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FERMO. PARLAMENTARI IDEA: GOVERNO HA STRUMENTALIZZATO VICENDA

Migrante ucciso: Idea, no a strumentalizzazioni ideologiche

FERMO: 'IDEA', NO A STRUMENTALIZZAZIONI E FORZATURE POLITICHE

FERMO. OGGI CONFERENZA STAMPA PARLAMENTARI IDEA E ASSOCIAZIONI

BORDIN LINE

"FERMO: OPPOSTI RAZZISMI A CONFRONTO"

Cannabis: Giovanardi, legalizzare da dilettanti criminologia

Prescrizione: Giovanardi, si prospetta incivile compromesso

Berlusconi: Giovanardi, lite Pd-M5S nasconde voto coscienza

Mattarella giudice sulla sentenza pro stepchild

Tortura:Giovanardi (Idea),Boldrini politica dice sciocchezze

Senato:Giovanardi,per Pd-M5S Aula come il boia per Minzolini

UVA, MORTE SENZA COLPEVOLI

Tortura: Giovanardi, solidali con le forze dell'ordine

Tortura: senatori Idea, rinviare legge in commissione

Ugl-Les Polizia: Parlamento tortura poliziotti, strapotere toghe

Stepchild: Giovanardi, 36 senatori presentano esposto Csm

Tortura: Giovanardi, ddl micidiale arma contro forze ordine

Migranti: Gasparri-Giovanardi, governo spieghi operazione

NIGERIANO PICCHIA MOGLIE E POLIZIOTTI "HA PRECEDENTI MA RESTA LIBERO"

Migrante ucciso: Giovanardi, non giudicare da colore pelle

Da: L'Occidentale

LA DICHIARAZIONE (BLOCCATA) DEL SEN. GIOVANARDI AL SENATO

IL PROFUGO COLPITO HA BATTUTO LA TESTA da Il Resto del Carlino

BERSAGLIO GIOVANARDI da: L'OCCIDENTALE.IT

"I NIGERIANI PICCHIARONO PER PRIMI" MINACCE E INSULTI ALLA TESTIMONE

SOLTANTO UNA RISSA

Cannabis: Giovanardi, legalizzazione è regalo alle mafie

Nigeriano ucciso: Giovanardi, in Parlamento metodi fascisti

Migrante ucciso: Giovanardi, contro di me censura preventiva


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FERMO. PARLAMENTARI IDEA: GOVERNO HA STRUMENTALIZZATO VICENDA

(DIRE) Roma, 23 lug. - Souad Sbai, presidente dell'associazione delle donne marocchine, ha evidenziato "da immigrata, italiana, integrata, il malessere diffuso per la situazione drammatica di una immigrazione incontrollata impossibile da fronteggiare con strutture non idonee, e per realta' come quella delle donne musulmane in Italia, spesso costrette a vivere in condizioni di isolamento e mancanza di diritti, senza che la sinistra se ne preoccupi. La strumentalizzazione della vicenda di Fermo da parte del governo e' stata evidente quando nessuna autorita' ha partecipato al funerale per i nove italiani sgozzati a Dacca". Edmundo Nabo, presidente del centro 'Namaste'', ha ricordato "il caso di una persona uccisa a Terni da un immigrato espulso dall'Italia perche' pericoloso e poi rientrato sotto falso nome come rifugiato", per segnalare "la reazione composta di una citta' nella quale avrebbe potuto succedere di tutto" e "la scarsa attenzione riservata a vicende di questo tipo" mentre "a Fermo e' stata criminalizzata una intera comunita'". Eugenia Roccella, parlamentare di 'Idea', ha rivendicato "le tante battaglie per i cristiani perseguitati" e dunque "la comprensione per il drammatico paradosso della morte di Emmanuel", per poi attaccare duramente "il governo e le figure istituzionali che hanno strumentalizzato la vicenda intervenendo a gamba tesa per mascherare la totale assenza di politiche sull'immigrazione e anche l'incapacita' di reagire di fronte al terrorismo e a fatti come quelli di Dacca". Il senatore Carlo Giovanardi ha concluso ricordando il dibattito in Senato sul caso di Fermo: "Quando mi e' stata tolta la parola perche' mi ero permesso di dire che al di la' della ovvia condanna per ogni razzismo e della solidarieta' per quanto avvenuto, i fatti andavano approfonditi. Se mi si fosse lasciato parlare, avrei voluto dire che trovavo sgradevole (oggi direi che e' diventato vergognoso) che si sovrapponessero vicende completamente diverse come quella di Fermo e quella di Dacca". (Com/Lum/ Dire)

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Migrante ucciso: Idea, no a strumentalizzazioni ideologiche

