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POLIZIOTTI E CARABINIERI: EROI O CRIMINALI?

Mozione foibe, Giovanardi: "Difendo la libertà di ricerca storica"

Giovanardi a TPI: “Su Cucchi non chiedo scusa, è morto perché ha rifiutato cure

Unione (non nozze) in Alta Uniforme

ADOZIONI. GIOVANARDI: PD E GOVERNO GIALLO-VERDE CAUSA CROLLO

Famiglia: Giovanardi, commissione adozioni e' rimasta acefala

CUCCHI, I DAVID DI DONATELLO E LA LITURGIA DEL MARTIRE

BLITZ QUOTIDIANO

MILANO. INCENDIO BUS, GIOVANARDI: GOVERNO STA SMANTELLANDO SISTEMA

CUCCHI, COLPO SCENA. TERZA PERIZIA.

La Consulta dà ragione a Giovanardi

LA ZIRUDELLA DEI GRILLINI

SE RITORNA LA 'MODICA QUANTITÀ'

IL DEMONE DEL NAZIONALISMO NON VA RISVEGLIATO

QUATTRO SEMPLICI MOSSE PER RIUSCIRE A GESTIRE IL FENOMENO MIGRATORIO

DIFFAMATO, I CONSIGLIERI DEL MOVIMENTO RISPONDERANNO

IL PATRIMONIO CULTURALE E I RICORDI DI FAMIGLIA

A GIOVANARDI IL PREMIO FEDERICO FELLINI

MIGRANTI, GIOVANARDI (IDEA – POPOLO E LIBERTA’): “PORTI APERTI – ITALIA CHIUSA E

IO CHE NON HO DIFFAMATO Stefano Cucchi

INSEGNARE L'ITALIANO ALLE MAGREBINE

da "Dagospia" del 26/01/2019

MODENA TODAY - Caso Cucchi, il tribunale archivia la querela per diffamazione a

DA "Sul Panaro.net -notiziario della Bassa Modenese" del 24/01/2019

Giovanardi al governo Conte: "Chiudete i negozi di cannabis light"

Giovanardi tuona: «Chiudere i negozi di cannabis light»

Accademia aeronautica: una tempesta in un bicchiere d'acqua

Quando Grasso non volle commemorare Andreotti

LA STAMPA 13.01.2019

DA"VACCARINEWS" DEL 07/01/2019


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POLIZIOTTI E CARABINIERI: EROI O CRIMINALI?

Basta vedere i film americani per rendersi conto che negli Stati Uniti (e non solo lì) chi alza le mani su un poliziotto viene crivellato di colpi senza che nessuno pensi neanche lontanamente ad incriminare gli agenti che hanno sparato.

Per nostra fortuna in Italia le cose vanno molto diversamente ed anche nei casi estremi come quelli sovracitati poliziotti e carabinieri, a rischio della loro vita, cercano di arrestare gli aggressori bloccandoli a terra, senza far uso delle armi.

I famosi processi (Aldrovandi, Magherini, Uva) che vengono sempre citati per dimostrare la vocazione alla violenza delle nostre forze dell’ordine, conclusisi in due casi con l’assoluzione e in uno con la condanna per omicidio colposo, avevano proprio come fondamento dell’accusa il modo con il quale la persona fermata (ubriaca o sotto l’effetto di sostanze stupefacenti) era stata trattenuta prona a terra, con il pericolo che in quella posizione potesse avere un infarto.

Secondo voi nel caso che Preiti e Papantuono, trattenuti proni a terra con il viso schiacciato sul selciato e con un poliziotto e un carabiniere a cavalcioni per tenerli bloccati, fossero morti di infarto, ci troveremmo di fronte ad un atto eroico o ad un atto criminale?

Carlo Giovanardi


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Mozione foibe, Giovanardi: "Difendo la libertà di ricerca storica"

TRIESTE PRIMA

Nicolò Giraldi – 10 aprile 2019

Mozione foibe, Giovanardi: "Difendo la libertà di ricerca storica"

Tre anni fa il Parlamento varò la legge che introduceva il reato di negazionismo. "I voti arrivarono dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle, gli stessi che oggi si indignano di fronte alla mozione. Una legge liberticida, va abrogata"

L’8 giugno del 2016 la Camera dei Deputati approvava con 237 voti a favore, 102 astenuti e cinque contrari, l’introduzione nell’ordinamento italiano del reato di negazionismo. All'interno del dibattito sulla mozione sui finanziamenti ai negazionisti delle foibe, approvata dal Consiglio regionale negli scorsi giorni, e divenuta di stretta attualità anche a livello nazionale, è intervenuto anche il senatore di Idea, Popolo e Libertà, Carlo Giovanardi. Raggiunto telefonicamente l'ex Popolo delle Libertà ha dichiarato che "la maggior parte dei voti arrivarono dal Partito Democratico e dal Movimento Cinque Stelle, gli stessi che oggi si indignano di fronte alla mozione approvata dal Consigilio regionale del Friuli Venezia Giulia che blocca i finanziamenti pubblici a chi nega o riduce il dramma delle foibe”.

