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CASALINO: GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA'), RASSEGNI IMMEDIATE DIMISSIONI

Dl Sicurezza: GIOVANARDI: ripristinare arresto per atti osceni I cittadini sono

PREGHIERA PER L'IMPUTATO

DA

STEFANO CUCCHI - IL GIORNALE E IL FATTO QUOTIDIANO

GAZZETTA DI MODENA DEL 26 OTTOBRE 2018

CUCCHI, ECCHIMOSI POST PESTAGGIO? MA SPUNTA UN EDEMA ZIGOMATICO DI 15 GIORNI PRI

Sen. Giovanardi Carlo Amedeo: No a odiosa discriminazione, prevalga il buonsenso

CARO MIMMO,CHI STA CON GLI ULTIMI FINISCE NEI GUAI...

CUCCHI. GIOVANARDI: UNA STRADA PROVOCAZIONE POLITICA O IDEOLOGIA

LE MIE OPINIONI SUL CASO CUCCHI

Nozze gay in Ambasciata, firma anche tu perché sia fatta chiarezza e siano assun

Luca Ghelfi: 'Voto a Modena: Idea sarà sicuramente presente'

Mozione anti aborto, Giovanardi 'asfalta' Pd e Cirinnà

Matrimonio gay in ambasciata, Giovanardi (Idea-Popolo e Libertà):

BERLUSCONI C'ERA RIUSCITO GIA' NEL 2006

TORNARE ALLA LEVA OBBLIGATORIA E' IMPOSSIBILE

AL SENATO UN CONVEGNO PER ANALIZZARE LE TRACCE ROMANE E CRISTIANE NELLA COSTITUZ

A Rovigno 50 anni del Centro Ricerche Storiche: Giovanardi consegna onorificenza

Esautorare senza alcuna istruttoria tre dirigenti di Rebibbia è logica forcaiola

Cannabis in vendita come ciliegie: chi applica la legge?

Canapa light a 2.50 euro al grammo: nuova frontiera della pubblicità

Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

VITALIZI: GIOVANARDI A CASELLATI, NO ALL'OLIO DI RICINO ISTITUZIONALE

UNO SHOW FORZATO.SPETTA AGLI ELETTI DECIDERE SU SALVINI

STOP ALLE TRIVELLAZIONI IN EMILIA.PEGGIO DI M5S C'E' SOLO IL PD

'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

STOP TRIVELLAZIONI A BUGIA E FANTOZZA:PD ESULTA,GIOVANARDI ATTACCA

'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

FILM CUCCHI : GIOVANARDI ( IDEA POPOLO E LIBERTA' ) CARABINIERI SEMPRE COLPEVOLI


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CASALINO: GIOVANARDI (IDEA POPOLO E LIBERTA'), RASSEGNI IMMEDIATE DIMISSIONI
“Rocco Casalino, portavoce del premier Giuseppe Conte, deve immediatamente dimettersi dall’incarico e lasciare Palazzo Chigi, seguendo l’esempio dell’allora mio collega di governo Claudio Scajola, ministro degli interni del Governo Berlusconi, che ebbe la dignità e l’intelligenza di dimettersi per una frase infelice sfuggitagli su Marco Biagi in risposta ad una domanda di un giornalista”. Lo dichiara l’onorevole Carlo Giovanardi (IDeA-Popolo e Libertà) in riferimento alle frasi di Rocco Casalino su anziani e down riportate dagli organi di stampa.    
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Dl Sicurezza: GIOVANARDI: ripristinare arresto per atti osceni I cittadini sono
Roma, 5 nov. (askanews) - "Nel decreto sicurezza, attualmente all'attenzione del Senato, è necessario ripristinare la norma che consenta alle forze dell'ordine di arrestare in flagranza di reato chi ostentatamente compia atti osceni in luogo pubblico". Lo ha sostenuto Carlo GIOVANARDI (Idea - Popolo e Libertà) nel corso della trasmissione 'Non è l'Arena' condotta da Massimo Giletti su La7, dedicata al problema della prostituzione. "Cittadini e famiglie di interi quartieri della capitale, da Centocelle all'Eur - ha affermato GIOVANARDI -, sono esasperati da comportamenti sconci e ripugnanti, la cui depenalizzazione impedisce ogni intervento efficace da parte delle autorità, come Polizia e Carabinieri hanno dovuto ammettere in un incontro in Prefettura con i comitati di municipio ostaggi di questo arrogante e impunito fenomeno. C'è tempo e modo prima della conversione del decreto, se c'è volontà politica da parte di governo e maggioranza - ha concluso -, di sanare questo grave vulnus e arginare un fenomeno che diventa sempre più insopportabile".
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PREGHIERA PER L'IMPUTATO

PREGHIERA PER L’IMPUTATO

Eliminare la prescrizione, come vogliono i Pentastellati? Nel caso riescano nel loro intento, spalleggiati dal Ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, potranno anche proporre la “Preghiera per gli imputati”, che potrebbe suonare così:

L’eterno processo dona loro Signore

Risplenda ad essi la pena perpetua

Non riposino in pace

Amen

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DA

Nozze gay in ambasciata, superate le 500 adesioni al nostro appello! Ora il Governo risponda

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STEFANO CUCCHI - IL GIORNALE E IL FATTO QUOTIDIANO
LE 260 VITTIME DI CUCCHI CHI LE RIPAGA?


IL SENSO DI KAREN PER STEFANO CUCCHI
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GAZZETTA DI MODENA DEL 26 OTTOBRE 2018

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CUCCHI, ECCHIMOSI POST PESTAGGIO? MA SPUNTA UN EDEMA ZIGOMATICO DI 15 GIORNI PRI

CUCCHI, ECCHIMOSI POST PESTAGGIO? MA SPUNTA UN EDEMA ZIGOMATICO DI 15 GIORNI PRIMA

Quando anche l'avvocato Anselmo non credeva alle percosse dei Carabinieri. In allegato stralci del ricorso in Cassazione e della perizia disposta dal Gip che esclude le lesioni come causa di morte.

PREMESSA: Per chi si interroga sulla fonte di questa notizia, specifico che TarantiniTime (www.tarantinitime.it) è un quotidiano regolarmente registrato presso il Tribunale di Taranto con provvedimento nr° 5 del 6 settembre 2017 e del quale la scrivente, è direttore responsabile. Cosa c’entrano notizie del genere su un quotidiano locale? Sul mio quotidiano sono libera di scrivere senza censure assumendomi la piena responsabilità di quanto riportato, tra l’altro, suffragato da atti processuali.