Quagliariello, Governo ha sbagliato a fare di vicenda un simbolo 

 (ANSA) - FERMO, 23 LUG - "Solidarietà per chi ha perso la vita e condanna di qualsiasi manifestazione razzista anche sotto forma di insulto", ma "tutta la questione va rimessa sul binario giusto perché la conoscenza dei fatti non consente a nessuno di criminalizzare una comunità". Così, in una conferenza stampa a Fermo, Gaetano Quagliariello, presidente di Idea. Per Quagliariello "ha sbagliato il governo a fare di questa vicenda un simbolo, a venire qui per il comitato sull'ordine pubblico come se ci fosse un'emergenza sociale". Il sen. Carlo Giovanardi ha ricordato il dibattito in Senato sulla vicenda, "quando mi è stata tolta la parola perché mi ero permesso di dire che al di là della ovvia condanna per ogni razzismo e della solidarietà per quanto avvenuto, i fatti andavano approfonditi. Se mi avessero lasciato parlare, avrei voluto dire che trovavo sgradevole (oggi direi che è diventato vergognoso) che si sovrapponessero vicende completamente diverse come quella di Fermo e quella di Dacca". Eugenia Roccella ha attaccato "il governo e le figure istituzionali che hanno strumentalizzato la vicenda intervenendo a gamba tesa per mascherare la totale assenza di politiche sull'immigrazione e anche l'incapacità di reagire di fronte al terrorismo e a fatti come quelli di Dacca". (ANSA).

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FERMO: 'IDEA', NO A STRUMENTALIZZAZIONI E FORZATURE POLITICHE

Giovanardi, no a sovrapposizione con vicenda Dacca

(AdnKronos) - Eugenia Roccella, parlamentare di 'Idea', ha rivendicato "le tante battaglie per i cristiani perseguitati" e dunque "la comprensione per il drammatico paradosso della morte di Emmanuel", per poi attaccare "il governo e le figure istituzionali che hanno strumentalizzato la vicenda intervenendo a gamba tesa per mascherare la totale assenza di politiche sull'immigrazione e anche l'incapacità di reagire di fronte al terrorismo e a fatti come quelli di Dacca".
Il senatore Carlo Giovanardi ha concluso ricordando il dibattito in Senato sul caso di Fermo, "quando mi è stata tolta la parola perché mi ero permesso di dire che al di là della ovvia condanna per ogni razzismo e della solidarietà per quanto avvenuto, i fatti andavano approfonditi. Se mi si fosse lasciato parlare, avrei voluto dire che trovavo sgradevole (oggi direi che è diventato vergognoso) che si sovrapponessero vicende completamente diverse come quella di Fermo e quella di Dacca".

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FERMO. OGGI CONFERENZA STAMPA PARLAMENTARI IDEA E ASSOCIAZIONI

(DIRE) Roma, 23 lug. - "Oggi, sabato 23 luglio alle 11.30 presso il 'Caffe' lady' in piazza del Popolo a Fermo, i parlamentari di Idea Carlo Giovanardi, Gaetano Quagliariello ed Eugenia Roccella, il responsabile regionale del movimento Vittoriano Solazzi, il presidente del centro Namaste' Edmundo Nabo e la presidente dell'Associazione comunita' marocchina delle donne in Italia, Souad Sbai, terranno una conferenza stampa". E' quanto si legge in un comunicato, che informa: "Sulla scia delle riflessioni suscitate dalla morte del giovane nigeriano Emmanuel, parleranno del rischio di una ideologizzazione dei conflitti, che non aiuta la convivenza civile e l'accoglienza verso chi fugge da persecuzioni e tragedie, ma produce piuttosto un clima di 'opposti razzismi', simile agli 'opposti estremismi' degli anni di piombo".

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BORDIN LINE
Da: "Il Foglio" del 21 luglio 2016. LEGGI TUTTO!!!
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"FERMO: OPPOSTI RAZZISMI A CONFRONTO"
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Cannabis: Giovanardi, legalizzare da dilettanti criminologia

(ANSA) - ROMA, 21 LUG - "Ricordo a Roberto Saviano e al Sottosegretario Della Vedova che pensare di combattere la mafia legalizzando la cannabis 'è da dilettanti di criminologia' come ebbe a dire autorevolmente il dott. Paolo Borsellino, magistrato che ha sacrificato la vita nella lotta contro la criminalità organizzata. Il fatto che la stessa opinione di Borsellino sia sostenuta oggi dal Dott. Nicola Gratteri, procuratore capo di Catanzaro, in prima linea contro la 'ndrangheta dimostra quanto avventata e irresponsabile sia la proposta di legalizzazione che si vuol portare avanti alla camera, che contrasteremo con grande decisione". Lo afferma in una nota Carlo Giovanardi, senatore di Idea. (ANSA).

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Prescrizione: Giovanardi, si prospetta incivile compromesso

(ANSA) - ROMA, 20 LUG - "La sceneggiata fra Pd e Area Popolare si sta concludendo in commissione Giustizia con un incivile e forcaiolo compromesso, che si fonda su un aumento a dismisura delle pene e su tempi di prescrizione eterni, tali da rendere prigioniero del processo un cittadino, senza una sentenza definitiva, che lo giudichi innocente o colpevole, per metà della sua vita lavorativa". Lo afferma il senatore Carlo Giovanardi. "Il risultato di queste grida manzoniane - sostiene Giovanardi - non è certamente la repressione dei fatti corruttivi, come autorevolmente sostenuto da recenti prese di posizione del dr. Carlo Nordio e del dr. Raffaele Cantone, ma la paralisi della pubblica amministrazione, il rifiuto di assumersi responsabilità, il crollo degli investimenti specialmente stranieri, il tutto sul presupposto di dati terroristici sul livello della corruzione in Italia che lo stesso Cantone ha definito infondati. Non ci renderemo complici di questa folle rincorsa demagogica che ha visto in tre anni modificare almeno tre volte le norme penali senza nessuna seria verifica sui risultati e sugli obiettivi da raggiungere". (ANSA).