"Difendo la libertà di ricerca della Kerservan e della Cernigoi, come di chiunque altro"

Per farlo, afferma Giovanardi “venne applicata un’integrazione alla legge Mancino, trasformando il negazionismo e il riduzionismo in un reato penale. Fummo gli unici a votare contro una legge liberticida e oscurantista”. Secondo il senatore “gli storici italiani, anche quelli di estrazione marxista, fecero la battaglia con noi e denunciarono questo tentativo. Io al Senato parlai esplicitamente di Trieste delle foibe e delle studiose Alessandra Kersevan e Claudia Cernigoi. Ricordo bene che dissi di fare attenzione, perché le prime vittime di quella legge avrebbero rischiato di essere proprio loro due. Io non condivido nulla dei loro studi, ma non voglio negare loro la libertà di scrivere. Difendo la loro libertà di ricerca, come la libertà di ricerca di chiunque”.

Confronto sul piano storico, non sulla repressione

“Il confronto – continua il senatore – deve essere sul piano storico e sul piano delle prove, e non sul piano della repressione. Il discorso è che oggi chi in Italia il negazionismo e il riduzionismo sono considerati reati, tant’è vero che in occasione della Giornata del Ricordo era stata preannunciata una denuncia penale nei confronti dell’ANPI, che non ricordo di quale città, che aveva negato la storia delle foibe”.

"Togliere questo macigno e abrogare questa legge"

Alla cronologia parlamentare Giovanardi aggiunge una proposta. “Facciamo una battaglia comune per abrogare questa legge e lasciamo la libertà di ricerca. In quell’ambito infatti, l’erogazione dei finanziamenti pubblici non può essere condizionata a seconda della presenza di una giunta di destra o di sinistra. Non può esistere che i soldi vengano dati solamente a chi la pensa come loro. L’unica soluzione è tirare via questo macigno che ha reso reato il negazionismo e il riduzionismo”. “La ricerca storica non può essere inficiata solo perché, secondo quella legge, uno studioso può venir denunciato e perseguito penalmente. Allora scusate, un ente pubblico allora può finanziare chi può essere accusato di un reato?”

Non è espressione di un paese civile e democratico

Il senatore ipotizza uno scenario diverso. “Poi verrà fuori una regione dove è al potere la sinistra e che a sua volta non finanzierà studiosi o istituti di destra. Non capiscono che così facendo finiamo dentro ad una spirale che non è espressione di un paese democratico e civile. In questo caso le questioni storiche si dovrebbero lasciare agli storici e al confronto tra i documenti e non possono diventare questioni penali”.

Nessuno ha la verità rivelata

“Il mio appello – conclude Giovanardi - è di portare il dibattito non all’interno di una sterile contrapposizione, bensì ad una riflessione su questo dato di fondo. La soluzione è una sola: bisogna modificare quella legge. Dobbiamo riaprire una discussione seria anche in Parlamento su questi temi e la libertà di ricerca deve diventare sacra a 360 gradi. Nei giudizi storici nessuno ha la verità rivelata, solo i regimi, abilissimi a riscrivere la Storia”.

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Giovanardi a TPI: “Su Cucchi non chiedo scusa, è morto perché ha rifiutato cure

Giovanardi a TPI: “Su Cucchi non chiedo scusa, è morto perché ha rifiutato cure e nutrizione”

"Due settimane fa è stata depositata una perizia che ribadisce che la morte di Cucchi non ha niente a che fare con le percosse", dice l'ex parlamentare a TPI

Immagine di copertina

Carlo Giovanardi

Era la notte del 15 ottobre 2009 e Stefano Cucchi era stato arrestato poco prima dai carabinieri della compagnia Casilina per possesso di sostanze stupefacenti. Il geometra romano era giunto da poco in caserma in stato di fermo quando venne violentemente pestato dai carabinieri all’interno della caserma Appia, pestaggio che secondo molti sarebbe la reale causa della morte sopraggiunta il successivo 22 ottobre.

A distanza di molti anni dalla morte di Stefano, complici le dichiarazioni rese da alcuni supertestimoni, si è aperto un secondo processo a carico dei carabinieri della compagnia Casilina che quella notte erano in servizio nella caserma Appia e che furono, secondo le testimonianze e l’accusa, gli autori materiali del pestaggio che avrebbe causato la morte del geometra.

Con l’evolversi del processo Cucchi bis e con le dichiarazioni rese ieri in Aula dal carabiniere Francesco Tedesco, che ha raccontato i particolari del pestaggio ai danni del geometra 33enne, sui social moltissimi utenti hanno cominciato a ripubblicare le vecchie dichiarazioni di alcuni esponenti politici che all’epoca dei fatti non ebbero parole tenere per Stefano Cucchi e la sorella Ilaria.

Oltre alle frasi pronunciate dall’allora europarlamentare Matteo Salvini, le dichiarazioni che più stanno scatenando le polemiche sono quelle dell’ex senatore Carlo Giovanardi, che a più riprese disse che Stefano Cucchi era morto per “inedia”.

“Le ecchimosi sul corpo di Stefano Cucchi sono dovute alla mancanza di nutrizione, non c’entrano niente le botte, né quei tre poveri cristi degli agenti di custodia, che prendono 1.200 euro al mese e hanno vissuto quattro anni d’inferno”, dichiarò a La Zanzara nel 2013.

Abbiamo raggiunto telefonicamente l’ex parlamentare di Idea per capire che cosa pensa delle evoluzioni del processo Cucchi bis e delle ammissioni del carabiniere Tedesco.

Onorevole Giovanardi, sui social in molti stanno ricordando le dichiarazioni che a suo tempo rese sulla vicenda Cucchi. Alla luce delle evoluzioni nel processo, pensa ancora queste cose?