Se secondo la difesa della famigliaCucchi a parlare nel processo è il corpo di Stefano, è vero anche che qualcosa da dire ce l’abbia la periziaincaricata dal Gip Elvira Tamburelli, per l’incidente probatorio. Una perizia effettuata da un collegio di luminari di medicina legale: il professor Francesco Introna, ordinario di medicina legale nell’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, direttore della U.O.C. di Medicina Legale Universitaria, della A.O.U.C. Policlinico di Bari; il professor Francesco Dammacco, emerito di medicina interna presso l’Università di Bari; il dottor Cosma Andreula direttore delle radiologie del Gruppo GVM della Puglia; il professor Vincenzo D’Angelo, associato cattedra di neurochirurgia presso l’Università degli studi di Foggia e consulente di neurochirurgia presso l’Istituto clinico Humanitas di Rozzano (MI).
Dalla documentazione sanitaria consegnata ai periti in sede di incarico, emerge uno storico clinico relativo a Stefano Cucchi, che va dal 27 dicembre del 1999 fino al giorno del suo decesso, 22 ottobre 2009, presso il reparto di medicina protetta dell’ospedale ‘Pertini’ di Roma. Dunque, un quadro clinico di ben dieci anni, in cui sono riassunti i vari ingressi di Stefano Cucchi nei vari ospedali, le varie cause e le diagnosi. In molte di queste note Stefano Cucchi risulta essersi recato in ospedale per traumi distorsivi e contusivi, dovuti a riferite cadute o incidenti stradali. Tra queste, alcune hanno attirato la nostra attenzione.

6 settembre 2003 – Dolori in regione sacrale, coccige

Come possibile leggere dallo stralcio in allegato, il 6 settembre 2003 (6 anni prima della morte), Cucchi si reca in ospedale lamentando dolori al sacro – coccige, proprio la zona in cui (secondo le recenti testimonianze) avrebbe preso il calcio dai carabinieri: “in direzione dell’ano”. A quanto pare si rese anche necessario l’intervento della Polizia, a causa del «comportamento aggressivo e ingiurioso».
Questo stralcio di referto del 2003, già ci dice (così come lo ha detto ai periti) che esiste un precedente per quanto riguarda eventuale traumatologia nella zona sacrale.

22 settembre 2003 – Trauma lombare e frattura della vertebra L3

In questo altro stralcio presente in perizia e datato 22 settembre 2003, si legge di un ingresso in ospedale per un trauma lombare e per una frattura amielica della vertebra L3 a causa di un riferito trauma della strada. Il giorno seguente, 23 settembre 2003, viene ricoverato ma, come potrete leggere, la causa non è comprensibile: incidente automobilistico di diversi mesi o (addirittura) anni prima, oppure caduta dal secondo piano di un palazzo?

1 marzo del 2004 – Un persistente dolore toracico

Ancora un ingresso in ospedale per dolore toracico per il quale rifiuta il prelievo di sangue chiedendo di rimanere in osservazione. Nel documento si legge che quando gli si spiega che ciò non è possibile, il Cucchi avrebbe aggredito il medico costretto a chiamare la Polizia.

23 giugno 2007 – Frattura composta della spina nasale

Il 23 giugno del 2007, quindi due anni prima del decesso, Cucchi si reca in ospedale e riferisce di aver subito un’aggressione. La diagnosi è quella di frattura composta della spina nasale di sinistra.
Una domanda sorge spontanea: nessuno si è mai accorto dei frequenti incidenti e aggressioni subiti da Stefano Cucchi? O stava talmente bene che queste sono passate del tutto inosservate?

30 settembre 2009 – 15 GIORNI PRIMA DELL’ARRESTO. ATTENZIONE!

E qui, lo stralcio forse più interessante. il 30 settembre del 2009, dunque 15 giorni prima dell’arresto da parte dei Carabinieri, Stefano Cucchi viene trasportato in ospedale poiché trovato accasciato in terra «con riferito malessere e cefalea in seguito ad incidente stradale con trauma del capo avvenuto in serata». Dall’esame obiettivo dei medici si rileva un edema nella regione zigomatica destra, la diagnosi conferma il trauma nella regione zigomatica destra e un trauma emicostale sempre in regione destra.

EDEMA REGIONE ZIGOMATICA DESTRA

Riflettiamo su questo passaggio. Edema regione zigomatica destra. Che cosa è l’edema? Da definizione del dizionario, l’edema è un accumulo di liquidi che può interessare una zona circoscritta, come ad esempio una gamba, oppure può essere generalizzato, quando si manifesta in tutto l’organismo. In questo caso, prima che l’edema sia clinicamente evidente, devono accumularsi diversi litri di liquido. In caso di traumi facciali, l’edema causa dapprima un rigonfiamento e, nel caso di rottura di capillari, anche ecchimosi diffuse. Ci sta dunque, che i rossori evidenziati nelle foto scattate a Stefano Cucchi all’ingresso di Regina Coeli (dopo udienza di convalida durante la quale nessuno si è accorto dei malesseri del Cucchi), siano imputabili a quell’incidente avvenuto 15 giorni prima. A rafforzare questa tesi d’altronde, è lo stesso avvocato Fabio Anselmo nel suo ricorso in Cassazione avverso l’assoluzione degli agenti di Polizia Penitenziaria.

L’avvocato Anselmo esclude che i Carabinieri abbiano pestato Cucchi, perché se così fosse stato, avrebbe lamentato dolore e lo avrebbe riferito ai Carabinieri. Escludiamo da questa ipotesi i Carabinieri accusati di omicidio preterintenzionale che avrebbero potuto mentire, stando alla recente testimonianza di Tedesco, ma parliamo dei Carabinieri che hanno accolto Cucchi a Tor Sapienza e che il giorno seguente lo hanno riaccompagnato a Piazzale Clodio. Uno di questi, Francesco Di Sano, risulta ora indagato per le modifiche ad alcune annotazioni redatte relativamente a quella mattina. Modifiche, come ha specificato Di Sano, ordinategli da un superiore. Lo stesso Di Sano (come potrete leggere nello stralcio sotto), che all’epoca dei fatti dichiarò insieme ad altri due Carabinieri, Stefano Mollica e Pietro Schirone, che Cucchi quei segni la mattina dell’udienza di convalida ce li aveva. Dichiarazioni che secondo l’avvocato Anselmo, erano «inattendibili, se non false». E lo sostiene perché sempre secondo Anselmo: «Al momento della celebrazione dell’udienza di convalida dell’arresto, il Cucchi non presentava quella evidente e marcata maschera ecchimotica».