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Berlusconi: Giovanardi, lite Pd-M5S nasconde voto coscienza

(ANSA) - ROMA, 20 LUG - "Venti senatori del PD, a ruota del voto del Senato che ha deliberato il non utilizzo delle intercettazioni a carico di Silvio Berlusconi, hanno con sospetta tempestività inviato alle agenzie di stampa un compitino evidentemente preconfezionato per dare la colpa dell'accaduto al M5S, mentre al M5S non è parso vero di poter affermare che la prima gallina che canta è quella che ha fatto l'uovo". Così il senatore di "Idea" Carlo Giovanardi commenta il voto segreto dell'Aula del Senato che ha "salvato" Silvio Berlusconi dall'utilizzo delle intercettazioni di alcune delle cosiddette "Olgettine". "Questa penosa diatriba - osserva - nasconde una semplice verità, che ho sottolineato nella mia dichiarazione di voto a favore del non utilizzo delle intercettazioni: una quindicina di senatori: PD, M5S, Misto, in coscienza, non se l'è sentita di continuare nei confronti dell'ex Presidente del Consiglio un accanimento giudiziario la cui strumentalità ha disgustato la stragrande maggioranza degli italiani".(ANSA).

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Mattarella giudice sulla sentenza pro stepchild
di Andrea Zambrano 
  
Il presidente della Repubblica Mattarella

“E’ l’ultima carta utile per fermare la stepchild adoption per via giudiziale”. I 36 senatori che hanno scritto al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ne sono convinti. Dopo gli ultimi pronunciamenti di giudici sull’adozione di bambini per le coppie omosessuali, solo un intervento del Capo dello Stato, nella sua prerogativa di presidente del Consiglio Superiore della Magistratura, potrebbe fermare la deriva che sta sdoganando il nuovo istituto che aprirebbe le porte all’utero in affitto, ma che non è stato inserito nella legge Cirinnà-Renzi-Alfano.

segue articolo vedi link: 

http://www.lanuovabq.it/it/articoli-mattarella-giudicesulla-sentenzapro-stepchild-16827.htm

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Tortura:Giovanardi (Idea),Boldrini politica dice sciocchezze

(ANSA) - ROMA, 19 LUG - "Grande rispetto per la signora Laura Boldrini quando svolge il suo ruolo istituzionale di presidente della Camera dei Deputati, ma non per le sciocchezze che afferma da politico sul testo della proposta di legge sull'introduzione del reato di tortura in discussione al Senato". Lo afferma in una nota il senatore di Idea Carlo Giovanardi. "Il testo infatti - spiega il parlamentare - stravolge la convenzione di New York e paralizza l'operato delle Forze dell'Ordine che sarebbero esposte ad un diluvio di denunce da parte criminali di ogni specie, visto che tortura secondo la proposta è: "violenze o minacce gravi che cagionano acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma psichico", punibile con la reclusione da 5 a 12 anni". "Prime vittime di questa norma intrisa di livore ideologico nei confronti di polizia e carabinieri - conclude Giovanardi - sarebbero i cittadini, nel momento in cui nessun pubblico ufficiale di buon senso sarà più in grado di usare la forza per impedire un crimine, sapendo che soltanto per questo non soltanto mette a rischio la sua vita ma rischia anche anni e anni di calvario giudiziario".(ANSA).

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Senato:Giovanardi,per Pd-M5S Aula come il boia per Minzolini

(ANSA) - ROMA, 18 LUG - "Augusto Minzolini, la cui correttezza nella gestione della carta di credito aziendale è stata riconosciuta dal Giudice del lavoro, dall'Ordine dei giornalisti, dalla Corte dei Conti e in primo grado nel processo penale con assoluzione piena, dovrà decadere per indegnità morale da parlamentare alla fine di un processo kafkiano dove una sentenza di condanna in appello, decisa da un collegio in cui sedeva un magistrato ex parlamentare di parte politica avversa, conta più di tutto il resto". Lo afferma in una nota Carlo Giovanardi. "La maggioranza PD, M5S, in Camera di Consiglio della Giunta - aggiunge il senatore di Idea -, invece che applicare il principio dell'art.66 della Costituzione, che prevede che siano le Camere a giudicare della incompatibilità dei suoi membri, ha deciso di proporre all'Aula di svolgere automaticamente la funzione del boia che esegue una sentenza, sorda ad ogni richiamo rispetto all'ingiustizia che sta compiendo e soprattutto alla recente sentenza delle sezioni unite della Cassazione che impone di risentire i testi in caso che in appello venga capovolta la sentenza di assoluzione di primo grado".(ANSA).