“Non vedo perché non dovrei. Mi faccia dire una cosa: lo scorso gennaio il Tribunale di Roma ha archiviato la querela per diffamazione a mio carico intentata da Ilaria Cucchi. Il giudice non ha ravvisato gli elementi costitutivi del delitto di diffamazione perché le mie dichiarazioni si attenevano alle risultanze processuali emergenti all’epoca dei fatti e furono espresse con linguaggio continente.

Io mi sono sempre basato sugli atti processuali e non ho diffamato nessuno. Ora sto anche intentando un’azione civile a carico dei 29 consiglieri comunali di Torino che mi diedero del diffamatore e sto depositando in polizia postale i nominativi degli utenti che mi stanno minacciando – non insultando, perché l’insulto si può sempre tollerare – e che stanno minacciando i miei famigliari a causa delle mie dichiarazioni. Un linciaggio e una gogna senza fine solamente per aver sostenuto ciò che dicono le perizie ordinate dalla Procura”.

Ascoltando la testimonianza del carabiniere Tedesco che cos’ha pensato?

“Il processo bis non è concluso, ieri è successa una cosa importantissima ma bisogna vedere come andrà a finire. Il carabiniere comunque non ha confessato il pestaggio, ma ha accusato i due colleghi tirandosene fuori. Questo, poi, non è un processo contro l’Arma dei Carabinieri, come molti invece vorrebbero far credere. Si leggono insulti contro l’Arma da far rabbrividire, ma al centro di questo processo ci sono i comportamenti di alcuni militari. Certo è che, se si dovesse provare il nesso tra la morte di Cucchi e le percosse, chi ha sbagliato dovrà pagare”.

A distanza di anni, che cosa pensa della morte di Stefano Cucchi?

“Il problema vero, ora, è appurare com’è morto veramente Stefano Cucchi. Stefano Cucchi sarebbe ancora vivo se avesse voluto curarsi. Aveva la vita appesa a un filo, entrò in ospedale che pesava 43 chili e ne uscì che ne pesava 36-37. Il suo stato di fragilità, però, venne aggravato dal rifiuto delle cure mediche. Cucchi rifiutò le cure e la nutrizione e i medici a processo si sono sempre difesi dichiarando di aver rispettato il volere del paziente. Un medico non può curare chi non vuole essere curato, salvo obbligarlo, loro rispettarono le volontà di Stefano Cucchi”.

Quindi, le precarie condizioni di salute di Cucchi sarebbero la causa del decesso?

“Guardi, il processo a carico dei medici del Pertini è ancora in corso in Corte d’Assise e proprio due settimane fa è stata depositata una perizia che ribadisce che la morte di Cucchi non ha niente a che fare con le percosse, come ho sempre detto anche difendendo gli agenti di custodia che sono stati accusati di essere colpevoli del decesso e sono rimasti colpevoli per molti nonostante la sentenza di assoluzione.

Comunque, in questa superperizia, acquisita anche ne processo bis, i consulenti scrivono nero su bianco che la morte di Stefano Cucchi è sopraggiunta per una morte cardiaca improvvisa e imprevedibile, che si sarebbe dovuto intervenire sullo stato di digiuno del paziente e che la malnutrizione è uno dei fattori che hanno portato alla morte di Cucchi. Nonostante la notizia sia stata battuta da tutte le agenzie di stampa, sui giornali non ho trovato una riga su questa perizia. Lo trovo grave, trovo grave che i cittadini non siano stati informati dei fatti”.

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Unione (non nozze) in Alta Uniforme

Unione (non nozze) in Alta Uniforme

unionecivile_uniforme

Tutti i giornali italiani hanno dato ampio spazio alla notizia di due donne, tenente di vascello e nocchiero della Marina Militare, che hanno stipulato una Unione Civile, con titoli del tipo: "prime spose in divisa", "prime nozze lesbiche", "Maria Teresa e Lorella si sono sposate".

In teoria le Unioni Civili, riconoscimento di una "specifica formazione sociale" (art.1 legge 20 maggio 2016 nr 76), non hanno nulla a che fare con il matrimonio che viene citato nell' art 29 1 comma della Costituzione: "La Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio", tra uomo e donna come ha ripetutamente ribadito la Corte Costituzionale". 

In un paese democratico la Costituzione si può cambiare e decidere che il "naturale" si riferisca anche a matrimoni tra uomo e uomo e donna e donna. Questo renderebbe corretti i titoli dei giornali che hanno parlato di "nozze", "spose" ecc.

Ma questo cambio di impostazione, il cui rischio abbiamo denunciato fin da tempi non sospetti – da quando la legge Cirinnà era in discussione in Parlamento - spalancherebbe la porta anche alle adozioni ed alla pratica dell'utero in affitto per queste coppie, che è proprio l' obiettivo per cui si battono le organizzazioni fondamentaliste del mondo LGBT, con relativa compravendita di bambini sul mercato, privando gli stessi del sacrosanto diritto a conoscere e a crescere con un padre ed una madre. 