A questo punto i dubbi sono due: o le “convinzioni” della difesa cambiano a seconda di chi e cosa si può accusare, oppure di quell’incidente del 30 settembre 2009, due settimane prima, non si vuol tener conto o, peggio, nessuno se ne è accorto.
Tornando un attimo alla perizia e per rispondere a quanti mi hanno chiesto “ok, allora di cosa è morto?”, rispondo che i periti non sono riusciti a stabilire con certezza una esatta causa di morte, ma hanno prospettato due ipotesi: la prima, meno probabile, morte improvvisa da epilessia; la seconda a causa di un riflesso vagale bradicardizzante, dovuto ad una dilatazione di una vescica neurogenica che si sarebbe formata a seguito di lesioni. Ma attenzione: in questa ipotesi, il decesso non è stato causato dalla vescica in sé, ma dalla sua dilatazione. E la dilatazione non è avvenuta a causa delle lesioni. Questo è il motivo per il quale i periti concludono la perizia stabilendo che eventuali lesioni, traumi o percosse, non sono correlabili direttamente o indirettamente, in maniera causale o concausale con l’evento morte.

Questo per dire cosa? Che la testimonianza (e non confessione) del vice brigadiere Francesco Tedesco, in cui accusa i colleghi Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro di aver pestato Cucchi, può essere anche vera (nessuno lo mette in dubbio, ma sarà il processo a dirlo). Ma non va strumentalizzata da parte dei media che in questi giorni hanno titolato “LA CONFESSIONE DEL MASSACRO”. Ciò che dice Tedesco, seppure verità che la Magistratura dovrà accertare, non significa che Stefano Cucchi sia stato ucciso dai Carabinieri. In questo caso l’omicidio preterintenzionale non esiste, ma esistono le lesioni che, se accertate a carico dei Carabinieri, è giusto che siano severamente punite.
Però giocare con la testimonianza di un Carabiniere fino a qualche mese fa sbattuto sulla pagina della Cucchi, insultato dagli utenti, minacciato, violato nella vita privata, per imboccare all’opinione l’idea che abbia confessato un omicidio da parte dei suoi colleghi, è moralmente scorretto.
La perizia parla da sola. Possibile che mai nessuno si sia accorto negli anni, dei vari traumi e riferite aggressioni, subite da Stefano Cucchi, a tal punto da non rendersi conto se quei rossori sotto gli occhi, li avesse prima, dopo o durante l’udienza di convalida? O appaiono in base a chi si vuol dare la colpa? Riccardo Casamassima, il corpo di Stefano, Francesco Tedesco. Ognuno racconta una verità. La perizia e i referti di cui ho allegato stralci. Anche quella è una verità, scientifica che non esclude lesioni, magari ci sono state e sono da PUNIRE. Ma le esclude come causa di morte. Anche perché in dieci anni, di traumi fisici Stefano Cucchi (come da referti allegati) ne ha subiti molteplici.
Dopo nove anni di processi mediatici, una vera verità forse ce la meritiamo tutti.   2018, Elena Ricci.

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Sen. Giovanardi Carlo Amedeo: No a odiosa discriminazione, prevalga il buonsenso
Sen. Giovanardi Carlo Amedeo: No a odiosa discriminazione, prevalga il buonsenso
17 ott. (AdnKronos) - ''Noi siamo figli di un'antica cultura politica e giuridica che ha sempre sostenuto che, nel dubbio, si debba decidere 'pro reo'. Soprattutto quando ci sono di mezzo bambini''. Lo scrivono sul giornale online l'Occidentale gli esponenti di 'Idea - Popolo e libertà' Carlo Giovanardi, Eugenia Roccella e Gaetano Quagliariello. ''Non c'è dubbio, infatti - osservano -, che debbano rimanere fuori dalle agevolazioni per la mensa e i trasporti nelle scuole materne ed elementari i bambini delle famiglie che in base all'Isee hanno un reddito sufficiente per pagare la retta intera". "Ma a Lodi -aggiungono- a più del 90% dei figli di extracomunitari è stata rifiutata la tariffa ridotta per il trasporto e la mensa con gli altri bambini perché si prevede che debbano produrre una documentazione in tanti i casi impossibile da reperire nel Paese d'origine e senza una valutazione dell'eventuale valore di un bene posseduto (per esempio in un Paese africano). Nella sostanza viene applicata una norma punitiva per bambini che hanno diritto di essere trattati allo stesso modo (né più, né meno) di quelli italiani". "Speriamo -aggiungono- che prevalga il buonsenso e, prima di incamminarsi sulla odiosa strada della discriminazione, che nel passato ha causato imperdonabili tragedie, si vada perlomeno verso una moratoria che permetta alle famiglie di extracomunitari di Lodi e di altri comuni che hanno approvato gli stessi regolamenti di accedere ai servizi dando loro un congruo lasso di tempo per produrre, se materialmente possibile, la documentazione richiesta''. 
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CARO MIMMO,CHI STA CON GLI ULTIMI FINISCE NEI GUAI...
 
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CUCCHI. GIOVANARDI: UNA STRADA PROVOCAZIONE POLITICA O IDEOLOGIA
(DIRE) Roma, 17 ott. - "La legge 23 giugno 1927 n. 1188 dispone all'art. 4 che una strada o una piazza possa essere intitolata a chi e' deceduto da meno di dieci anni quando si tratti di persone che abbiano "bene meritato della nazione", una deroga che il Ministro degli Interni ha facolta' di concedere soltanto in casi eccezionali. La proposta dell'Ottavo Municipio di Roma di intitolare una strada a Stefano Cucchi, gia' bocciata a suo tempo quando l'avanzo' il Comune di Roma, e' l'ennesimo tentativo di trasformare una dolorosissima vicenda, sulla quale la giustizia deve ancora pronunciarsi in via definitiva, in provocazioni politiche o manifesti ideologici scontrandosi non soltanto con le norme in vigore ma anche con il piu' elementare buon senso". Cosi' Carlo Giovanardi, di Idea Popolo e Liberta'. (Rai/ Dire) 18:59 17-10-18
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LE MIE OPINIONI SUL CASO CUCCHI
Per chi chiede, per chi insulta, per chi parla senza sapere di cosa parla, unisco alla presente due link, uno del 14 dicembre 2012 dal titolo "Qualche domanda dopo la perizia su Stefano Cucchi" e l'altro del 18 marzo 2017 dal titolo "In attesa della decisione della Magistratura tutte le anomalie e alcuni punti fermi su caso Cucchi" esaustivi della mia opinione.




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Nozze gay in Ambasciata, firma anche tu perché sia fatta chiarezza e siano assun
matrimonio gay ambasciata

La vicenda del matrimonio tra due uomini spagnoli che l’ambasciatore italiano a Madrid avrebbe celebrato presso la sua residenza, in base a quanto rivelato da “La Verità”, ha fatto rapidamente il giro del web, fino ad arrivare in Parlamento. “Al di là delle legittime opinioni personali e private e dagli orientamenti sessuali – si legge nell’interpellanza al Ministro degli Esteri presentata dal senatore Gaetano Quagliariello (IDeA) -  quanto accaduto configurerebbe un utilizzo di una sede diplomatica italiana a fini impropri, in contrasto con le leggi e tale da costituire una causa di incompatibilità ambientale”.