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UVA, MORTE SENZA COLPEVOLI


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Tortura: Giovanardi, solidali con le forze dell'ordine
(ANSA) - ROMA, 18 LUG - "Siamo pienamente solidali con tutti i sindacati di polizia ed il Cocer dei carabinieri che si oppongono con decisione al disegno di legge sulla tortura che riprende il suo cammino domani nell'aula del Senato". Lo afferma Carlo Giovanardi (Idea). "E' un provvedimento ideologico intriso di prevenzione e pregiudizi  nei confronti delle forze dell'ordine, non a caso supportato da una campagna mediatica, che ha trovato sponde i Parlamento e nel presidente PD della Giunta regionale dell' Emilia Romagna, fondata sulla menzogna. Vengono infatti ripetuti come un mantra  i nomi di Giulio Regeni, Giuseppe Uva,  Federico Aldrovandi e Riccardo Magherini come casi nei quali si sarebbe dovuto applicare il nuovo reato con la pena dell'ergastolo per i poliziotti e i carabinieri  coinvolti: basta leggere la sentenza di assoluzione dopo otto anni di calvario, del caso Uva, quella di condanna definitiva, nel caso di Aldrovandi quella di primo grado, nel caso Magherini  per scoprire che si trattava sempre di processi per comportamenti colposi, (imperizia o negligenza)e non dolosi come nel caso della tortura. Malafede o ignoranzavengono strumentalmente utilizzati per dare sfogo ad un atteggiamento astioso e punitivo che lascerebbe i cittadini alla mercé dei violenti e della criminalità, comune od organizzata che sia", conclude. (ANSA).
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Tortura: senatori Idea, rinviare legge in commissione

C'è il terrorismo, non bloccare le forze dell'ordine (ANSA) - ROMA, 16 LUG - "La tragedia di Nizza rappresenta l'ulteriore, tragica conferma che il terrorismo e la criminalità, per essere sconfitti, debbono essere combattuti non con la retorica e le frasi di circostanza, ma potenziando le politiche d'intelligence e la forza di quanti si trovano in prima linea". Lo dichiarano in un comunicato congiunto i senatori di 'Idea' Gaetano Quagliariello, Carlo Giovanardi, Andrea Augello e Luigi Compagna. "Per questo - proseguono -, una prima risposta dovrebbe essere quella di rinviare, martedì prossimo, in Commissione Giustizia, il provvedimento sulla tortura: un testo che non definendo il confine tra l'abuso dell'uso legittimo della forza e la tortura, finisce per rappresentare un micidiale strumento di delegittimazione e paralisi delle forze dell'ordine. Ancor più dopo Nizza noi ci attendiamo che il governo, a iniziare dal Presidente del Consiglio e dal Ministro degli Interni - concludono -, non si girino dall'altra parte e ascoltino il grido d'allarme che, forse per la prima volta, tutti i sindacati di polizia stanno lanciando per fermare una legge sbagliata". (ANSA).

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Ugl-Les Polizia: Parlamento tortura poliziotti, strapotere toghe

Su disegno di legge per introdurre reato di tortura

Roma, 16 lug. (askanews) - "Ho atteso qualche giorno prima di commentare le ultime notizie che arrivano dall`Aula di Palazzo Madama, dove è in discussione il disegno di legge sul reato di tortura. Volevo essere certo che tutte le criticità di una norma, che indiscutibilmente dobbiamo all`Europa ed in primis a noi stessi, venissero sviscerate". Così Giovanni Iacoi, Segretario generale Ugl LeS Polizia di Stato, in una nota sul disegno di legge per l`introduzione del reato di tortura in discussione al Senato.