La goliardata in Alta Uniforme e la benedizione del Ministro della Difesa, assieme ai titoli fuorvianti dei giornali, dimostrano con quanta supeficialità, speriamo non malafede, si trattano questioni così importanti per il futuro del nostro Paese.
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ADOZIONI. GIOVANARDI: PD E GOVERNO GIALLO-VERDE CAUSA CROLLO
DOMENICA 31 MARZO 2019 17.05.28 


ADOZIONI. GIOVANARDI: PD E GOVERNO GIALLO-VERDE CAUSA CROLLO 

ADOZIONI. GIOVANARDI: PD E GOVERNO GIALLO-VERDE CAUSA CROLLO (DIRE) Roma, 31 mar. - "Quando ho abbandonato nel 2011 la Presidenza della CAI ( Commissione Adozioni Internazionali ) che avevo assunto nel 2008 con delega del Presidente del Consiglio, i bambini adottati nell' ultimo anno avevano raggiunto il numero record di 4.000 mentre nel 2018 sono stati circa 1300: ho presieduto la Commissione di regola una volta al mese e la riunione durava tutta la giornata per discutere ed approvare gli oggetti all' ordine del giorno stilato dal Vicepresidente. Dal 2013 al 2018, nella disastrosa gestione di Silvia Della Monica, sostenuta sino all'ultimo dal PD, la Commissione si e' riunita una sola volta nell' intera legislatura per l'insediamento della Presidente e nel Governo giallo-verde e' rimasta sostanzialmente acefala prima di entrare nel mirino della rissa tra Conte e Salvini. Il crollo del numero delle adozioni ha evidentemente varie concause ma la principale e' l'abbandono dal 2013 di una seria direzione politica della Commissione, ridotta a cassa di risonanza di propaganda del governo di sinistra prima e di quello giallo-verde poi". Cosi' in una nota Carlo GIOVANARDI di Idea. (Rai/ Dire) 17:04 31-03-19 NNNN
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Famiglia: Giovanardi, commissione adozioni e' rimasta acefala
DOMENICA 31 MARZO 2019 16.56.16 
CONTE

Famiglia: Giovanardi, commissione adozioni e' rimasta acefala 

ZCZC2434/SXA XPP12748_SXA_QBXB R POL S0A QBXB Famiglia: Giovanardi, commissione adozioni e' rimasta acefala (ANSA) - ROMA, 31 MAR - "Quando ho abbandonato nel 2011 la Presidenza della Commissione Adozioni Internazionali che avevo assunto nel 2008 con delega del Presidente del Consiglio, i bambini adottati nell'ultimo anno avevano raggiunto il numero record di 4.000 mentre nel 2018 sono stati circa 1300: ho presieduto la Commissione di regola una volta al mese e la riunione durava tutta la giornata per discutere ed approvare gli oggetti all' ordine del giorno stilato dal Vicepresidente. Dal 2013 al 2018, nella disastrosa gestione di Silvia Della Monica, sostenuta sino all'ultimo dal PD, la Commissione si e' riunita una sola volta nell'intera legislatura per l'insediamento della Presidente e nel Governo giallo-verde e' rimasta sostanzialmente acefala prima di entrare nel mirino della rissa tra Conte e Salvini". Lo afferma l'ex ministro Carlo Giovanardi. "Il crollo del numero delle adozioni ha evidentemente varie concause ma la principale e' l'abbandono dal 2013 di una seria direzione politica della Commissione, ridotta a cassa di risonanza di propaganda del governo di sinistra prima e di quello giallo-verde poi", conclude Giovanardi
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CUCCHI, I DAVID DI DONATELLO E LA LITURGIA DEL MARTIRE
 
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BLITZ QUOTIDIANO

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MILANO. INCENDIO BUS, GIOVANARDI: GOVERNO STA SMANTELLANDO SISTEMA

MILANO. INCENDIO BUS, GIOVANARDI: GOVERNO STA SMANTELLANDO SISTEMA CONTROLLI (DIRE) Roma, 21 mar. - "Al tempo del governo Berlusconi rendemmo obbligatori i controlli antidroga e antialcol per tutti coloro che svolgono funzioni lavorative che mettono a rischio l'incolumita' dei terzi (autisti di pulmini scolastici e autocorriere, piloti di aereo, carrellisti eccetera). L'attuale Governo sta andando purtroppo in tutt'altra direzione avendo portato il Ministro della Sanita' in Conferenza Stato Regioni un provvedimento che porta da annuale a triennale il controllo, lo riserva soltanto a un campione del 20% degli operatori e si limita a un test sulla saliva eliminando quello sulle urine. La decisione definitiva verra' assunta nella prossima Conferenza Stato Regioni, che ha dovuto prendere atto di un documento dei tossicologi italiani che contestano duramente questa decisione che abbassa drammaticamente il livello della prevenzione per mansioni cosi delicate. Sono note le posizioni a favore della legalizzazione della Cannabis da parte dell'attuale Ministro della Sanita' (Movimento 5 stelle) ma quello che va assolutamente impedito e' che l'intero Governo operi per attenuare controlli indispensabili per garantire la sicurezza dei cittadini". Lo dice Carlo GIOVANARDI. (Vid/ Dire) 14:40 21-03-19 NNNN

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CUCCHI, COLPO SCENA. TERZA PERIZIA.


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La Consulta dà ragione a Giovanardi
 

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LA ZIRUDELLA DEI GRILLINI

LA ZIRUDELLA DEI GRILLINI

Massimo due mandati

Gli elettori son gabbati

Non si scende più di sella

Tic, e dai la zirudella       

 

Movimento, non partito

Avevate mal capito

Dalla brace alla padella

Tic, e dai la zirudella

 

Uno vale uno

Ma il capo è solo uno

È rimasta solo una stella

Tic, e dai la zirudella

 

La difesa nel processo

Vale solo per il fesso

Per l’amico niente cella

Tic, e dai la zirudella

 

Onestà, onestà, onestà

Non adesso che siam quà

Con le man nella pastella

Tic, e dai la zirudella

 

Questo è il valzer dei grillini

Grazie al voto dei grullini

E così la vita è bella

Tic, e dai la zirudella

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SE RITORNA LA 'MODICA QUANTITÀ'
 
