“Questa vicenda ha contorni molto strani”. Così al VELINO il senatore Carlo Giovanardi, componente della commissione Antimafia, in merito all’infiltrazione della malavita organizzata nel gioco d’azzardo legale e in particolare sull’inchiesta dello Scico della Guardia di Finanza di Roma che ha portato alla luce un’organizzazione transnazionale che riciclava in tutto il mondo i proventi del mancato pagamento delle imposte sul gioco d’azzardo.“Più volte in Parlamento - osserva Giovanardi - discutemmo se oltre ai Casinò esistenti (Venezia, San Vincent, Campione d’Italia e San Remo, ndr) fosse opportuno aprirne degli altri e la maggioranza si è sempre opposta dicendo che sono zone dove si rischia riciclaggio di denaro e l’attenzione della criminalità organizzata. Dopo di ché c’è stata un’improvvisa evoluzione e si sono trasformati milioni di luoghi in Italia in specie di bische con slot machines e Video lottery e io non ricordo che ci sia mai stata un’autorizzazione da parte del parlamento con un dibattito e con un atto esplicito”. “Tutto questo - osserva Giovanardi - è avvenuto sostanzialmente per atti amministrativi o attraverso norme oscure o inintelligibili inserite nelle finanziarie, perché tutte le volte che il Parlamento si è interessato del problema ha detto un deciso no all’ampliamento del gioco d’azzardo. Evidentemente - conclude - c’è stata una regia occulta che è riuscita, attraverso complicità politiche e amministrative, a creare una situazione tale per cui si è passati a questa proliferazione indiscriminata di macchine mangiasoldi”.