapeutica dove voleva rientrare, oltre che con suo cognato. Che fosse un tossicodipendente con grossi problemi di droga come ha detto Giovanardi è vero'. Questo disse allora l'avvocato della famiglia. Del resto, nella sua casa dopo l'arresto venne trovato un chilo di sostanze stupefacenti già frazionate e pronte per la vendita. Non vi sono dubbi sulle sue attività e sul suo uso di droghe, una dipendenza per la quale venne accolto in comunità di recupero e che gli procurò negli anni precedenti ben 16 ricoveri al Pronto Soccorso per lesioni, fratture e ferite tutte inflittegli nel limaccioso mondo in cui operava. Ricordo che appena 15 giorni prima dell'arresto venne trovato davanti all'ospedale Figlie di San Camillo e ricoverato per l'ennesima aggressione subita'.
L'ex moglie di uno dei carabinieri sotto processo, Anna Carino, ha testimoniato come la notte dell'arresto i carabinieri avessero picchiato Stefano Cucchi. 'Quante gliene abbiamo date' le avrebbe detto l'ex marito.
'Ripeto, la famiglia Cucchi si costitutì parte civile contro gli agenti di polizia penitenziaria ora assolti in via definitiva mentre accettò un indennizzo dall'ospedale Pertini di un milione e 340mila euro, con i medici poi assolti in Appello con una sentenza che certificò come Cucchi sarebbe morto per cause naturali. Ora siamo all'inizio del processo contro i carabinieri. Io attendo la sentenza e mi piacerebbe che questa attesa fosse condivisa da tutti. Sottolineo anche che le numerose perizie della pubblica accusa e della Corte di Assise firmate dai più importanti medici forensi italiani hanno certificato come non via sia alcuna relazione tra le eventuali percosse e la morte del 31enne, stessa conclusione alla quale è giunta la Commissione parlamentare presieduta da Ignazio Marino. Il perito della parte civile sostiene il contrario. Saranno i giudici a decidere. Quello che ritengo inammissibile è il linciaggio pubblico che ha costretto a un calvario giudiziario prima gli agenti di polizia penitenziaria e che ora condanna mediaticamente e nel principale festival cinematografico italiano quei carabinieri come assassini. Un Paese così non è un paese civile'.
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FILM CUCCHI : GIOVANARDI ( IDEA POPOLO E LIBERTA' ) CARABINIERI SEMPRE COLPEVOLI
FILM CUCCHI : GIOVANARDI ( IDEA POPOLO E LIBERTA' ) CARABINIERI SEMPRE COLPEVOLI ANCHE SE ASSOLTI                                                                                                                             
Dall' apertura del Festival del Cinema di Venezia, tramite un film finanziato con 600 mila Euro dallo Stato, parte questo messaggio: carabinieri ed agenti di polizia quando vengono condannati sono colpevoli, quando vengono assolti sono colpevoli lo stesso. Lo ha affermato chiaramente in una intervista l'attore protagonista del film Alessandro Borghi, dichiarando (cito tra virgolette) : " Lo Stato diventa complice di un delitto  nel momento in cui smette di cercare la verità. Vale per Cucchi, Aldrovandi, Uva ma anche per Giulio Regeni". Borghi dovrebbe sapere che i poliziotti e i carabinieri  del caso Uva sono stati assolti in primo grado ed in appello dalle false accuse avanzate nei loro confronti e nel caso Cucchi gli agenti di polizia penitenziaria, contro i quali la famiglia Cucchi si era costituita parte civile sino in Cassazione sostenendone la colpevolezza , sono stati assolti in via definitiva, mentre per i carabinieri siamo all'inizio del processo di primo grado. Ribadisco ancora una volta che i processi si devono fare nelle Aule di Giustizia e le sentenze si rispettano, mentre è ignobile che Servitori dello Stato e i loro famigliari, che hanno subito innocenti anni ed anni di calvario giudiziario, si ritrovino ancora vittime di  campagne di odio nei loro confronti.                                                                                                                             
On   Carlo Giovanardi

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UNA VIGNETTA
 
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IMMIGRAZIONE, CHE FINE HANNO FATTO LE VIRTÙ CARDINALI

Immigrazione, che fine hanno fatto le virtù cardinali?