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IL DEMONE DEL NAZIONALISMO NON VA RISVEGLIATO

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QUATTRO SEMPLICI MOSSE PER RIUSCIRE A GESTIRE IL FENOMENO MIGRATORIO
 
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DIFFAMATO, I CONSIGLIERI DEL MOVIMENTO RISPONDERANNO

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IL PATRIMONIO CULTURALE E I RICORDI DI FAMIGLIA

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A GIOVANARDI IL PREMIO FEDERICO FELLINI
Nella prestigiosa cornice del Circo Americano Carlo Giovanardi ha ricevuto a Roma il Premio FEDERICO FELLINI come grande amico dei Circhi. Il premio e' stato consegnato, anche a nome  dell' Agis, dal Presidente Antonio Buccioni alla presenza di un folto pubblico e di una rappresentanza delle grandi famiglie circensi dei Togni e degli Orfei.




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MIGRANTI, GIOVANARDI (IDEA – POPOLO E LIBERTA’): “PORTI APERTI – ITALIA CHIUSA E

MIGRANTI, GIOVANARDI (IDEA – POPOLO E LIBERTA’): “PORTI APERTI – ITALIA CHIUSA E NON PORTI CHIUSI- CUORI APERTI”


“A Matteo Salvini che dice ‘Porti chiusi, Cuori aperti’, rispondiamo ‘Porti aperti, Italia chiusa’. Se infatti il Senato riconoscerà essere stato legittimo trattenere su una nave militare italiana, nelle acque territoriali italiane, un gruppo di emigranti naufraghi in attesa di una decisione sulla loro suddivisione nei vari paesi europei, a maggior ragione appare legittimo consentire a chi si trova in questa situazione di sbarcare trattenendolo in strutture ad hoc dove sia possibile svolgere le procedure di accertamento per i richiedenti asilo in un mese di tempo”. Lo dichiara in una nota l’onorevole Carlo Giovanardi (IDeA-Popolo e Libertà). “Un conto è infatti trattenere i migranti in precarie condizioni igieniche in balia delle condizioni del mare – prosegue Giovanardi-, con la presenza di donne e minorenni, come ostaggi involontari di una trattativa con l’Europa, altra cosa che questa legittima trattativa avvenga mentre i migranti stessi sono trattenuti in un luogo di accoglienza sicuro da cui sia impedito uscire ma che non susciti le feroci critiche di trattamento inumano che vengono rivolte al nostro Paese. Insomma, coniugare fermezza e umanità è il modo migliore per risolvere questo terribile problema senza che le Istituzioni vacillino ogni volta che una nave appare all’orizzonte. In ogni caso – conclude-, è evidente che nel frattempo l’Italia debba ottenere la revisione del trattato di Dublino, degli effetti scellerati prodotti  dagli accordi del Governo del Pd e del successivo firmato dal Governo Conte che prevede la presa in carico degli stati membri delle persone salvate in mare unicamente su base volontaria, lasciando impregiudicata la riforma di Dublino”.  


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IO CHE NON HO DIFFAMATO Stefano Cucchi
 
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INSEGNARE L'ITALIANO ALLE MAGREBINE
Da "Il Resto del Carlino" del 27 gennaio 2019
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da "Dagospia" del 26/01/2019

 

Da “Dagospia.com” del 26/01/2019

LA RIVINCITA DI GIOVANARDI – L’EX MINISTRO È STATO ASSOLTO PER LE SUE DICHIARAZIONI SU STEFANO CUCCHI (“SE NON SI FOSSE DROGATO…”) E ORA MINACCIA QUERELE A RAFFICA CONTRO “I FIRMATARI DEI PIÙ GRAVI MESSAGGI D’INSULTI” – LA DECISIONE DEL GIUDICE: “GIOVANARDI NON HA DIFFAMATO PERCHÉ…”

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ILARIA CUCCHI SU CHIILARIA CUCCHI SU CHI

 Carlo Giovanardi non ha mai diffamato la memoria di Stefano Cucchi, il giovane tossicodipendente che fu arrestato a Roma e morì il 22 ottobre 2009 mentre era ancora in custodia cautelare e ricoverato presso l’ospedale Sandro Pertini.

 Ieri il giudice romano Livio Sabatini ha disposto l'archiviazione della querela per diffamazione presentata oltre due anni fa contro l'ex ministro da Ilaria Cucchi, Giovanni Cucchi e Rita Calore, rispettivamente sorella, padre e madre di Stefano.

 CARLO GIOVANARDI IL RIBELLECARLO GIOVANARDI IL RIBELLE

CLICCA QUI E LEGGI L'ORDINANZA DI ARCHIVIAZIONE 

 Il giudice ha accolto così la richiesta di archiviazione presentata dallo stesso pubblico ministero del procedimento, cui i tre querelanti si erano opposti. Il giudice ha dato ragione al pm (e soprattutto a Giovanardi), stabilendo di non ravvisare “gli elementi costitutivi del delitto di diffamazione in ragione delle modalità espositive del dichiarante, attenutosi alle risultanze processuali emergenti all'epoca dei fatti".