In virtù di ciò, L’Occidentale lancia un appello indirizzato al Presidente del Consiglio dei Ministri e al Ministro degli Esteri per sollecitare una risposta agli atti di sindacato ispettivo e agli interrogativi sollevati dalla stampa.

 

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Al Ministro degli Esteri

 

L’ambasciatore d’Italia a Madrid, Stefano Sannino, secondo notizie di stampa sino ad ora non smentite, ha utilizzato la nostra sede diplomatica per celebrare un matrimonio tra due cittadini spagnoli al seguito del quale nella stessa sede si è svolto un ricevimento con centinaia di invitati prevalentemente del mondo LGBT.

Sono in vigore in Italia norme e convenzioni secondo le quali i Capi delle missioni diplomatiche all’estero rappresentano la Repubblica, le sedi delle rappresentanze all’estero sono considerate a tutti gli effetti suolo sottoposto alla giurisdizione italiana, e i locali della missione non possono essere adibiti ad usi con essi incompatibili.

Il matrimonio fra persone dello stesso sesso non è previsto dal nostro ordinamento e anche le unioni civili possono essere stipulate all’estero secondo la normativa italiana, purchè uno dei due contraenti sia cittadino italiano, cosa che nel caso in questione non risulterebbe.

Le notizie di stampa parlano di matrimonio, tuttavia, ribadiamo, neanche l’unione civile sarebbe stata possibile tra due cittadini stranieri.

Pertanto chiediamo al Governo che sia fatta luce sull’accaduto e vengano assunti i provvedimenti conseguenti nel caso in cui si verifichi che la legge è stata effettivamente violata. 

 

Carlo Giovanardi

Eugenia Roccella

Gaetano Quagliariello 

 

Chiunque volesse aderire all'appello può scrivere il proprio nome e cognome nella casella "Aggiungi un commento". La Redazione de L'Occidentale provvederà in seguito a stilare l’elenco delle adesioni e a farlo pervenire ai membri del Governo competenti.

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Luca Ghelfi: 'Voto a Modena: Idea sarà sicuramente presente'
Data:10 Ottobre 2018 - 11:18 / Categoria: Politica Autore: Redazione La Pressa

'I cattolici Pd come Maletti, Boschini e Richetti, come possono stare in un partito che espelle chi chiede semplicemente di applicare la 194 sull'aborto'

Luca Ghelfi: 'Voto a Modena: Idea sarà sicuramente presente'

'Saremo sicuramente presenti nelle elezioni amministrative a Modena capoluogo e nei comuni della provincia che votano nella prossima primavera'. Lo hanno affermato in un’Assemblea provinciale di Idea Popolo e Libertà Carlo Giovanardi e i segretari provinciali e regionali di Idea Bruno Rinaldi e Luca Ghelfi (nella foto).

Nella riunione è stata confermata 'l’appartenenza al centrodestra con la volontà della ricerca di candidati sindaci condivisi e della presentazione in loro appoggio di liste autonome o attraverso aggregazioni più vaste di Centro con Forza Italia che fa parte del Partito Popolare Europeo'.

L’assemblea, tenutasi nella sala della Confcommercio in via Piave, ha poi condiviso 'la decisa opposizione di Idea Popolo e Libertà alle politiche del Governo Giallo-Verde, in particolare per l’incomprensibile spazio dato alle rancorose, pauperiste e demagogiche posizioni dei pentastellati e ha ribadito la richiesta agli esponenti cattolici del Pd modenese (la presidente del Consiglio Comunale Francesca Maletti, il consigliere regionale Boschini e l’onorevole Matteo Richetti) circa la compatibilità della militanza in un partito che ha chiesto l’espulsione della capogruppo del Pd a Verona, colpevole di aver votato una mozione nella quale semplicemente si chiede di applicare la legge 194, anche nella parte che prevede di aiutare le donne a non abortire per cause economiche'.

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Mozione anti aborto, Giovanardi 'asfalta' Pd e Cirinnà

Data:09 Ottobre 2018 - 07:55
Categoria: Politica Autore: Redazione La Pressa

'Comune di Verona, sindaco e capogruppo del Pd hanno votato l'ordine del giorno. Sfido chiunque a dire quale parola di questo odg non è in sintonia con la 194'

Mozione anti aborto, Giovanardi 'asfalta' Pd e Cirinnà

“Io prima di parlare l’ho letta questa mozione.  E non capisco le polemiche. Nulla di quello su cui fa polemica il Pd è contenuto in questa mozione. La mozione riporta in maniera fedele gli articoli 1-2-5 della legge in vigore. Anzi, quello che ha fatto Verona dovrebbero farlo tutti i comuni italiani perché la legge 194 invita a collaborare con associazioni che operano per aiutare a portare avanti le gravidanze quando ci siano motivazioni economiche e quindi dare la possibilità alla donna, se vuole abortire di abortire, ma se vuole essere aiutata per completare la gravidanza, di poterlo fare con l’aiuto delle associazioni”. Lo ha detto Carlo Giovanardi  di Idea intervenuto ai microfoni di Radio Cusano Campus, sulla mozione anti aborto approvata dal Consiglio comunale di Verona. 

“Quindi vorrei chiedere: dov’è lo scandalo? Mi meraviglio che un segretario del Pd faccia polemiche nei confronti della loro capogruppo che semplicemente ha votato un ordine del giorno che invita a fare quello che la legge 194 prevede, cioè che l’aborto è l’extrema ratio  e bisogna fare tutto il possibile per evitarlo e per promuovere la vita”, sulle parole del promotore della mozione, il leghista Alberto Zegler (‘L’aborto è un crimine abominevole’).

“Non capisco come si confonda una mozione accettabilissima, con le idee di un consigliere che non c’entrano assolutamente nulla con la mozione che è stata approvata –ha dichiarato Giovanardi -. Il Comune di Verona, il sindaco e la capogruppo del Pd hanno votato questo ordine del giorno. Sfido chiunque a dire quale parola di questo ordine del giorno non è in sintonia con la legge 194”.