"Come afferma il Senatore Giovanardi, nel nostro paese è difficile mettere d`accordo i numerosi sindacati di Polizia ma la via intrapresa dall`Aula sul reato di tortura è riuscita in questo difficile compito: tutti i sindacati hanno sottolineato che, se venisse dato seguito all`attuale testo del disegno di legge, le forze dell`ordine non potrebbero più esercitare il loro dovere di difendere i cittadini. Ugl-Les Polizia non può che concordare con quanto espresso dai colleghi ma ci preme, per i motivi che hanno animato la nascita del nostro stesso sindacato, che rappresenta la nuova voce dell`Ugl nella Polizia di Stato, soffermarci su un aspetto che è stato fino ad ora trascurato: il ruolo che la norma, concepita in questo senso, rischia di dare alla Magistratura".
"Nel nostro ordinamento giudiziario, infatti, vige l`obbligatorietà dell`azione penale che non farebbe altro che portare continuamente sul banco degli imputati, alla mercé della magistratura, i poliziotti accusati dal balordo o dal mafioso di turno, aprendo ad estenuanti processi. Abbiamo già numerosi casi di colleghi che sborsano fior di quattrini per difendersi da cause insulse che si chiudono, dopo molti anni, perché il fatto non costituisce reato oppure perché il fatto non sussiste ma che lasciano, inevitabilmente, strascichi importanti dal punto di vista morale e dell`immagine. Chiediamo, pertanto, che vengano fatte tutte le valutazione necessarie a garantire la tutela dei poliziotti nell`esercizio delle loro funzioni. Anche perché l'Italia non è pronta ad una norma sulla tortura così concepita; bisogna, infatti, dapprima necessariamente procedere ad una riforma radicale del nostro sistema giudiziario".
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Stepchild: Giovanardi, 36 senatori presentano esposto Csm
(ANSA) - ROMA, 15 LUG - Trentasei senatori appartenenti a 6 diversi gruppi parlamentari (ALA,FI,LEGA,GAL,NCD AP,COR) hanno presentato un esposto al Consiglio Superiore della Magistratura, primo firmatario Carlo Giovanardi, "per sollecitare una decisione delle Sezioni Unite della Cassazione sui ricorsi riguardanti la cosiddetta stepchild adoption". Nel ricorso si sottolinea, "come la Procura Generale della Cassazione avesse chiesto alla prima sezione della stessa in data 26 maggio di trasmettere i ricorsi avverso il riconoscimento dell'adozione di un bambino da parte di una coppia di lesbiche alle Sezioni Unite in quanto "si tratta di una questione di massima importanza su cui tutta l'Italia si interroga e su cui indagano filosofi e psicologi, su cui il Parlamento sta riflettendo avendo stralciato la stepchild adoption". Secondo la Procura generale poi solo le Sezioni Unite "possono evitare che in Italia si determini una situazione a macchia di leopardo con decisioni diverse da Venezia a Messina, con ogni giudice di merito che da la sua interpretazione"". "Purtroppo la Prima sezione della Cassazione ha disatteso la richiesta della procura generale, decidendo i ricorsi e sdoganando la stepchild adoption, e pertanto i 36 senatori si rivolgono al Capo dello Stato perché "considerata la delicatezza e l'importanza della questione esposta, voglia effettuare le opportune valutazioni nell'ambito delle sue prerogative costituzionali a tutela dei principi fondamentali di garanzia del nostro ordinamento giuridico", conclude la nota.(ANSA).
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Tortura: Giovanardi, ddl micidiale arma contro forze ordine
(ANSA) - ROMA, 14 LUG - "Il reato di tortura che l'inedita maggioranza (SEL, PD, M5S, AP-NCD) sta tentando di introdurre nel nostro ordinamento non ha nulla a che fare con la Convenzione di New York secondo la quale c'è tortura quando "dolore o sofferenze acute fisiche o psichiche sono inflitte ad una persona segnatamente al fine di ottenere da questa o da una terza persona informazione o confessioni, di punirla per un atto che ella o una terza persona ha commesso o per qualunque altro motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione". In realtà le violenze, o minacce gravi, neppure reiterate, che cagionano acute sofferenze fisiche o un verificabile trauma fisico, con aggravanti a carico dei Pubblici Ufficiali fino all'ergastolo, previste dalla norma appoggiata dal governo Renzi, sono una micidiale arma in mano ai criminali e ai violenti che potranno trascinare sotto processo le Forze dell'ordine ogni qualvolta debbano intervenire con la forza per vincere una resistenza o difendere i cittadini dalle aggressioni". Lo afferma il senatore di "Idea" Carlo Giovanardi intervenendo in Aula contro il disegno di legge contro la tortura. "Tutto questo - aggiunge - avviene con l'aiuto di una martellante campagna di disinformazione che confonde eventuali reati colposi, dovuti a negligenza o imprudenza, con un reato doloso i cui confini sono stati lasciati artatamente ambigui. Per noi prima viene il diritto alla sicurezza per i cittadini onesti, poi la tutela delle Forze dell'ordine che rischiano la vita per tutelarli, infine le garanzie che devono essere riconosciute in uno Stato democratico anche ai malavitosi: la strana maggioranza ha dimostrato invece oggi di avere una gerarchia dei valori che mette al primo posto la tutela degli aggressori e non quella degli aggrediti". (ANSA).

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Migranti: Gasparri-Giovanardi, governo spieghi operazione
(ANSA) - ROMA, 12 LUG - I senatori Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi hanno presentato una interpellanza al presidente del Consiglio perché spieghi "le reali motivazioni che hanno spinto il governo italiano al recupero del barcone affondato nel 2015 davanti le coste della Libia, in acque internazionali, del cui naufragio non aveva nessuna responsabilità, senza concordarlo con i paesi dell'Unione europea, che avrebbero potuto almeno cofinanziare l'intera operazione". "Secondo notizie di stampa - osservano i senatori - le spese sostenute sino ad ora dalla Presidenza del Consiglio e da altri Ministeri per il recupero dei poveri resti dei migranti che hanno perso la vita in quel naufragio ammontano a circa 20 milioni di euro, ma a detta dei medici che si sarebbero prestati gratuitamente per la loro identificazione dei poveri resti, mancano gli strumenti necessari per effettuare i test e sarebbero necessari ulteriori fondi per finanziare questa operazione, rivendicando gli stessi medici almeno il rimborso delle spese sostenute". "Secondo quanto dichiarato da Renzi l'operazione sarebbe stata motivata dalla necessità di dare una dignitosa sepoltura ai naufraghi, mentre la stessa operazione è stata contemporaneamente giustificata dalla necessità di effettuare riscontri tramite il DNA per identificare l'identità degli scomparsi, messi a confronto con radiografie e materiale genetico spedito dai parenti da vari paesi dell'Africa e dell'Asia, in una situazione nella quale si ritiene che più di 10.000 persone abbiano perso la vita nel canale di Sicilia con decine di naufragi di imbarcazioni che conservano ancora i corpi dei naufraghi", aggiungono. I senatori ricordano inoltre nella loro interpellanza "che con 20 milioni di euro si potrebbero adottare a distanza 5000 bambini africani per 10 anni garantendogli il mantenimento e l'istruzione oppure ospitare per un anno 1700 migranti o nei centri di Assistenza o se non aventi diritto di asilo o con precedenti penali nei centri di identificazione ed espulsione". (ANSA).
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NIGERIANO PICCHIA MOGLIE E POLIZIOTTI "HA PRECEDENTI MA RESTA LIBERO"