 Giovanardi era stato citato in giudizio penale dalla famiglia Cucchi per quanto aveva dichiarato il 4 ottobre 2016 durante la trasmissione radiofonica La Zanzara. L'ex ministro aveva dichiarato che "se Cucchi non si fosse drogato, e se non fosse entrato in un tunnel che poi lo ha portato agli arresti... be' ma questo mi sembra evidente". Giovanardi aveva alluso erroneamente anche a un "pestaggio" che Cucchi a suo dire avrebbe subito nei 15 giorni precedenti alla data dell'arresto.

stefano cucchiSTEFANO CUCCHI

 

Secondo il giudice, però, le sue dichiarazioni “non possono ritenersi diffamatorie” in quanto “da un lato sono conformi al requisito di verosimiglianza del fatto nella parte in cui richiama la genesi dell'arresto (dovendo interpretarsi nel generale contesto della vicenda, tuttora sub judice, originata dall'arresto del giovane Stefano Cucchi per violazione del testo unico stupefacenti), e dall'altro sono espresse con modalità espositive congrue, avendo il dichiarante manifestato le ragioni dei propri dubbi sulla scorta delle iniziali risultanze peritali richiamate nelle precedenti fasi del procedimento penale. Non vi sono pertanto spazi per ravvisare una obiettiva lesione della reputazione e dell'onore’”.

 

ilaria cucchiILARIA CUCCHI

 

Insomma, Giovanardi, attenendosi ai risultati delle perizie, non ha detto nulla di offensivo. La soddisfazione per l’assoluzione, in Giovanardi, è però annullata dall’aggressività collettiva con cui viene trattato dal momento della querela ricevuta: per la sua posizione controcorrente sul caso Cucchi, l'ex ministro lamenta infatti di aver ricevuto decine di minacce via email, e molte offese sui social network…

 Per questo Giovanardi ha deciso di presentare “alcune denunce contro i firmatari dei più gravi messaggi d’insulti e minacce nei confronti miei e dei miei familiari, tra le decine ricevuti via mail dopo che la Signora Ilaria Cucchi aveva pubblicamente preteso le scuse per le mie dichiarazioni”.

 “Il mio interessamento alla vicenda Cucchi" continua Giovanardi "è stato sin dall' inizio motivato dall'incarico di sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga”.

 Giovanardi conclude di avere “il massimo rispetto verso le sentenze, sia quelle che sino a ora mi hanno sempre dato ragione, sia a quelle che scaturiranno alla fine (e non all'inizio) dei processi in corso”.

 


 

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MODENA TODAY - Caso Cucchi, il tribunale archivia la querela per diffamazione a
Caso Cucchi, il tribunale archivia la querela per diffamazione a carico di Giovanard
Caso Cucchi, il tribunale archivia la querela per diffamazione a carico di Giovanardi

“Il Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Roma Dr. Livio Sabatini ha disposto l'archiviazione, con atto depositato il 23 gennaio 2019, della querela per diffamazione presentata a suo tempo nei miei confronti da Ilaria Cucchi, Giovanni Cucchi e Rita Calore, rispettivamente sorella, padre e madre di Stefano Cucchi, rappresentati dall'avvocato Fabio Anselmo, confermando la richiesta del pm, a cui i querelanti si erano opposti, che "sulla scorta di evidenze documentali, ha chiesto l' archiviazione del procedimento non ravvisando gli elementi costitutivi del delitto di diffamazione in ragione delle modalità espositive del dichiarante attenutosi alle risultanze processuali emergenti all' epoca dei fatti". Lo dichiara in una nota lo stesso onorevole Carlo Giovanardi.

“Il GIP ha scritto nel provvedimento – prosegue - che le mie affermazioni nel corso della trasmissione radiofonica La Zanzara ‘non possono ritenersi diffamatorie’ in quanto ‘da un lato esse sono conformi al requisito di verosimiglianza del fatto nella parte in cui richiama la genesi dell'arresto (dovendo interpretarsi nel generale contesto della vicenda, tuttora sub judice, originata dall'arresto del giovane Stefano Cucchi per violazione del testo unico stupefacenti), dall'altro sono espresse con modalità espositive congrue, avendo il dichiarante manifestato le ragioni dei propri dubbi sulla scorta delle iniziali risultanze peritali richiamate nelle precedenti fasi del procedimento penale. Non vi sono pertanto spazi per ravvisare una obiettiva lesione della reputazione e dell'onore’”.

Giovanardi annuncia poi di avere pronta una contromossa su questo caso che tante polemiche ha sollevato in tutto il Paese: “Questa mattina sono stato ricevuto dal Questore di Modena Maurizio Agricola a cui ho preannunciato la presentazione di denunce-querele per i firmatari dei più gravi messaggi di insulti e minacce  nei confronti miei e dei miei familiari, tra le decine ricevuti via mail dopo che la Signora Ilaria Cucchi aveva pubblicamente preteso le scuse per le mie dichiarazioni, ricordando che il mio doveroso interessamento alla vicenda Cucchi è stato sin dall' inizio motivato dall'incarico di Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle politiche antidroga. Tutto questo – conclude Giovanardi - con il massimo rispetto che nutro verso le sentenze Giudiziarie, sia quelle che sino ad ora mi hanno sempre dato ragione, sia a quelle che scaturiranno alla fine (e non all'inizio) dei processi in corso”.



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DA "Sul Panaro.net -notiziario della Bassa Modenese" del 24/01/2019

CORSO DI ARABO E ISLAM PER I BIMBI, UN INCONTRO PUBBLICO A SAN FELICE

SAN FELICE SUL PANARO – E’ intitolato ‘Lingua araba e religione islamica nella scuola pubblica italiana’ l’incontro pubblico organizzato per il prossimo sabato, 26 gennaio, alle ore 15, dall’ex ministro Carlo Giovanardi e da Souad Sbai, già parlamentare, giornalista e presidente dell’associazione Donne Marocchine in Italia.