Sulle parole di Monica Cirinnà a Radio Cusano Campus (“Quella della Lega è una battaglia maschilista, sono sempre i maschi che vogliono decidere sul corpo delle donne”). “O è malafede, o è disinformazione –ha affermato Giovanardi-. E’ una manipolazione totale della realtà. E’ una cosa negativa se viene data una mano a una donna incinta che, per problemi economici, pensa di non poter continuare la gravidanza? In questo Paese è un dramma se nasce un bambino invece che finire in un aborto? Io vorrei una risposta a queste domande da quelli che fanno polemica. O non hanno letto la mozione, o se no fanno polemiche pretestuose. L’aborto è una necessità tragica nella vita di una donna, c’è una legge che lo permette ma tutto quello che si può fare per evitarlo si deve fare”.

Sulle politiche del governo riguardo la famiglia. “Penso che purtroppo questo governo, con la storia della moratoria e avendo messo Spadafora alle pari opportunità, stia consentendo il proseguimento di attività giurisprudenziali che in spregio della legge mirano a introdurre la stepchild adoption. Inoltre mi pare che il governo non contrasti con necessaria energia il fenomeno del cosiddetto utero in affitto. Mi pare che finora siano state spese molte parole doverose da parte del ministro della famiglia Fontana, però il risultato è che Spadafora va al gay pride a sfilare davanti alla Madonna di Pompei e le cose che sarebbero necessarie finora non sono state fatte perché viene sempre chiamata in causa la famosa moratoria. Il ministro della famiglia Fontana dice cose accettabili purtroppo è all’interno di un governo in cui le sue affermazioni vengono immediatamente contraddette il giorno dopo. Se lui parla della famiglia fatta da uomo e donna, viene immediatamente contraddetto dai 5 Stelle. Quindi la Lega si è messa in una situazione in cui proclama alcune cose ma poi non riesce a realizzarle perché ha un alleato di governo che su questi punti, vedi Spadafora, ha posizioni completamente diverse”.

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Matrimonio gay in ambasciata, Giovanardi (Idea-Popolo e Libertà):
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BERLUSCONI C'ERA RIUSCITO GIA' NEL 2006
DA "IL TEMPO" DEL 02/10/2018
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TORNARE ALLA LEVA OBBLIGATORIA E' IMPOSSIBILE

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AL SENATO UN CONVEGNO PER ANALIZZARE LE TRACCE ROMANE E CRISTIANE NELLA COSTITUZ

AL SENATO UN CONVEGNO PER ANALIZZARE LE TRACCE ROMANE E CRISTIANE NELLA COSTITUZIONE ITALIANA




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A Rovigno 50 anni del Centro Ricerche Storiche: Giovanardi consegna onorificenza
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Esautorare senza alcuna istruttoria tre dirigenti di Rebibbia è logica forcaiola
Roma, 20 sett. (AdnKronos) - ''Il governo gialloverde, che si definisce come l'avvocato dei cittadini italiani, ha sospeso senza nessuna istruttoria o approfondimento tre cittadine lavoratrici (Ida Del Grosso, direttrice della casa circondariale femminile di Rebibbia, la sua vice Gabriella Pedote e il vice comandante del reparto di polizia penitenziaria Antonella Proietti) ritenendole in qualche modo responsabili del gesto di follia di Alice Sebesta, la donna detenuta a Rebibbia che martedì ha provocato la morte dei suoi figli gettandoli dalle scale''. Lo dichiara Carlo Giovanardi, ex senatore di Idea- Popolo e Libertà. ''In un Paese democratico - prosegue l'ex parlamentare - il Parlamento fa le leggi, il ministro della Giustizia dovrebbe vigilare sulla loro applicazione, i magistrati decidono sul caso singolo. Stando a questa logica istituzionale, non si capiscono i motivi per i quali (o forse si capiscono troppo bene) immediatamente debbano a tutti i costi volare gli stracci per dare qualcuno in pasto a quell'ala forcaiola dell'opinione pubblica che pretende subito un colpevole". "Se ci sono responsabilità per la morte di quei poveri bambini - conclude Giovanardi - prima vanno accertate e poi puniti i colpevoli. Se si ritiene, invece, che ci sia una responsabilità oggettiva, il primo ad autosospendersi dal suo incarico dovrebbe essere il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede''.
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Cannabis in vendita come ciliegie: chi applica la legge?

Cannabis in vendita come ciliegie: chi applica la legge?    LA NUOVA BUSSOLA QUOTIDIANA 19/09/2018

A Modena un gazebo vende cannabis sulla strada e un bar somministra bevande e infiorescenze. Fumarla? "Non possiamo sapere cosa fa la gente a casa", dicono i gestori. Insorge l'ex ministro Giovanardi, mentre il governo da un lato attende il parere dell'Avvocatura e dall'altro chiede ai questori tolleranza zero. Ma in questa zona grigia intanto il business cresce sempre di più. 

Chi percorre la strada che da Modena porta a Vignola sa che è frequente trovarsi di fronte a cartelli pubblicitari che reclamizzano la vendita di ciliegie, che sono la specialità incontrastata della cittadina emiliana. Nel periodo della raccolta poi, è anche possibile che venditori improvvisati dalle vicine aziende agricole si piazzino sulla strada per vendere il prelibato frutto. Ma in questi giorni sulla Vignolese non ci sono banchetti di contadini che propongono ciliegie, bensì un grande gazebo che vende e reclamizza la vendita di cannabis light.

 

Anche il senatore Carlo Giovanardi, che di droga si è occupato spesso nella sua veste di Ministro con delega alle tossicodipendenze e che quella strada la percorre spesso, essendo originario proprio di queste terre, non ha potuto fare a meno di imbattersi nel curioso cartello pubblicitario che compare in questi gironi sulla strada. Dice: “Canapa Light a 2,50 euro al grammo”. Un affarone. 

 

E’ facile immaginarsi come l’esponente ex democristiano sia stato colto da un vero e proprio “infarto” nel notare non solo il cartello, ma anche un vero e proprio punto vendita che di legale sembra avere ben poco a cominciare dal fatto che la legge vieta di reclamizzare questi prodotti. E, dopo aver inchiodato l’automobile, ha scattato alcune foto che ora sono state spedite in questura e in Prefettura a Modena sotto forma di esposto.

A Modena, d’altra parte, la situazione in tema di cannabis è altamente esplosiva. Pochi giorni fa infatti ha inaugurato un bar che somministra infiorescenze di cannabis. E si chiama Marybistrò, in pieno centro, proprio a due passi dallo splendido Duomo romanico.

Il bar ha la licenza per somministrare cibo e bevande, come la birra. Legale? I gestori, come tutti quelli che hanno a che fare con questi prodotti sanno che devono muoversi a passi felpati perché la legge 242/16 consente la vendita di prodotti con effetti non considerati stupefacenti. Che si tratti di un escamotage per vendere sotto banco infiorescenze che poi a casa verranno fumate, è molto di più di un sospetto. Come dimostrano gli stessi gestori del bar alternativo, i quali, intervistati dal Resto del Carlino hanno messo le mani avanti: “Nel nostro Paese la cannabis light non si può vendere come prodotto da fumare e infatti nelle nostre confezioni è ben specificato, sono prodotti ufficialmente da collezione o per profumare i locali. Poi è chiaro che a casa sua ognuno fa quello che vuole…”.