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Migrante ucciso: Giovanardi, non giudicare da colore pelle
(ANSA) - BOLOGNA, 11 LUG - "Bianchi e neri possono essere delinquenti o persone per bene, che dovrebbero essere giudicati indipendentemente dal colore della pelle e senza gli eccessi di demagogia a cui abbiamo assistito in questi giorni, dove addirittura il tragico episodio di Fermo è stato parificato all'eccidio dei nostri nove connazionali a Dacca". Lo afferma il senatore di Idea Carlo Giovanardi, citando due episodi. Il primo è di domenica, quando "a Modena un nigeriano di 35 anni ha picchiato per l'ennesima volta la compagna, poi si è scagliato con calci e pugni contro i poliziotti intervenuti per fermarlo, cercando anche di afferrare la pistola di uno degli agenti, ed è finito in manette per resistenza". In mattinata, prosegue Giovanardi, "il nigeriano entrato in Italia clandestino dal 2007, arrestato nello stesso anno per traffico di stupefacenti, denunciato in passato per rifiuto di fornire l'identità, quindi mai identificato, a cui nel 2015 è stato rifiutato lo stato di rifugiato politico, è stato scarcerato con semplice obbligo di firma, non essendoci disponibilità di posti nei Centri di Identificazione e di Espulsione. Il secondo episodio è di "questa mattina", quando "un altro nigeriano, ne faccio il nome, Michel Kevin, ha rinvenuto casualmente e mi ha consegnato il portafogli di una signora modenese a cui era stato precedentemente rubato, contenente documenti, patente, libretto di assegni, ecc.". (ANSA).
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Da: L'Occidentale

Fermo, Giovanardi: in Parlamento rispuntando metodi fascisti. Solidarietà al senatore da esponenti comunità nigeriana

di Redazione | 08 Luglio 2016

giovanardi

"L'ultimo episodio relativo a un parlamentare a cui e' stato impedito di parlare in Aula risale al 1925 quando i pochi oppositori del fascismo venivano subissati di insulti e minacce e gli veniva tolta la parola. Ho ricordato questa verità storica questa mattina in una trasmissione a La7 parlando della incredibile censura preventiva che ho subito ieri in Senato. Con mia grande sorpresa il sottosegretario Gennaro Migliore, che ieri in Aula rappresentava il Governo invece di deplorare l'accaduto, lo ha giustificato meritandosi la mia opinione, che ribadisco, di un suo atteggiamento fascista", a dirlo Carlo Giovanardi, senatore di Idea. 

Intervenuto stamattina su Radio Cusano Campus, Giovanardi è tornato su quanto accaduto ieri in Senato: "E' la prima volta nella storia repubblicana che viene fatta una censura preventiva a un senatore che ha il diritto di esprimere la sua opinione. La presidenza mi ha tolto la parola e mi hanno ricoperto di insulti, gridandomi verme e altre cose. All'ordine del giorno c'era la strage di Dakka, poi la presidente ha iniziato un giro di interventi per commentare la tragedia di Fermo. Secondo me mettere sullo stesso piano la morte di nove nostri connazionali con quello che e' successo a Fermo non e' una cosa giusta".

"Io ho detto che se un pazzo uccide una persona, come accaduto a Fermo, e' una cosa gravissima. Poi la presidente mi ha tolto la parola. C'e' stata una indignazione preventiva. Io ho regolarizzato 700.000 extracomunitari, ieri ho avuto la solidarieta' della comunita' nigeriana, e voglio poter dire che in Italia non siamo tutti razzisti e non siamo tutti xenofobi. Mi e' stato negato questo diritto. Sull'episodio di Fermo, poi, ci sono versioni totalmente contrastanti. A Roma qualche giorno fa un balordo ha fatto annegare un ragazzo di 18 anni. Perche' non l'abbiamo commemorato?".

"Se non canti nel coro con lo stesso tono del coro vieni linciato e offeso, come e' accaduto a me ieri. Sono veramente preoccupato, perche' la censura preventiva non si e' mai vista. Mica siamo alla camera dei fasci e delle corporazioni. Dovevo usare la parola 'razzista'? Quel balordo che ha ammazzato il ragazzo americano e' xenofobo e ce l'ha con gli americani? I processi vanno fatti in tribunale, alla fine di un processo emerge la verita'. Che sia morta una persona l'ho definita una cosa gravissima. Sono stato linciato, viene linciato immediatamente chiunque si pone un problema".

"Se il Presidente avesse garantito il mio diritto di parlare davanti ad una becera ed immotivata aggressione da parte dei senatori del Pd e del M5S avrei spiegato che ritenevo una cosa orribile che un balordo, un pazzo, un violento avesse ucciso un cittadino extracomunitario di colore, un mio fratello, ma che trovavo sgradevole il tentativo di mettere sullo stesso piano, la stessa mattina, senza che fosse all'ordine del giorno, il dibattito con il Ministro degli Esteri sui 9 italiani torturati e sgozzati a Dacca con un singolo episodio di follia", aveva detto ieri Giovanardi, riferendosi alle proteste in Aula al Senato contro il suo intervento.