L’incontro, moderato dalla direttrice del quotidiano Sul Panaro Antonella Cardone, è un momento di confronto pubblico su un tema che a San Felice è caldissimo dopo che l’associazione di maghrebini La Pace ha chiesto e ottenuto di poter usare le aule della scuola per tenere lezioni di lingua araba e principi di religione islamica ai bambini delle elementari e medie. Innumerevoli le proteste anchea livello nazionale, tanto che la scuola ha fatto marcia indietro e ha sospeso le lezioni.

L’incontro dibattito aperto al pubblico «si prefigge l’obiettivo – dichiara Giovanardi – di spiegare con motivazioni di ordine costituzionale, concordatarie, legislative, di difesa dei diritti umani e di laicità dello Stato il perché è inopportuno che in strutture pubbliche scolastiche siano organizzate iniziative come quella di San Felice».

I genitori sono invitati all’incontro, che si tiene presso l’auditorium della biblioteca in via Campi a San Felice.

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Giovanardi al governo Conte: "Chiudete i negozi di cannabis light"

Giovanardi al governo Conte: "Chiudete i negozi di cannabis light"

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Giovanardi tuona: «Chiudere i negozi di cannabis light»

Giovanardi tuona: 
«Chiudere i negozi 
di cannabis light»

Un cannabis store
Un cannabis store 
19.01.2019

Per l’ex ministro Carlo Giovanardi è indispensabile «chiudere tutti i negozi che vendono cannabis light».

Giovanardi, presente ad un convegno a Verona proprio sulla cannabis light, ha illustrato il parere del Consiglio Superiore di Sanità che ha evidenziato i rischi derivanti dal consumo di cannabis light e la sentenza della Cassazione Penale dello scorso ottobre che ha formulato il seguente principio di diritto (qui il testo originale e integrale): «la legge del 2/12/2016 numero 242 disciplina solo la coltivazione della canapa, consentendola alle condizioni ivi indicate, per i fini commerciali tassativamente elencati nei quali non rientra la commercializzazione dei prodotti costituiti dalle inflorescenze e dalla resina. I valori di tolleranza di Thc consentiti (0,2%-0,6%), si riferiscono solo al principio attivo rinvenuto sulle piante in coltivazione, non al prodotto oggetto di commercio. La detenzione e commercializzazione dei derivati dalla coltivazione disciplinata dalla presente legge, costituiti dalle inflorescenze (marijuana) e dalla resina (hashish) rimangono sottoposte alla disciplina di cui al D.PR. 390/90».

Con questi presupposti, ha concluso Giovanardi rivolgendosi al sindaco di Verona Federico Sboarina, «il Governo Nazionale deve intervenire procedendo all’immediata chiusura di tutte le attività commerciali nella parte nella quale vendono la cosi detta cannabis light, contrastando cosi chi sta investendo decine di milioni di euro per avvicinare i giovani al mondo della droga».

A Verona sono molti i negozi di cannabis light che hanno aperto negli ultimi mesi.


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Accademia aeronautica: una tempesta in un bicchiere d'acqua
giulia

Il maggiore quotidiano italiano, il Corriere della Sera, ha dato con grande enfasi la notizia di un supposto caso di nonnismo, denunciato da una allieva ufficiale della Aeronautica militare sul quale è intervenuto con parole di fuoco anche il ministro della Difesa. Nelle ultime ore, con evidente imbarazzo, chi ha cavalcato il caso sollevato dalla denuncia della allieva Giulia Schiff ha dovuto prendere atto dell'esistenza di un altro filmato che mostra l'allieva ufficiale comportarsi nello stesso identico modo di quello da lei denunciato nel corso di un rito goliardico-scherzoso che riguardava un altro allievo.

Vorrei partire da questo episodio per ricordare a una Italia smemorata la vicenda di Maurizio Cocciolone e Gianmarco Bellini, i due piloti italiani abbattuti in Iraq che vennero torturati dopo la cattura e premiati successivamente per il loro eroico comportamento in quella occasione. I piloti infatti sono militari che rischiano non soltanto quando sono in volo ma anche quando partecipano a guerre come nel caso del pilota giordano, a sua volta catturato dall'Isis di cui tutti, abbiamo impresse nella mente le immagini raccapriccianti della morte. Stiamo parlando dunque di cadetti che si apprestano ad affrontare una vita militare densa di pericoli, davanti ai quali da sempre centinaia e centinaia di aspiranti piloti, molti dei quali, arrivati ai vertici delle forze armate, si sono sempre volontariamente sottoposti a un rito di iniziazione, con l'orgoglio di chi celebra l'aver ottenuto un grande risultato.

In questo scandalo in un bicchier d'acqua ricordo di quando, ministro in carica, in visita alla Accademia militare di Pozzuoli, mi ritrovai con la mia cravatta di Marinella proditoriamente tagliata a metà  in mensa dai cadetti, in ossequio a una vecchia tradizione. Secondo voi a quel punto dovevo risolvere la situazione, come feci, con una risata, oppure denunciare i cadetti ai sensi dell'art.635 codice penale per danneggiamento oggetto mobile in pubblico, reato che prevede una reclusione da 6 mesi a 3 anni?