In quei puntini di sospensione anche Giovanardi ci ha visto una candida ammissione: “Da una parte si dichiara (in maniera formale) che il prodotto non è destinato ad uso umano, ma dall’altra indirettamente appare evidente che la vendita è proprio destinata ad uso umano”, ha detto. E ancora: “Questi negozi innescano un processo di normalizzazione, soprattutto tra i giovani, che altera la percezione del rischio derivante dall’uso di queste sostanze, incrementandone l’uso futuro e danneggiando così le già insufficienti campagne di prevenzione”.

Normalizzare. E preparare il terreno. E’ questo il duplice compito che il boom di questi negozi sta lentamente portando avanti. Anche in virtù di una assenza di leggi ben precise. Sul versante legislativo infatti dopo l’emanazione della legge 242/16 ha fatto discutere lo stop ai negozi proposto dal Consiglio Superiore di Sanità che ha ravvisato scarse conoscenze sulla pericolosità del Thc anche a bassi dosaggi.

Ma l’argomento è tabù per una coalizione di governo che si trova divisa su questi argomenti e che non a caso non li ha inseriti nel programma di governo. E su questo i Radicali hanno gioco facile nell'aizzare le divisioni. Però, se da un lato abbiamo il Ministro della Salute Giulia Grillo (Cinque Stelle) che ha chiesto all’Avvocatura di Stato un parere sul report del CSS e che in passato è stata anche firmataria del disegno di legge sulla liberalizzazione della Cannabis, dall’altro abbiamo una circolare a Prefetti e Questori emanata a fine luglio dal Ministero degli Interni (il leghista Salvini) che chiede tolleranza zero sugli abusi, vale a dire sulla consumazione per scopi ricreazionali, leggi fumare.

L'intervento del ministro Salvini con la circolare è stato fatto per investire la zona grigia in cui la canapa deve rispettare il limite dello 0,25% di concentrazione di Thc oppure costringere la vendita facendola rientrare nelle 64 tipologie di utilizzo definite "industriali" dal Catalogo europeo. Se la si utilizza per altri scopi va trattata come una sostanza stupefacente con conseguente denuncia per il titolare del negozio. Però, scoprirlo è oggettivamente impossibile.

Ecco perché si procede così, con interventi a macchia di leopardo della Gdf e l’attesa di un pronunciamento che non è ancora arrivato. Nel frattempo, come dice anche Giovanardi “i buoi scappano, stanno proliferando decine e decine di negozi in giro per l’Italia che alimentano un business gigantesco che diventerà sempre più influente”.

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Canapa light a 2.50 euro al grammo: nuova frontiera della pubblicità
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Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

14 Settembre 2018 
Redazione La Pressa

'L’attività promozionale del primo locale del Nord Italia che apre oggi a Modena con il nome Marybistrò sembra essere in palese contrasto con la normativa'


Negozio di prodotti a base di canapa a Modena: Giovanardi insorge

L'ex senatore Carlo Giovanardi, in una lettera indirizzata al questore e al prefetto di Modena, ha chiesto l’assunzione di immediati provvedimenti in seguito all’apertura prevista per oggi a Modena di un locale dedicato esclusivamente alla vendita di prodotti a base di canapa dove i clienti possono comprare alimentari come paste e focacce, alcolici e cinque infiorenze di cannabis. “Nel parere espresso dal Consiglio Superiore di Sanità nella seduta del 12/04/2018 – si legge nella lettera - è stata sottolineata “la pericolosità di tali prodotti per la salute pubblica” raccomandando, per i principi di precauzione, l’adozione di misure atte a non consentire la libera vendita dei suddetti prodotti”.  

“Si è potuto appurare infatti – prosegue Giovanardi - che utilizzando un semplice prodotto acquistato presso questi negozi si può facilmente e a basso costo estrarre il principio attivo il quale può arrivare a concentrazione 10-20 volte superiore di Delta - 9-THC contenuto nel prodotto originale di base acquistato in negozio, ricavandone una resina che viene poi impastata e fumata. La vendita di tali prodotti avviene con una chiara contraddizione: da una parte si dichiara (in maniera formale) che il prodotto non è destinato ad uso umano, ma dall’altra indirettamente appare evidente che la vendita è proprio destinata ad uso umano”.

“Il Dpr 309/1990 – continua l’onorevole nella missiva - prevede due specifici articoli che possono essere evocati e utilizzati per porre in atto azioni di tutela e prevenzione nei confronti di questi negozi. Nello specifico sono l’art. 82 “istigazione, proselitismo e induzione al reato di persona minore” e l’art. 84 “divieto di propaganda pubblicitaria”. Si evidenzia che quest’ultimo articolo parla del divieto di propaganda pubblicitaria “anche se effettuata in modo indiretto”. L’attività promozionale del primo locale del Nord Italia che apre oggi a Modena con il nome “Marybistrò” sembra essere in palese contrasto con la normativa in vigore con l’aggravante che in questo locale si annuncia anche la somministrazione di alcolici”.

“Questi negozi – conclude Giovanardi - stanno così innescando un processo di normalizzazione, soprattutto tra i giovani, che altera la percezione del rischio derivante dall’uso di queste sostanze, incrementandone l’uso futuro e danneggiando così le già insufficienti campagne di prevenzione”.  