C'erano una volta le quattro virtù Cardinali: Giustizia, Fortezza, Prudenza e Temperanza. Virtù che venivano insegnate a "dottrina" assieme alle Teologali (Fede, Speranza e Carità) come capisaldi e maestre di vita per i cattolici. Non mi sembra di aver trovato traccia di queste virtù civili negli ultimi anni nelle posizioni sbilanciate e militanti di Avvenire, organo della CEI, e Famiglia Cristiana, per quanto riguarda il fenomeno dei migranti nel nostro paese e le conseguenze politiche, economiche, sociali e di costume che ne possono derivare.

Più volte abbiamo avvertito in passato del pericolo di alimentare sentimenti di razzismo e xenofobia particolarmente in quei ceti popolari che alla Chiesa dovrebbero stare particolarmente a cuore, quando ai proclami non seguono azioni amministrative e provvedimenti legislativi per far fronte alle emergenze. Come per esempio la regolarizzazione nel 2002 di ben 700000 colf, badanti e lavoratori extracomunitari, che come Ministro concordai con Umberto Bossi, eliminando una sacca inacettabile di lavoro nero, favorendo ingenti entrate previdenziali per lo Stato e responsabilizzando i datori di lavoro perché si mettessero in regola. Negli ultimi anni purtroppo la sinistra ed una parte del mondo cattolico hanno scelto la strada della demagogia più sfrenata perdendo il contatto con la realtà: basta pensare che soltanto due anni fa il governo Renzi spese 20 milioni di euro per recuperare i poveri resti umani in un barcone naufragato spiegando al mondo che ci saremmo fatti carico dell' identificazione di tutti coloro che perdevano la vita in mare (operazione conclusasi con zero identificazioni e i corpi seppelliti anonimi alla spicciolata in cimiteri siciliani e calabresi).

Detto questo non mi sembra ci sia traccia di virtù teologali neppure nella gestione del fenomeno immigrazione da parte del governo giallo-verde. Chiudere i porti può essere una soluzione giusta ma suscitano disagio e persino a volte ripugnanza tempi e modi con i quali questa emergenza viene affrontata, aprendo o addirittura cercando scontri contemporaneamente con l'Europa, la Magistratura, il mondo del volontariato, anche quello vero, in una babele di competenze (o incompetenze ministeriali) che nell'ultimo caso, quello di Nave Diciotti, riguardano anche minori, donne violentate e persone bisognose di cure adeguate, provocando persino le dimissioni del Presidente dell'AIFA.

In uno scontro che ricorda sempre di più la stagione degli "opposti estremismi" sarebbe davvero necessario riscoprire le virtù cardine dell'azione dei cattolici in politica, avendo ben presente che compito dei governanti è prima di tutto quello non di denuciare ma di risolvere i problemi.

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Bologna-Genova : chi di spada ferisce ...
Il 6 agosto del 1980 ero in Piazza Maggiore a Bologna, da poco tempo eletto Consigliere Regionale della Democrazia Cristiana, per partecipare ai solenni funerali delle vittime della strage della Stazione del 2 di Agosto. Il caso volle che mi trovassi ad attraversare la Piazza, brulicante di folla, accanto a Francesco Cossiga e Bettino Craxi, che furono ricoperti di insulti e rimediarono pure qualche sputo. Va da se che la piazza era stata mobilitata dall'allora partito comunista, lesto ad addossare la colpa dell' accaduto agli odiati " nemici politici ". Da Genova mi arrivano oggi le cronache degli insulti e fischi agli eredi di quel partito, enfatizzati ( o condivisi ?) dal portavoce di Palazzo Chigi. Continuo a provare davanti a questi episodi quello che provai allora : una grande pena per gli odiatori mobilitati, che non si trattengono neppure durante i funerali, e la certezza che la stragrande maggioranza del popolo italiano vuole verità e giustizia e non linciaggi sommari.
Carlo Giovanardi
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CROLLO DELLE ADOZIONI DI BAMBINI STRANIERI

 



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Tragedia di Genova, prima dei proclami M5S accertare le cause

Tragedia di Genova, prima dei proclami M5S accertare le cause'

Data:16 Agosto 2018 - 14:56 / Categoria: Parola d'Autore 
Autore: Redazione La Pressa

Giovanardi: 'Ricordo che l’ex ministro Di Pietro, convenzione alla mano, sostiene che le responsabilità siano proprio del ministro infrastrutture'


'Tragedia di Genova, prima dei proclami M5S accertare le cause'

Strage di Genova, così Carlo Giovanardi condivide e riprende le considerazioni di Bernardino Ferraro pubblicate sull'Occidentale.