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Quando Grasso non volle commemorare Andreotti

Giulio Andreotti

Oggi l’Italia celebra, tra qualche polemica, il centenario della nascita di Giulio Andreotti. Chi lo vede come un personaggio positivo, nella Storia italiana, e chi invece come Belzebù. In tv torna Il Divo, il film di Paolo Sorrentino. I giornali sono pieni di biografie dello statista, come di retroscena, e sono invasi dai vecchi motti salaci per cui “il Divo Giulio” andava famoso. 
È un anniversario “difficile”, questo è evidente. Gli avversari del sette volte presidente democristiano del Consiglio, a partire dall’ex procuratore di Palermo Gian Carlo Caselli, ricordano insistentemente la sentenza con cui, nel dichiarare prescritti i reati dopo il 1980, la Cassazione chiuse il processo istruito contro di lui per mafia ricordando la sua contiguità con Cosa nostra prima di quella data. Altri sottolineano al contrario le leggi antimafia firmate da Andreotti, e anche i giudizi positivi del pubblico ministero Giovanni Falcone…
Su Andreotti, però, nessuno ricorda più un passaggio anomalo, e a dirla tutta non proprio glorioso, delle nostre istituzioni, in particolare del Senato della repubblica. È un’omissione che in effetti non fa onore a chi la decise. A denunciarla, oggi, è Carlo Giovanardi, ex ministro e amico dello statista. 
“Andreotti morì il 6 maggio 2013” ricorda Giovanardi “ma nel trigesimo della sua morte il Senato non organizzò alcuna cerimonia. Era un fatto inedito, non era mai accaduto prima. Così ai primi di luglio di quello stesso 2013 scrissi al presidente Pietro Grasso, per chiedergli come mai non avesse provveduto”. 
Per quanto controverso fosse il suo personaggio, va ricordato che Andreotti era comunque stato ininterrottamente un membro del Parlamento dal 1945; era stato anche per otto volte ministro della Difesa, per cinque ministro degli Esteri, per due delle Finanze, del Bilancio e dell'Industria, per una volta era stato poi ministro del Tesoro e anche dell'Interno: un vero monumento della politica, insomma. 
Grasso, però, non rispose mai a Giovanardi. Una cerimonia fu comunque organizzata mesi dopo, il 17 settembre, dal gruppo parlamentare del Popolo della libertà al Senato. “Grasso” ricorda Giovanardi “non partecipò a quella cerimonia, e non ne spiegò mai il perché. Avrebbe potuto giustificarsi in mille modi, anche manifestando la sua personale avversione per Andreotti. Preferì il silenzio”. 
In sua vece, alla tardiva commemorazione del settembre 2013, parlò la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. Dice ancora Giovanardi: “Grasso tornò invece a pronunciare il discorso ufficiale alle commemorazioni dei senatori defunti Franca Rame ed Emilio Colombo, che si tennero nei giorni immediatamente successivi”. 
Giovanardi conclude con un’ultima notazione: “Sul sito de Senato” dice “l’unico senatore defunto per cui manchi il discorso funebre è ancora Andreotti”. Una vera damnatio memoriae.

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LA STAMPA 13.01.2019
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DA"VACCARINEWS" DEL 07/01/2019

NOTIZIE DALL'ITALIA

Patrimonio/2 Siano sentiti gli operatori del settore

È quanto chiede Carlo Giovanardi riferendosi al disegno di legge 882, ora alla commissione giustizia del Senato. “Operatori del settore e collezionisti non sono avversari da combattere”


Carlo Giovanardi

La norma -già bloccata nella precedente legislatura, ma presentata nell’attuale dagli ex ministri Dario Franceschini ed Andrea Orlando ed approvata dalla Camera dei deputati- “prevede pene e multe draconiane per tutta una serie di nuovi delitti da inserire nel Codice penale relativi ai beni culturali (furto, appropriazione indebita, ricettazione, impiego, riciclaggio, auto riciclaggio, alienazione, importazione, esportazione, distruzione, dispersione, uso illecito, contraffazione, etc.) senza però specificare a quali beni culturali si faccia riferimento”.

Il commento espresso oggi pomeriggio viene da Carlo Giovanardi (Idea - Popolo e libertà) e si riferisce al disegno di legge 882, “Disposizioni in materia di reati contro il patrimonio culturale”, segnalato dalla news precedente.

“Potenziali e future vittime di queste norme -prosegue l’onorevole- diventeranno milioni di cittadini che posseggono un bene culturale, mentre collezionisti e operatori nel settore del mercato dell’arte e dell’antiquariato e le case d’asta si troveranno in una situazione tale da paralizzare ogni loro attività”.

“Chiedo pertanto che il presidente del Senato (Elisabetta Casellati, ndr) abbia la sensibilità di voler audire in commissione giustizia, alla quale questo disegno di legge è stato assegnato in sede redigente, i rappresentanti di questa parte così importante della nostra economia per trovare soluzioni legislative che tutelino giustamente l’eccellenza del nostro patrimonio culturale e colpiscano i comportamenti illeciti, senza far prevalere una cultura autarchica e statalista che considera operatori del settore e collezionisti avversari da combattere” (fine).


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VIDEO DELL'INTERVENTO DEL SEN. GIOVANARDI IN DIREZIONE NAZIONALE DEL PDL




 
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GIOVANARDI A TUSCANIA PER LANCIARE LIBERATI

Leggi tutto L'articolo, da "Nuovo Viterbo Oggi" del 27 maggio 2009
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''QUOZIENTE FAMILIARE ENTRO LA LEGISLATURA''
FAMIGLIA CRISTIANA-
INTERVISTA CON IL SOTTOSEGRETARIO CARLO GIOVANARDI
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