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VITALIZI: GIOVANARDI A CASELLATI, NO ALL'OLIO DI RICINO ISTITUZIONALE
Roma, 11 set. (AdnKronos) - L'ex ministro Carlo Giovanardi ha inviato una lettera al presidente del Senato Elisabetta Casellati sul nodo dei vitalizi per sottolineare il "rischio della somministrazione di una specie di 'olio di ricino istituzionale' per umiliare avversari politici e dare in pasto al popolo un comodo capro espiatorio per gli insuccessi del governo gialloverde". In particolare, dopo aver premesso che "con 32 anni di contributi pagati è tra i fortunati parlamentari che dovrebbero veder di gran lunga aumentato e non diminuito l'importo del vitalizio", Giovanardi ricorda nella missiva che "la delibera dell' Ufficio di presidenza della Camera riguarda 1211 ex deputati, che hanno maturato il diritto al vitalizio prima della riforma del 2012 che ha abrogato quell'Istituto. L'età media di questi colleghi è di 76 anni, 78 hanno tra i 90 e i 103 anni, 292 tra gli 80 e gli 89 anni. Tra 10 anni -avverte l'esponente di 'Idea'- saranno deceduti (sulla base di calcoli attuariali) il 75% degli ultraottantenni ed il 41% dei 1211. Tra 20 anni saranno deceduti il 78% di tutti, con ancora probabilmente in vita 7 superstiti tra gli ultraottantenni''. 
"Questi dati -continua Giovanardi- dimostrano che il vero e radicale risparmio sui vitalizi in essere sarà merito della natura, tenuto conto che l'odiosa e vendicativa delibera dell'Ufficio di Presidenza della Camera colpisce particolarmente gli ex parlamentari più anziani, arrivando a tagli che superano l'80% per gli ultra ottuagenari. E' evidente pertanto che sulla scia di una campagna giornalistica martellante che ha preteso pubblicamente non equità e giustizia ma (vedi Mario Giordano) provvedimenti punitivi per gli ex parlamentari, il movimento 5 Stelle cavalca una battaglia ideologica con processi e condanne sommari verso chi sarebbe responsabile dei problemi con cui l'Italia di oggi si deve confrontare". "Saranno gli storici a giudicare se, come io penso, - si legge ancora nella lettera- i parlamentari della Prima Repubblica e per certi versi anche quelli della Seconda, dovrebbero essere premiati per aver superato democraticamente le sfide incredibili del dopoguerra, avviato la ricostruzione, portato l'Italia ad essere uno dei sette paesi leader nel mondo, stroncato il terrorismo, battuto il comunismo ecc. o aspramente criticati per i loro tanti errori od omissioni". Giovanardi conclude con l'auspicio che l'ufficio di Presidenza del Senato vorrà valutare queste osservazioni "senza dover costringere gli ex Parlamentari a ricorrere a tutti gli strumenti che l'ordinamento mette a loro disposizione per una battaglia che coinvolge non solo la loro dignità ma anche principi fondamentali contenuti nella nostra Costituzione laica e repubblicana''. (Pol-Vam/AdnKronos) ISSN 2465 - 1222 11-SET-18 16:46 

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UNO SHOW FORZATO.SPETTA AGLI ELETTI DECIDERE SU SALVINI
DA "IL GIORNALE" DEL 09/09/2018
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STOP ALLE TRIVELLAZIONI IN EMILIA.PEGGIO DI M5S C'E' SOLO IL PD
DA "LIBERO" DELL'08/09/2018
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'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

Data:06 Settembre 2018 - 20:39 / Categoria: Economia 

Durissimo attacco alla giunta regionale da parte di Davide Tabarelli, presidente Nomisma Energia: 'I grandi geologi del passato si rivoltano nella tomba'


'Stop alla ricerca sugli idrocarburi? E' la sconfitta della scienza'

'La decisione della Regione Emilia Romagna di fermare la ricerca degli idrocarburi nelle zone di Fantozza e Bugia  rappresenta la sconfitta della scienza e una sconfitta totale della sinistra italiana'. Il durissimo attacco alla decisione della giunta Bonaccini di fermare le trivellazioni (accolta con esultanza dagli amministratori Pd) arriva da Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia, nota società nazionale di ricerca in campo energetico e ambientale con sede a Bologna.

'Per i due siti in questione parliamo di investimenti marginali, se pur importanti - afferma Tabarelli che abbiamo contattato telefonicamente - ma è il principio che passa ad essere pericoloso. La giunta regionale ha deciso di avallare a prescindere le paure manifestate dal territorio nonostante il famoso rapporto Ichese avesse dimostrato l'assenza di legami tra le ricerche e il sisma. Applicare il principio di precauzione in questo caso farà rivoltare nella tomba una intera generazione di geologi e di politici emiliani illuminati'.

Tabarelli aggiunge anche un tema legato al lavoro e al concetto di 'sinistra'. 'Penso a un territorio come quello di Ravenna che vive sul petrolio: Eni ha annunciato un investimento di due miliardi per la ricerca petrolifera nell'Adriatico, di fronte a questo atteggiamento della istituzione regionale siamo sicuri quell'investimento arriverà ancora o Eni preferirà investire in Egitto? Starà poi alla sinistra spiegare ai lavoratori ravennati perchè spariscono i loro posti di lavoro'.

'Io capisco le esigenze politiche - chiude il presidente di Nomisma - ma questa decisione è ostile rispetto alla scienza. Il gas è, al di là di altre chimere, il combustibile del futuro e se si applica il principio di precauzione su questo allora la Regione sia conseguente e chiuda i rubinetti del gas alle famiglie emiliane o vieti le grandi cisterne di combustibile. E' ovviamente una provocazione, ma questa decisione esagerata della giunta regionale merita una risposta simile'.

Giuseppe Leonelli


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STOP TRIVELLAZIONI A BUGIA E FANTOZZA:PD ESULTA,GIOVANARDI ATTACCA
Stop trivellazioni a Bugia e Fantozza: Pd esulta, Giovanardi attacca
Data:05 Settembre 2018 - 18:09 / Categoria: Politica 
Autore: Redazione La Pressa
'Perché non viene evacuato immediatamente il policlinico di Modena visto che senza lavori di consolidamento è a rischio di crollo in caso di eventi sismici?'
________________________________________
 
'In Puglia i comitati e la Regione stanno bloccando il metanodotto strategico proveniente dal Mar Caspio, mentre in Libia rischiamo di perdere il nostro maggior fornitore di gas e petrolio, I'Ilva a Taranto è a rischio di chiusura, la Tav che dovrebbe collegare per ferrovia l’Italia con la Francia è fortemente contestata dai 5 Stelle, il ponte Morandi è crollato a Genova, possibilità che i 5 Stelle avevano bollato come favoletta, mentre la “gronda” alternativa è stata ostacolata in ogni modo dagli stessi. In questo contesto la Regione comunica che a Modena, per il principio di precauzione, viene bloccata la ricerca di nuovi giacimenti di gas sotto pressione degli stessi movimenti di opinione che hanno fatto chiudere in Italia le centrali nucleari e contestano fortemente Centrali a petrolio e a carbone'. A parlare è Carlo Giovanardi di Idea.
'Nel contempo la crisi economica si accentua, le aziende chiudono, si lamenta che i giovani per trovare lavoro debbano fuggire all’estero (dove ci sono le centrali nucleari e nessuno contesta i gasdotti e la ricerca di nuovi giacimenti): ma se il principio di precauzione è così tassativo e l’allarme per eventuali terremoti così preoccupante, perché non viene evacuato immediatamente il Policlinico di Modena visto che senza lavori di consolidamento è a rischio di crollo in caso di eventi sismici?'