Proteste delle quali Giovanardi riporta il resoconto stenografico e nelle quali spiccano le parole ("sei verme", "caccialo fuori") rivolte al senatore Idea da alcuni esponenti del M5S. "In Aula - continua Giovanardi - è stato totalmente ignorato il diciottenne americano ammazzato a Roma da un altro balordo né tanti altri episodi che hanno coinvolto italiani o extracomunitari: respingo pertanto con forza e determinazione il tentativo di censura preventiva delle opinioni in Senato ed il maldestro tentativo di accumunare l'Italia aperta, generosa accogliente, attonita per il comportamento di qualche imbecille, con la sistematica eliminazione di persone parimenti innocenti che pagano soltanto il fatto di non essere in grado di citare il Corano".

"E' assurdo e ridicolo ritenere che il collega Giovanardi, da sempre in prima linea nel denunciare le violenze contro i cristiani nel mondo, possa avere anche solo pensato di esprimere qualcosa di diverso dalla più ferma condanna di un fatto che è ancora più preoccupante e paradossale, ovvero l'uccisione di un giovane cristiano sfuggito alla persecuzione nella sua terra, proprio nel momento in cui si credeva al sicuro in un Paese dove vige la libertà religiosa", sottolinea il senatore Gaetano Quagliariello, presidente del movimento 'Idea'. 

"E' molto grave – prosegue Quagliariello – il modo in cui è stato zittito appena ha aperto bocca per dire di voler capire cosa fosse successo, censurato preventivamente senza che potesse articolare il suo pensiero né esprimere il benché minimo concetto, privato della parola nel pieno di un dibattito parlamentare con l'accusa di non essersi 'associato' alle modalità espressive di chi aveva parlato prima di lui. E' incredibile che nell'aula del Parlamento viga il divieto di esprimere un pensiero autonomo rispetto a quello al quale la presidenza impone di doversi 'associare', e che tale pensiero possa essere stigmatizzato senza neanche aver avuto la possibilità di esprimerlo”. 

“Se peraltro il diritto di parola del senatore Giovanardi fosse stato salvaguardato - conclude Quagliariello -, ci si sarebbe accorti che nessuna delle accuse rivolte nei suoi confronti aveva il minimo fondamento".

"Carlo Giovanardi riceve la solidarietà di esponenti della comunità nigeriana, come il presidente del centro Namaste', Edmund Nebo, che, dopo aver ricordato che il senatore ‘è sempre stato amico degli extracomunitari che vogliono integrarsi e dare un futuro alle loro famiglie in Italia’, stigmatizza ‘l'incredibile aggressione’ da lui subita oggi in Parlamento. Niente scuse né ripensamenti, invece, dalla presidente di turno, Linda Lanzillotta, che ha tranquillamente tollerato che in aula venisse fischiato e gli fosse impedito di parlare," il commento della deputata Eugenia Roccella.

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LA DICHIARAZIONE (BLOCCATA) DEL SEN. GIOVANARDI AL SENATO
Da: "Il Corriere della Sera" del 9 luglio 2016. LEGGI TUTTO!!!
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IL PROFUGO COLPITO HA BATTUTO LA TESTA da Il Resto del Carlino

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BERSAGLIO GIOVANARDI da: L'OCCIDENTALE.IT
Oggi in Senato

Bersaglio Giovanardi

di 
Eugenia Roccella 07 Luglio 2016

giovanardi

Difendere Giovanardi è praticamente un mestiere, visto che è necessario farlo con notevole frequenza. Attaccarlo, invece, è un’abitudine: lo si ingiuria o ridicolizza con distratta malevolenza, come fosse cosa normale, non solo consentita, ma quasi doverosa per quelli che, come diceva Kundera, danzano in cerchio.

Quelli, cioè, che sono perennemente confortati dal sostegno del gruppo, e in genere di gruppi che contano, che hanno potere; quelli che non hanno mai avuto la tentazione di uscire per un attimo dal conformismo rassicurante, e se hanno un dubbio, un fuggevole pensiero non allineato, lo espellono velocemente dalla mente e dal cuore.

Ecco, Giovanardi è per costoro, un bersaglio disegnato apposta, e non è un caso se la sua sagoma a grandezza naturale finì, un paio di anni fa, al Gay village di Roma, per essere trafitta dalle freccette tirate dai visitatori.

Il Parlamento, però, non è il Gay Village, e un giochetto del genere non dovrebbe essere consentito. Invece oggi, al Senato, la presidente di turno, Linda Lanzillotta, ha alimentato un clima aggressivo e incivile, e piuttosto che zittire i facinorosi ha preferito zittire Giovanardi.

Cosa è successo? Mentre si commemoravano le vittime di Dacca, e si discuteva, dopo la relazione del ministro Gentiloni, dell’ennesimo (e particolarmente efferato) attacco islamico, qualcuno ha introdotto il tema del giovane nigeriano ucciso a Fermo. Iniziano quindi i commenti di condanna. C’è chi si commuove sul fatto che forse saranno donati gli organi del giovane morto, chi ricorda l’odissea della coppia per arrivare in Italia, chi racconta la reazione degli abitanti di Fermo, che hanno organizzato una marcia di solidarietà.