Le immagini delle macerie del Ponte Morandi di Genova sono ancora su tutti i tiggì e sui giornali di tutto il mondo. Le squadre di soccorso sono ancora a lavoro e i tecnici alla prese con la ricostruzione delle cause effettive di quanto accaduto. “Chi ha sbagliato deve pagare” è il mantra ripetuto dal premier Conte e dagli uomini di governo. Giustamente. Tuttavia per arrivare a questo, ci sono dei passaggi da non trascurare. 

E’ bene ricordare che in tutti i paesi civili, in caso di incidente aereo, navale, ferroviario, stradale, prima i tecnici sono deputati ad accertare le cause del disastro, i magistrati poi ad inquisire gli eventuali responsabili e i politici infine ad assumere le conseguenti decisioni. Ora invece mentre il Ministro dell’Infrastrutture Danilo Toninelli annuncia che il suo ministero si costituirà parte civile contro la società concessionaria del ponte, l’ex ministro delle Infrastrutture ed ex magistrato Di Pietro, convenzione alla mano, sostiene viceversa che le responsabilità della mancata vigilanza siano proprio del ministero delle infrastrutture che, a suo dire, dovrebbe stare dalla parte degli imputati. 
Insomma, ancora una volta nelle tragedie l’Italia riesce a dare il meglio e il peggio di sé. Da un lato vigili del fuoco, forze dell’ordine, membri della Protezione Civile che si prodigano con grande generosità mettendo giustamente in primo piano il tentativo di salvare vite umane, dall’altro proclami e dichiarazioni di uomini di governo (soprattutto pentastellati), parlamentari, politici, magistrati e opinionisti tutte rigorosamente rilasciate sulla non conoscenza delle cause che hanno determinato il crollo dell’ormai tristemente famoso in tutto il mondo “Ponte Morandi” di Genova. 
Una domanda sorge spontanea: è troppo chiedere, per il rispetto dovuto alle vittime e ai loro familiari, che i governanti e i magistrati parlino quando si saranno accertate le cause del crollo anche per evitare preventivamente che altri manufatti facciano la stessa fine?
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L'EGOISMO DELLE FAMIGLIE ARCOBALENO
DA "IL GIORNALE" DEL 14/08/2018
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Caso Trenord: no, così non va!
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ERRATA CORRIGE
Il consigliere regionale del PD chiamato in causa per la nomina di Sergio Lo Giudice a responsabile per i diritti civili di quel partito e' Giuseppe Boschini e non Paolo Boschini come erroneamente scritto.
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RAZZISMO. GIOVANARDI: SBAGLIATO PROPORRE L'ABROGAZIONE
(DIRE) Roma, 3 ago. - "Nella scorsa legislatura, con un serrato ricorso all'ostruzionismo in commissione Giustizia del Senato, ho bloccato il disegno di legge Scalfarotto, gia' approvato dalla Camera, che voleva estendere le sanzioni penali della legge Mancino anche alla cosiddetta "omofobia", snaturandone le finalita' per una battaglia ideologica portata avanti dalle associazioni radicali Lgbt". Cosi' Carlo Giovanardi, esponente di Idea Popolo e Liberta'. "Altra cosa invece e' voler cancellare una norma di legge esistente che intende "contrastare la diffusione di idee fondate sulla superiorita' o sull'odio razziale o etnico" o l'incitazione alla violenza "per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Non si puo' infatti cancellare la storia e nell'ottantesimo anniversario dell'emanazione in Italia delle infami leggi razziali l'ultima cosa da fare e' proprio quella di abrogare una legge che vuole impedire il ripetersi di una delle piu' grandi tragedie della storia". (Rai/ Dire) 17:24 03-08-18
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Utero in affitto, parlino i cattolici Pd Richetti, Maletti e Boschini
 