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'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

Data:01 Settembre 2018 - 17:40 / Categoria: Politica 
Autore: Redazione La Pressa

Giovanardi: 'Ora siamo all'inizio del processo contro i carabinieri. Io attendo la sentenza e mi piacerebbe che questa attesa fosse condivisa da tutti'


'Cucchi, medici dovevano obbligarlo a mangiare: stop a mistificazioni'

Il film 'Sulla mia pelle' che ha aperto il Festival del Cinema di Venezia ha riacceso i riflettori sulla drammatica vicenda umana di Stefano Cucchi. Un film accolto con entusiasmo da una fetta di pubblico, ma che ha sollevato le dure reazioni dei sindacati di polizia e carabinieri che hanno parlato di una 'nuova gogna mediatica'. Una tesi sostenuta in pieno anche dall'ex senatore Carlo Giovanardi per il quale il film di Alessio Cremonini rappresenta 'l'ennesima operazione mistificatoria'.
Giovanardi, perchè questo interesse da parte sua sulla vicenda di Cucchi, tanto da essere critico rispetto alle posizioni della famiglia?
'Mi sono interessato alla vicenda di Stefano Cucchi perchè all'epoca dei fatti ero sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle tossicodipendenze e quindi venni coinvolto a livello istituzionale. Fin dall'inizio sostenni la tesi che stava ai medici obbligare quel ragazzo a nutrirsi e se così avessero fatto Cucchi sarebbe ancora vivo. Parliamo di un giovane all'epoca dei fatti debole, fragile, con gravi patologie che secondo i giudici che hanno assolto in Appello medici e agenti di custodia si spense soprattutto per inanizione a causa delle conseguenze dello sciopero della fame che intraprese'.
Insomma, lei afferma che la prima causa della morte su lo sciopero della fame e che Cucchi non venne picchiato?
'Sulle percosse vi è una sentenza che ha assolto in modo definitivo gli agenti di polizia penitenziaria contro i quali la famiglia Cucchi si era costituita parte civile sino in Cassazione sostenendone la colpevolezza, mentre per i carabinieri siamo soltanto all'inizio del processo di primo grado. Aspettiamo la sentenza: i processi si devono fare nelle Aule di giustizia e non sui media. Detto questo, la mancanza di cibo e acqua furono oggettivamente un fattore determinante nella morte del giovane. Guardi, Fabio Anselmo, legale della famiglia Cucchi nel novembre 2009 in una trasmissione radio disse di condividere molte delle mie affermazioni e che - cito letteralmente - 'nelle cartelle cliniche emerge come Stefano abbia rifiutato cibo e acqua perché voleva parlare con il suo avvocato e con una volontaria di una comunità terapeutica dove voleva rientrare, oltre che con suo cognato. Che fosse un tossicodipendente con grossi problemi di droga come ha detto Giovanardi è vero'. Questo disse allora l'avvocato della famiglia. Del resto, nella sua casa dopo l'arresto venne trovato un chilo di sostanze stupefacenti già frazionate e pronte per la vendita. Non vi sono dubbi sulle sue attività e sul suo uso di droghe, una dipendenza per la quale venne accolto in comunità di recupero e che gli procurò negli anni precedenti ben 16 ricoveri al Pronto Soccorso per lesioni, fratture e ferite tutte inflittegli nel limaccioso mondo in cui operava. Ricordo che appena 15 giorni prima dell'arresto venne trovato davanti all'ospedale Figlie di San Camillo e ricoverato per l'ennesima aggressione subita'.
L'ex moglie di uno dei carabinieri sotto processo, Anna Carino, ha testimoniato come la notte dell'arresto i carabinieri avessero picchiato Stefano Cucchi. 'Quante gliene abbiamo date' le avrebbe detto l'ex marito.
'Ripeto, la famiglia Cucchi si costitutì parte civile contro gli agenti di polizia penitenziaria ora assolti in via definitiva mentre accettò un indennizzo dall'ospedale Pertini di un milione e 340mila euro, con i medici poi assolti in Appello con una sentenza che certificò come Cucchi sarebbe morto per cause naturali. Ora siamo all'inizio del processo contro i carabinieri. Io attendo la sentenza e mi piacerebbe che questa attesa fosse condivisa da tutti. Sottolineo anche che le numerose perizie della pubblica accusa e della Corte di Assise firmate dai più importanti medici forensi italiani hanno certificato come non via sia alcuna relazione tra le eventuali percosse e la morte del 31enne, stessa conclusione alla quale è giunta la Commissione parlamentare presieduta da Ignazio Marino. Il perito della parte civile sostiene il contrario. Saranno i giudici a decidere. Quello che ritengo inammissibile è il linciaggio pubblico che ha costretto a un calvario giudiziario prima gli agenti di polizia penitenziaria e che ora condanna mediaticamente e nel principale festival cinematografico italiano quei carabinieri come assassini. Un Paese così non è un paese civile'.
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FILM CUCCHI : GIOVANARDI ( IDEA POPOLO E LIBERTA' ) CARABINIERI SEMPRE COLPEVOLI
FILM CUCCHI : GIOVANARDI ( IDEA POPOLO E LIBERTA' ) CARABINIERI SEMPRE COLPEVOLI ANCHE SE ASSOLTI                                                                                                                             
Dall' apertura del Festival del Cinema di Venezia, tramite un film finanziato con 600 mila Euro dallo Stato, parte questo messaggio: carabinieri ed agenti di polizia quando vengono condannati sono colpevoli, quando vengono assolti sono colpevoli lo stesso. Lo ha affermato chiaramente in una intervista l'attore protagonista del film Alessandro Borghi, dichiarando (cito tra virgolette) : " Lo Stato diventa complice di un delitto  nel momento in cui smette di cercare la verità. Vale per Cucchi, Aldrovandi, Uva ma anche per Giulio Regeni". Borghi dovrebbe sapere che i poliziotti e i carabinieri  del caso Uva sono stati assolti in primo grado ed in appello dalle false accuse avanzate nei loro confronti e nel caso Cucchi gli agenti di polizia penitenziaria, contro i quali la famiglia Cucchi si era costituita parte civile sino in Cassazione sostenendone la colpevolezza , sono stati assolti in via definitiva, mentre per i carabinieri siamo all'inizio del processo di primo grado. Ribadisco ancora una volta che i processi si devono fare nelle Aule di Giustizia e le sentenze si rispettano, mentre è ignobile che Servitori dello Stato e i loro famigliari, che hanno subito innocenti anni ed anni di calvario giudiziario, si ritrovino ancora vittime di  campagne di odio nei loro confronti.                                                                                                                             
On   Carlo Giovanardi

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VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




 
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GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
FAMIGLIA CRISTIANA-
INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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