Giovanardi prende la parola, ma viene immediatamente subissato di fischi e insulti. Perché? Ha appena avuto il tempo di dire che i fatti andavano approfonditi, “può essere verissimo che un pazzo, un balordo, un violento abbia commesso l’omicidio” e di aggiungere “ma trovo sgradevole che…” quando l’aula comincia a rumoreggiare, fino a coprire la sua voce.

La presidente, invece di far tornare la calma, lo interrompe con questo stupefacente intervento: “ Le avevo dato la parola per associarsi, se lei non sa di cosa stiamo parlando… Il senatore Carraro ha chiesto di associarsi, ha la parola.”. Cioè: ti do la parola solo se ti vuoi “associare”, cioè se segui il canovaccio che io giudico adeguato. Altrimenti, zitto.

Giovanardi ha poi spiegato che trovava sgradevole accostare un fatto come quello di Fermo, terribile e doloroso, ma assimilabile ad altri atti di violenza - a sfondo razzista o no - all'eccidio di Dacca e agli attacchi terroristi dell'Isis.

Non ha avuto modo di dirlo. 

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"I NIGERIANI PICCHIARONO PER PRIMI" MINACCE E INSULTI ALLA TESTIMONE
"I NIGERIANI PICCHIARONO PER PRIMI" MINACCE E INSULTI ALLA TESTIMONE

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SOLTANTO UNA RISSA
Da: "Il Resto del Carlino" del 9 luglio 2016. LEGGI TUTTO!!!
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Cannabis: Giovanardi, legalizzazione è regalo alle mafie

(ANSA) - ROMA, 8 LUG - "Da Paolo Borsellino, che andava a suo tempo nelle scuole a spiegarlo agli studenti, sino al Procuratore Nicola Gratteri oggi, campioni della lotta alla criminalità organizzata hanno spiegato e spiegano in maniera dettagliata e precisa perché la legalizzazione della Cannabis lungi dall'indebolire le Mafie ne incrementa e diffonde i guadagni". Lo afferma Carlo Giovanardi, senatore dei Popolari e Liberali "Con buona pace di Saviano e di Della Vedova - prosegue - la paginetta presentata alla camera dalla Dna è un piccolo esercizio ideologico che non spiega e motiva proprio nulla se non un ipotetico risparmio di spesa che verrebbe ampiamente riassorbito con gli interessi dall'esplosione della spesa sanitaria per far fronte all'aumento delle tossicodipendenze". (ANSA).

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Nigeriano ucciso: Giovanardi, in Parlamento metodi fascisti
(ANSA) - ROMA, 8 LUG - "L'ultimo episodio relativo a un parlamentare a cui è stato impedito di parlare in Aula risale al 1925 quando i pochi oppositori del fascismo venivano subissati di insulti e minacce e gli veniva tolta la parola. Ho ricordato questa verità storica questa mattina in una trasmissione a La 7 parlando della incredibile censura preventiva che ho subito ieri in Senato. Con mia grande sorpresa il sottosegretario Gennaro Migliore, che ieri in Aula rappresentava il Governo invece di deplorare l'accaduto, lo ha giustificato meritandosi la mia opinione, che ribadisco, di un suo atteggiamento fascista". Lo scrive il senatore di Idea, Carlo Giovanardi, in una nota. (ANSA).
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Migrante ucciso: Giovanardi, contro di me censura preventiva
(ANSA) - ROMA, 8 LUG - "E' la prima volta nella storia repubblicana che viene fatta una censura preventiva a un senatore che ha il diritto di esprimere la sua opinione. La presidenza mi ha tolto la parola e mi hanno ricoperto di insulti, gridandomi verme e altre cose. All'ordine del giorno c'era la strage di Dakka, poi la presidente ha iniziato un giro di interventi per commentare la tragedia di Fermo. Secondo me mettere sullo stesso piano la morte di nove nostri connazionali con quello che è successo a Fermo non è una cosa giusta". Il senatore di "Idea" Carlo Giovanardi è tornato su quanto accaduto ieri in Senato ai microfoni di Radio Cusano Campus. "Io ho detto che se un pazzo uccide una persona, come accaduto a Fermo, è una cosa gravissima. Poi la presidente mi ha tolto la parola. C'è stata una indignazione preventiva. Io - racconta Giovanardi - ho regolarizzato 700.000 extracomunitari, ieri ho avuto la solidarietà della comunità nigeriana, e voglio poter dire che in Italia non siamo tutti razzisti e non siamo tutti xenofobi. Mi è stato negato questo diritto. Sull'episodio di Fermo, poi, ci sono versioni totalmente contrastanti. A Roma qualche giorno fa un balordo ha fatto annegare un ragazzo di 18 anni. Perché non l'abbiamo commemorato? Se non canti nel coro con lo stesso tono del coro vieni linciato e offeso, come è accaduto a me ieri". "Sono veramente preoccupato, perché la censura preventiva non si è mai vista. Mica siamo alla camera dei fasci e delle corporazioni. Dovevo usare la parola 'razzista'? Quel balordo che ha ammazzato il ragazzo americano è xenofobo e ce l'ha con gli americani? I processi vanno fatti in tribunale, alla fine di un processo emerge la verità. Che sia morta una persona l'ho definita una cosa gravissima. Sono stato linciato, viene linciato immediatamente chiunque si pone un problema", conclude. (ANSA).
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VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




 
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GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
FAMIGLIA CRISTIANA-
INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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