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USTICA. ASSOCIAZIONE VERITÀ: CONTE NE HA PARLATO CON TRUMP?
USTICA. ASSOCIAZIONE VERITÀ: CONTE NE HA PARLATO CON TRUMP? 
(DIRE) Roma, 31 lug. - "Nel rilanciare la partnership Stati Uniti-Italia sul Mediterraneo e la Libia, il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto ragione al Presidente degli USA Donald Trump delle 81 vittime italiane del DC9 esploso nel giugno 1980 sui cieli di Ustica, secondo la nostra Cassazione Civile abbattuto da un missile, che Andrea Purgatori e una martellante campagna mediatica sostengono essere stato lanciato da un aereo militare degli Stati Uniti?". Lo scrive in un comunicato rilasciato all'Occidentale la Presidente dell'Associazione Verita' su Ustica, Giuliana Cavazza, la cui madre perse la vita nell'esplosione del DC9. "Giustamente facciamo la voce grossa con l'Egitto per la verita' sulla morte di Giulio Regeni - prosegue -, ma a quanto pare stiamo zitti con gli Stati Uniti, mentre gli italiani sono chiamati a pagare oltre ai 62 milioni di euro di indennizzi, altri 400 milioni di risarcimenti ad Itavia, eredi Davanzali etc, che se fosse stato un missile la causa dell'abbattimento dovrebbero pagare gli americani, mentre se fosse stata una bomba, come certificato nella perizia tecnica firmata da undici dei maggiori esperti aeronautici del mondo, la responsabilita' sarebbe stata in carico agli attentatori. Se Conte non ha posto il problema e' forse perche' la nostra Cassazione penale con sentenza passata in giudicato ha escluso categoricamente la tesi del missile e della battaglia aerea come causa dell'abbattimento del DC9?". "Chiediamo ancora una volta con forza - continua la Presidente Cavazza-, anche in vista delle commemorazioni della strage di Bologna del 2 agosto 1980, che il Governo tolga il segreto dopo ben 39 anni sulle carte provenienti dalla nostra ambasciata di Beirut riguardanti quel tragico periodo, che denunciavano minacce di rappresaglia libico-palestinese nei confronti del nostro Paese, accusato di non rispettare il cosiddetto Lodo Moro, che garantiva loro libero transito di armi in cambio della garanzia di non colpire il nostro territorio con attentati terroristici". "Se vogliamo avere ancora un minimo di credibilita' internazionale - conclude-, dobbiamo finalmente decidere se sull'esplosione del DC9 Itavia ha ragione la Cassazione Penale che ha escluso in maniera categorica che ci sia stata una battaglia aerea e che sia stato lanciato un missile o la Cassazione Civile che ritiene "piu' probabile che non" che sia stato un missile la causa dell'abbattimento". 
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USTICA. ASSOCIAZIONE VERITÀ: CONTE NE HA PARLATO CON TRUMP?
USTICA. ASSOCIAZIONE VERITÀ: CONTE NE HA PARLATO CON TRUMP? 
(DIRE) Roma, 31 lug. - "Nel rilanciare la partnership Stati Uniti-Italia sul Mediterraneo e la Libia, il nostro Presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha chiesto ragione al Presidente degli USA Donald Trump delle 81 vittime italiane del DC9 esploso nel giugno 1980 sui cieli di Ustica, secondo la nostra Cassazione Civile abbattuto da un missile, che Andrea Purgatori e una martellante campagna mediatica sostengono essere stato lanciato da un aereo militare degli Stati Uniti?". Lo scrive in un comunicato rilasciato all'Occidentale la Presidente dell'Associazione Verita' su Ustica, Giuliana Cavazza, la cui madre perse la vita nell'esplosione del DC9. "Giustamente facciamo la voce grossa con l'Egitto per la verita' sulla morte di Giulio Regeni - prosegue -, ma a quanto pare stiamo zitti con gli Stati Uniti, mentre gli italiani sono chiamati a pagare oltre ai 62 milioni di euro di indennizzi, altri 400 milioni di risarcimenti ad Itavia, eredi Davanzali etc, che se fosse stato un missile la causa dell'abbattimento dovrebbero pagare gli americani, mentre se fosse stata una bomba, come certificato nella perizia tecnica firmata da undici dei maggiori esperti aeronautici del mondo, la responsabilita' sarebbe stata in carico agli attentatori. Se Conte non ha posto il problema e' forse perche' la nostra Cassazione penale con sentenza passata in giudicato ha escluso categoricamente la tesi del missile e della battaglia aerea come causa dell'abbattimento del DC9?". "Chiediamo ancora una volta con forza - continua la Presidente Cavazza-, anche in vista delle commemorazioni della strage di Bologna del 2 agosto 1980, che il Governo tolga il segreto dopo ben 39 anni sulle carte provenienti dalla nostra ambasciata di Beirut riguardanti quel tragico periodo, che denunciavano minacce di rappresaglia libico-palestinese nei confronti del nostro Paese, accusato di non rispettare il cosiddetto Lodo Moro, che garantiva loro libero transito di armi in cambio della garanzia di non colpire il nostro territorio con attentati terroristici". "Se vogliamo avere ancora un minimo di credibilita' internazionale - conclude-, dobbiamo finalmente decidere se sull'esplosione del DC9 Itavia ha ragione la Cassazione Penale che ha escluso in maniera categorica che ci sia stata una battaglia aerea e che sia stato lanciato un missile o la Cassazione Civile che ritiene "piu' probabile che non" che sia stato un missile la causa dell'abbattimento". 
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NUOVI DIRITTI, I COMUNI DEL TRNTINO FRENANO
 
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Padre diventa madre: Giovanardi,cambio sesso non retroattivo
Padre diventa madre: Giovanardi,cambio sesso non retroattivo 
Su sentenza che cambia anche certificato nascita figli  
(ANSA) - TRENTO, 28 LUG - "Quella che si combatte a Trento è una battaglia ideologica progender, che nulla ha a che fare con i diritti delle persone, che anzi vengono calpestati mistificando la realtà. Le sentenze che certificano il cambiamento di sesso non hanno effetto retroattivo". Lo afferma Carlo Giovanardi (Idea popolo e libertà), tornando sul caso del Tribunale di Trento, che ha intimato a un Comune della Val di Fassa non soltanto di annotare all'anagrafe il cambio di sesso di un uomo diventato donna, ma di fare risultare le due figlie maggiorenni, nel loro certificato di nascita, come figlie di due madri. "In realtà il dlgs 150 del 2011 all'art. 31 (controversie in materia di rettificazione di attribuzione di sesso) - spiega Giovanardi - al comma 6 , dove dice che 'le sentenze (che certificano il cambiamento di sesso, ndr) non hanno effetto retroattivo' dimostra che la sentenza del Tribunale viola macroscopicamente la legge in vigore, facendo apparire come figli di due donne o di due uomini bambini nati prima che uno dei due partner cambiasse sesso". "Su questa vicenda, compreso il parere favorevole dell'Avvocatura di Stato di Trento, il senatore Gaetano Quagliariello di Idea popolo e libertà - annuncia Giovanardi - presenterà un'interrogazione urgente al ministro degli Interni". (ANSA). 

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PADRE DIVENTA MADRE
Padre diventa madre: Giovanardi, Interni o Csm rimedino Sentenza cambio sesso cambia anche certificato nascita figli 26 Luglio , 17:15 

(ANSA) - TRENTO, 26 LUG - "Voglio sperare che al ministero degli Interni o al Consiglio superiore della magistratura ci sia qualcuno che voglia porre rimedio alla aberrante sentenza del Tribunale di Trento". Ad affermarlo è Carlo Giovanardi (Idea popolo e libertà), a proposito della sentenza che ha visto il cambio di sesso per un padre trentino, ora donna, con il conseguente cambio sul certificato di nascita dei figli, che ora risultano con due madri. "In un crescendo di provvedimenti abnormi e sentenze creative - sostiene Giovanardi - la giurisprudenza infatti arriva a cancellare buon senso, principi di diritto naturale e fatti storicamente accertabili, ultimo in ordine di tempo il Tribunale civile di Trento che con sentenza purtroppo già passata in giudicato, ha intimato al comune in questione, non soltanto, come è giusto e legittimo che sia, che un uomo che ha cambiato sesso cambi il suo nome all'anagrafe dal maschile al femminile, ma addirittura che le due figlie avute dalla moglie quand'era uomo e marito appaiano nello stato di famiglia come nate da due madri". "Il Comune, su parere positivo dell'Avvocatura dello Stato di Trento - conclude - ha preso atto che la sentenza, in quanto non impugnata, era diventata esecutiva e ha dovuto ottemperare all'ordine del magistrato, quando è noto che le sezioni unite della Cassazione sono chiamate a pronunciarsi proprio su ricorso della Procura generale di Trento, sulla trascrizione in quella città, come figlio di due madri, di un bambino nato all'estero". (ANSA). 

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SE IL GOVERNO NEGOZIA I PRINCIPI NON NEGOZIABILI

DA L'OCCIDENTALE DEL 26/07/2018
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IL GOVERNO IMPARI LA LEZIONE DAGLI USTASCIA
DA "IL GIORNALE" DEL 20 LUGLIO 2018
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PROCESSO DE MARI:CAUSA RINVIATA-SI RIPARTE IL 14 SETTEMBRE
DA LA VERITA' DEL 19 LUGLIO 2018
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VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




 
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GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
FAMIGLIA CRISTIANA-
INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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